lunedì 5 dicembre 2011

Catene e gomme invernali, istruzioni per l'uso

Dal 15 novembre scorso si applica in concreto la regolamentazione che impone l'uso degli pneumatici invernali. Le polemiche si sprecano, qualcuno ipotizza che la regolamentazione ovviamente sia stata creata appositamente per far girare l'economia il mercato di questo specifico settore. Al di là di tutto agli automobilisti dal 15 novembre al 31 marzo viene resa obbligatoria la circolazione dei mezzi con pneumatici o catene da neve a bordo. Sul portale della Polizia di Stato l'ordinanza e la mappatura di strade e autostrade interessate dall’obbligo, suddivisa Regione per Regione.
Ma approfondiamo un pò l'argomento leggendo direttamente da neveitalia.it.



Al di sotto dei 7 gradi centigradi le mescole del battistrada dei normali pneumatici tendono a cristallizzarsi e quindi ad indurirsi, con la conseguenza di aumentare gli spazi di frenata e diminuire la presa sull'asfalto in curva. E' per questo motivo che un automobilista prudente ai primi freddi si precipita dal gommista per sostituire gli pneumatici estivi con quelli invernali. 
 C'è ancora chi le chiama gomme da neve, in realtà il termine più adatto è pneumatici invernali perché le ricerche e le tecnologie che hanno interessato questo settore sono state tali e tante da aver provocato una piccola rivoluzione. Magia della silice, che combinata con altri polimeri speciali, rende queste gomme in grado di scaldarsi prima delle normali gomme estive quando le temperature raggiungono livelli prossimi allo zero. Inoltre la particolare configurazione a lamelle sfrutta, infatti, la proprietà "legante" dei cristalli di neve. La gomma sulla neve scivola, mentre la neve su altra neve tende ad aggrapparsi, da qui l'idea di sagomare il battistrada con opportune lamelle, che si riempiono di neve "aggrappandosi" letteralmente al fondo stradale, la dove un liscio pneumatico "estivo" slitterebbe.
 Ma la vera rivoluzione delle coperture invernali sta nel loro livello di comfort e nelle loro prestazioni sull'asfalto asciutto. Un tempo montare le gomme da neve significava scendere a pesanti compromessi. La velocità massima scendeva drasticamente (spesso c'erano anche pesanti limiti di omologazione) e il rumore di rotolamento invadeva l'abitacolo penalizzando il comfort di un viaggio. 
Dal punto di vista legale va ricordato che secondo il codice della strada (art.122 comma 8) il segnale "catene per neve obbligatorie" deve essere usato per indicare l'obbligo di circolare a partire dal punto di impianto del segnale con catene da neve o con pneumatici da neve. Pertanto il codice della strada equipara a tutti gli effetti l'utilizzo delle catene alle gomme da neve, dette anche pneumatici invernali o termici. 
Da cosa si riconosce un pneumatico invernale? Sul fianco del pneumatico compare la marcatura M+S oppure MS, M/S, M-S, M&S: questa sigla indica le parole Mud (fango) e snow (neve). Inoltre, secondo le attuali normative, gli pneumatici invernali devono recare sul fianco il marchio d'omologazione Europeo, rappresentato da una "E" maiuscola racchiusa in un cerchio o da una "e" minuscola al centro di un rettangolo. La scelta degli pneumatici è, ovviamente, molto importante. Ne esistono infatti di diversi tipi, a seconda delle condizioni della strada. In caso di molti strati di neve è consigliabile usare gomme più strette, che garantiscono una maggiore aderenza. Se la strada è, invece, più asciutta, meglio optare per pneumatici più larghi. Per ogni tipo di battistrada, poi, è associato un codice di velocità, che corrisponde al limite di velocità da rispettare per quel determinato tipo di gomma. Insieme al codice di velocità è infine indicato il peso massimo sopportato dalla ruota. L’uso di gomme da neve è comunque sconsigliabile per manti nevosi che superino i 20 centimetri; in questi casi, meglio utilizzare le catene da neve tradizionali, che garantiscono una maggiore trazione. 

 L'alternativa alle gomme invernali è rappresentata da sempre dalle catene da neve, che molti ricordano come un incubo sia perché obbligano l'automobilista a sporcarsi le mani, sia per le limitazioni che impongono nella velocità di crociera e nel comfort di bordo. I nuovi modelli di catene si sono evoluti tecnologicamente rendendone tuttavia il montaggio abbastanza agevole. Alcuni modelli si fissano solo sulla parte esterna delle ruote motrici, quasi sempre nei nuovi modelli si riesce ad evitare di infilare un braccio tra ruota e carrozzeria per l'aggancio definitivo.
 Quando lo strato di neve è particolarmente alto, quando ci si deve fermare in discesa o quando si deve partire in salita su un fondo ghiacciato non hanno rivali. Sono costituite di acciaio di grande resistenza, con uno spessore medio compreso tra i 12 e i 7 millimetri. Facilissime da montare sono le versioni rigide con l'aggancio ad uno o più bulloni della ruota. Consentono il montaggio anche su automobili sportive che diversamente non sarebbero catenabili a causa dello spazio ridotto tra il pneumatico e la vettura. 
Esistono diversi tipi di catene da neve. Quelle a rombo, quelle a Y e quelle a scala. Le prime (dette così per via della forma delle maglie) sono le più efficaci e sicure (e di conseguenza anche le più costose), quelle che assicurano una tenuta maggiore in quanto le uniche a raggiungere lo spessore di maglia di 12 millimetri. Per questo motivo sono indicate soprattutto per le zone di montagna o, comunque, particolarmente fredde e nevose. Ci sono poi le cosiddette catene a Y, più economiche e consigliabili per un uso occasionale. Infine, ci sono le vecchie care (ma poco pratiche) catene a scala, per montare le quali è necessario spostare in avanti e indietro la macchina. Sono le più economiche ma sono in via di estinzione. Tutti i tipi di catene sono vendute a un prezzo compreso tra i 36 e i 160 euro. Dal 2002 in Italia è stata introdotto l’obbligo di omologazione della catene da neve alla norma di unificazione a carattere definitivo della tabella CUNA (Commissione Tecnica di Unificazione nell’Autoveicolo). Una volta acquistate, bisogna saper montare le catene in maniera corretta, in modo da evitare di rovinare gli pneumatici. Per farlo, bisogna sapere quali sono le ruote su cui grava la trazione dell’auto: la stragrande maggioranza dei veicoli presenta una trazione anteriore (quindi le catene vanno montate sulle ruote anteriori); in alcuni casi (Pick up, auto sportive) la trazione è posteriore, quindi le catene vanno montate sulle ruote posteriori. C’è poi il caso delle auto 4x4, a trazione integrale, per le quali le catene vanno montate su tutte e quattro le ruote. Ma è obbligatorio montare le catene in caso di neve? Il codice stradale prevede l’esistenza della segnaletica riguardante l’obbligo, in alcuni tratti stradali e in determinati periodi, di avere catene a bordo. In realtà, anche montando dei normali pneumatici anti-neve si è in regola ugualmente: la legge non fa distinzione a riguardo. Se invece alla presenza del segnale di “obbligo di catene a bordo” non si è muniti né di catene né di gomme da neve è prevista una multa di 68, 25 euro, oltre al fermo dell’auto, mentre se si è recidivi è previsto anche la sottrazione di tre punti dalla patente.

 Esistono poi modelli alternativi alle catene tradizionali: è il caso delle cosiddette “calze” (o autosocks), ovvero una speciale protezione costituita da un materiale speciale che garantisce una buona aderenza alla gomma e una guida molto più sicura. Sono rapide da montare, economiche e non ingombranti, ma non sono omologate quindi non sono utilizzabili nei tratti in cui vige l’obbligo di catene a bordo. Ci sono poi i “ragni” o “spikes”, piuttosto ingombranti e di conseguenza da utilizzare come ultima scelta. Infine le rompighiaccio, che presentano anelli e piastrine sporgenti che rompono il ghiaccio e lo sfruttano per trasmettere la potenza.

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