giovedì 8 dicembre 2011

Salviamo la Ditec di Quarto d'Altino

Chi come me abita nell'entroterra veneziano conosce, per aver visto i suoi prodotti montati per esempio su cancelli elettrici, o ha per lo meno sentito parlare della Ditec.
 Se vi ricordate qualche anno fa, guardando una partita di calcio in tv si potevano vedere i cartelloni col marchio, mentre anche nel motociclismo la Ducati veniva sponsorizzata.
 Ditec è un'azienda che produce cancelli elettrici automatici, automatismi per porte, serramenti ed ingressi sicuri e versatili per interni ed esterni, porte automatiche. Da poco, nel 2009 è passata di proprietà, ora è nelle mani del gruppo svedese Assa Abloy, una multinazionale del settore che ha assorbito la vecchia proprietà.
 In Italia ci sono due sedi di questa azienda, che è in ottima salute, non è indebitata, ha commesse. Nella sede di Quarto d'Altino ci sono circa 130 dipendenti che fino ad ora son sempre venuti incontro alla proprietà, accollandosi anche ore di straordinario per poter soddisfare gli ordini.
Ma dove sta il problema? Il problema è che qualche giorno fa la multinazionale ha dichiarato di voler, entro il 2013, spostare la produzione in Cina e Cecoslovacchia (ovviamente per il minor costo della manodopera) infischiandosene della professionalità del proprio personale e gettando nello sconforto molte famiglie, in vista anche delle prossime festività. In questo momento si stanno muovendo molte componenti politiche e sociali per cercare di scongiurare questi cambiamenti, dal sindaco di Quarto d'Altino, alla stampa locale, alle organizzazioni sindacali. Gli stessi lavoratori della Ditec hanno istituito su Facebook un gruppo chiamato "Salviamo la Ditec di Quarto D'altino", con lo scopo di pubblicizzare in ogni modo possibile la loro situazione. Per lunedì mattina è prevista un'azione di protesta davanti ai cancelli della ditta. Sono stati contattati perfino Striscia la Notizia e il Gabibbo. Vedremo come andrà a finire, vedremo se anche questa volta in nome del dio denaro verranno stravolte le vite di giovane che magari hanno dedicato venti dei loro anni alla prosperità della loro ditta. Già nella sede di Treviolo (Bg), ad inizio anno c'era stata un'analoga azione nei confronti dei lavoratori. Io, da parte mia, nel mio piccolo non posso far altro che aggiungere la mia voce, alle tante, spero, che faranno conoscere questa situazione all'Italia intera.


4 commenti:

axl ha detto...

Sono un lavoratore della Ditec. L'azienda non ha mai avuto problemi economici e nemmeno negli anni più duri della crisi, ha chiuso in passivo. 30 anni di storia e trent'anni di prosperità per l'azienda grazie all'impegno dei suoi lavoratori.
Adesso in un anno in cui nonostante l'economia non fosse florida, l'azienda stava mettendo a segno dei buoni risultati con persone che venivano a lavorare anche il sabato per far fronte alla mole di ordini, la multinazionale Assa Abloy ha deciso di tagliare tutta la produzione per motivi meramente speculativi.
Queste superpotenze economiche si aggirano come avvoltoi per l'europa acquisendo conoscenze e capacità per poi trasferirle dove fa più comodo loro. La domanda è: ma se li lasciamo continuare, dove andremo a finire??? il nostro tessuto economico continuerà a essere distrutto ed in breve non rimarrà niente...

stefitiz ha detto...

condivido pienamente la tua opinione...

boarettosergio ha detto...

mi dispiace x i lavoratori ma questo che sta succedendo alla ditec e una cosa normalissima nel mondo della globalizzazione.io adesso scrivo una provocazione x far capire al mondo del lavoro che se non modifichiamo le leggi del wto(organizzazione mondiale del commercio)x le imprese e lavoratori italiani non c'e' futuro.se tu fossi un imprenditore e la stessa merce che produci in italia con gli operai il cui salario medio e' di Euro 1200 la potessi produrre produrre in cina con salari medi di euro 125 cosa faresti? tutti vanno in cina.le leggi 27000 pagine firmate da tutti i paesi compresa l'italia permettono a qualsiasi azienda di spostarsi nel pianeta da paese a paese senza preoccuparsi di quello che si lascia alle spalle .di solito chiude da una parte e apre in un paese dove il costo del lavoro e'inferiore e puo' fare piu'profitti.quindi e' inutile che vuoi protestiate contro l'azienda.dovete protestare contro la classe politica che sta permettendo tutto questo.le aziende non sono dei fuorilegge ma si attengono a tutto quello che il wto gli permette di fare.

boarettosergio ha detto...

mail- di boaretto sergio se qualcuno vuole una delucidazione su quello che ho scritto x aprire un nuovo metodo di protestare ,piu' mirato che vada a colpire al cuore il problema del lavoro

mail- boarettosergio@yahoo.it
tel.3280844456 padova