venerdì 16 dicembre 2011

...stiamo diventando un paese quasi moderno?

Qualcosa sta cambiando, stiamo diventando un paese quasi moderno?
 "MESTRE
 Anno 2011: Facebook, Twitter, Google+, streaming, file-sharing, il tutto raggiungibile non più soltanto dal vecchio personal computer, ma anche da notebook, netbook, tablet, smartphone, i-phone e chi più ne ha più ne metta..insomma il cosiddetto web 2.0. Proprio questa massiccia presenza di internauti sul nostro territorio, ha favorito lo sviluppo, su iniziativa dell'amministrazione comunale, della Cittadinanza Digitale: una rete wi-fi gratuitamente disponibile per residenti e domiciliati che copre i punti nevralgici della città. Iniziativa che prende esempio dalle più innovative pratiche internazionali. I giovani costituiscono l'avanguardia sociale di questi fenomeni. A quale cittadino veneziano infatti non è mai capitato di scorgere ragazzi appollaiati sulle panchine di Campo della Bragora o di Santa Maria Formosa con portatile in braccio e sguardo perso nel monitor? E per quanto riguarda Mestre? Anche qui i “luoghi caldi” non mancano. Li conosce bene, per esempio, Jacopo, studente mestrino di giurisprudenza: «Io passo le giornate a studiare, quindi sfrutto per lo più le reti delle varie biblioteche: quella della Bissuola o la Civica di via Miranese, ma se mi capita di passare per piazza Ferretto e aver voglia di controllare le mail, mi siedo un momento sui gradini della chiesa di San Lorenzo ed è fatta... E sono quasi sempre in buona compagnia». Insomma, il wi-fi crea nuovi flussi, nuove abitudini, soprattutto in piazza. E se in effetti, fino a qualche anno fa, i giovani si accalcavano in corrispondenza dei bar e delle proseccherie della piazza principale, oggi capita spesso di notare gruppetti di ragazzi che fanno capannello intorno alla sintetica luminescenza di qualche schermo led, incuriosendo e talvolta anche irritando i più anziani fedeli, costretti a una scomoda gimcana per entrare in chiesa. Alla pari di come ci si reca al bar per l'ora dell'aperitivo o al ristorante durante la pausa-pranzo, anche il consumo della rete ha i suoi luoghi e i suoi orari, dando vita a veri e propri fenomeni di costume. La colazione di lavoro al Baratto, il bar delle piscine del parco Bissuola ad esempio: un classico del sabato mattina che costituisce un momento di incontro e di scambio fra giovani internauti. Un manipolo di ragazzi, con la brioches in una mano e gli smartphone nell'altra spiegano: «Veniamo quasi tutti i sabati, armati di computer portatili e altri apparecchi multimediali, organizziamo rassegne stampa on-line, video conferenze con amici o colleghi distanti, stesure di documenti che richiedono un costante supporto internet. Certo, gli apparecchi costano caro, ma almeno la linea qui è gratuita». Piero aggiunge: «Dopo un anno di Erasmus a Barcellona, consideravo il wi-fi cittadino e gratuito un elemento di normalità, ora che sono tornato mi rendo conto che dobbiamo ritenerci fortunati qui in città. Ma credo che ci sia ancora molto da fare per migliorare il servizio». (fonte Nuova Venezia)

Anche a me succede di usufruire del servizio  wi-fi comunale qualche volta. Peccato il segnale non sia così potente e ci siano zone che, anche se previsto, non siano coperte.
Link utile:  http://lippopotamo.blogspot.com/2011/05/wifi-gratis.html
                http://lippopotamo.blogspot.com/2011/04/cittadinanza-digitale-venezia.html
                http://lippopotamo.blogspot.com/2011/09/progetto-free-italiawifi.html

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