domenica 15 gennaio 2012

Eternit – Dissolvenza in bianco, una storia da non dimenticare

Eternit – Dissolvenza in bianco appartiene al genere del fumetto di denuncia o docu-comics. Il fumetto di Assunta Prato e Gea Ferraris racconta una storia tutta italiana, nel bene e nel male. E’ quella di una fabbrica di Casal Monferrato, la città delle due autrici, nella quale veniva fatto largo uso di quello che poi dopo tanti, troppi anni è diventato un materiale altamente illegale, l’eternit che dà il titolo la fumetto. Non è compito di una recensione di un fumetto scrivere la storia di questo scempio, ma potete documentarvi qui. Eternit – Dissolvenza in bianco è un’opera corale, nel senso che non c’è un solo punto di vista. C’è il punto di vista di una piccola comunità che vede a poco a poco un sogno trasformarsi nel peggiore degli incubi. Il fumetto ha un taglio intimista, la storia di ogni famiglia, di ogni individuo si trasforma in quella della città.  
Dal punto di vista temporale il libro parte con il racconto dal 1957 ed arriva fino all’ultimo decennio del secolo scorso. Sembra passata una vita, ma è pochissimi anni fa. Assunta Prato ha scritto una storia che deve esserle costata non poca fatica visto che è coinvolta in prima persona. Un aspetto da non sottovalutare per un autore esperto, ed a maggior ragione per una semi esordiente. Gea Ferraris è diplomata alla scuola del fumetto ed è stata finalista al Festival International de la Bande Dessinée d’Alger; questa è la sua prima opera, il talento c’è e si vede. Eternit – Dissolvenza in bianco è in vendita a 18.00 Euro. (apollodoro.it)

3 commenti:

Gea ha detto...

Grazie mille per questa bella recensione! Speriamo che questo libro possa conribuire alla causa, diffondendo conoscenza su questa tragedia e su questo problema che, purtroppo, non è solo casalese... riflettere sul passato per costruire un futuro migliore!

Assunta ha detto...

Grazie! Scrivere il fumetto ha richiesto impegno e mi è costato spesso lacrime nel ricordare, ma era come se sentissi che lo dovevo a mio marito, e a tutti quelli morti per l'avidità di qualcuno, serial killer in doppio petto

stefitiz ha detto...

Anche per me il fumetto suscita ricordi amari. Mio padre lavorava alla Breda (ora Fincantieri) di Porto Marghera ed è morto nel 84, appena andato in pensione, per tumore ai polmoni (quasi sicuramente mesotelioma) visto le cose che son saltate fuori negli anni successivi nei confronti anche di quei datori di lavoro.