venerdì 13 gennaio 2012

La musica fa bene all’uomo

La musica fa bene all’uomo, da sempre. L'impiego della musica come strumento di cura é antichissimo; i primitivi, ad esempio, utilizzavano parole o suoni adeguatamente intonati durante i riti di guarigione. Da allora fino ai giorni nostri, la ricerca sugli effetti terapeutici della musica non ha conosciuto sosta e ha visto aumentare i risultati ottenuti e gli ambiti applicativi sperimentati. Anche se l'idea di usare la musica come cura o "terapia" data diverse migliaia di anni, la musicoterapia come disciplina nella sua visione integrata e nella sua applicazione scientifica è molto nuova. È nel 1950, con la fondazione negli Stati Uniti dell'Associazione Nazionale per la Musicoterapia, che si inizia a parlare di Musicoterapia come vera scienza da utilizzare in ambiti svariati.
 Ora, notizia recentissima, secondo uno studio della University of Utah pubblicato su The Journal of Pain, l'ascolto di musica, specie se ci coinvolge molto, fa bene a corpo e psiche, tanto che le 7 note riducono il dolore soprattutto nelle persone piu' ansiose. Lo studio ha coinvolto 143 individui sottoponendoli a piccoli stimoli dolorosi mentre ascoltavano varie melodie. Risultato: migliore e' la concentrazione sulla musica, minore e' il dolore percepito in quanto si distoglie l'attenzione dalla sofferenza. (ansa.it)
 L’impiego della musica come intervento terapeutico si è ampiamente sviluppato dalla metà del ventesimo secolo, anche se, è esistito in diverse forme in varie culture per molti secoli.
Negli anni recenti l’uso della musica come intervento è aumentato e questo, in qualche misura, può riflettere l’interesse crescente nelle terapie complementari. La musica è stata utilizzata per i pazienti di tutte le età, dai neonati, ai bambini, agli adulti, agli anziani e come pre-procedura/intervento o postprocedura/intervento per diminuire l’ansia e il dolore. La musica è spesso usata in congiunzione con altre attività quali programmi educazionali, video e massaggi rilassanti. L’assunto base di ciò sta nel fatto che la musica è una forma di comunicazione, ed è stata descritta come un linguaggio universale, e questo può fornire una via di fuga da stimoli negativi quali il dolore e l’ansia a qualcosa di piacevole e incoraggiante. La mente del paziente può fuggire nel suo mondo familiare e tranquillizzante.
Già un recente studio dell’Università di Granada, aveva dimostrato che associando la musicoterapia e la visualizzazione in relax si possono ridurre significativamente i sintomi legati alla fibromialgia come dolore, depressione, ansia e difficoltà nel dormire. Ma questa associazione può funzionare anche per chi ha altri problemi minori, come stress, dolori vari e, naturalmente, anche ansia.
 Un altro studio condotto dal centro Cochrane (istituzione internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare criticamente e diffondere le informazioni relative all'efficacia degli interventi sanitari) va oltre. A fine anno scorso infatti aggiunge la convinzione  che ridurre l'ansia, il dolore e migliorare l'umore nel malato oncologico è possibile . Detto ciò, pur non essendo ancora riconosciuta come scienza ufficiale, la musicoterapia viene definita come una modalità d’approccio sensoriale che utilizza l’elemento sonoro con finalità terapeutiche e preventive per intervenire su un certo numero di disagi fisici, psicologici e psicopatologici. Un percorso attraverso il quale con l’assistenza di un musicoterapeuta, una persona o gruppo di persone, grazie alla stimolazione delle sue capacità creative, può raggiungere un miglioramento del proprio benessere, superando difficoltà e disagio nella comunicazione con altri, nella gestualità del corpo.
Personalmente non posso che condividere con la mia esperienza personale. In occasione di un intervento chirurgico, un paio di anni fa, il lettore mp3 era lo strumento adatto per rilassarmi la mente e il corpo. Quelle due settimane in ospedale i Pink Floyd hanno suonato alla grande facendomi compagnia e rendendo meno dolorose le lunghe ore di ricovero.

1 commento:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

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