martedì 3 gennaio 2012

Treni pendolari oltreconfine

Lungi da me perorare l'efficienza e la qualità del servizio pendolare ferroviario, quindi del trasporto Regionale in genere. Vale però la pena di osservare anche cosa succede fuori del nostro paese, visto che da noi è facilissimo solo criticare. Un articolo pubblicato sul sito della BBC, in data 30/12, mette a confronto le tariffe dei treni inglesi con quelle europee. Prendendo in considerazione Londra, Parigi, Berlino, Madrid e Roma, dal benchmark - elaborato su tratte di analogo chilometraggio - è emerso che i pendolari inglesi pagano di più rispetto a quelli che si spostano nelle altre grandi capitali, e addirittura pagano 10 volte quello che paga un pendolare romano: 3.268 sterline contro 336,17 sterline! L'articolo, che ovviamente si sofferma sullo stato del trasporto pendolare inglese, sottolineandone l'alto costo, mette però in evidenza anche il fatto che i nostri abbonamenti sono in assoluto i più bassi: il pendolare che si sposta su Roma paga circa la metà rispetto a quello che si sposta su Madrid o Berlino, un terzo rispetto a quello che si sposta su Parigi, fino ad arrivare ad appena un decimo di quello che paga un pendolare londinese.
Qui il link:

Poi  in data di ieri, 2/01, invece questa notizia da oltremanica : 
"Al rientro al lavoro dopo le feste natalizie, i pendolari britannici dovranno fronteggiare un aumento delle tariffe ferroviarie e metropolitane di almeno il 6%. Le percentuali variano infatti a seconda del tipo di biglietto. I prezzi dei biglietti ferroviari variano da un + 6% medio fino ad oltre il 9% su linee anche molto battute, come Londra – Cardiff, Londra – Exeter e Londra – Plymouth. Mentre per raggiungere Edinburgo da Birmingham o da Bristol, i britannici dovranno ora sborsare l’8% più di quanto spendevano nel 2011. Le nuove tariffe sono state applicate in Inghilterra, Scozia e Galles e riguardano anche le principali linee dell’Underground londinese, lievitate del 5,9%. Gli aumenti hanno provocato l’ira poco “british” dei pendolari della Gran Bretagna che, come riferiscono i principali siti web inglesi, lamentano il basso livello di puntualità dei treni a lunga percorrenza. Gli aumenti, inoltre, superano il tasso d’inflazione locale e l'aumento di salario che un pendolare possa mai augurarsi."

2 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Ma trovare almeno una via di mezzo tra costi e qualità in un Paese come il nostro, che pure la Thatcher, causa con Reagan di tutti i liberismi sfrenati, non l'ha avuta, no?

stefitiz ha detto...

come darti torto Adriano? il discorso però è molto molto ampio per sviscerare i disservizi e la qualità del servizio. bisognerebbe andar a discutere anche di senso civico dell'utenza, per esempio, per andar a finire sui mancati investimenti da parte del governo centrale e non (regioni)...