I bimbi cresciuti a suon di schiaffi e sculacciate, diventano adulti aggressivi con gli altri. A bocciare il metodo delle punizioni fisiche a fini educativi sono gli scienziati, sulla base di una revisione di 20 anni di ricerca. Il lavoro, firmato da Joan Durrant dell'University of Manitoba e Ron Ensom del Children's Hospital of Eastern Ontario e pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, dimostra che quanto più spesso i piccoli vengono sgridati, schiaffeggiati e sculacciati, tanto è più probabile che sviluppino un comportamento aggressivo da grandi. «Gli studi presi in considerazione hanno scoperto che le punizioni fisiche sono associate a un più alto grado di aggressività verso genitori, fratelli, coetanei e partner», spiegano i ricercatori.
La ricerca. Dunque i due autori della review definiscono le sculacciate e gli schiaffi ai figli "controproducenti" e puntano i riflettori in particolare su uno studio condotto su 500 famiglie, in cui si dimostra che i bambini tendono a sfidare di meno i genitori quando questi vengono abituati a non punirli fisicamente. Molte delle ricerche passate al setaccio sottolineano che alzare le mani sui più piccoli aumenta le possibilità che sviluppino problemi di salute mentale come la depressione. I ricercatori canadesi precisano anche come negli ultimi 20 anni il punto di vista della società sulle punizioni fisiche sia cambiato notevolmente.
Le botte non sarebbero più considerate, a detta degli esperti, il modo migliore per rapportarsi a bambini ribelli. Negli Usa un recente sondaggio ha messo in evidenza che la maggior parte dei genitori preferisce usare altre strategie: quella del "time out" (isolare il piccolo per un po' dalle attività che sta svolgendo) o quella del "sequestro" dei giocattoli preferiti. Dal sondaggio emerge anche che una coppia su cinque è propensa a usare le mani per punire i propri figli .(IlGazzettino)
Interessante a proposito uno studio di Save the Children realizzata da Ipsos e diffusa durante il convegno del Cismai 'Crescere senza Violenza. Politiche, strategie e metodi'.
Secondo i dati, i genitori italiani vivono il proprio ruolo educativo come un continuo equilibrio tra la dimensione normativa, affettiva e punitiva e si ritengono meno severi rispetto ai propri genitori. Nell'educazione impartita ai figli, i genitori italiani dosano vari ingredienti nel proprio 'mix educativo': prevale l'affetto (37%), segue il dialogo (30%), quindi le regole (23%), e infine i sistemi di punizione (10%).
La ricerca evidenzia anche che i genitori di oggi in media si descrivono come meno severi rispetto ai propri, apprezzano i valori trasmessi dai loro genitori, ma meno i sistemi educativi utilizzati che, seppur non autoritari, valutano troppo poco orientati al dialogo. In media, il 59% di essi afferma di essere effettivamente meno severo rispetto ai propri genitori, percentuale che arriva al 68% fra i genitori con figli più grandi.
E se una punizione è necessaria, quelle più efficaci sono considerate l'imposizione di una restrizione (in media il 71% dei genitori), ''sgridare i figli con decisione'' (32%) e ''costringerli a svolgere delle attività non gradite'' (21%). Tuttavia, tra i genitori con figli da 3 a 5 anni, un 14% ritiene utile ricorrere alla sculacciata, percentuale che diventa del 10% per chi ha figli dai 6 ai 10 anni.
Ma quanto frequentemente si fa ricorso a questi metodi? Sicuramente la pratica è molto ridimensionata rispetto ad un tempo, eppure permane una percentuale di genitori che utilizzano lo schiaffo come metodo correttivo (il 25%, di cui una parte più esigua pari al 2% lo fa quasi tutti i giorni, mentre il 23% lo fa qualche volta in un mese). Una media del 19% dichiara che non capita mai di ricorrere allo schiaffo e di essere decisamente contrario a questi metodi (percentuale che sale al 21% per i genitori di ragazzi adolescenti tra gli 11 ed i 16 anni), o di non utilizzarli quasi mai (57% in media, che sale al 70% in caso di figli più grandi).
In situazioni limite, tuttavia, ben il 53 % dei genitori italiani dichiarano di ricorrere alla punizione fisica, percentuale che tra i genitori con bambini più piccoli sale al 63% e tra quelli di adolescenti scende al 40%. Il restante campione dichiara di non aver mai dato uno schiaffo ai propri figli, anche se di questi il 25% dichiara di averne avuto la tentazione.
In base alla persistenza, seppure ridotta rispetto al passato, delle punizioni corporali in ambito familiare, una campagna di sensibilizzazione all'utilizzo di metodi educativi improntati sul dialogo e non sulla violenza sarebbe accolta positivamente dal 66 % dei genitori italiani: per il 39% di essi, infatti, potrebbe far riflettere i genitori più maneschi e violenti, per il 27% conforterebbe quelli già propensi a questa linea improntata sulla genitorialità positiva.
2 commenti:
Autorevolezza non è autorità...e gli schiaffoni portano solo disastri!L'esempio e la coerenza, soprattutto, sono vincenti...faticosi ma vincenti.
Qualche rara "pacca" simbolico-pedagogica, però, può essere utile. Ma non come regola quotidiana...si inflaziona e basta.
se vuoi punire un bambino/figlio non necessariamente serve lo schiaffo, lo sculaccione. A volte è più producente togliergli qualcosa a cui tiene (pc, telefonino, sport ecc.) qualcosa si trova. ci vuole il dialogo, ma sicuramente non mi scandalizzo per una sberla. è l'eccesso che urta
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