mercoledì 21 marzo 2012

Ascoltate i figli per capire il mondo

Bella intervista a Clint Eastwood sul portale repubblica.it che ci fa scoprire lati inediti dell'attore regista musicista ormai ottantenne. 

"Il regista torna a recitare e lo fa in un film che farà discutere: racconta la storia d'amore tra padre e figlia. Ma lui spiega: "Niente di morboso, solo cervellotico". E racconta come i suoi familiari siano "costante fonte di ispirazione e intrattenimento".
 Adesso che è finalmente tornato davanti alla macchina da presa tutti si chiederanno perché a 81 anni Clint Eastwood ha deciso di mettersi nei panni di un personaggio che sarà uno shock: un padre che vive una storia d'amore con la figlia. "Sì, il mio prossimo film sarà una storia d'amore tra un padre e una figlia. Ma per carità: nessun equivoco e niente di morboso - è la storia di un rapporto semmai un po' cervellotico. Ma è un tema forte, che sento molto". L'uomo che visse almeno tre volte - il cowboy dei western di Sergio Leone, l'Ispettore Callaghan, l'imprevedibile regista di pensosissimi capolavori da Oscar - in questi giorni si avvia serenamente verso il suo quarto tempo: in un reality show. 
 E il tema, ancora una volta, è quello: la famiglia. "Sono molto orgoglioso della mia famiglia", ha detto alla presentazione di Mrs. Eastwood & Company, lo show su "E! Entertainment" dove, per la verità, la vera protagonista è l'ultima moglie Dina con le figlie e il vecchio Clint ha promesso giusto qualche comparsata: "La mia famiglia è una fonte costante di ispirazione e intrattenimento". L'ispirazione non si discute: e i sette figli avuti da cinque donne diverse stanno lì a dimostrare anche un certo gusto per l'intrattenimento. Eppure la fama di "donnaiolo" che Hollywood gli appiccicò negli anni d'oro non rende la complessità emotiva di questo "libertario" - così si definisce lui stesso: repubblicano in economia ma vicino ai democratici sui temi più sociali - che alla sua età confessa di avere imparato tanto proprio dai suoi figli. "Si può sempre imparare da tutti: anche e soprattutto dai tuoi ragazzi. Io, per esempio, dal mio Kyle ho imparato a perseverare: a non fermarmi di fronte alle difficoltà, a non arrendermi".
 Mentre parla butta l'occhio sul vecchio pianoforte qui nel bungalow della Malpaso, la sua casa di produzione ospitata nei megastudios della Warner Bros. Lo suona spesso? "Certo: ma non sono bravo come Kyle. Mi siedo qui e tiro giù qualcosa che sento per i miei film. Poi viene un mio amico che è una specie di mago e con un computerino riesce a tirare fuori di tutto. Gli dico, chessò, vorrei un suono alla Bach, tipo Variazioni Goldberg. Oppure andiamo sul boogie boogie, il jazz, perfino il country: mi piace di tutto e mi servo di tutto, a seconda dell'occasione". L'amico mago è la dimostrazione che nella musica mister Eastwood non è un professionista come Kyle: che è appunto il figlio avuto dal primo matrimonio con la modella Maggie Johnson. Quel figlio che perseverando, come dice Clint, ha mostrato però a papà che ogni cosa era possibile: anche fare i film che nessuno voleva fare e nelle sue mani si sono dimostrati poi spettacolari successi - come Million Dollar Baby.
 Lo spiega bene quell'altro attore da Oscar che lui considera guarda caso di famiglia, quasi un figlioccio: Matt Damon: "In tutta la sua straordinaria carriera Clint non si è mai preoccupato di che cosa la gente pensasse del suo lavoro: dai western a Mystic River a Million Dollar Baby. Se avesse pensato di seguire il business avrebbe smesso di fare film 40 anni fa". Praticamente quando è nato Kylie. "Non sono mai stato molto disciplinato" riconosce adesso il vecchio regista. "Ma in certe cose il talento non basta. L'ho visto proprio con mio figlio e la musica. Quando gli chiedono come si arriva, musicalmente, a certe altezze, lui ha la risposta pronta: tanta pratica, pratica, pratica". Naturalmente perché un padre possa imparare da un figlio occorre prima che il padre qualche cosa al figlio insegni. E il rapporto di Clint col suo primogenito sembra proprio il classico ritratto del padre che si rispecchia nel figlio. In fondo è stato proprio lui a passargli la passione per la musica. "I miei genitori mi hanno donato il gusto per la musica e l'amore per il jazz da ragazzino" ha confessato Kyle all'"Independent". "Papà suona il piano, mia madre suonava il piano e la madre di mia madre insegnava musica alla Northwestern University, Illinois". A dire la verità papà la racconta un po' diversamente: quantomeno sul jazz. "A lui piaceva il rock. Per carità, piace anche a me: ma lui del jazz non ne voleva sapere. Ricordo ancora la sera che me lo portai in un club proprio qui dietro, lui da ragazzino andava matto per la chitarra rock ma sul palco c'era un bassista straordinario, un bassista jazz. Andai da quel signore: ma lei sarebbe disposto a dare lezione al mio ragazzo? E Kyle fece quello che io alla sua età non mi sarei mai sognato di fare: studiare, studiare, studiare". Sembra quasi di percepire un pizzico di risentimento: pentito di qualcosa? "No" sorride illuminando gli occhi che non invecchiano mai, "nella mia vita non mi sono mai pentito di niente. Però chissà, avessi avuto io da ragazzino la disciplina che ha dimostrato mio figlio, magari sarei diventato davvero un musicista, come da piccolo avevo sognato. Un musicista jazz con la sua brava band". Clint Eastwood Jazz Band? "Oh yeah!".
 Il mondo non ne ha sentito la mancanza. Prima di tutto perché gli rende grazie per quella sua carriera straordinaria. E poi perché quasi tutti i temi dei suoi ultimi film sono ormai firmati da lui. Tranne però gli splendidi accordi di Gran Torino: scritti proprio dal figlio Kyle. Come se lasciandogli firmare quella canzone, sulla soglia degli ottant'anni anche il grande Eastwood avesse voluto riconoscere la grandezza del figlio - e il suo proprio limite di musicista e padre. "Perché a volte mi sento come se avessi ancora quarant'anni. Poi, certo, guardo i miei figli, e anche questo, anche la loro presenza mi aiuta a prendere più coscienza dell'età". Irraggiungibile Clint: il vecchio innamorato dei figli che dalle sue creature ha imparato a diventare ancora più grande.

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