giovedì 29 marzo 2012

Cina, niente più organi dai condannati a morte

La Cina è il paese al mondo dove si eseguono più condanne a morte, non è dato sapere se è dovuto al fatto che i cinesi siano più cattivi, numerosi o solo al fatto che il governo cinese ha leggi più dure degli altri. Però del condannato a morte non si butta via niente, quindi per anni i due terzi degli organi “donati” in Cina arrivavano da detenuti del braccio della morte delle carceri cinesi. Una pratica che ovviamente è stata contestata e condannata da tutte le associazioni per la tutela dei diritti umani che esistono in giro per il mondo. Il governo cinese non si è mai curato più di tanto di queste proteste, un atteggiamento che ha anche nei confronti di molte altre cose.
 E’ probabile che questa pratica sia in voga da molti anni, una prima denuncia è arrivata già molti anni fa. Il governo cinese ha annunciato che entro cinque anni questa prassi verrà abbandonata in favore di una politica di donazione degli organi a livello nazionale, con un’adeguata campagna informativa. Svolta epocale nella tutela dei diritti dell’uomo anche in Cina? Ovviamente no. In pratica gli studi dei medici cinesi hanno evidenziato come la vita media dei trapiantati in Cina sia più breve che negli altri paesi del mondo, ed il fatto è legato alla scarsa qualità degli organi dei condannati a morte che spesso sono preda di infezioni e funghi di vario genere. Quindi bisognerà ringraziare i batteri e la sporcizia delle carceri cinesi se questa pratica avrà fine.(haisentito.it)
Secondo stime del ministero della salute di Pechino, ogni anno sono circa 1,5 milioni di cinesi ad aspettare un trapianto di organi ma vengono effettuati solo 10.000 trapianti. L'assenza di una legislazione a riguardo favorisce anche, non di poco, il commercio illegale di organi. Per questo motivo c'è la volontà governativa di creare un sistema nazionale che regolamenti la donazione di organi, incoraggiando la donazione dai cittadini non condannati a morte. Un sistema è stato già realizzato e sarà messo in prova in 16 provincie. La mossa di vietare la donazione di organi dai condannati a morte, secondo la stampa cinese, deriva anche dall'impegno di ridurre le pene capitali.
Già nel 2007 il gabinetto cinese aveva emesso un regolamento in materia vietando la vendita di organi. Nel febbraio dell'anno scorso la vendita è diventata reato criminale, paragonata all'omicidio.


Nel 2008 era uscito un libro sull'argomento, " Cina. Traffici di morte. Il commercio degli organi dei condannati a morte", dossier senza falsi pudori né reticenze aperto  una prefazione del professor Harry Wu (19 anni di campo d’internamento), pubblicato da Guerini e Associati (pp.206, €21,50). Il frutto del gran lavoro profuso dalla Laogai Research Foundation. Fondazione che si occupa di informare con precisione sui laogai, i famosi e famigerati campi di concentramento del comunismo cinese in cui sono costretti ai lavori forzati diversi milioni di cittadini.

2 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

Ancora cinque anni di orrore. Comunque siamo contenti che Monti si è fatto promettere dai cinesi di investire in italia, speriamo che si sappia bene di che tipo di investimenti si tratta.

Sandra M. ha detto...

Mi inquieta parecchio questo grande Paese antico e moderno....