giovedì 26 aprile 2012

1912, inaugurazione del campanile di San Marco, ricostruito

La mattina del 14 luglio 1902 un boato scosse Venezia: una nube di polvere accecante si sollevò in Piazza San Marco, poi fu l’oscurità. L’antico Campanile di San Marco si era accasciato su se stesso seppellendo la Loggetta del Sansovino e aprendo uno squarcio all’angolo orientale delle Procuratie Nuove. Si parlò di miracolo perché il Campanile, da galantomo, non aveva provocato cadendo nessun morto, nessun ferito. Quella stessa sera il Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco Filippo Grimani, deliberò la riedificazione del Campanile «com’era e dov’era», e la frase divenne il motto della ricostruzione.













I lavori durarono fino al 6 marzo 1912; le macerie furono scaricate in mare vicino a Punta Sabbioni e il nuovo campanile venne inaugurato il 25 aprile 1912, in occasione della festa di San Marco. (foto dal portale LanuovaVenezia).

oggi
Il campanile di San Marco è uno dei simboli della città di Venezia. I veneziani lo chiamano affettuosamente El parón de casa (Il padrone di casa). Alto 98,5 metri è uno dei campanili più alti d'Italia. Si erge, isolato, in un angolo di piazza San Marco di fronte alla basilica. Di forma semplice, si compone di una canna di mattoni, scanalata, avente un lato di 12 metri e alta circa 50 metri, sopra la quale si trova la cella campanaria, ad archi. La cella campanaria è a sua volta sormontata da un dado, sulle cui facce sono raffigurati alternativamente due leoni andanti e le figure femminili di Venezia (la Giustizia). Il tutto è completato dalla cuspide, di forma piramidale, sulla cui sommità, montata su una piattaforma rotante per funzionare come segnavento, è posta la statua dorata dell'arcangelo Gabriele. La base della costruzione è impreziosita, dal lato rivolto verso la basilica, dalla Loggetta del Sansovino.

2 commenti:

stefitiz ha detto...

mio nonno, classe 1886, (defunto a 101 anni) mi raccontava che all'epoca aveva partecipato ai lavori, era muratore tra le tante cose, di ricostruzione. Poi partì per la grande guerra...

Sandra M. ha detto...

Allora anche il sudore e le impronte digitali della tua famiglia sono sul "paron de casa"!