sabato 5 maggio 2012

Contro l'Alzheimer valgono anche i lavori di casa

Interessante post di Roberta Villa dal portale del Corriere della sera.:

" Spesso le donne si chiedono: «Possibile che tutta la fatica legata alle faccende domestiche non conti come attività fisica ai fini della salute?» La risposta che viene dalle pagine di Neurology è per una volta consolante: per ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer vale qualunque tipo di movimento, anche quello svolto per rigovernare la casa. E il beneficio di non lasciarsi andare sul divano riguarda tutti e tutte le fasce di età, anche gli ultraottantenni.
 LO STUDIO - È su questa popolazione ad alto rischio, e di solito poco dedita allo sport, che si è concentrata l’attenzione dei ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago. Per la loro indagine gli esperti non si sono fidati dei semplici resoconti degli oltre 700 anziani coinvolti. Per verificare quanto si muovessero di fatto quotidianamente hanno fatto indossare loro per una decina di giorni un dispositivo, detto actigrafo, che ne registrava l’attività. Tutti inoltre, al momento di entrare nello studio, sono stati sottoposti a una serie di test per valutarne la memoria e le capacità cognitive. «Dopo circa quattro anni, una settantina di loro aveva sviluppato una malattia di Alzheimer clinicamente evidente» spiega Aron S. Buchman, che ha coordinato la ricerca. Hanno cominciato con piccole dimenticanze, diventate via via più gravi, fino ad arrivare al punto in cui non riconoscevano i loro familiari e dovevano essere assistiti nella vita di tutti i giorni. «Siamo allora andati a ricontrollare quali erano stati i dati emersi all’inizio dello studio: esaminandoli abbiamo verificato che gli anziani che si erano rivelati più sedentari al monitoraggio iniziale avevano il doppio di probabilità di andare incontro con gli anni a questa patologia rispetto ai più attivi». Ma il punto centrale dello studio è che per “attività” non ci si riferisce solo a chi frequentava regolarmente una palestra o faceva lunghe passeggiate. «Nel novero delle attività contava anche lavare i piatti o rifare i letti - precisa il neurologo statunitense -. Godeva dello stesso vantaggio di chi partecipava ad attività programmate e organizzate anche chi, nonostante l’età, continuava semplicemente a occuparsi della propria casa o sceglieva le scale invece di prendere l’ascensore». 
 IL COMMENTO - Il morbo di Alzheimer è la più frequente forma di demenza senile e, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni: solo in Italia si stima ne siano colpite circa 500mila persone, con gravi ripercussioni su tutto l’ambiente familiare e sociale che li circonda. A tutt’oggi purtroppo non è ancora stata chiarita completamente la causa di questa patologia, che rientra nell’ambito delle cosiddette malattie degenerative, legate all’avanzare dell’età. Come per le condizioni che colpiscono il cuore e i vasi, esiste una predisposizione familiare, ma sicuramente hanno un grosso peso anche gli stili di vita. «Quel che fa bene al cuore fa bene anche al cervello» ripetono spesso gli esperti. E questo vale anche e soprattutto per gli anziani. Non occorre cimentarsi in una maratona, né iscriversi a un corso di ginnastica. Basta cercare di essere più attivi nell’ambito della propria vita quotidiana, purché lo si faccia nell’ambito delle proprie possibilità, senza strafare e magari consultandosi prima con il proprio medico. Ricordando comunque che non è mai troppo tardi per imparare a vivere meglio."


Ho trovato anche un questionario che aiuta a determinare  se ci vostri sono a rischio di Alzheimer.
 Questo nel momento in cui anche l'OMS lancia l'allarme sul futuro di questa malattia. Secondo l'organismo, infatti, la demenza oggi colpisce oltre 35 milioni di casi nel mondo, ma le stime annunciano cifre allarmanti: si prevede infatti un aumento del 70% della sindrome entro la metà del secolo. Circa 115 milioni saranno le persone colpite. I dati pubblicati nel rapporto “forniscono la base conoscitiva per una risposta globale e nazionale”, ha sottolineato Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione, visto che fino ad oggi solo 8 dei 194 Stati membri dell’Oms hanno un piano nazionale sulle demenze in atto: e in quel numero ristretto l’Italia non rientra. Eppure si ha la certezza che queste malattie esploderanno per via dell’allungamento della vita: “il rischio di demenze è già di 1 a 8 per gli over 65 e di uno scioccante 1 a 2,5 per gli over 85, con un impatto sempre maggiore con il passare dei decenni”.

2 commenti:

Pikadilly ha detto...

Mia madre non ha l'alzheimer, ma ha un'emiparesi corredata con la bronchite cronica e non potendosi più permettere la fisioterapia ha dovuto ripiegare sui lavori di casa e il lavoro a scuola per riabilitare i muscoli (soprattutto ora, dopo tre mesi passati in ospedale).

Non è la stessa cosa, ovvio, ma ogni minimo allenamento casalingo (leggi "stimolazione")vale molto. ;)

stefitiz ha detto...

vero, ogni movimento vale e fa bene a tutto il fisico. auguri per la mamma Francesca :-)