sabato 19 maggio 2012

L’ansia rende più intelligenti

Chi soffre d’ansia sarebbe più intelligente rispetto agli altri. E’ questa la conclusione a cui sono arrivati gli esperti del Baylor college di medicina, che hanno realizzato uno studio sull’argomento, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in evolutionary neuroscience. Il tutto è spiegabile con un processo di carattere evolutivo, che avrebbe portato la specie a mettere in correlazione l’ansia con l’intelligenza. In effetti sembra piuttosto strano o almeno non ce lo saremmo aspettati, eppure sembra proprio così.
In particolare coloro che soffrono del disturbo di ansia generalizzata avrebbero un quoziente intellettivo piuttosto elevato. La ricerca è stata condotta, coinvolgendo 26 pazienti che soffrivano di ansia e 18 soggetti sani. Gli scienziati hanno sottoposto i volontari ad una scansione del cervello e sono riusciti a comprendere che esiste un unico componente chimico che è associato sia all’ansia che ad un livello elevato di intelligenza. Coloro che soffrivano di ansia ed erano molto intelligenti presentavano nel cervello una diminuzione della colina, che è un nutriente essenziale che di solito si trova nella materia bianca cerebrale. Quindi sostanzialmente i ricercatori sono arrivati alla conclusione che i pazienti più intelligenti avevano delle ansie più intense rispetto a coloro che presentavano un quoziente intellettivo inferiore
. Ma perché, a livello evolutivo, si è sviluppata questa correlazione? Lo ha spiegato Jeremy Copian, professore alla New York State University: l’ansia è il fattore che porta a correre meno rischi; le persone più ansiose quindi finiscono per il sopravvivere di più, avvantaggiando la specie. Ecco perché è nata questa correlazione tra ansia e intelligenza: l’ansia sarebbe una strategia di intelligenza, che viene messa in atto per portare avanti la specie. E’ vero quindi che l’ansia e gli attacchi di panico rendono difficile la vita, specialmente quando i disturbi d’ansia sono veramente patologici. Tuttavia allo stesso tempo è pur vero che l’ansia diventa, dal punto di vista evolutivo, una componente essenziale per la sopravvivenza della specie umana. Probabilmente per questo è difficile risolvere i problemi di ansia, nonostante si ricorra alla psicoterapia e all’uso di appositi farmaci ansiolitici. In sostanza ce ne dovremmo fare una ragione e pensare che, se si è più intelligenti, comunque qualche rischio si deve pur correre. Se guardiamo la situazione dal punto di vista dell’evoluzione, l’ansia potrebbe essere anche rivalutata.
(tantasalute.it)
L’ansia comporta quello che potrebbe essere definito un deficit di sensibilità di percezione. Tutto ciò fa in modo che, al contrario di quanto si possa pensare, chi soffre d’ansia non sia particolarmente pauroso. L’ansia e la paura sono due emozioni differenti per vari punti di vista. Ad insistere su questo concetto sono stati gli studiosi della School of Psychological Sciences dell’Università di Tel Aviv e dell’Adler Center for Research in Child Developmental and Psychopathology. L’ansia infatti renderebbe meno sensibili nelle situazioni di pericolo vero. Il dott. Frenkel, uno dei coordinatori dello studio, ha avuto modo di spiegare: “I risultati dell’EEG ci dicono che quella che appare come ipersensibilità a livello comportamentale, è infatti il tentativo della persona ansiosa di compensare un deficit di sensibilità nella propria percezione.” La causa dell’ansia risiede in determinate aree del cervello, ma gli ansiosi hanno come vantaggio il fatto di non essere attenti ai dettagli e quindi di essere deficitarii, nel momento in cui vanno a valutare una minaccia. Chi non è ansioso cogli tutti i particolari di una situazione di pericolo e quindi prova più paura. L’essere ansiosi ha diverse conseguenze negative: l’ansia non favorisce la concentrazione e i sintomi dell’ansia sono molto fastidiosi. Tuttavia l’ansia ha il vantaggio di far provare meno paura.

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