martedì 15 maggio 2012

Moonbuggy, una bici per la luna montata da studenti veneziani


Passeggiare sui mari lunari non è più solo fantasia, almeno per i ragazzi della 4° C del Liceo Scientifico Benedetti di Venezia che sulla Luna si preparano ad andarci, ma in bicicletta. In cinque, ad aprile, sono sbarcati a Huntsville, conosciuto come Rocket, razzo, in Alabama. Qui la fortuna è arrivata proprio il 20 luglio 1969 quando la sfera di cristallo è diventata realtà. Miliardi di occhi attaccati alla televisione. E poi, Neil Armstrong: «Un piccolo passo per l’uomo, un passo gigante per l’umanità». Parte la corsa allo spazio, non sono mica soldi persi, lassù ci si arriva davvero. E proprio Huntsville diventa la fabbrica dei sogni. Se ne sono accorti subito i cinque quando sono scesi in aeroporto: immagini di shuttle e di razzi dappertutto, conditi con il marchio della Nasa che scintilla ovunque. Insomma, il giovane equipaggio, senza genitori, si ritrova in un hotel in Alabama, uno di quelli con piscina in cortile e finestroni su uno dei tanti stradoni intervallati da fast food e benzinai. Cinque ragazzi da soli in Alabama: Simon Galletti, Laura Martin, Daniele Cini, Giacomo Labbri e Marco de Lorenzi. Uno pensa: troppo figo. Di ore piccole in effetti ce ne sono state, raccontano, ma mica per divertirsi. A tenerli svegli un lavoretto un po’ impegnativo: costruire una bicicletta, ma non una qualsiasi, la Moonbuggy. La gara internazionale di biciclette lunari si è svolta ad aprile con un centinaio di quattroruote. Il progetto è di alcuni universitari tedeschi, ma poi nella realizzazione ognuna è diversa. Si corre per un miglio su un terreno che riproduce la superficie lunare. La regola prevede squadre miste, quindi alla fine si decide per Simon e Laura che si posizionano 23°. Ma cosa ci fanno i cinque in un garage al centro della città dei razzi in mezzo a trapani, seghe elettriche e saldatori? Fino a un anno fa questa storia non era nemmeno un’idea nelle loro teste. Poi è arrivato un uomo da Lipsia, uno che fa sentire l’odore dei sogni, il signor Ralf Heckel, responsabile dell’International Space Education (www.spacepass.de). L’odore perché i sogni non profumano subito, anzi. Andare sulla Luna non è una passeggiata. Convince la Nasa del progetto di educazione spaziale e mette in moto una macchina, spaziale a modo suo, perché coinvolge i giovani, li fa stare insieme e li mette all’opera. Poi decideranno loro, ma intanto lui va nelle scuole, bussa la porta e chiede di partecipare. E perché no, risponde il prof di matematica Claudio Forieri, entusiasta. E così a novembre tutti a Lipsia per una settimana, a conoscere la Moonbuggy. Poi in cinque si buttano verso l’America. Aiutati da ingegneri spaziali della Nasa i ragazzi si costruiscono la loro bicicletta, in questi giorni visibile al Liceo Benedetti e poi in futuro chissà, magari un giorno con E.T. sulla Luna.


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