sabato 30 giugno 2012

La bellezza del movimento

Meglio aspettare un po' per lavarsi i denti.

Per proteggere le superfici dei denti devono trascorrere almeno 30 minuti dall’attacco erosivo degli acidi. ssessione dello spazzolino può giocare brutti scherzi ai denti. Chi non riesce ad aspettare neanche un minuto a fine pasto e corre in bagno cedendo al richiamo del dentifricio, forse sta commettendo un errore. Per proteggere le superfici dei denti devono trascorrere almeno 30 minuti dall’attacco erosivo degli acidi presenti in cibi e bevande. Lo dicono i dentisti dell’Academy of General Dentistry, la seconda più grande associazione odontoiatrica degli Stati Uniti.
 I RISCHI - Il «contrordine» si basa sui risultati di una ricerca, in cui si dimostra che passare subito dalla forchetta allo spazzolino può creare danni seri perché gli acidi «bruciano» lo smalto dei denti e lo strato sottostante di dentina. Strofinare troppo presto con le setole dello spazzolino può quindi guidare questi acidi ancora più in profondità accelerando il processo di corrosione. Una ricerca ha dimostrato proprio che i denti si intaccano più velocemente se vengono strofinati entro 20-30 minuti dal pasto o dopo aver bevuto il caffè o un soft drink acido che praticamente li «spoglia» dello strato superficiale demineralizzandoli. Nel frattempo, per liberarsi dell'acido, basta sciacquare la bocca con acqua semplice o con un po' di bicarbonato.

venerdì 29 giugno 2012

Oggetti dimenticati in treno: ecco come recuperarli

Dagli ombrelli allo smartphone ultimo modello. Dal libro all’ipad, passando per i numerosi oggetti di uso comune come occhiali, chiavi, portafogli, borse, indumenti e non solo. L’inventario di ciò che viene dimenticato sui treni rappresenta uno spaccato degli usi e dei costumi della società italiana, che corre di pari passo con i cambiamenti (sempre più spesso tecnologici) e le mode del momento. Trenitalia ha attivato per i clienti delle Frecce un servizio per ritrovare, con procedure semplici e veloci, gli oggetti personali sbadatamente dimenticati a bordo treno. I viaggiatori di Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca possono rivolgersi all’Ufficio Assistenza Clienti della stazione di arrivo per chiedere la ricerca dell’oggetto dimenticato. Saranno poi informati dell’avvenuto, o mancato, ritrovamento, concordando tempi e modalità per il ritiro. Il servizio di assistenza è attivo nelle stazioni di Torino Porta Nuova, Milano Centrale, Venezia Santa Lucia, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini, Napoli Centrale e Reggio Calabria Centrale.
 La stazione dove è possibile attivare la ricerca potrà essere sia quella di destinazione finale del treno sia una intermedia. Fra novembre 2011 e maggio 2012 sono state più di 2mila le richieste registrate nelle principali stazioni italiane per la ricerca di oggetti lasciati in treno. Di queste ben l’85% per cento chiuse con esito positivo. Il servizio attivato da Trenitalia è un’attenzione commerciale verso i clienti, non sostituisce quanto previsto dalla legislazione vigente per quanto riguarda il deposito di oggetti smarriti e rinvenuti. Questi devono essere consegnati e conservati nell’ufficio competente del Comune in cui l’oggetto è stato rinvenuto.

Terremoto e aiuti: la generosità del Vaticano | il Fatto Nisseno

Terremoto e aiuti: la generosità del Vaticano | il Fatto Nisseno

giovedì 28 giugno 2012

Fuori rotta. L'altra mappa di Venezia

Una mappa per turisti e veneziani che sveli la Venezia virtuosa, sostenibile, ecologica e solidale: prende il via così il progetto di un'inedita mappa della città, Fuori rotta. L'altra mappa di Venezia, promossa dalla Città di Venezia in collaborazione con AEres-Venezia per l'altra economia, in previsione della 3a Conferenza internazionale sulla decrescita per la sostenibilità ecologica e l'equità sociale - evento al quale la Città di Venezia aderisce in qualità di co-promotore - che si svolgerà in città dal 19 al 23 settembre 2012.
 Fuori rotta. L'altra mappa di Venezia racconterà una Venezia altra, che di solito non trova spazio nelle pagine dei più diffusi depliant turistici, quella delle eccellenze etiche, dell'accoglienza sostenibile, della ristorazione biologica, di realtà sociali, di finanza etica e turismo responsabile, di cultura indipendente e consumo critico. La mappa nasce infatti col proposito di raccogliere i luoghi e le realtà veneziane che hanno sposato la causa della sostenibilità, e si arricchirà man mano grazie al contributo e ai suggerimenti di chi a Venezia vive e lavora. 
 L'obiettivo è quello di dare risalto a piccoli produttori, agricoltori, cooperative, piccoli esercenti, ristoranti, agriturismi, ma anche a librerie, cinema, teatri, associazioni che, attivi sul territorio comunale, siano rappresentativi dei temi che saranno oggetto della Conferenza, quali la sostenibilità ambientale e sociale, la diminuzione dei consumi di energia e di materie prime, la condivisione delle risorse limitate e l'auto-aiuto, autoproduzione e presa in cura di beni e servizi condivisi. Saranno incluse all'interno della mappa tutte le realtà veneziane che ne faranno richiesta. Per poter aderire al progetto è sufficiente compilare il modulo disponibile online sul sito di AEres. La mappa, georeferenziata per categorie, sarà presto disponibile sul web all'interno del sito veniceconnected.it. Fuori rotta sarà anche una mappa cartacea della città di Venezia, ad uso dei partecipanti della 3a Conferenza internazionale sulla decrescita per la sostenibilità ecologica e l'equità sociale e sarà distribuita durante gli eventi promossi da AEres.
L’altraeconomia è l’ economia che non mette al centro il profitto. È l’economia in cui valgono le relazioni, la cooperazione, la creazione di bene comune. È un modello di sviluppo fondato sui principi giustizia sociale, solidarietà, tutela dell’ambiente. L’associazione AEres è nata per agevolare lo sviluppo sinergico dei molti soggetti che, nella provincia di Venezia, operano nell’ambito dell’altraeconomia. AEres è nata nel 2008, al termine di un percorso avviato dal Comune di Venezia assieme ai protagonisti dell’economia solidale veneziana (Progetto Venezia per l’Altraeconomia). Come erede e prosecutrice di quella esperienza, l’associazione si impegna per il conseguimento di due obiettivi fondamentali:1) lo sviluppo di una Rete dell’Economia Solidale locale; 2) la creazione di condizioni idonee alla nascita di un Distretto di Economia Solidale veneziano, fondato su modalità alternative di lavoro, produzione, risparmio e consumo. Per il perseguimento di questi fini, AEres opera in partnership con il Comune di Venezia, con il quale ha stipulato un patto di sussidiarietà orizzontale.

Hey, Pass Me A Beer!





I due creatori di questo video tormentone, messo in rete sul celebre canale Funny Or Die, hanno pensato bene di creare una sorta di mondo alla Angry Birds, dove la lattina di birra, prima di arrivare nelle mani del legittimo consumatore, deve attraversare una serie di ostacoli sempre diversi. Che si tratti di uno skateboard, di una fionda enorme o di un tappetino elastico, questo divertente filmato mostra come “Hey, passami una birra” possa trasformarsi in una continua invenzione.

mercoledì 27 giugno 2012

Radio Padania ci ricasca di nuovo




 Tale Pierluigi Pellegrin, che conduce una rassegna stampa decisamente discutibile, dai toni razzisti e xenofobi, non fa altro tutti i giorni che parlare male degli stranieri presenti nel nostro paese, riportando solo ed esclusivamente notizie negative che li riguardano, come dimostrato dai casi precedenti che cita (e notare come anche in casi in cui siano evidentemente coinvolti cittadini italiani, come l’inchiesta sulla casa di riposo, si guardi bene da citare nomi e cognomi di tali persone!) Parlando del caso di una povera bambina disabile, di origini ucraine, che è stata operata e sottoposta a diverse cure particolari e delicate in un centro specializzato del nostro paese (l’Arep di Villorba in provincia di Treviso), e che ora può tornare a camminare, Pierluigi Pellegrin ha così commentato quella che per tutti gli altri sarebbe stata una notizia bellissima, piena di orgoglio, perché vede la nostra sanità al servizio di chi ha bisogno veramente: “Può andarsene con le sue gambe a casa“, riferendosi al chiodo fisso dei leghisti che non tollerano la presenza di stranieri nel nostro paese.

 

La zanzara che sconfiggerà la malaria

Una zanzara, modificata geneticamente, creata in laboratorio, sconfiggerà la malaria. Quest’ultima è una grave patologia, causata da una zanzara, l’Anopheles stephensi, che tutti credevano fosse stata debellata ma che in realtà può ancora mietere vittime in alcune zone. Infatti, questo insetto è la portatrice del ceppo più pericoloso della patologia. Anche negli ultimi anni (ad esempio nel 2010) la malaria è stata la causa di moltissimi decessi: circa 650.000 secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Un ulteriore grave e preoccupante dato è che le vittime maggiori sono i bambini. Proprio per questi dati, per la pericolosità della patologia, e per i rischi prossimi che ci potranno essere a causa dei cambiamenti climatici (aumento delle precipitazioni con conseguente formazione di paludi e pozzi) è necessario trovare una soluzione a questo problema. 
Questo sembra che sia stato trovato da studiosi americani e francesi con la creazione di un insetto geneticamente modificato. Un gruppo di ricercatori americani e francesi dell’University of California, Irvine e del Pasteur Institute di Parigi, guidati dal dottor Anthony James, hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista PNas, Proceedings of the National Academy of Sciences, che ha portato alla creazione di una specie di zanzare con la particolare ed importante capacità di sconfiggere le zanzare portatrici della malaria. Come è stato possibile? Gli scienziati hanno alterato e modificato il DNA (codice genetico) della Anopheles Stephensi con l’idea e la prospettiva di creare delle colonie di zanzare incapaci di trasmettere la patologia. In questo modo si potranno pian piano debellare gli insetti responsabili della malaria senza averne provocato né l’estinzione e senza aver dovuto renderle sterili. Anche perché, nonostante forse sarebbe stato un percorso più semplice e più veloce, si avrebbero provocato degli sconvolgimenti nella natura e anche nella catena alimentare. E per non incorrere in problemi simili gli studiosi hanno optato per una via un po’ più lunga ma sicuramente più “sana” ed efficace.
 Dopo venti anni di ricerca i ricercatori americani e francesi sono giunti a questo importante risultato: modificare geneticamente la zanzara responsabile della malaria. Un livello molto importante se pensiamo a tutte le vittime che ogni anno questa patologia causa. Ma allora perché non si può ancora cantare vittoria e mettere in moto questi risultati? Il problema, come sottolineano gli studiosi, è che per muovere e dare il via al ricambio generazionale sono necessari milioni di esemplari modificati geneticamente, e per fare ciò servono adeguati finanziamenti e supporti. Si spera che dato il raggiungimento del risultato si possa arrivare ad una giusta conclusione sia per i ricercatori ma soprattutto per tutte quelle popolazioni che rischiano la vita per, un’apparentemente innocua, puntura di zanzara.

martedì 26 giugno 2012

Frutta e verdura: la classifica dei più ricchi di pesticidi

Shopper’s Guide to Pesticides in Produce: ecco il nome della lista, giunta con successo alla sua ottava edizione che ha “messo in fila” i prodotti ortofrutticoli, frutta e verdura, con il più alto carico di pesticidi. Una sorta di classifica compilata dalla Environmental Working Group che comprende ben 45 varietà di frutta e verdura, rigorosamente in ordine di contaminazione da prodotti pesticidi. Una classifica che “premia” o, meglio, evidenzia quali sono i prodotti di frutta e verdura che contengono la dose maggiore di pesticidi, che rischiano di portarsi “addosso” il fardello di contaminazione da composti chimici più difficile da ignorare. Per stilare questa lista, decisamente poco comune, gli esperti hanno analizzato 60.700 campioni, sottoponendoli a una serie di test e analisi di laboratorio. 

Partendo dal presupposto, poco rassicurante, che ben il 68% dei prodotti ortofrutticoli esaminati contiene tracce rilevabili di pesticidi, gli esperti Usa sono arrivati a una vera e propria “top ten”, anzi una “top 12″ dei più contaminati. Il primo posto spetta alla mela, seguita da sedano, peperoni, pesche, fragole, pesche noci, uva, spinaci, lattuga, cetriolo, patate, cavolo verde. La presenza di pesticidi, che contaminano questi preziosi regali della natura, non deve, però, allarmare troppo, spingendo a eliminare frutta e verdura dall’alimentazione, anzi. I prodotti ortofrutticolo rimangono, comunque, in cima alla “top ten” anche degli alimenti più salutari, ricchi di proprietà benefiche, di vitamine e sali minerali.
Le analisi sul contenuto di pesticidi, sottolineano i ricercatori, sono state condotte su alimenti lavati e qualora necessario sbucciati. Non un rilevamento sul prodotto “all’origine”, ma nelle condizioni in cui verosimilmente verrebbe consumato dai cittadini americani. Risultate positive nel 98% dei casi le mele, che tuttavia non sono al vertice di questa speciale classifica: le pesche noci (d’importazione) hanno registrato la presenza di pesticidi nel 100% dei campioni analizzati. Ad occupare le prime dieci posizioni della classifica relativa ai livelli più alti di presenza dei pesticidi troviamo mele, sedani e peperoni, seguite poi da pesche, fragole, pesche noci (d’importazione), uva, spinaci, lattuga e cetrioli. Dodicesimo posto per le patate e ventunesima posizione per le carote. Ottimo risultato invece per le cipolle, che in questa poco invidiabile lista ottengono l’ultimo piazzamento.
Per evitare ogni rischio, legato all’ingestione dei cibi contaminati da agenti chimici tossici, meglio adottare qualche precauzione. “È fondamentale lavare bene frutta e verdura prima del consumo ed è anche importante diversificare gli alimenti, in modo da differenziare l’esposizione alle tracce di agenti inquinanti e non rischiare di essere sistematicamente esposti allo stesso tipo di pesticida” ha suggerito la dottoressa Catherine Leclercq, ricercatrice dell’Inran. No agli allarmismi, sì alle piccole attenzioni quotidiane, ma non solo. L’esperta dell’Inran ha sottolineato anche un dato importante, da non sottovalutare “la guida dell’Environmental Working Group è americana e relativa ai prodotti disponibili sul mercato degli Stati Uniti. In Europa la legislazione in materia alimentare è decisamente più restrittiva”. Quindi, gli europei, in generale, e gli italiani più in particolare dovrebbero temere ancora meno rispetto ai “cugini” d’oltreoceano.

Le mosche....


lunedì 25 giugno 2012

‘Fjogur Piano’ dei Sigur Ros




E' on air il video ‘Fjogur Piano’ dei Sigur Ros realizzato per mano della regista israeliana Alma Har’el. Solo poche settimane fa è uscito ‘Valtari’ il nuovo album ma il loro istinto creativo non si è fermato e come preannunciato, hanno pensato di promuovere il disco in maniera del tutto innovativa. Le dodici tracce di ‘Valtari’ sono state affidate a dodici diversi registi, i quali potendo contare su di una libertà espressiva assoluta, hanno avuto il compito di realizzare i video. Ogni video makers ha avuto a propria disposizione un badget modesto di 10.000 dollari. Al momento il video è disponibile in rete dove è stato sottoposto a restrizioni, poiché le immagini e i contenuti sono piuttosto forti e non adatti ad un pubblico minorenne (a tal proposito è possibile vederlo soltanto se si è registrati come maggiorenni). Ciò considerato difficilmente sarà visibile in TV. Il video di ‘Fjogur Piano’ dicevamo, per certi versi è shockante, è un autentico trip, dove tutto è confuso, simbolico, poco chiaro. E’ necessario vederlo più volte per coglierne a pieno il significato. Vediamo nel dettaglio cosa succede in questi otto minuti di video firmati Alma Har’el. I protagonisti (umani) sono due: lui è Shia LaBeouf, un giovane attore dal volto candido che in realtà nasconde una mente poco rassicurante (considerato il video che ha realizzato per il singolo ‘Born Villain’ di Marilyn Manson), lei è Denna Thomsen, modella e ballerina che rappresenta l’altra faccia della coppia. Il terzo protagonista è un insetto: la farfalla viva, morta, essiccata ed incorniciata in un quadretto, a rappresentare, secondo quanto sostenuto dalla regista, la caducità della bellezza. Le farfalle pervadono l’intera scena e sono presenti per tutta la durata del video. Lui e lei invece rappresentano con nudi artistici e danze simboliche, il legame distruttivo che li unisce, a tratti violento, viscerale, scandito dall’altalenarsi di dipendenze come la droga, il masochismo, il sesso estremo. Due personaggi chiusi in un vortice buio che porta alla distruzione di sé e di tutto ciò che li circonda. Il nuovo video di Fjogur Piano’ targato Sigur Ros è una sorta di viaggio inconsapevole dentro di sé, dentro quelle fragilità di cui non ci si riesce a liberare, una visione sfuocata di ciò che non si vorrebbe mai arrivare ad essere. La band islandese sembra aver riposto molte delle proprie energie in questo progetto di sperimentazione audio-visiva chiamato ‘The Valtari Mystery Film Experiment’, ad esso è stata riservata un’intera sezione sul sito ufficiale.
(musicroom.it)

Operativo il passante sotterraneo Alta Velocità di Bologna

E' diventato operativo il Passante sotterraneo alta velocità di Bologna. Grazie a questa nuova importante infrastruttura realizzata dal nostro Gruppo, tutti i Frecciarossa no stop in servizio fra la Capitale e il Capoluogo lombardo ridurranno ulteriormente i tempi di viaggio. Si potrà andare da Milano Rogoredo a Roma Tiburtina in 2 ore e 40 minuti, rendendo così la scelta dei nostri treni ancora più conveniente rispetto alle altre modalità di trasporto che operano sullo stesso corridoio, e questo a tutto beneficio dell’ambiente. E non c’è solo l’Alta Velocità: con l’utilizzo della nuova infrastruttura si avranno positive ricadute qualitative e quantitative anche sulla circolazione locale. Le linee di superficie decongestionate potranno essere, infatti, dedicate al trasporto pendolare (regionale e metropolitano) e merci. Quello di Bologna è un nodo fondamentale nel sistema ferroviario nazionale ed europeo. Il suo nuovo assetto infrastrutturale è un intervento di importante valenza trasportistica ed urbanistica (comprende anche importanti interventi sulla viabilità stradale circostante, con nuove sistemazioni viarie e di collegamento tra il centro città ed il quartiere a Nord della Stazione, oltre alla realizzazione di un parcheggio multipiano), che consentirà di ottimizzare l’esercizio, avendo come obiettivi primari l’incremento della capacità di traffico, l’aumento dell’integrazione modale ed elevati standard di servizio alla clientela.


IL NODO AV DI BOLOGNA 
Il Nodo Ferroviario Alta Velocità di Bologna, snodo tra le linee AV/AC Milano - Bologna e Bologna – Firenze, è un punto di interscambio fondamentale nel sistema ferroviario nazionale ed europeo. 

Con la nuova infrastruttura il Nodo di Bologna avrà una doppia valenza: da un lato, grazie al sistema ferroviario dedicato ai treni veloci, saranno ottimizzati i tempi di viaggio dell’Alta Velocità e della media-lunga percorrenza che utilizzeranno il tunnel sotterraneo; dall’altro, l’intervento avrà positive ricadute qualitative e quantitative anche sulla circolazione locale, decongestionando sensibilmente il traffico regionale, metropolitano e merci che viaggerà sulle linee di superficie.
La riorganizzazione complessiva del Nodo ferroviario di Bologna comprende anche importanti interventi sulla viabilità stradale circostante, con nuove sistemazioni viarie e di collegamento tra il centro città ed il quartiere a Nord della Stazione, oltre alla realizzazione di un parcheggio multipiano.
Il nuovo assetto infrastrutturale del Nodo di Bologna è un intervento di importante valenza trasportistica ed urbanistica, che consentirà di ottimizzare l’esercizio, avendo come obiettivi primari l’incremento della capacità di traffico, l’aumento dell’integrazione modale ed elevati standard di servizio alla clientela. 
La scelta di utilizzare binari sotterranei per il traffico ad Alta Velocità è stata dettata anche dalla volontà di sottrarre minor spazio alla città e limitare l’impatto ambientale del passaggio dei nuovi treni veloci.


LA NUOVA STAZIONE AV 
Nel più ampio progetto del Nodo di Bologna l’opera di maggiore rilievo in fase di ultimazione è certamente la nuova Stazione sotterranea Alta Velocità, che si trova nell’area dell’attuale Stazione Centrale, prossima al centro storico. 

La Stazione AV, costituita da un camerone interrato, è stata realizzata mediante uno scavo a cielo aperto tra i più grandi mai realizzati in Europa in ambito urbano. Il camerone (642 m x 56 m, profondo 23 m) si sviluppa su tre livelli: 
 - piano AV (-23 m): è costituito da 4 binari in cui circolano i treni veloci, 2 marciapiedi per i passeggeri e 2 di servizio. Il collegamento con i livelli superiori è assicurato da ascensori, scale mobili e fisse;
 - il piano Hall AV (-15 m): ospita i servizi di stazione per i clienti, per la sicurezza e le attività commerciali;
 - il piano Kiss & Ride (-7 m): è costituito da una strada sotterranea che attraversa la stazione in senso longitudinale, alla quale si potrà accedere dalla nuova viabilità comunale, oltreché dai parcheggi e dai collegamenti pedonali interni alla stazione AV. Alla strada avranno accesso taxi, auto private, mezzi di servizio e di soccorso.



L’INFRASTRUTTURA E LA TECNOLOGIA 
Il Passante AV di Bologna si sviluppa per 17,8 km e, attraversando prevalentemente in galleria il centro urbano della città, connette le linee AV Milano – Bologna e Bologna – Firenze.
Il primo tratto, lungo circa 10 km, si sviluppa dal limite Sud del Nodo completamente in sotterraneo (con gallerie e cameroni) e costituisce il cosiddetto Passante sotterraneo AV di Bologna, comprendente anche la nuova Stazione. 

Il secondo tratto, che forma il Passante superficiale AV, si sviluppa per 7,8 km fino al limite Nord del Nodo, verso Milano, e comprende, oltre ad un importante viadotto sul fiume Reno, le interconnessioni con le linee per Venezia e per Verona.
Il Nodo è attrezzato con dotazioni impiantistiche all’avanguardia per la sicurezza, analoghe a quelle già utilizzate sulle linee AV, raggiungendo i più elevati standard della tecnologia ferroviaria. In particolare, sarà installato l’ERTMS (European Rail Traffic Management System), il sistema italiano di comando, controllo e distanziamento in sicurezza dei treni adottato a livello europeo per garantire l’interoperabilità ferroviaria.
IL PROGETTO IN CIFRE 
Interconnessioni: 11,1 km
Quota Piano AV: -23 m
Velocità minima: 110 km/h
Velocità massima: 180 km/h
Segnalamento: ERTMS
Lunghezza totale: 17,8 km
Imprese affidatarie: 18
Tratta in sotterranea: 10 km 
Gallerie naturali: 7,5 km
Gallerie artificiali: 2,5 km
Tratta in superficie: 7,8 km 

Trincee e rilevati: 5,9 km 
Viadotti e ponti: 1,9 km

domenica 24 giugno 2012

Matt è tornato: un nuovo video per raccontare il mondo ballando




 Matt è tornato e stavolta non balla da solo. L'uomo che ha conquistato Internet riprendendosi mentre porta la sua danza buffa e scoordinata in giro per il mondo ha realizzatoil suo quinto video, che lo ha fatto arrivare persino in Corea del Nord, uno dei paesi più chiusi al mondo. In "Where the Hell is Matt? 2012", Matt Harding, americano nato nel 1976, non usa i Paesi che visita solo come sfondo della performance, ma cerca il contatto con la gente, improvvisando balletti di gruppo con i passanti, che spesso arrivano a centinaia quando sanno che in città c'è Matt, come è successo a Roma e Milano, dove centinaia di turisti si sono lanciati con Matt nella sua speciale danza. Molti Stati che compaiono nel video sono teatro di guerre e violenze come l'Iraq, l'Afghanistan e la Siria, dove i ballerini hanno la faccia oscurata per precauzione.

sabato 23 giugno 2012

Picasso sfregiato

La polizia di Houston sta dando la caccia a un vandalo che ha imbrattato con della vernice spray un dipinto di Picasso all'interno del Museo della città. L'uomo è stato ripreso mentre sporca "Donna sulla poltrona rossa", del maestro spagnolo. Un testimone che ha assistito alla scena ha raccontato che si è definito un artista avanguardista americano con l'intenzione di "onorare" il lavoro di Picasso.


 

 Il ragazzo che ha girato il video ha raccontato «Donna su poltrona rossa» di Picasso anche gli attimi in cui è avvenuta l'azione di vandalismo: «Stavo inviando un sms a qualcuno quando ho visto questa persona avvicinarsi all'opera di Picasso. Immediatamente ho attivato la videocamera sull'iPhone. In un solo secondo ha sfigurato l'opera ed è andato via». Adesso gli esperti del museo stanno facendo di tutto per recuperare il dipinto: «Ci sono buone possibilità di recupero - dichiara Gretchen Sammons, portavoce del museo - È la prima volta che accade qualcosa di simile in questa galleria. Gli esperti del laboratorio di conservazione ci stanno lavorando. Non sappiamo quando potremo di nuovo mettere in mostra il dipinto». Il quadro sfigurato fu acquistato nel 1956 ed è in mostra dal 1987. Oltre alla «Donna su poltrona rossa» il museo possiede altri otto dipinti di Picasso e anche 14 disegni, una scultura in terracotta e oltre 100 stampe del grande artista spagnolo.

23/06/2012 ArtNight, notte d’arte a Venezia tra performance e Instagram

Una giornata senza tempo, almeno fino allo scoccare della mezzanotte quando tutto tornerà come prima, o quasi. Sabato Ca’ Foscari trasforma in un istante Venezia in una città aperta che spalanca gratuitamente le porte di palazzi, musei e fondazioni, raggiungendo perfino gli assenti. Come? In occasione della seconda edizione di Art Night l’università, ideatrice dell'evento, ha chiamato gli instagramers più cool del momento, ovvero gli esperti di un’applicazione su telefono che ha raggiunto al mondo milioni di utenti. Non è più di moda la bacchetta magica, è il tocco del dito sullo schermo che fa la differenza. Gli scatti realizzati vengono modificati in bianco e nero, dando una parvenza vintage, e in mille altri modi per poi essere condivisi in rete dando la possibilità di vedere nello stesso momento il luogo fisico dell’instagramer. Si tratta di una vera e propria comunità che sfreccia tra il fisico e il virtuale, apparendo sia con il proprio nickname (soprannome utilizzato nei social network) che con il proprio nome e la propria faccia in occasione di raduni chiamati instameet.
 Per la Notte Bianca il popolo del carpe diem si incontrerà alle 16.30 nella sede centrale di Ca’ Foscari dove verranno distribuite mappe e percorsi per chi volesse partecipare. Dopo il discorso ufficiale di apertura una ventina di bloggers monteranno su un taxi adibito a instaboat e via a fotografare alla giapponese, di qua e di là, su e giù, questo e quello, ma con uno stile e una classe del tutto personale e, soprattutto, postando direttamente le immagini on line. In questo modo migliaia di persone potranno entrare, per esempio, virtualmente al Museo di Arte Orientale di Ca’ Pesaro e assistere alle dimostrazioni di alcune arti marziali. L’instaboat farà tappa in tutti i luoghi tornando a terra a Ca' Foscari alle 21.30, in occasione di «Preferisco i Gatti», omaggio alla poetessa polacca Wyslawa Szymborska, mancata il 1 febbraio, attraverso la voce di Ottavia Piccolo. Dopo un’ora ci si addentrerà ancora nella notte per carpire gli ultimi istanti, prima che il sipario si chiuda. Durante la Notte Bianca verranno aperti in via eccezionale palazzi generalmente chiusi, come il Palazzo Cini a San Vio, con piani ricchi di pezzi rari di ceramiche e dipinti. Alle 22, alla Casa dei Tre Oci in Giudecca, il curatore della mostra su Elliott Erwitt sarà disponibile per una guida all’esposizione . Un altro luogo poco conosciuto è il Palazzo Pesaro Papafava,che ospita una mostra di Michael Lightborne, «Intervals». Palazzo Grassi gratuito dalle 19 alle 24, letture a Punta della Dogana. La Libreria Toletta allestirà infatti una serata dedicata alla musica e alla cultura. Tutto il programma sul sito www.artnight.it.

venerdì 22 giugno 2012

SESSO IN AUTO? BECCATI! LO SPOT DI IDEALISTA CENSURATO DA RAI E MEDIASET

Quando non si ha a disposizione un appartamento per fare sesso ci si arrangia e l'automobile diventa la soluzione per otto italiani su dieci. A questo spaccato di vita sessuale si è ispirato il nuovo spot del portale immobiliare Idealista.it, che ha voluto così destinare la sua attività di promozione ai giovani in cerca di casa. La campagna si chiama "Beccati" proprio a sottolineare la delicatezza dei momenti in cui si viene sorpresi e il video mostra coppie etero, omosessuali e anche incontri a tre. Tutti "beccati" a fare sesso in macchina. Lo spot è stato ritenuto "potenzialmente offensivo nei confronti dei telespettatori" e dunque rifiutato dalle emittenti televisive, che non lo trasmetteranno. Alla RAI e a Mediaset, in realtà, era stato proposta una versione sfocata della pubblicità, con un testo che invitava a guardare la versione integrale sul sito. Ma anche questo spot non è stato accettato, mentre va regolarmente in onda in Spagna. "Abbiamo pensato che l'idea fosse davvero divertente e che milioni di italiani potessero identificarsi nella situazione che la sequenza mostra in modo ironico. Abbiamo optato per uno spot fresco e che non passasse inosservato, che rompesse l'apatia dello spettatore creando con lo stesso un rapporto di complicità con la marca, senza perdere di vista la ragione d'uso del sito", spiega Vincenzo De Tommaso, Responsabile Comunicazione di Idealista.it, ma la censura ha avuto la meglio, per lo meno in tv. Per questo il portale si è affidato alla rete, conscio delle sue potenzialità.


.

Barbie and the Toy Boys, foto delle vignette satiriche











giovedì 21 giugno 2012

#ripartiamodalleidee



Corriere della Sera, SDA Bocconi School of Management e ArmandoTesta si uniscono a sostegno dello sviluppo del Paese con il progetto "Ripartiamo dalle idee". Dieci tra le migliori idee di business verranno selezionate e potranno usufruire di un percorso gratuito di comunicazione e formazione.

Allenarsi di meno per correre di più

Che sia stata trovata la formula dell'allenamento perfetto? Lo promette un danese, Jens Bangsbo del Dipartimento delle Scienze dell'Esercizio e dello Sport dell'università di Copenhagen: secondo i suoi studi, gli amanti della corsa che vogliono migliorare le loro prestazioni e pure il benessere e la salute non devono ammazzarsi con sessioni di allenamento prolungate ma seguire la regola del 10-20-30.
 PRESTAZIONI E SALUTE – Le conclusioni dell'esperto, pubblicate sul Journal of Applied Physiology, arrivano da una ricerca condotta su 18 persone mediamente allenate che praticavano la corsa. Bangsbo ha sottoposto i partecipanti al nuovo tipo di allenamento, messo a punto nei suoi laboratori, per sette settimane: alla fine sulla distanza dei 1500 metri la performance dei runners era migliorata in media di 23 secondi, sui 5 chilometri di circa un minuto. E questo nonostante si allenassero per la metà del tempo rispetto ai loro standard. Per di più i volontari erano riusciti anche ad abbassare la pressione arteriosa del 4 per cento e il colesterolo del 10 per cento, inoltre riferivano di sentirsi psicologicamente meglio: un test per valutare il grado di gestione dello stress ha confermato che rispetto all'inizio i partecipanti erano davvero emotivamente più sereni. «Un miglioramento nel profilo generale di salute che non ci aspettavamo, trattandosi di soggetti che correvano da anni: significa che il modello di allenamento 10-20-30 può migliorare anche le condizioni di chi è già allenato», osserva Bangsbo. 
 REGOLA – Ma in che cosa consiste questo metodo tanto portentoso? Si tratta in sostanza di alternare momenti ad alta e bassa intensità di sforzo: per la sessione-tipo bastano 20-30 minuti. Si comincia infatti con un chilometro di corsa di riscaldamento a bassa intensità, poi si fanno 3-4 blocchi di corsa da cinque minuti ciascuno, intervallati da due minuti di riposo; ogni blocco prevede cinque intervalli consecutivi di un minuto in cui si corre a bassa intensità per trenta secondi, a media intensità per venti e pressoché al massimo per dieci secondi. Insomma, lo sforzo cambia quasi continuamente e questo, a quanto pare, migliora la performance e diversi parametri cardiovascolari. Forse non è facilissimo, almeno all'inizio, ricordarsi i “blocchi”, ma i partecipanti si dicono entusiasti: «Ogni volta non vedevo l'ora di uscire a correre con gli altri, oggi riesco a essere più veloce di quanto avrei creduto possibile per me», ha detto Katrine, una dei volontari sottoposti al training. «Questo tipo di allenamento richiede poco tempo e quindi tutti possono riuscire a inserirlo nelle attività quotidiane – dice Bangsbo –. Inoltre, poiché si basa su velocità relative diverse per ognuno ma include momenti a bassa intensità e addirittura di riposo, fa sì che possano correre assieme amici che hanno un diverso grado di preparazione fisica». Questo lo rende piacevole, l'allenamento ideale da fare in compagnia: che sia questo il segreto del metodo 10-20-30? (corriere.it)

mercoledì 20 giugno 2012

Le murrine, vortice di colori nato nella Venetia et Histria

«La realizzazione di un vetro “murrino” si basa su un procedimento che richiede abilità ed esperienza. E’ una tecnica che permette di ottenere oggetti visibili anche in trasparenza e con la quale si possono raggiungere le più diverse acrobazie stilistiche e cromatiche». Lo sapeva bene Cesare Moretti, da quell’esperto tecnico che era, presidente del Comitato Nazionale italiano dell’Association Internationale pour l’Histoire du Verre. Anche grazie alla sua caparbia volontà è stato possibile realizzare la mostra “Vetro murrino. Da Altino a Murano” che si è inaugurata domenica scorsa e si articola in due diverse sedi espositive – il Museo Archeologico di Altino e il Museo del Vetro di Murano – per mettere a confronto nel corso dei secoli la tecnica più antica e al tempo stesso più moderna dell’arte vetraria: quella del vetro-mosaico.
 Visitando la mostra si viene risucchiati in un vortice di colori e accompagnati in un viaggio ideale nel tempo attraverso tre millenni, seguendo il filo rosso della produzione di questo particolarissimo tipo di lavorazione del vetro, di cui le prime tracce si hanno in Mesopotamia nel 1500 a.C. Il vetro-mosaico si ottiene accostando piccole tessere di vetro policromo o monocromo fino a creare un determinato disegno. Le tessere poi si saldano tra loro fino ad ottenere una piastra di vetro composto appunto di “murrine”. La piastra viene quindi modellata su uno stampo e lentamente raffreddata fino ad ottenere l’oggetto finito. L’apice di questa lavorazione si ottenne in epoca romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.,da straordinari artigiani vetrai della regione “Venetia e Histria”, quell’arco che si estende lungo la costa Alto Adriatica da Adria a Padova, ad Altino, fino ad Aquileia e Zara. 
La perizia di questi uomini ci sembra ancor oggi inarrivabile guardando i balsamari e le pissidi, le coppe e i piatti esposti al Museo di Altino: oggetti di vetro murrino recuperati in scavi archeologici dell’area del Nordest. Manufatti dall’Oriente (con cui “Venetia” aveva già allora rapporti commerciali), mescolati a quelli locali, che per combinazioni cromatiche e abilità tecnica hanno ancora molto da insegnare ai maestri odierni. Con i quali è possibile fare un confronto immediato visitando l’altra sede della mostra, al Museo Vetrario di Murano, dove sono esposti circa 250 pezzi in vetro murrino di vetrai muranesi dal XIX secolo ad oggi. Dopo secoli di oblio infatti la tecnica del vetro-mosaico ebbe nell’Ottocento a Venezia una nuova rinascita, legata alla riscoperta archeologica del vetro romano, che aprì a Murano nuovi orizzonti creativi. Da allora le tecniche certo si sono affinate, il vetro murrino è spesso soffiato, le sperimentazioni non hanno conosciuto limiti e i risultati visivi «sono così alti e interessanti che sono comprensibili a tutti – dice la curatrice Rosa Barovier Mentasti – ci troviamo a guardare oggetti belli come pezzi di scavo alessandrini». 
A corredo della mostra un prezioso catalogo che raccoglie saggi di storici e tecnici sul vetro- murrino nel corso dei secoli, dimostrando in maniera innegabile il legame ideale tra Altino e Murano nell’arte dei maestri vetrai.
La mostra, nelle due sedi espositive, rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2013.

Museo Archeologico Nazionale di Altino
via San Eliodoro 37
30020 Altino, Venezia
0422 829008
aperto tutti i giorni (chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio)
8.30-19.30 (biglietteria 8.30-19)


Murano - Museo del Vetro > www.museovetro.visitmuve.it
call center 848 08 20 00
fondamenta Giustinian 8
30141 Murano, Venezia
041 739586
aperto tutti i giorni (chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio)
dal 1 aprile al 31 ottobre
10-18 (biglietteria 10-17.30)
dal 1 novembre al 31 marzo
10-17 (biglietteria 10-16.30)


Anche Skype avrà la pubblicità

Skype, il più famoso servizio di telefonia internet, è diventato famoso in tutto il mondo anche grazie al fatto di essere assolutamente gratuito e privo di pubblicità, ma presto perderà questa seconda caratteristica, anche se per ora solo sulla versione per Windows. Durante le chiamate 1 a 1 verranno mostrati a schermo dei banner pubblicitari, "per suggerire nuovi argomenti di conversazione" dice Skype. I banner saranno silenziosi e utilizzeranno alcune informazioni personali dell'utente per fornire una pubblicità mirata; gli utenti potranno però scegliere se disabilitare i dati personali o meno, nel caso verranno mostrati solo banner generici. Verranno visualizzati inoltre soltanto se l'utente non ha credito Skype o un abbonamento attivo.(award.mediaworld)

martedì 19 giugno 2012

LA RIVELAZIONE SU BARTALI IN «ROAD TO VALOR»


Nell'immaginario collettivo degli italiani la mano di Gino Bartali resta immortalata nell'atto di passare (o ricevere, chissà) una borraccia al rivale di sempre, Fausto Coppi. Ma a quella mano - e a quelle gambe - si deve probabilmente molto di più. Gino Bartali era un ‘giusto’ e la sua attività clandestina consentì di salvare la vita di centinaia di ebrei italiani durante la persecuzione nazista, al punto che Yad Vashem starebbe considerando il suo ingresso nell’omonimo museo. A rivelare quest’aspetto – del tutto inedito in Usa - della vita del famoso campione delle due ruote è il libro Road to Valor(Edizioni Crown/Random House) della giornalista Aili McConnon e del fratello Andres McConnon, storico, appena uscito nelle librerie americane.
 Il libro è stato presentato in anteprima la scorsa settimana a New York durante un evento organizzato presso la Casa Italiana Zerilli/Marimò, presieduta da Stefano Albertini. L’opera, la prima scritta in inglese su Bartali, ripercorre la vita travagliata del ciclista, dai modesti natali a Ponte a Ema, in provincia di Firenze, il 18 luglio 1914, fino alla morte nel capoluogo toscano, nel maggio del 2000, all’età di 85 anni. Alla fine dell’autunno 1943, Bartali fu interpellato dal cardinale di Firenze Elia Dalla Costa che gli propose una ‘missione impossibile’: attraversare in bici l’Umbria e la Toscana per consegnare alla popolazione ebraica a rischio deportazione i documenti falsi che avrebbero permesso loro di eludere i loro carnefici.
Infatti l'altra faccia della notorietà acquisita con le prime spettacolari vittorie (come quella del Tour de France del 1938) fu rappresentata dal tentativo del regime fascista di utilizzarle a fini propagandistici, mentre incombevano le Leggi razziali. I McConnon notano che a Parigi, al termine del Tour, Bartali si astenne ostentatamente dal rendere omaggio al Duce. Un suo agente notò poi con disappunto, in una nota segreta, che il campione aveva solo "farfugliato". E al suo ritorno a Firenze, per ritorsione del regime, "nemmeno un gatto lo aspettava alla stazione". Influenzato dai principi di giustizia sociale instillatigli dal padre, Torello Bartali, 'Ginettacciò traeva inoltre ispirazione dagli insegnamenti umanitari del già citato cardinale-arcivescovo Elia Dalla Costa, che ancora pochi mesi prima si era rifiutato di partecipare alle cerimonie di benvenuto a Firenze organizzate in onore di Adolf Hitler. Fu lo stesso cardinale - scrivono i McConnon - a convincere Bartali, nell'autunno 1943, ad entrare in una rete clandestina organizzata fra la Toscana e l'Umbria per salvare gli ebrei dalle persecuzioni. Sfortunatamente, notano gli autori, Bartali non ha mai lasciato un resoconto di prima mano su quell'incontro decisivo che nel frattempo è stato ricostruito grazie ai ricordi di altri testimoni nonchè dei familiari del campione. Dagli archivi è emerso anche che, durante l’occupazione nazista di Firenze, il campione ha aperto le porte della propria casa per nascondere una famiglia di ebrei fiorentini. Giorgio Goldenberg, un ebreo oggi anziano residente in Israele, ha raccontato come i genitori, la sorella e lui stesso si nascosero a lungo in un cantina messa a loro disposizione proprio da Bartali e da suo cugino Armando Sizzi, in un cortile presso via del Bandino.




Sulla base dei resoconti di testimoni e superstiti, i McConnon confermano che Bartali fece ripetutamente la staffetta con Assisi, nascondendo nella bicicletta documenti falsi necessari per salvare le vite dei perseguitati. Nei loro calcoli, quella rete clandestina soccorse almeno 330 ebrei in Toscana e altri 300 in Umbria.
Altri stimano il numero complessivo in 800. Un'attività condotta sul filo del rasoio che nel luglio 1944 lo portò fra l'altro a tu per tu con il famigerato maggiore Mario Carità, colui il quale - osservano i biografi americani - "voleva essere l'equivalente italiano di Heinrich Himmler", il capo della Gestapo. I McConnon ipotizzano che Bartali abbia temuto allora che la vera natura delle sue puntate ad Assisi o l'aiuto ai Goldenberg fossero stati scoperti. Si salvò per il rotto della cuffia.    Dopo la Seconda guerra mondiale, il termine "Giusti tra le nazioni" è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico, rischiando la propria vita per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista. Chi viene riconosciuto "Giusto" riceve il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme.

Gli scarichi dei diesel sono cancerogeni

Un recente studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato inequivocabile la dannosità degli scarichi dei motori a gasolio. La loro classificazione è dunque variata da “probabili cancerogeni” a “sicuri cancerogeni”. Possibili importanti conseguenze dalla nuova situazione.



STUDIO AUTOREVOLE - Il Centro Internazionale Ricerca sul Cancro facente capo all’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno classificato imotori diesel come cancerogeni. L’iniziativa viene dopo un lungo dibattito sull’argomento e assume il carattere di parola definitiva. Le conseguenzeper il mondo dell’automobile e per il motore diesel potrebbero essere molto pesanti. 
I RISCHI - Finora i gas di scarico dei propulsori a gasolio erano classificati come “cancerogeni probabili” (gruppo 2A). Ora nella classificazione ufficiale del CIRC-OMS sono passati nei “cancerogeni certi” (Gruppo 1A). Il rapporto del CIRC-OMS con cui è stata argomentata la riclassificazionerecita: “Le prove scientifiche sono irrefutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state unanimi: le emanazioni dei motori diesel sono causa delcancro ai polmoni”. Lo studio riporta anche che i test sono stati compiuti su un campione di popolazione molto esposta agli scarichi diesel (minatori, lavoratori nei parcheggi) e su questi soggetti si è rilevato un rischio elevato per il cancro alla vescica. 
DIESEL PULITI OVUNQUE - Viene anche sottolineato come gli importanti passi avanti fatti dall’industria automobilistica per migliorare la situazione, restano gravi problemi per l’enorme parco circolante motorizzato con propulsori non dotati delle più moderne soluzioni tecniche. Proprio questo aspetto è stato preso in considerazione dall’Acea (l’organizzazione dei costruttori europei di automobili) la quale ha precisato di voler esaminare il rapporto nel dettaglio, ma che comunque ritiene importante riuscire a diffondere le nuove tecnologie relative ai propulsori diesel in tutto il mondo e non soltanto nelle realtà più sviluppate.
FUTURO INCERTO - Difficile prevedere quali possano essere leconseguenze della netta presa di posizione dell’organismo internazionale della sanità. Se da un lato è poco probabile che ci siano provvedimenti a breve termine che limitino la diffusione dei motori diesel, a causa delle enormi implicazioni economiche, d’altra parte appare inevitabile che nel lungo termine l’argomenta non possa che sfociare in qualche forma di irrigidimento degli standard ammessi per le emissioni, e quindi sull’impiego di questa motorizzazione.

lunedì 18 giugno 2012

«Guardatemi! Ho parcheggiato dove mi pareva alla faccia vostra!»

I manifesti-adesivi sono appiccicati alle auto in divieto di sosta. Il testo è una (provocatoria) ammissione di colpa: «Guardatemi! Ho parcheggiato dove mi pareva alla faccia vostra!». L'adesivo, va precisato, è plastificato e fatto in modo tale da potersi staccare facilmente, ma quando l'automobilista lo rimuove trova un secondo messaggio sul retro, che lo rimprovera per la sua maleducazione. La campagna di censura stradale e di sensibilizzazione al rispetto delle regole è stata lanciata da un groppo di trentenni riuniti sotto la sigla «Lambs or lions», cioè «agnelli o leoni». Questo giovane comitato civico (www.lambsorlions.it), da qualche giorno, ruggisce: «Perché tutto cambi, i primi a cambiare dobbiamo essere noi stessi. Basta a chi non rispetta le regole. Basta a chi insegue i propri interessi e sacrifica quelli della comunità». Primo obiettivo: gli automobilisti milanesi indisciplinati.
(corriere.it)

SPA Wars © 2012 DOLiWOOD Films

In una terra lontana di una galassia lontanissima di un universo remoto l'Italia attraversava una grave crisi economica. Mentre molte aziende morivano altre cercavano invece di resistere con coraggio sotto i duri colpi delle forze del male, ma non potevano nulla contro i vantaggiosissimi prezzi dei mercanti stranieri sulle terre ai confini del regno. Tre amici acquistano una esotica offerta su groppon, ma scoprono ben presto che non tutti i servizi offerti sono all’altezza delle aspettative.


 
SPA Wars © 2012 DOLiWOOD Films from DOLiWOOD Films on Vimeo.

domenica 17 giugno 2012

È veramente ....

È veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione. Perdere con classe e vincere osando perché il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante.


Charlie Chaplin

Bob Marley rivive in Marley, film documentario

Bob Marley rivive nel film Marley, il documentario presentato al Festival di Berlino 2012, e diretto da Kevin MacDonald. Il film sulla vita e la musica del cantautore reggae, il primo autorizzato dalla sua famiglia, sarà distribuito in Italia da Lucky Red, in collaborazione con il circuito di distribuzione cinematografica Open Sky, il 26 giugno, in più di 100 sale. La musica di Bob Marley rivive in Marley, film documentario di Kevin MacDonald [VIDEO] Commenta Condividi Email Stampa Bob Marley rivive nel film Marley, il documentario presentato al Festival di Berlino 2012, e diretto da Kevin MacDonald. 
Il film sulla vita e la musica del cantautore reggae, il primo autorizzato dalla sua famiglia, sarà distribuito in Italia da Lucky Red, in collaborazione con il circuito di distribuzione cinematografica Open Sky, il 26 giugno, in più di 100 sale. Per averne un’anticipazione basta guardare dopo il salto il trailer. Dopo aver vinto un Oscar per il suo documentario del 1999 Un giorno a settembre Kevin MacDonald , il regista de L’ultimo re di Scozia, torna al suo genere realizzando un inedito ritratto di Bob Marley in Marley, film documentario che ci mostra brani e storie inedite sul cantante. Tra amore e redenzione, tra musica e leggenda ecco la vita dell’artista reggae morto 31 anni fa. ‘Certamente gli spettatori sentiranno di conoscerlo meglio dopo aver visto questo documentario’, ci dice il regista che ha realizzato il film grazie alla famiglia Marley. A coprodurre il film è stato infatti Ziggy Marley, cantautore figlio della star, insieme a Chris Blackwell, che ha dichiarato: ‘quello che è stato più importante per noi è stata la passione di Kevin e il suo interesse per mio padre come persona e come musicista’. Il documentario, infatti, non contiene solo sequenze di repertorio, ma anche interviste inedite alla moglie di Bob, Rita, agli amici e colleghi che lo hanno fatto rivivere nei loro ricordi per portare sul grande schermo l’unico documento completo della vita di Bob Marley, di quel Bob Marley come forse non abbiamo mai visto!

sabato 16 giugno 2012

Mangiar pesce come la violenza sulle donne: lo spot choc Peta

Donne picchiate dai mariti, o tentativi di violenza per strada. Le botte, il sangue e le urla. Le campagne degli animalisti della Peta hanno sempre toni forti, questa volta però è esplosa la bufera per questo spot. «Alcune grida non possono essere sentite», questo il titolo della campagna, contro la crudeltà sugli animali. Peccato che le immagini delle urla di donne picchiate o violentate vengano accostate all'urlo silenzioso di un pesce in una cucina. Un accostamento che ha fatto gridare allo scandalo, i commenti polemici anche su YouTube non mancano.


 

Aosta la mostra dedicata a Marilyn Monroe con gli scatti di Bert Stern

Continua ad Aosta la mostra dedicata a Marilyn Monroe: qui troverete gli scatti fotografici di Bert Stern. Inaugurata il 10 giugno e aperta al pubblico fino al 4 novembre 2012.  Avete dunque tempo per andare ad ammirarla. Più precisamente sarà lo splendido Forte di Bard a spalancare i suoi battenti per ospitare l’esposizione che ha il titolo ‘Marilyn, The last sitting. Bert Stern’, ovvero una sorta di ultima Marilyn, in quanto qui ci saranno gli scatti dell’ultimo servizio fotografico della sua vita. uest’anno si celebrano i cinquantanni dalla morte di Marilyn Monroe: la diva per eccellenza è infatti scomparsa nell’agosto del 1962, nella notte compresa fra il 4 e il 5 ed è quindi solo logico che quest’anno ci siano eventi e celebrazioni a lei dedicati.
 A partire dallo stesso Festival di Cannes 2012, che ha voluto dedicare la sua locandina proprio a Marilyn. Ma noi non siamo certo da meno ed ecco che il Forte di Bard ad Aosta mette in piedi una mostra fotografica. Autore di queste foto sarà proprio Bert Stern: il fotografo era anche presente all’inaugurazione del 10 giugno 2012. Troveremo Marilyn in pose seducenti, ma mai dozzinali o volgari che ci mostrano tutta la fragilità di questa diva, la cui scomparsa è ancora circondata da un alone di mistero. Si tratta senza ombra di dubbio di uno degli eventi più importanti che l’Italia dedica a Marilyn Monroe. La mostra è stata curata da Olivier Lorquin, Presidente e Direttore Generale del Museo Maillol di Parigi, da Isabelle Maeght, Amministratore della Fondazione Marguerite et Aimé Maeght di Saint-Paul de Vence e da Gabriele Accornero, Consigliere Delegato del Forte di Bard con la preziosa collaborazione della Galleria Staley Wise di New York. L’esposizione presenta al suo pubblico ben sessanta fotografie che rappresentano il particolare modo con cui Bert Stern vedeva la bellezza di Marilyn Monroe, trasfigurando le sue forme in vera e propria opera d’arte. 
La mostra dal titolo ‘Marilyn, The last sitting. Bert Stern’ sarà aperta al Forte di Bard ad Aosta dal 10 giugno al 4 novembre 2012 con i seguenti orari di visita:
 dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 18:00 sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 19:00 Ricordiamo che lunedì è giorno di chiusura settimanale della struttura.
 Ed ecco i costi del biglietto di ingresso alla mostra ‘Marilyn, The last sitting. Bert Stern’ al Forte di Bard: intero: 5,00 euro; ridotto/Ragazzi: 3,00 euro

 

venerdì 15 giugno 2012

Dia.man.te, il nuovo treno diagnostico di Rete Ferroviaria Italiana

Dia.Man.Te. (acronimo di Diagnostica e Manutenzione Tecnologica) è il nuovo treno diagnostico di Rete Ferroviaria Italiana, dedicato alle linee ad Alta Velocità. Ultimo nato di una lunga tradizione di treni diagnostici Dia.Man.Te. è il primo rotabile al mondo in grado di misurare lo stato delle infrastrutture ferroviarie alla velocità di 300 km/h. Il treno diagnostico controlla, istante per istante, oltre 200 parametri relativi a: armamento (binario e pietrisco); energia (linea di contatto); segnalamento (sistema ERTMS - European Railway Traffic Management System); telecomunicazioni (sistema radio GSM-R) I sistemi diagnostici a bordo di Dia.Man.Te. sono il risultato di un’innovazione tutta italiana. L’ideazione e la progettazione funzionale sono di Rete Ferroviaria Italiana.


 LA FLOTTA DEI TRENI DIAGNOSTICI Archimede, operativo dal 2003, è uno straordinario ed innovativo concentrato di tecnologia in grado di misurare in ogni istante 119 parametri diversi che, integrati fra loro, permettono il controllo in tempo reale dello stato dell’infrastruttura ferroviaria. Il treno misure Galileo, in servizio dal 1997, effettua il controllo con ultrasuoni e la video-ispezione digitale delle rotaie. Talete è invece dedicato al rilievo della geometria del binario, delle accelerazioni e dell’usura delle rotaie. Misura tutti i valori di allineamento e di livello delle rotaie utilizzando laser a triangolazione ottica e giroscopi. Caronte è l’automotore dedicato alla diagnostica delle linee equipaggiate con il sistema controllo marcia treno (SCMT) ed il sistema supporto alla condotta (SSC). Inoltre è il primo rotabile al mondo a certificare il segnalamento secondo le norme europee. Euclide somma le caratteristiche dei tre treni appena descritti utilizzando una tecnologia laser ottica ed è particolarmente impiegato per misurare l’usura ondulatoria della rotaia. Dedicata alla diagnostica mobile degli impianti elettrici è invece Aldebaran, una speciale carrozza che per prima ha impiegato la tecnologia laser per misurare tutti i parametri della linea di contatto e dell’interazione tra pantografo e cavi. Completano la flotta quindici motrici equipaggiate con speciali attrezzature dedicate al rilievo della geometria del binario e una serie di carrellini portatili, destinati alla verifica dei parametri geometrici degli scambi.

Hotmail 'cambia faccia' e diventa Newmail

Con l'arrivo di Windows 8, Microsoft ha intenzione di trasformare anche il servizio di posta elettronica Hotmail, che avrà un'interfaccia in stile Metro. I milioni di utenti del servizio di e-mail gratuito Hotmail potrebbero presto avere una grossa sorpresa. Microsoft infatti sta preparando un radicale restyling del servizio, che dovrebbe adottare il nuovo nome Newmail e la nuova interfaccia Metro, che caratterizza Windows Phone 7 e l'imminente Windows 8. 


A rivelarlo sono i siti WinSide.de e liveside.net, che riportano alcune immagini "rubate" al nuovo Hotmail. Il nuovo servizio, che all'inizio dovrebbe essere opzionale, si presenta in un'email di Microsoft, che reclamizza un'interfaccia moderna, più veloce e pulita, la possibilità di chiedere un nuovo indirizzo di posta, mantenendo attivo quello vecchio, oltre all'integrazione con Facebook e Twitter. Nessuna notizia sui tempi con cui questa nuova versione di Hotmail verrà resa disponibile. È probabile però che arrivi in contemporanea (o leggermente prima) di Windows 8, quindi ci sarà da attendere ancora qualche mese.

giovedì 14 giugno 2012

Norvegia, quel ponte sull'Oceano

L'Atlanterhavsveien ("Strada sull'Oceano Atlantico") è uno dei tratti d'asfalto più affascinanti del mondo. La strada si trova in Norvegia, è lunga circa 8 km e collega l'isola di Averøy alla terra ferma. Percorrendola sembra quasi di navigare tra le acque dell'Oceano Atlantico, soprattuto nei momenti in cui il mare è in tempesta e le onde arrivano fin sulla carreggiata. Il video che state vedendo, registrato da una telecamera posizionata sul cruscotto di un'auto, ha totalizzato in pochi giorni mezzo milione di clic su YouTube


 

Auto, uno specchietto contro il «punto cieco»

Interessante articolo dal Corriere.it:
 "La ricerca è del 2008, ma, da poco esiste il brevetto, premessa di una futura commercializzazione. L'oggetto dello studio permetterebbe di risolvere uno dei problemi più sentiti dagli automobilisti, quello della limitata visione degli specchietti laterali. Un nuovo specchietto retrovisore laterale potrebbe infatti eliminare il fastidioso «punto cieco», la zona che il guidatore non riesce a vedere alle sue spalle.
L'INVENZIONE - Lo specchietto, leggermente curvo, ha infatti un campo visivo di 45 gradi, a differenza dei normali specchietti in cui il campo è di 15 -17 gradi. Lo ha realizzato Andrew Hicks, matematico del Drexel's College of Arts and Sciences negli Stati Uniti: tramite un algoritmo Hicks ha calcolato il modo di creare uno specchio curvo riducendo al minimo la distorsione. Come in una sfera da discoteca, la superficie sferica offre una maggiore possibilità di osservare gli oggetti alle proprie spalle» ha spiegato Hicks, che ha descritto la sua invenzione sulla rivista Optics Letters e che ha recentemente registrato il brevetto. «Tuttavia, una curvatura leggera non si traduce in una distorsione dell'immagine».
 LE ALTERNATIVE - In attesa che il nuovo tipo di specchio retrovisore diventi realtà, l'industria automobilistica ha da tempo affrontato il problema. Già diversi anni fa la Volvo poi seguita da diverse altre case automobilistiche ha introdotto il Blis (la sigla sta per Blind Spot Information System) un sistema elettronico che avverte il guidatore che sta cambiando corsia che potrebbe entrare in potenziale contatto con un veicolo «invisibile» in quanto situato nel suo angolo «cieco».
Link originale:
http://www.drexel.edu/now/news-media/releases/archive/2012/June/Drivers-Side-Mirror-With-No-Blind-Spot-Receives-US-Patent/

mercoledì 13 giugno 2012

Green computer, i mini PC per il risparmio energetico

Green computer è una società di Marina di Montemarciano, in provincia di Ancora, che ha realizzato un progetto molto particolare: quello di mettere a disposizione degli utenti dei PC utili per il risparmio energetico e gestionale. Si chiamano mini PC e sono dei prodotti tecnologici di ridotte dimensioni, che forniscono delle prestazioni elevate, grazie a componenti scelti con cura, e allo stesso tempo risultano ecologici, perché fanno risparmiare parecchia energia e consentono di mettere in atto un consumo critico. 
I mini PC Green computer sono ecocompatibili perché per la loro realizzazione sono stati utilizzati materiali e componenti selezionati per la loro qualità. All’interno di questi PC troviamo inoltre schede madri con processori a basso consumo. In questo modo si possono avere dei computer capaci di garantire un utilizzo continuo da parte dell’utente, ma con un consumo di energia ridotto rispetto ai PC tradizionali. I consumi, secondo quanto specificato dalla società in questione, sono ridotti fino al 70% e le prestazioni generali sarebbero più che sufficienti per utilizzare in modo perfetto applicazioni per la casa, per lo studio e per il lavoro. Inoltre bisogna anche ricordare che, oltre a farci risparmiare sulla bolletta, questi computer sono ottimi anche per quanto riguarda il prezzo. Il risparmio economico risulta evidente dal momento che per le piattaforme di utilizzo dei mini PC Green computer viene usato il software libero.
 Ci si riferisce in particolare al sistema operativo Linux, open source e quindi senza alcun costo, un modo ottimo per ottenere un computer completo anche a 299 euro. Ci sono quattro computer appartenenti alla serie Eco. Sono computer di dimensioni molto piccole, tutti con CPU Intel Atom Dual core integrata, con RAM DDR 3 da 2 GB e con hard disk da 250/320 GB. Il loro prezzo varia in base al modello da 299 a 399 euro. Il risparmio energetico è garantito anche dall’alimentatore interno a basso consumo con trasformatore esterno fanless. Inoltre la società fornisce anche un servizio di recupero dei computer usati che non utilizziamo più. Molte volte questi PC, con sistemi operativi leggeri come quelli open source, possono essere rimessi a nuovo. Green computer in questo modo li recupera e li mette a disposizione di scuole o di utenti che ne hanno bisogno. Un modo ottimo per fare una buona azione, favorendo il riciclo ed evitando che componenti dannose per l’ambiente finiscano tra i rifiuti.

Contatti 
  • www.greencomputer.it
  • info@greencomputer.it
  • Tel. 3334329775
  • Fax. 0719751065
  • Contatto Skype – greencomputer1

Il taglio di capelli




Una mattina un fiorista andò dal barbiere per un taglio di capelli. Alla fine, chiese il conto,
ma il barbiere rispose: “non posso accettare denaro da lei, questa settimana sto facendo
servizio alla comunità”. Il fiorista ringraziò delle gentilezza e uscì. E il mattino successivo il
barbiere trovò un biglietto di ringraziamento e una dozzina di rose alla porta del suo
negozio.


Più tardi un poliziotto entrò a farsi tagliare i capelli e quando chiese di pagare il barbiere
disse anche a lui: “non posso accettare denaro da lei, questa settimana sto facendo
servizio alla comunità”. Il poliziotto ne fu felice e il mattino successivo il barbiere trovò un
biglietto di ringraziamento e una dozzina di ciambelle alla porta del suo negozio.

Venne quindi un Membro del Parlamento per il taglio dei capelli e quando passò alla
cassa, anche a lui il barbiere ripeté: “non posso accettare denaro da lei, questa settimana
sto facendo servizio alla comunità”.Molto contento il Membro del Parlamento se ne andò.

La mattina successivo, quando il barbiere andò ad aprire il negozio, trovò una dozzina di
Parlamentari in fila per il taglio dei capelli.



Questo, cari amici, chiarisce la differenza fondamentale tra cittadini e politici.





RICORDIAMOCELO: POLITICI E PANNOLINI VANNO CAMBIATI SPESSO E
PER LA STESSA RAGIONE!