mercoledì 20 giugno 2012

Le murrine, vortice di colori nato nella Venetia et Histria

«La realizzazione di un vetro “murrino” si basa su un procedimento che richiede abilità ed esperienza. E’ una tecnica che permette di ottenere oggetti visibili anche in trasparenza e con la quale si possono raggiungere le più diverse acrobazie stilistiche e cromatiche». Lo sapeva bene Cesare Moretti, da quell’esperto tecnico che era, presidente del Comitato Nazionale italiano dell’Association Internationale pour l’Histoire du Verre. Anche grazie alla sua caparbia volontà è stato possibile realizzare la mostra “Vetro murrino. Da Altino a Murano” che si è inaugurata domenica scorsa e si articola in due diverse sedi espositive – il Museo Archeologico di Altino e il Museo del Vetro di Murano – per mettere a confronto nel corso dei secoli la tecnica più antica e al tempo stesso più moderna dell’arte vetraria: quella del vetro-mosaico.
 Visitando la mostra si viene risucchiati in un vortice di colori e accompagnati in un viaggio ideale nel tempo attraverso tre millenni, seguendo il filo rosso della produzione di questo particolarissimo tipo di lavorazione del vetro, di cui le prime tracce si hanno in Mesopotamia nel 1500 a.C. Il vetro-mosaico si ottiene accostando piccole tessere di vetro policromo o monocromo fino a creare un determinato disegno. Le tessere poi si saldano tra loro fino ad ottenere una piastra di vetro composto appunto di “murrine”. La piastra viene quindi modellata su uno stampo e lentamente raffreddata fino ad ottenere l’oggetto finito. L’apice di questa lavorazione si ottenne in epoca romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.,da straordinari artigiani vetrai della regione “Venetia e Histria”, quell’arco che si estende lungo la costa Alto Adriatica da Adria a Padova, ad Altino, fino ad Aquileia e Zara. 
La perizia di questi uomini ci sembra ancor oggi inarrivabile guardando i balsamari e le pissidi, le coppe e i piatti esposti al Museo di Altino: oggetti di vetro murrino recuperati in scavi archeologici dell’area del Nordest. Manufatti dall’Oriente (con cui “Venetia” aveva già allora rapporti commerciali), mescolati a quelli locali, che per combinazioni cromatiche e abilità tecnica hanno ancora molto da insegnare ai maestri odierni. Con i quali è possibile fare un confronto immediato visitando l’altra sede della mostra, al Museo Vetrario di Murano, dove sono esposti circa 250 pezzi in vetro murrino di vetrai muranesi dal XIX secolo ad oggi. Dopo secoli di oblio infatti la tecnica del vetro-mosaico ebbe nell’Ottocento a Venezia una nuova rinascita, legata alla riscoperta archeologica del vetro romano, che aprì a Murano nuovi orizzonti creativi. Da allora le tecniche certo si sono affinate, il vetro murrino è spesso soffiato, le sperimentazioni non hanno conosciuto limiti e i risultati visivi «sono così alti e interessanti che sono comprensibili a tutti – dice la curatrice Rosa Barovier Mentasti – ci troviamo a guardare oggetti belli come pezzi di scavo alessandrini». 
A corredo della mostra un prezioso catalogo che raccoglie saggi di storici e tecnici sul vetro- murrino nel corso dei secoli, dimostrando in maniera innegabile il legame ideale tra Altino e Murano nell’arte dei maestri vetrai.
La mostra, nelle due sedi espositive, rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2013.

Museo Archeologico Nazionale di Altino
via San Eliodoro 37
30020 Altino, Venezia
0422 829008
aperto tutti i giorni (chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio)
8.30-19.30 (biglietteria 8.30-19)


Murano - Museo del Vetro > www.museovetro.visitmuve.it
call center 848 08 20 00
fondamenta Giustinian 8
30141 Murano, Venezia
041 739586
aperto tutti i giorni (chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio)
dal 1 aprile al 31 ottobre
10-18 (biglietteria 10-17.30)
dal 1 novembre al 31 marzo
10-17 (biglietteria 10-16.30)


2 commenti:

Ambra ha detto...

Sono in partenza per qualche giorno. Ti lascio il mio saluto.

stefitiz ha detto...

Ciao, buone vacanze se son vacanze...