martedì 3 luglio 2012

ANSEL ADAMS

foto di Ansel Adams
L’arte è una visione del mondo che penetra le illusioni della realtà. La fotografia è una delle forme di questa visione e rivelazione.Una fotografia è grande quando riesce a esprimere pienamente i più profondi sentimenti del suo autore nei confronti di ciò che viene fotografato,divenendo così una genuina manifestazione della sua sensibilità nei confronti della vita considerata nella sua pienezza.Questa espressione visiva del sentimento dovrebbe tradursi in termine di semplice devozione al mezzo; dovrebbe essere un’affermazione della massima chiarezza e perfezione possibili nelle circostanze della sua creazione e produzione. Il mio rapporto con la fotografia si basa sulla fede nella vitalità e nei valori della natura, nelle manifestazioni di grandiosità e al tempo stesso di semplicità che ci circondano. Io credo nella gente, negli aspetti più semplici della vita, nel rapporto uomo-natura. Credo che l’uomo debba essere libero, spiritualmente e socialmente, che debba accrescere la propria forza interiore, testimoniando l’enorme bellezza del mondo e acquisendo una sicurezza che gli consenta di vedere ed esprimere la propria visione. Credo nella fotografia come uno dei mezzi per portare questa testimonianza e per raggiungere infine la felicità e la fiducia..... 
 Molti ritengono che le mie immagini rientrino nella categoria delle “foto realistiche”, mentre di fatto quanto offrono di reale risiede solo nella precisazione dell’immagine ottica; i loro valori sono invece decisamente “distaccati dalla realtà”. L’osservatore può accettarlo come realistico in quanto l’effetto visivo può essere plausibile, ma se fosse possibile metterli direttamente a confronto con i soggetti reali le differenze risulterebbero sorprendenti...... 
“… visualizzare un’immagine consiste nell’immaginarla, ancor prima dell’esposizione, come una proiezione continua, dalla composizione dell’immagine fino alla stampa finale. La visualizzazione deve essere considerata più esattamente come un atteggiamento verso la fotografia piuttosto che un dogma. Ciò significa che il fotografo ha la totale libertà di espressione, e non è in nessun modo limitato… 
 Non si tratta solo di mettersi in relazione con il soggetto, ma anche di prendere coscienza delle potenzialità espressive della sua immagine ” Vedere” in anticipo le soluzioni alternative con cui si può restituire un soggetto lascia ampio spazio all’interpretazione soggettiva, permettendo di utilizzare in ogni fase i mezzi più adeguati necessari alla realizzazione dell’immagine che abbiamo visualizzato”.....
 Una fotografia non viene mai realizzata esclusivamente per sè stessi; è, o dovrebbe essere, un mezzo di comunicazione per raggiungere il maggior numero possibile di persone senza diminuzione di qualità o intensità…. Al commento “non ci sono persone in queste fotografie” in genere replico “ci sono sempre due persone:il fotografo e l’osservatore”..... 
Mentre per molti l’istantanea è un simbolo di spensieratezza e casualità, essa è in realtà un’intuizione fulminea, qualcosa che per vari motivi desideriamo perpetuare e che può avere un autentico valore umano e storico. Quanto più guardiamo, tanto più vediamo e quanto più vediamo, tanto più reagiamo.

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