giovedì 19 luglio 2012

Auto ad aria compressa, in Sardegna possibile produzione

Auto ad aria compressa e la Sardegna potrebbe essere un papabile centro di produzione. La city car si presenta come una sorta di grande uovo, con due maxi-portiere a vetro laterali che scorrono verso l'alto, e si guida con un joy-stick. Puo' ospitare a bordo tre persone, ha una velocita' massima di 80 chilometri orari e un'autonomia di 120-150 chilometri. Il modello Standard prodotto dalla Midi era a disposizione per foto e prove guida questa mattina fuori dalla Stazione Marittima del capoluogo sardo. ''Sardegna centro di produzione e di esportazione di auto ad aria compressa. Ma non solo: anche di trattori industriali e agricoli'', ha detto l'ingegnere francese, Guy Negre, esperto di motori con un passato in Formula 1 alla Williams, durante la presentazione al porto di Cagliari dei modelli di Airpod. In Sardegna - e' stato detto durante la conferenza stampa di presentazione - sara' in vendita alla fine del 2013. Non soltanto commercializzazione: sollecitato dalla proposta del presidente dell'Autorita' portuale Piergiorgio Massidda che proponeva Cagliari come centro di produzione delle vetture, Negre, a margine della presentazione, ha risposto che anche in Sardegna potrebbero essere realizzati i mezzi ad aria compressa. La Standard e' una vettura da citta', agile e comoda soprattutto per i parcheggi: puo' ruotare su se stessa ed essere posteggiata perpendicolare al marciapiede. ''Pulita ed economica'', dice Negre. Il prezzo della versione standard sara' di 6.000-7.000 euro. (ansa.it)




 Ecco qualche dettaglio in più, direttamente dal sito della società MDI: Airpod è lunga appena due metri e sette centimetri, larga uno e alta 1.74. Pesa solo 220 kg e può portare tre passeggeri. Nègre rassicura anche sull’autonomia, che si aggira intorno ai 220 km. Resta da capire come si organizzerà il sistema di rifornimento: il piano è quello di attivare un certo numero di stazioni alternative al classico benzinaio, in grado di riempire l’innovativo serbatoio in due minuti, ad un prezzo di due euro. Per abbassare i costi e rendere più diretto il percorso tra realizzazione e vendita, Cyril Nègre ha spiegato a la Repubblica come la società MDI abbia deciso di non affidarsi alla rete già consolidata di concessionarie, bensì abbia scelto la via delle fabbriche: chi produrrà l’auto, quindi ne conoscerà ogni dettaglio e sfumatura, sarà lo stesso che si occuperà della vendita. Un modo anche per creare occupazione e non far arrivare un veicolo da chissà dove, alzando le spese di trasporto e gli sprechi che ne derivano.

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