martedì 10 luglio 2012

Mara Bizzotto:"Non pagate il canone Rai". E poi i soldi finiscono anche a San Marino


"Il canone Rai è un tributo e come tale deve essere pagato". E' due mesi che questa raccomandazione rimbalza tra un canale e l'altro della tv di Stato, la Rai, a tutte le ore del giorno e della notte. Un invito quasi martellante,  a pagare 112 euro per garantire un servizio pubblico efficiente e variegato, un'informazione completa e indipendente, ma che non riesce proprio a  convincere il 45 % degli italiani. Chissà perchè la metà della popolazione chiamata a versare questo tributo non riesce a "digerirlo". E non è questione solo di quest'anno.
"La Rai, un servizio pubblico? La Rai è tutto meno che un servizio pubblico; è tutto meno che una tv di Stato ovvero una televisione di e per  tutti". Ad opporsi al pagamento del tributo alla Rai  è l'onorevole Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega che in una petizione spiega punto per punto quelle che sono le carenze dell'emittente di Stato e soprattutto l'inutilità  del pagamento del canone.
"Il canone Rai non solo è inutile ma persino illegale in quanto viene versato in favore di un ente che non garantisce nei fatti quello che sostiene con gli spot- prosegue Bizzotti- la Rai dovrebbe essere una televisione vista su tutto il territorio nazionale dalle comunità montane alle grandi città ma in realtà non è così. Ad esempio, dopo il passagio dal segnale digitale a quello analogico molti comuni compresi tra Vicenza e Belluno, così come nei territori di Portogruaro, la tv di Stato non si vede. Dunque come è possibile chiedere a questi cittadini di pagare per un servizio che non hanno?"
Ma la petizione che l'onorevole Mara Bizzotto ha preparato con la collaborazione del Comitato per la Libera Informazione Radiotelevisiva, è piuttosto articolata e  spiega i punti che rendono ingiusta questa tassazione.
"La Rai è lottizzata e non garantisce nessuna informazione imparziale e indipendente- tuona l'europarlamentare- e a favore di questa nostra convinzione ci sono tutte le sentenze Agicom che hanno sanzionato in passato ma anche recentemente la Rai per il suo comportamento scorretto nell'informare i cittadini".
Altra carenza della Tv degli italiani, è la funzione educativa e sociale:"Non esiste. La Rai non garantisce nessun programma che abbia fini educativi o svolga un ruolo sociale".
"Fino al 2009 i canali Rai erano visibili sulla piattaforma Sky ed erano seguiti da altre 4,8 milioni di telespettatori- prosegue Bizzotto- oggi con Tv Sat i cittadini sono solo 2 milioni. E questo passaggio è costato diversi miliardi di euro ma, dati alla mano, non ne ha beneficiato nessuno" .
L'onorevole Mara Bizzotto punta il dito anche su trasmissioni come Sanremo e sui personaggi televisivi stra-pagati dagli italiani: "Ma come è possibile pensare di pagare un "gettone" di presenza  milionario a Adriano  Celentano o a Gianni Morandi? E' una vergogna. E' possibile che i soldi degli italiani siano utilizzati per questi personaggi? E' davvero una vergogna. Una televisione di Stato non può permettersi di pagare così i propri conduttori, deve avere un minimo di rispetto per i contribuenti".
Ma pur sparando a zero sui programmi Rai, Mara Bizzotto, ne salva uno: Chi l'ha visto. "Questo è un programma che ha un valore sociale; questo è un programma che merita i soldi dei cittadini italiani- prosegue - peccato però che non lo vedremo mai su Rai Uno. Chissà perchè?"
Eppure i soldi del canore Rai non vanno a finire solo nelle tasche dei grandi e "antichi" uomini e donne dello spettacolo ma finisco anche nella Repubblica di  San Marino. Programmi come Forum in aula, Spazio Aperto Dossier, A domanda risponde e Primo comma sono programmi televisivi della tv di Stato sammarinese che vengono realizzati con una parte dei soldi che la Rai "gira" al piccolo Paese confinante ogni anno. Ad esempio nel 2008, la Rai ha versato 3milioni 98.741 euro, nel 2009 oltre 3 milioni. Ma a stabilire annualmente la cifra che la Rai deve "donare" alla televisione sammarinese ci pensa una convenzione tra il Dipartimento per l'informazione e l'editoria e la Presidenza del Consiglio.  Ma se la notizia può indispettire ulteriormente  chi paga regolarmente il canone, possiamo confidargli che questo tributo a San Marino viene versato puntualmente dall'11 giugno 1990.
"Non volete pagare il canore Rai? Bene, allora non pagatelo e non vi portanno "piombare" il televisore. Perchè? Secondo l'articolo 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea "bloccare" il televisore è un reato- conclude Mara  Bizzotto- impedire ad un cittadino di accedere all'informazione è illegale. Quindi a voi la scelta."

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