sabato 7 luglio 2012

Materne private, già cinque accordi «modello Safilo». Treviso fa da apripista

Piuttosto che lasciare qualcuno a casa si «decurteranno» le ore di lavoro. Gli insegnanti delle scuole private venete adottano i contratti di solidarietà, quelli che a fronte di stipendio e orario ridotto garantiscono la salvezza del posto a tutti. Per capirci, è il modello che pare aver messo tutti d’accordo alla Safilo, il gigante dell’occhialeria bellunese. E che ora verrà applicato a scuola per scongiurare gli «esuberi» di maestre, cuoche e inservienti. Il problema nasce dalla riduzione dei finanziamenti e dall’impossibilità di aumentare le rette, già elevate. La Regione, dal canto suo, fa sempre più fatica a compensare le carenze di liquidità e alle materne comincia a mancare l’aria. Nella pratica: se una scuola per motivi economici o di iscrizioni insufficienti è costretta a chiudere una sezione, tutti i docenti si ridurranno l’orario e con le ore avanzate copriranno le posizioni dei colleghi che avrebbero rischiato il licenziamento.
 A fare da apripista è stata la Fism (Federazione Scuole Materne del Veneto) di Treviso: «Sono partiti già cinque contratti di solidarietà che diventeranno attivi dal prossimo settembre e altri potrebbero partire nelle prossime settimane - spiega Giancarlo Frare presidente della Fism di Treviso - non sempre è facile siglare l’accordo, ma le riduzioni volontarie di orario permettono di non lasciare a casa nessuno». Le scuole materne pilota sono quelle dei comuni di Miane, Vallà di Riese, Padernello di Paese, Possagno e San Polo di Piave. «Tutti piccoli comuni - spiega Frare - ma le trattative sono in corso anche in altre due scuole. Si è trattato di una scelta di responsabilità, di questi tempi lasciare le persone a casa significa mandarle incontro ad un destino difficile». I dettagli degli accordi, ovviamente, variano da scuola a scuola. «Ci saranno nuovi contratti già nei prossimi giorni - spiega Ugo Lessio presidente della Fism regionale - abbiamo avuto vari incontri con i sindacati e da poco abbiamo firmato un accordo. C’è una crisi pesante delle scuole paritarie, ma l’ultima cosa che vorremmo è lasciare le persone a casa». 
Ci sono tuttavia casi irrisolvibili, le scuole venete che hanno annunciato la chiusura a partire dal prossimo anno scolastico sono già tredici: «Non è che la punta dell’iceberg - spiega Lessio - poi ci sono quelle in cui chiuderanno le sezioni, il vero cuore del problema contrattuale». Per fare qualche esempio, le classi che «salteranno» nel Veneziano sono 6, in provincia di Treviso 26 (1200 bambini in meno, tanto per dare un’idea). Insomma, comincia ad essere un bilancio con numeri critici, che trova riscontro anche nella richiesta di 60 nuove classi di scuola dell’infanzia statali arrivata all’Ufficio scolastico regionale. «Ci sono situazioni in cui la scuola non riesce più a coprire nemmeno le spese vive con i finanziamenti che riceve - spiega Ugo Brentegani, presidente della Fism di Verona - questo succede soprattutto quando le scuole sono piccole, di comuni isolati».
 A Padova ad esempio, la scuola dell’infanzia Gesù Bambino, della Parrocchia dello Spirito Santo, prima gestita dalle suore francescane, non sarà presa in carico da nessuno: «La parrocchia farebbe volentieri il passaggio di gestione - spiega Lessio - ma con i finanziamenti ridotti all’osso in questo modo non è possibile». E non è l’unica. A rischiare a Padova sono anche la scuola di Sant’Urbano di Este, quella di Cinto Euganeo, e già molte altre materne della Bassa padovana hanno chiesto aiuto. La situazione non cambia a Treviso, dove le scuole pronte a chiudere sono quattro: «In un caso la situazione è definitiva, quella della scuola materna di San Pietro di Feletto San Pietro Vecchio - spiega Frare - in altri tre stiamo cercando di salvare il salvabile ». A Vicenza i casi difficili sono due. Per coprire le richieste dei passaggi alle sezioni statali, però, ci vorrebbero 120 cattedre. Che l’Ufficio scolastico regionale non ha a disposizione per il momento (anche se conta di occuparsi comunque della questione) e che ha chiesto al Miur la scorsa settimana. «Ho ben presente la situazione del Veneto - ha detto la scorsa settimana Marco Rossi Doria, il sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca - con i rappresentanti delle scuole paritarie avrò un incontro nel mese di luglio».
(Alice D'Este - Corriere.it)

2 commenti:

Sandra M. ha detto...

Tempi duri, davvero. Ma ancora la totale consapevolezza non c'è, secondo me.

Ambra ha detto...

Eh che situazione durissima!