sabato 7 luglio 2012

Siria, Il rapporto di Human Rights Watch

Unghie strappate, violenze sessuali e chiodi elettrificati piantati nelle orecchie. La Siria brutalizza sistematicamente le decine di migliaia di persone detenute nelle prigioni segrete che il regime ha allestito dall'inizio delle proteste di piazza, in quello che può definirsi un vero e proprio «arcipelago della tortura». La denuncia arriva dall'organizzazione Human Rights Watch che ha documentato l'esistenza di 27 centri di detenzione nel Paese, tutti gestiti dalle agenzie di intelligence siriane, e accusa il regime di Bashar Assad di «crimini contro l'umanità».



1 commento:

Ambra ha detto...

Spaventoso. Ancora le torture di uomini contro altri uomini.