martedì 28 agosto 2012

Buongiorno e arrivederci. Giovani artisti veneti brillano a Berlino


Qui è dura, per fortuna c’è Berlino. E se ne sono accorti proprio loro, i berlinesi, che gli artisti italiani hanno bisogno di un aiuto, di una scossa, di uno spazio espositivo per farsi vedere e conoscere da un pubblico vario in un ambiente fluido e meno ingessato del nostro.
Ecco perché, dal primo agosto, la Emerson Gallery del Mitte berlinese si vestirà di opere pittoriche, fotografia, performance di danza, video e installazioni made in Italy. Anzi, quasi made in Veneto: la maggior parte degli artisti pronti a caricare furgoni e sfogarsi nella capitale europea del contemporaneo vengono da qui.
Tanto per cominciare, la mostra è curata dalla veneziana Barbara Fragogna, già curatrice della Kunsthaus Tacheles; e poi ci sono Elisabetta Di Maggio, che vive a Venezia e il prossimo ottobre esporrà alla Bevilacqua La Masa; Andrea Penzo e Cristina Fiore, che a Mestre si sono fatti conoscere con Cantiere Corpo Luogo; e il collettivo Jennifer Rosa, poliedrico gruppo di artisti vicentini che studia, in varie forme, il potere e la natura della figura umana. Infine Greta Bisandola, pittrice padovana del grottesco e dell'ambiguo. Da fuori regione viene solo Rebecca Agnes, di Pavia.
Il primo agosto, inaugura dunque una delle più ampie rassegne di arte contemporanea italiana mai viste a Berlino; occuperà gli spazi della Emerson Gallery per quasi due mesi, fino al 22 settembre. Nel titolo dell'esposizione c'è tutto: “Buongiorno e Arrivederci”. Come dire: “Italia, mi piaci, ma sono costretto a lasciarti”. Berlino, conscio del sentimento e delle difficoltà che gli artisti italiani incontrano nel farsi strada nel loro Paese, coglie la palla al balzo e invita un nutrito gruppo di professionisti delle arti visive e performative, con lunghi curricula e visitatissimi siti web, a sfruttare il trampolino europeo.
«Buongiorno e arrivederci sono due parole che gli stranieri riconoscono e che allo stesso tempo, per noi italiani, possono voler dire molto di più: attaccamento e amore stizzito e deluso per il proprio Paese», spiega Fragogna, che aprirà la rassegna con il suo “My Cage Is Your Palace Project”, progetto che unisce pittura, disegno e installazione. La Emerson Gallery riesce a coprire parte delle spese, ma per sostenere i costi di un periodo così lungo da trascorre a Berlino, gli artisti italiani in partenza hanno avviato un crowdfounding su produzionidalbasso.com, una raccolta collettiva di quote per sostenere il loro progetto. Con una quota si avrà diritto a una foto d’autore dell’evento; con cinque quote di adesione si potrò ricevere un catalogo del festival autografato dagli artisti.

Nessun commento: