giovedì 23 agosto 2012

Il fronte italiano della Grande guerra visto dagli artisti

Oltre 1000 immagini di stampe e cartoline raccontano la Grande Guerra nei suoi aspetti più significativi. Pittori di fama europea, così come artisti dilettanti, in questi "umili cartoncini" hanno rappresentato - spesso con notevole espressività - gli eventi cruciali del conflitto e le drammatiche scene di battaglie in trincea, di bombardamenti aerei e di combattimenti navali, sullo sfondo dei luoghi che furono teatro della guerra. Ma queste pagine raccontano soprattutto, in modo assai realistico, la guerra vissuta quotidianamente dai soldati e dai civili: il distacco dalle famiglie, la sofferenza dei feriti assistiti dalla Croce Rossa, la vita dei soldati al fronte. 
 La realtà dolorosa della guerra resta, ovviamente, ai margini. L’orrore delle battaglie o della fame non ha diritto di cittadinanza. Occorre esaltare gli spiriti, non deprimerli. C’è invece abbondanza di imprese eroiche, di retoriche guerresche, di pietà cimiteriali, di esemplari incursioni nelle trincee nemiche. Spesso identica è la simbologia, basti pensare all’aquila della quale si appropriano equamente italiani e austriaci. “Dio è con noi” lo dicono tutti, nelle diverse lingue. Dei alpini e Cristi risorti indicano ad entrambi la via ai battaglioni e arringano a battaglia, protettori di virtù ideologiche o concretamente identitarie e territoriali. L’unità del popolo combattente è sempre la virtù per eccellenza. Nelle cartoline austriache prende la forma di Andreas Hofer, il comandante tirolese dell’insurrezione antinapoleonica del 1809 (un eroe buono per tutte le stagioni), e agli alpini italiani si contrappongono gli Schutzen. Non è solo l’alpino De Luca (l’uccisore del Sepp Innerkofler) a scagliare massi, ma sono anche gli Schutzen tirolesi ad usare le “batterie di Sassonia”. Gli alpini difendono i “sacri confini della Patria”, ma per la propaganda austriaca sono invece “gli italiani perfidi e traditori”, addirittura “turpissima genia”. Va da sé che a Caporetto si inneggia da parte italiana ai reparti che resistono, da parte austroungarica allo sfondamento e alla vittoria. Il sangue e il dolore vengono naturalmente trasfigurati in un alone azzurrino di retorica bellica, e le cartoline non sono foglietti di auguri, ma un veicolo privilegiato di propaganda, spesso artisticamente pregevoli. Gli artisti austriaci e germanici che hanno prestato la loro matita sono una quarantina, quelli italiani una trentina, i più noti sono naturalmente Aristide Sartorio, Achille Beltrame, Basilio Cascella.

La Grande Guerra. Il fronte italiano nelle cartoline e nelle stampe degli artisti (Cierre edizioni, 395 pp., 38 euro), acquistabile anche online a prezzi leggermente inferiori.

Nessun commento: