domenica 30 settembre 2012

Dall'Asia all'Europa l'intermodalità passa per l'Italia

Al via il nuovo collegamento ferroviario di Trenitalia fra il porto di Trieste e il polo logistico lussemburghese di Bettembourg: anello ferroviario di un collegamento multimodale tra l’Asia e il Centro Europa. Il nuovo servizio, che gestirà i flussi merci provenienti e diretti in Turchia dal porto di Trieste, è stato realizzato congiuntamente da Trenitalia e CFL (Ferrovie Lussemburghesi), con la sue controllate CFL Multimodal e ELO (Eco Logistics Operator), in collaborazione con TX Logistik e Alpe Adria.
 I semi-rimorchi “Mega” provenienti al porto di Trieste dalla Turchia, vengono caricati sul treno e confluiscono sul polo di Bettembourg, gestito dalla società CFL Multimodal, per poi proseguire verso diverse destinazioni in Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Germania. Analoga movimentazione e percorso in direzione Trieste e Turchia. La frequenza dell’attuale servizio (3 coppie di treni, andata e ritorno) permette di trasportare oltre 100 unità per settimana, ma il piano di sviluppo prevede di arrivare nei primi mesi del 2013 a una capacità di oltre 300 unità settimanali, vale a dire circa 15mila semirimorchi per anno. Da origine a destino, così, ciascun semirimorchio percorre più di 2.500 km e nel primo anno è previsto il trasporto di più di 10mila semirimorchi che vengono tolti dalla strada, contribuendo in tal modo non solo al decongestionamento della rete viaria, ma soprattutto alla riduzione dei gas serra e delle altre sostanze inquinanti emesse nell’atmosfera. In particolare, questo nuovo servizio multimodale, che trasferisce traffico dal vettore stradale a quello ferroviario, in base al modello di calcolo EcoTransIt farà registrare una riduzione del 75% di emissioni di CO2 (pari all’assorbimento di circa 590mila alberi in un anno) e un risparmio energetico del 65% (pari al fabbisogno mensile di oltre 100mila famiglie medie italiane). Con questo progetto Trenitalia rafforza il proprio posizionamento nel Nord-Est e nel porto di Trieste, garantendo ai traffici provenienti da Turchia e Medio Oriente collegamenti di elevato livello di qualità. In tale contesto è determinante la scelta di operare il nuovo servizio, per la parte estera, con TX Logistik con la quale Trenitalia sta rafforzando la presenza sulla direttrice Tarvisio/Salzburg (linea dei Tauri).

FreedomPop, come trasformare un iPod in un iPhone

Forse anche tu sei uno dei (tanti) fan di Apple che un giorno si è svegliato, ha guardato per l’ultima volta il suo impolveratissimo iPod Touch e ha deciso – a malincuore - di riporlo in un cassetto. Una volta per tutte. Chi l’avrebbe mai immaginato, del resto, che il re dei lettori mp3, stritolato dalla concorrenza spietata degli smartphone tuttofare, sarebbe diventato un gadget pressoché inutile? Ma, tant’è, non ti resta che prenderne atto e provare magari a fare di necessità virtù. In che modo? Hai due possibilità: la prima è quella del classico annuncio su eBay (i prodotti Apple, in fondo, sono sempre ben quotati nel mercato dell’usato); la seconda è provare a dare nuova vita al tuo iPod facendolo reincarnare in un dispositivo tutto nuovo, magari un iPhone. Proprio così. Fra i tanti produttori di accessori e servizi che gravitano intorno al marchio della Mela c’è anche chi ha pensato (bene) di rigenerare l’iPod facendolo assomigliare - sia dentro che fuori - al suo fratello maggiore. Si tratta di FreedomPop, società che ha appena annunciato l’uscita sul mercato (per il momento solo quello americano) di un omonimo case per trasformare gli iPoud Touch (di quarta generazione) in iPhone.FreedomPop si presenta come una normalissima custodia. Che, una volta “calzata”, rende l'iPod simile in tutto e per tutto a un iPhone da 3,5 pollici. Quanto alle funzionalità interne, FreedomPop può sfruttare un’antenna che si collega alle reti WiMax così da abilitare tutte le principali funzioni Web-based, dalla navigazione su Internet allo streaming, dalle telefonate via Skype alle videochiamate su Facetime. Il tutto a velocità pari a quelle di un terminale Lte (come l’iPhone 5). Il prezzo? 99 dollari, compresa una quota gratuita di traffico dati fino a un massimo di 1 giga al mese. A conti fatti si tratta di un investimento interessante, tenuto conto che un iPhone 5 senza contratto costa oggi circa 800 dollari. (Roberto Catania - Panorama.it)




sabato 29 settembre 2012

Il virus della pelle per combattere l'acne

In un virus innocuo, che vive sulla nostra pelle, si cela la promessa di un nuovo trattamento mirato contro l'acne. Lo spiegano i ricercatori americani, autori di uno studio pubblicato online su «mBio», la rivista dell'American Society for Microbiology. Il virus, un batteriofago o fago, è naturalmente attrezzato per colpire e uccidere i batteri che causano l'acne (Propionibacterium acnes). Gli esperti della University of California a Los Angeles (Ucla) e dell'Università di Pittsburgh hanno trovato 11 versioni diverse di virus in questa famiglia dotate di questo insolito potere. A questo punto gli scienziati stanno pianificando una serie di ricerche di laboratorio per vedere se riescono a sfruttare i virus nel mirino, trasformandoli in una terapia mirata contro punti neri e brufoli.
IL TRATTAMENTO - Una corsa al trattamento anti-acne che ha attirato sui virus batteriofagi l'attenzione anche di altri istituti di ricerca. «L'acne - spiega Robert Modlin, autore dello studio - colpisce milioni di persone, ma abbiamo pochi trattamenti che siano allo stesso tempo sicuri ed efficaci. Sfruttando un virus che dá la caccia naturalmente ai batteri che causano i brufoli, potremo offrire uno strumento nuovo e promettente contro le cicatrici, fisiche ed emotive, lasciate dall'acne grave».
COSA E' L'ACNE - L'acne ha origine quando i follicoli piliferi vengono bloccati da una sostanza oleosa, il sebo, che il corpo produce per evitare la disidratazione di capelli e pelle. Così batteri normalmente innocui, come il Propionibacterium acnes, che vivono sulla pelle senza fare danni, possono contaminare e infettare i follicoli otturati. Facendo fiorire brufoli, pus e rossori. Ebbene, i fagi sembrano aiutare a superare questo problema. Quando gli scienziati hanno sequenziato il Dna codificante dei fagi, hanno scoperto che oltre a condividere la maggior parte del loro materiale genetico, i virus avevano tutti alcune caratteristiche fondamentali in comune. Sono infatti portatori di un gene che produce una proteina chiamata endolysina, un enzima pensato per distruggere i batteri, abbattendo le loro pareti cellulari.
LA DIFFERENZA CON GLI ANTIBIOTICI - A differenza di antibiotici, che uccidono molti tipi di batteri inclusi quelli «buoni» che vivono nel nostro intestino, i fagi sono programmati per colpire solo batteri specifici. Insomma, sono dei killer programmati per «sterminare soltanto i microrganismi "nemici" della pelle. «Gli antibiotici come la tetraciclina - spiega Jenny Kim, direttore della Clinica Ucla per l'acne - sono così largamente utilizzati, che ormai molti ceppi di acne hanno sviluppato una resistenza. Inoltre alcuni farmaci, pur efficaci, possono provocare effetti collaterali pericolosi, cosa che ne limita l'utilizzo». Ecco perchè i virus piacciono tanto agli scienziati: potrebbero offrire una terapia su misura con meno effetti collaterali per dire addio all'acne. (Fonte: Adn-Kronos Salute)

HEYSEL, le verità di una strage annunciata

Il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, prima della finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, muoiono 39 tifosi bianconeri. Muoiono nel settore Z, schiacciati e soffocati dalla calca, sotto i colpi degli hooligans inglesi instupiditi dall’alcool, con la connivenza decisiva delle autorità belghe, della polizia locale e dell’Uefa, incapaci di prevedere e d’intervenire. 

 Una tragedia annunciata che si è abbattuta con disperante drammaticità sul calcio come sport e sulle coscienze di tutti noi come uomini prim’ancora che come sportivi. "L’Heysel – ricorda Roberto Beccantini nell’introduzione – rimane una ferita immane che riga la memoria e sfigura molte coscienze che, non solo in Italia, sanno di averla fatta sporca". Tutti hanno raccontato quello che è successo prima di Juventus-Liverpool, molti hanno raccontato il durante e il dopo, anche il proprio, ma nessuno s’è mai veramente addentrato nelle scomode verità. "Questo libro è prezioso e bellissimo – scrive Veltroni nella prefazione –. Lo è perché ci ammonisce a non dimenticare, e perché narra puntualmente e con notizie verificate tutto ciò che è accaduto; ma lo è anche perché è un libro d’inchiesta che ha dentro la passione del diario, della pagina biografica". Gli effetti personali rubati, l’arroganza delle autorità, la lunga, faticosa e snobbata battaglia legale portata avanti dall’Associazione delle vittime, da Otello Lorentini che in Belgio ha perso l’unico figlio Roberto; medaglia d’argento al valore civile per essere morto tentando di salvare un connazionale. L’umanità calpestata di 39 famiglie tra meschinità d’ogni genere. Questo libro è un atto dovuto alla memoria e alla dignità di 39 persone che hanno perso la vita per assistere a una partita. Per ricordare ciò che l’ambiente calcio ha cercato troppo spesso e troppo in fretta di dimenticare. "Leggete queste pagine – sottolinea Beccantini –: scoprirete com’è stato duro accendere una candela di giustizia. Una candela, non un lampadario". 
 HEYSEL, le verità di una strage annunciata di Francesco Caremani 
Prefazione di Walter Veltroni 
 Introduzione di Roberto Beccantini
 Bradipolibri Editore 248 ppgg. www.bradipolibri.it

venerdì 28 settembre 2012

Ambiente: Italia ''maglia nera'' per qualità dell'aria



In nessun paese europeo la qualità dell'aria è cattiva come in Italia. A certificare il triste primato è il rapporto 2012 dell'Agenzia Ue per l'Ambiente, presentato oggi a Bruxelles, relativo al periodo 2001-2010. Il nostro paese è quello che ha sforato più spesso i limiti comunitari per il particolato, l'ozono, il monossido di carbonio, il nickel e il benzene. Il documento dell'Unione fotografa una situazione davvero allarmante. L'Italia è tra gli Stati che nel 2010 hanno "superato più spesso" il valore limite annuale per le Pm10 (in vigore dal 2005), con Polonia, Slovacchia, Balcani e Turchia. Fuorilegge anche le concentrazioni di polveri sottili (Pm2.5), "più alte che il valore obiettivo annuale da raggiungere entro il 2010" (pure in Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia). L'Italia ha anche i valori europei più alti di particolato (dati 2009) nelle zone rurali, insieme a Ungheria e Olanda. Unica nota positiva, il "miglioramento nel corso degli anni" del numero di sforamenti su basi giornaliera delle Pm10, tra il 2001 e il 2005 e poi nel 2010. Record assoluto in negativo per l'Italia anche sul fronte dell'ozono, dove nel 2010 i valori europei più alti sono stati registrati nell'Italia settentrionale, la cui concentrazione ha superato di oltre due volte la soglia limite. Maglia nera anche per il monossido di carbonio, di cui l'Italia è l'unico paese ad essere riuscito a sforare i limiti nel 2001, nel 2005 e nel 2010. Eccessiva poi la presenza di nickel nell'aria italiana in alcune zone, principalmente in siti industriali del Nord, e anche di benzene/benzopirene, dove tra le uniche quattro stazioni europee di misurazione a superare la soglia limite vi è la Sicilia. In Italia, ha osservato il direttore esecutivo dell'agenzia Ue dell'Ambiente, Jacqueline McGlade, "la nostra preoccupazione sono città come Milano, Novara, Bergamo e altre, che sono andate oltre i limiti di ozono, polveri sottili e altri inquinanti". Il problema dell'inquinamento nel Nord Italia, secondo McGlade, "è legato alla topografia della regione, ma anche al fatto che l'Italia è un crocevia per le masse d'aria generate dai trasporti a lungo raggio ad Est, oltre a quello che viene generato in situ". "Penso che questo - ha aggiunto - comporti una responsabilità speciale per il Nord Italia: non solo di controllare molto bene le emissioni industriali (vediamo ancora alcuni impianti inefficienti che inquinano aria e acqua)", ma anche con interventi "per piani urbani, trasporti locali, trasporto merci e ferrovie" Secondo le stime, "i cittadini europei pagano in termini di salute circa fra i 200 e 300 euro l'anno, a causa degli impianti industriali". Di qui la necessità di agire in maniera importante sulla prevenzione, "soprattutto in Italia dove c'è una popolazione che invecchia, quindi particolarmente vulnerabile agli inquinanti". Secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini "l'Italia ha bisogno di una politica per la mobilità sostenibile che non abbiamo ancora. Ci sono dei luoghi dove registriamo un positivo miglioramento dei livelli della qualità dell'aria e altri casi in cui rimangono dei problemi legati prevalentemente al traffico". "Ci sono valori al di sopra dei obiettivi qualità dell'aria - ha aggiunto - che come strategia di base richiedono una gestione diversa della mobilità, riducendo il traffico privato, potenziando i servizi pubblici e promuovendo le forme di mobilità alternativa, come l'uso di biciclette o l'auto elettrica". Alla luce dei risultati del rapporto Ue chiede un rapido cambio di marcia Legambiente. "La maglia nera assegnata all'Italia per la qualità dell'aria conferma ciò che segnaliamo da tempo: nel Belpaese c'è una vera e propria emergenza smog, una malattia cronica che colpisce tantissime città italiane e che non accenna a placarsi. Le cause dell'inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo, eppure si fa ancora troppo poco per arginare il problema", sottolinea Giorgio Zampetti, responsabile scientifico dell'associazione. Per porre "un freno all'inquinamento atmosferico in città - aggiunge Zampetti - è indispensabile adottare misure più concrete, strutturali ed efficaci come l'incremento del trasporto pubblico locale e del servizio ferroviario per il trasporto pendolare, il pedaggio urbano, l'estensione delle zone 30 e delle aree pedonali, delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici e favorire l'incremento degli spostamenti in bicicletta lungo le strade cittadine".

Ansia da social network

La FOMO, “Fear of missing out“, rappresenta uno stato di ansia e di paura di venir esclusi dal gruppo, di non integrarsi, di non essere presenti alle feste, voler essere in più posti contemporaneamente. L’avvento dei social network ha incrementato questo disturbo, che non è nato oggi, come qualcuno può pensare, ma esiste da anni, anche se è solo da poco che se ne parla maggiormente. Chi soffre di questo disturbo vive in continua agitazione, insoddisfatto e invidioso. Nonostante non sia una patologia riconosciuta da un punto di vista medico merita, sicuramente, maggiore attenzione, in quanto può essere la causa di stati depressivi e ansiosi più gravi. 
La FOMO e i Social Network
 Il disturbo è esploso in questi ultimi anni con l’avvento dei Social network in quanto mettono a disposizione di tutti una vita “virtuale”, nella quale si ha a che fare con numerose persone, relazionarsi e comunicare con sconosciuti che vivono dall’altra parte del mondo, cose che nella realtà vissuta tutti i giorni sono impossibili. Secondo uno studio, condotto dal JWT Intelligence, circa il 70% degli adulti, inconsapevolmente, è affetto da FOMO, il 56% degli adolescenti può essere correlato a questo disturbo, inoltre risulta che i maschi sono più a rischio rispetto alle donne. La bramosia e il desiderio di essere “migliori” degli altri, di divertirsi, di stare bene, insomma di avere una vita felice in tutto e per tutto, crea lo stato di insoddisfazione e ansia che caratterizza il disturbo. Infatti, se pensiamo a ciò che accade quando siamo collegati ai famosi Social network (vantarci anche di cose che non abbiamo pur di apparire agli occhi degli altri come fortunati o sempre impegnati) e a come ci sentiamo, ci rendiamo conto che, effettivamente, la FOMO esiste eccome. Come spiega il dottor John Grohol, sulla rivista Psych Central, chi soffre di questo disturbo ha un bisogno ossessivo e spasmodico di avere sempre più contatti, sempre più cose da fare, sempre più informazioni. Nonostante si stia conversando su, ad esempio, facebook contemporaneamente si cerca di controllare altri siti, altri social network, leggere le mail.
 I rimedi possibili 
Non tutti sono predisposti a questo disturbo, ma vi sono specifiche categorie di persone che sono più a rischio rispetto ad altre. Il dottor Herbert A.Simon ha stilato una classifica: gli ottimizzatori sono quei soggetti che non sono mai contenti di ciò che hanno, vogliono sempre di più, ecco perché nella maggior parte dei casi raggiungono dei livelli professionali molto alti, anche se sono vulnerabili alla FOMO. Un’altra categoria è quella dei soddisfatti, che ogni volta scelgono sempre la prima opzione, anche se non è quella giusta, secondo loro è la più sicura; inoltre queste persone non soffrono di FOMO. I rimedi per chi è a rischio consistono nel sfruttare il mondo virtuale pensando a se stessi, alla propria vita, condividendo con gli altri solo una minima parte di questa. Occorre inseguire i propri desideri e realizzare gli obbiettivi che ci si è prefissati senza dar peso agli altri, in modo tale da vivere tranquillamente e senza ansia.(Tantasalute.it)

giovedì 27 settembre 2012

Consorzio Venezia Nativa

Un altro turismo a Venezia è possibile, rispettoso dell’ambiente e attento alle tradizioni lagunari, per chi ha il tempo e la voglia per uscire dal mordi-e-fuggi di una giornata convulsa vissuta a ruota dietro la guida di turno tra Rialto e San Marco e vuole riscoprire l’incanto della laguna nord, i suoi ritmi, le sue ricchezze. Basta renderlo più agevole, come oggi non accade, nonostante i primi sforzi dell’Amministrazione in questa direzione e l’istituzione del Parco della laguna. L’esempio, concreto, è quello di Venissa, la tenuta con ristorante, ostello e vigneto di eccellenza creata a suo rischio da Gianluca Bisol - un entusiasta consapevole - nell’ex area Scarpa-Volo a Mazzorbo, ricevuta in concessione dal Comune e già divenuta in pochi anni un punto di riferimento, conosciuto anche all’estero, di un modo diverso di recuperare le isole della laguna, senza il solito hotel di lusso per turisti esclusivi. Per questo ora a Burano, Mazzorbo, e Torcello hanno pensato di cominciare a fare da soli. E’ nato da poche settimane infatti il Consorzio Venezia Nativa, che riunisce già una cinquantina di operatori delle tre isole, dagli albergatori e ristoratori, ai pescatori, ai venditori di merletti, agli addetti ai cantieri, guidato non a caso da Luigi Vidal, presidente della Cooperativa San Marco e Pescatori di Burano e al suo Consiglio di amministrazione partecipano i principali promotori dell’iniziativa, tra cui lo stesso Bisol. 
L’obiettivo dichiarato è che questa parte della laguna, straordinaria, ma in parte “invisibile”, diventi una destinazione turistica autonoma - seppur complementare - rispetto a Venezia. C’è da promuoverla - e questo è uno dei primi compiti che si pone il neonato Consorzio - “esportandone” il sistema in ogni occasione pubblica possibile e creando anche una sorta di marchio distintivo per gli operatori che ne fanno parte. Ma c’è, soprattutto, da renderla accessibile, come non fa, ad esempio il vaporetto della linea 12 dell’Actv che oggi stipa come sardine e con tempi lunghi turisti e residenti diretti da Venezia, a Mazzorbo, Burano, Torcello, fino a Punta Sabbioni. «Pensiamo innanzitutto - spiega Bisol - alla verifica della fattobilità economica e ambientale di un collegamento acqueo tra Burano e Ca’ Noghera, in prossimità dell’aeroporto Marco Polo, che può dare risposta anche alle necessità sociali dei residenti e favorirebbe il generarsi di nuovi flussi turistici. Ma pensiamo anche alla possibile creazioni non di darsene, ma di approdi temporanei e controllati - se avremo i relativi permessi dal Magistrato alle Acque - che permettano alle barche a vela o agli altri tipi di imbarcazione di trovare un modo agevole di attraccare, come oggi purtroppo non è possibile». Un altro degli obiettivi è creare anche un’efficiente rete di trasporti interni, sviluppando un collegamento con le altre isole, la terraferma e il centro di Venezia in meno di mezz’ora. Al Consorzio Nativa sperano che la parte pubblica non si metta di traverso. (LaNuovaVenezia)

In effetti Venezia è visitata dal turismo solamente in determinati percorsi, tralasciando spesso angoli della città che ancora offrono si più spunti di vita reale ma. meno monumenti famosi, senza peraltro esser privi di storia. E la stessa cosa succede per le isole, quando magari si preferisce di più una visita a Murano, più vicina, tralasciando le un pò più lontane ma altrettanto belle isole citate nell'articolo. Sapeste che bei giardini privati ci sono in giro per Venezia, o che angoli  pittoreschi  offre la città, che restano ai più sconosciuti.

Dall'iPhone alla Polaroid, la foto digitale diventa vintage

Colonia. Al Photokina il team di IMPOSSIBLE PROJECT - impegnato nella ridiffusione sul mercato delle cartucce delle vecchie Polaroid - ha messo a punto un macchinario che, abbinato a un'app per il melafonino è in grado di stampare in poco tempo una Polaroid da un'immagine scattata con un iPhone. Ecco la dimostrazione...

mercoledì 26 settembre 2012

Assisi: patto tra Ministero dell’Ambiente e FS Italiane per più merci su rotaia

Un patto sull’ambiente è stato siglato oggi ad Assisi tra il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e l’AD di FS Italiane, Mauro Moretti, con l’obiettivo di aumentare la circolazione delle merci su rotaia.  

La firma è avvenuta nell’ambito del "Meeting Internazionale sull’Ambiente e la Salvaguardia del Creato" Nostra Madre Terra, che per l’ottavo anno consecutivo il Sacro Convento di Assisi e l’Accademia Nazionale delle Scienze - in collaborazione con FS Italiane - hanno organizzato presso la Basilica di San Francesco.  

"Siglare un patto così importante nella città di San Francesco - ha affermato il ministro Clini - spero sia di buon auspicio, perché l’ispirazione è buona e il partner con il quale firmiamo ha una certa responsabilità. Per noi firmare questo accordo vuol dire anche stimolare e provocare quanto più possibile reazioni positive, spero a catena, in tutta la filiera della mobilità". 

"Abbiamo bisogno di più ferrovia - ha evidenziato Clini - e di più reti veloci per il trasporto urbano e interurbano. Abbiamo bisogno, per quanto riguarda le auto, di mezzi a minore impatto, quindi lavoriamo molto sull’ibrido e sull’elettrico".

"Un patto storico, perché dobbiamo cambiare il nostro stile di vita ed essere più rispettosi del territorio, usare meno energia e usarla bene perché è limitata e i nostri figli hanno diritto anche loro di avere la loro quota”. Così Mauro Moretti ha commentato l’intesa siglata oggi. 

"Soprattutto - ha aggiunto l'AD delle FS - dobbiamo fare in modo che attraverso il cambiamento dello stile di vita vengano fuori anche delle innovazioni importanti che si traducano in fatti economici e in risultati industriali. Green economy è una cosa che i paesi più evoluti stanno seguendo, sostenuti dai governi: noi dobbiamo fare la stessa cosa".  

Come si fa ad aumentare le merci su rotaia? 

"Semplicissimo - ha risposto Moretti - siamo il Paese più liberalizzato d’Europa, dobbiamo applicare politiche dei trasporti come fanno gli altri paesi. Se valutiamo i costi complessivi del trasporto su gomma, questi sono enormi, ma soprattutto se non cambia qualcosa rischiamo di rimanere in una economia da Paese sottosviluppato". 

"Bisogna mettere in piedi - ha ribadito l’AD - una valutazione di costo complessivo, occorre una svolta robusta, puntando a regole diverse sui servizi di trasporto in cui vengono considerati tutti i costi, compresi quelli esterni come l’uso del territorio e l’inquinamento. Occorrono scelte selettive per investimenti eco-compatibili e politiche mirate che incentivino l’uso dei vettori di trasporto più virtuosi e con costi esterni più contenuti come il treno, il più ecologico tra i mezzi di trasporto."

"Sostenibilità, responsabilità sociale e codice etico - ha concluso Moretti - sono le tre vie maestre attraverso le quali il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha tracciato il proprio cammino. Riuscendo, dopo un vasto processo di riorganizzazione e di risanamento economico, nel difficile compito di restituire al treno un ruolo da protagonista nello sviluppo del Paese".

La felicità non può nascere dalla rabbia o dall’odio

La felicità non può nascere dalla rabbia o dall’odio. Nessuno dice: “Oggi sono felice perché stamattina mi sono arrabbiato assai”.
Al contrario, la gente si sente a disagio e dice: “Oggi non sono contento perché stamattina ho perso le staffe”. Tramite la gentilezza, tanto al livello personale, quanto a livello nazionale e internazionale, col rispetto reciproco e la reciproca comprensione, otterremo la pace, unitamente a una genuina soddisfazione.



Tenzin GyatzoXIV Dalai Lama

martedì 25 settembre 2012

Nasa, un secolo di riscaldamento globale in 30 secondi

Tutto in 26 secondi. L'animazione, realizzata dall NASA, mostra la distribuzione e l'entità del riscaldamento terrestre dal 1880 al 2011. Negli ultimi dieci secondi del video sembra divampare un incendio: è l'innalzamento della temperatura che si è verificato negli ultimi quarant'anni

Venezia, la raffineria Eni diventa bio

Eni ha incontrato istituzioni e organizzazioni sindacali, nazionali e territoriali, per illustrare il progetto Green Refinery che porterà alla conversione della raffineria di Venezia in «bio-raffineria» per la produzione di bio-carburanti innovativi e di elevata qualità. Lo comunica l'Eni, precisando che il progetto, che prevede un investimento stimato in circa 100 milioni di euro, rappresenta il primo caso al mondo di riconversione di una raffineria convenzionale in bio-raffineria ed è fondato sulla tecnologia ecofining, sviluppata e brevettata da Eni. Green Refinery partirà con una prima fase di conversione degli impianti esistenti che sarà avviata nel secondo trimestre del 2013 e che sarà completata entro la fine dello stesso anno. 
Fino al momento di avvio della conversione, la raffineria continuerà a produrre secondo le modalità tradizionali. La produzione di biocarburanti sarà avviata dal 1 gennaio 2014 e crescerà progressivamente a fronte dell'entrata in esercizio dei nuovi impianti che saranno realizzati nell'ambito del progetto e che saranno completati nel primo semestre del 2015. Il nuovo impianto green - prosegue la nota - consentirà di mantenere sul sito di Venezia un'attività industriale economicamente sostenibile a lungo termine e a basso impatto ambientale. All'attività della Green Refinery sarà associata la realizzazione di un nuovo Polo Logistico. Il progetto - precisa Eni - consentirà di assicurare l'impiego di una quota congrua del personale impiegato nella attuale raffineria. Il programma di investimenti previsto ed il mantenimento sul sito di attività produttive a carattere industriale consentiranno anche di mantenere un impiego significativo dell'attuale indotto della Raffineria. (Ansa)

lunedì 24 settembre 2012

Addio alle immagini taroccate

PER I MAGHI del fotoritocco ora sarà difficile farla franca. Tutta colpa di FourMatch, il software in grado di scoprire istantaneamente se un'immagine è stata taroccata o meno. La novità arriva dagli Stati Uniti, da una start-up fondata da Hany Farid, professore di computer science al Dartmouth College del New Hampshire, e Kevin Connor, vice presidente fino allo scorso anno del product managment di Photoshop. Il programma, che funziona in accoppiata con Photoshop, si basa sul riconoscimento della firma digitale che ogni foto porta con sé. Tutti i file digitali contengono delle tracce, una vera e propria cronistoria immagazzinata al loro interno. FourMatch permette di risalire con un click all'origine della fotografia, il programma usato per modificarla o salvarla e il dispositivo con cui è stata scattata l'immagine grazie ad un database di oltre 70.000 firme digitali di fotocamere, smartphone, software e servizi on-line come Facebook o Picasa. 
Quando una firma non corrisponde a quella del dispositivo che ha catturato l'immagine, o al software attraverso la quale è passata, si può essere sicuri che è un falso. La storia di Farid. Il professore ha costruito una carriera e una reputazione come ricercatore di primo piano nell'ambito delle immagini digitali. Nel tempo è stato coinvolto in una varietà di progetti basati proprio sulla rilevazione di fotografie modificate. Dalle foto di moda taroccate per rimuovere rughe e ciccia o aumentare il volume di labbra e seni, fino alla rilevazione automatica di pornografia infantile sul web per aiutare le forze dell'ordine. Anti photoshop. A prima vista, sembra che Fourandsix sia una società nata per mettere i bastoni tra le ruote ad uno dei più celebri programmi di fotoritocco. Ma Kevin Connor, co-fondatore della start-up ed ex di Adobe non la vede in questo modo. "Photoshop - spiega - , è "un grande strumento" - e solo che a volte viene usato impropriamente". 
 Per ora il mercato di riferimento per FourMatch saranno le forze dell'ordine e le grandi società editoriali, in cui l'autenticità di una fotografia segna la differenza tra la verità e la menzogna. Il dipartimento di sicurezza nazionale degli Stati Uniti e l'Associated Press sono stati tra i primi a testare il programma. FourMatch per il momento sarà destinato ai professionisti, al prezzo di 890 dollari, con una quota annuale per gli aggiornamenti al database delle firme digitali. Il futuro. "Tra i prossimi obiettivi ci sarà probabilmente l'ambito medico, per verificare l'autenticità delle immagini utilizzate nel campo della ricerca - afferma Connor. Anche l'e-commerce, in cui le immagini scattate dagli smartphone stanno iniziando ad essere utilizzate come metodo per le operazioni di pagamento mobile." Un giorno FourMatch potrebbe essere usato anche all'interno dei social media e da un vasto pubblico di consumatori. L'obiettivo è quello di creare una sorta di "filtro realtà" per le immagini sul Web: "Tra tutte queste foto che volano in giro su internet a quali si può credere?" , osserva Kevin Connor. La missione finale di Fourandsix è quella di raggiungere la "verità fotografica".

Arriva la nuova PS3: una versione è senza disco

E' stata presentata ufficialmente da Sony la nuova PlayStation 3, che sarà più piccola del 25% rispetto a quella attuale, e quindi più leggera: sarà nei negozi italiani il 28 settembre nella versione da 500 GB al prezzo di 299 euro in bundle con FIFA 13, seguita il 12 ottobre dalla versione priva di hard disk integrato (avrà memoria flash da 12 GB) che avrà prezzo di listino 229 euro. Questa versione economica potrà però integrare un disco da 2,5 pollici opzionale, installabile a scelta dall'utente o acquistabile come accessorio ufficiale nella versione da 250 GB. La nuova PS3 è stata totalmente ridisegnata con un'integrazione ancora maggiore dei componenti, ma oltre a questo le specifiche tecniche non cambiano di molto. La versione da 12 GB flash è una risposta a Microsoft, che ha già in gamma la Xbox 360 Arcade da 4 GB, e per garantire in futuro la possibilità di avere più spazio, Sony ha realizzato un particolare hard disk esterno da 250 GB che sarà venduto a 89 euro e funzionerà solo con la nuova console. Accanto alla nuova PS3, Sony lancerà anche alcuni giochi della collezione “PS3 Essentials”, disponibili in negozio a 20 euro e alcuni anche online a 15 euro.  (award.mediaworld)

domenica 23 settembre 2012

....nel cuore della Toscana


Listen to the heart of Tuscany from Gunther Machu on Vimeo.


....nel cuore della Toscana, niente musica, solo i suoni della piccola vita in una fantastica atmosfera.

Basilicata: a Melfi batterà "Un cuore in stazione"

Entro la fine dell’anno a Melfi batterà “Un cuore in Stazione”. Rete Ferroviaria Italiana infatti avviato quest’estate i lavori di riqualificazione dell’ex Casa Cantoniera presente nell’area di stazione. Al termine dell’intervento, i locali ristrutturati ospiteranno un Centro polifunzionale di pronto intervento per persone senza fissa dimora. Una risposta concreta a un disagio sociale che vede impegnati in prima linea il Gruppo FS Italiane, il Comune di Melfi, Enel Cuore Onlus e la Cooperativa sociale Solidarietà. 
 Concepito come una casa, l’edificio che si sviluppa su una superficie di circa 150mq, una volta ristrutturato, ospiterà al piano terra una reception, una sala da pranzo, un soggiorno, un ufficio, una cucina, una lavanderia, i servizi igienici e un ripostiglio. Al piano superiore tre camere da letto e i servizi igienici. Il nuovo Centro polifunzionale sarà gestito dalla cooperative sociale “Solidarietà”, operativa da diversi anni anche nella stazione di Grumo Appula (BA) dove sorgono un Centro diurno per minori e un Centro Diurno Socio Educativo Riabilitativo per disabili. Quello di Melfi è uno degli 11 interventi previsti nell'ambito del progetto di solidarietà nazionale "Un cuore in stazione" ideato nel 2008 da Enel Cuore Onlus e Ferrovie dello Stato Italiane per portare sollievo alle persone senza fissa dimora. Il progetto prevede l’apertura o l’ampliamento di Centri di accoglienza e di Help Center per accogliere persone in difficoltà e accompagnarle in un processo di indirizzo e di reinserimento nel tessuto sociale. Solo nel 2011, a livello nazionale, sono stati più di 127mila gli interventi sociali effettuati e oltre 10mila le persone che per la prima volta si sono rivolte ai Centri. Per questa iniziativa, le Ferrovie dello Stato Italiane e Enel Cuore Onlus sono state premiate con il Sodalitas Social Awards 2012 come uno dei migliori progetti di responsabilità sociale rivolto alle comunità. Un obiettivo comune, quello di Ferrovie dello Stato Italiane e di Enel Cuore che vede da un lato, l’ospitalità in immobili di proprietà non più funzionali alle attività ferroviarie, dall’altro il finanziamento di interventi di ristrutturazione dei locali e l’acquisto di attrezzature e materiali utili per le finalità del progetto. Ad oggi sono più di 8mila i metri quadrati messi a disposizione da FS Italiane ed è di circa 3 milioni di euro il contributo finanziario di Enel Cuore Onlus.

sabato 22 settembre 2012

Riciclo copertoni usati


Ogni giorno oltre 620.000 kg di pneumatici fuori uso vengono raccolti e smaltiti correttamente. E nel primo anno di attivita' di Ecopneus (la societa' per la raccolta e il trattamento pneumatici fuori uso), si arriva a circa 230.000 tonnellate. Ecopneus comunica di aver gestito quasi 98.000 richieste di prelievo pervenute da oltre 27.000 tra gommisti, officine, stazioni di servizio adibite a prendere in carico le gomme consumate. Le aziende di raccolta sono 92 su tutto il territorio nazionale e 48 le aziende che si occupano della valorizzazione della materia recuperata. 
 In questi giorni e' in corso un'operazione che si concludera' entro novembre nell'area industriale di Oristano, dove giacevano abbandonate in un deposito oltre 3.000 tonnellate di vecchi pneumatici. La gomma che si ottiene dal recupero di queste pneumatici usati puo’ essere utilizzata per realizzare superfici sportive, si puo' aggiungere sotto forma di polverino di gomma al bitume per asfalti per ottenere strade meno rumorose e piu' sicure, oppure essere impiegata per realizzare cordoli, spartitraffico e isole pedonali. Inoltre e' un materiale che puo' essere usato come fonte energetica per soddisfare la domanda di settori industriali altamente energivori, come cementifici o centrali di produzione di energia.(ansa.it)

CID





Quanti sbagli nel compilare il Cai o Cid, la constatazione amichevole d'incidente. E quante dimenticanze che rischiano di far allungare i tempi di liquidazione del danno. Secondo l'assicurazione Direct Line il 50% dei clienti non sa compilare il modulo, il 30% in preda all'ansia omette alcuni dati o li inserisce errati. Solo il 7% chiama i vigili o la polizia stradale, mentre pochi chiedono aiuto a casa. Poi ci sono quelli che si limitano a prendere solo la targa del veicolo commettendo un grave errore (7%): perché la vettura potrebbe essere rubata, oppure il chi la guida potrebbe negare in seguito di aver avuto un incidente. Per fortuna che l'altro 50% è in grado di riempire correttamente gli spazi blu e gialli del Cai, osservano dal Centro Studi di Direct Line che ha preso in esame dati sulla base di 10 anni equivalenti a un milione di sinistri. Dall'assicurazione ricordano l'importanza della constatazione amichevole d'incidente: «è un vero e proprio documento di riconoscimento dell’accaduto, che serve alle compagnie assicurative per determinare la dinamica dell’incidente e attribuirne la responsabilità. E’ importante ricordare che il modulo C.A.I., firmato dalle parti coinvolte, risulta vincolante e le dichiarazioni e i dati immessi non possono essere modificati a posteriori, neanche giustificando l’assenza di lucidità del momento. Per chi è vittima di un incidente e sbagliare, omettere o inserire dati imprecisi, può compromettere la giusta determinazione dei fatti e la conseguente attribuzione di responsabilità con conseguente allungamento dei tempi».

venerdì 21 settembre 2012

Manu Katché - Swing Piece




un pò di relax...

Sony DSC-RX1: anche la compatta è full frame

Una compatta full frame è ciò che molti fotografi professionisti desideravano per poter portare sempre con se una fotocamera piccola ma al tempo stesso “ricca”. Da oggi Sony li accontenta, ma accontenta anche chi abbia semplicemente avuto sempre la voglia di una risoluzione elevata e un sensore pieno formato in una compatta grande quanto il palmo di una mano: la CyberShot DSC-RX1 si presenta così, per competere, ma con l’ambizione di sbaragliare la concorrenza, con le varie Canon serie G, Nikon serie P e tutte le altre fotocamere compatte di fascia più alta. Il sensore pieno formato CMos Exmor da 24,3 milioni di pixel è il biglietto da visita principale, ma non l’unica caratteristica di alto livello. Infatti è dotata anche di un obiettivo da far invidia a molti: si tratta di un Carl Zeiss Sonnar T* da 35mm f/2, in grado anche di mettere a fuoco a soli 20cm di distanza dal soggetto in modalità macro.


 Il range di sensibilità va da 100 a 25.600 Iso, ma con la possibilità di essere espansa a 50 Iso come valore minimo e fino a 102.400 come valore massimo. Al suo interno trova spazio anche il processore d’immagine Bionz, che permette di scattare fino a 5 fotogrammi al secondo e di realizzare fotografie in formato Raw a 14 bit. L’obiettivo Sonnar, poi, è dotato di due ghiere, come se fosse un classico obiettivo per fotocamere reflex, per regolare messa a fuoco e apertura del diaframma. Per chi sentisse poi la mancanza di un obiettivo zoom, c’è la tecnologia By Pixel Super Resolution, che permette di ingrandire le immagini senza ridurre il numero di pixel, offrendo così una qualità superiore a quella dei convenzionali zoom digitali. Ovviamente non può mancare il video in Full HD con registrazione progressiva a 50p/25p o 60p/24p e una serie di modalità scena preimpostate e filtri creativi per i fotografi meno esperti. Dal prossimo dicembre sarà disponibile sul mercato italiano, giusto in tempo per un bel regalo di Natale! (reflex.it)

giovedì 20 settembre 2012

«Pochi giorni nell’Esercito: rovinato dai vaccini»

MESTRE. Il suo sogno è sempre stato quello di seguire le orme del padre, carabiniere. La sua “carriera militare” comincia il 5 giugno 2006, quando si arruola nell’85° Reggimento “Verona” di Montorio Veronese, in ferma volontaria prefissata di un anno. Due settimane dopo è già finita. David Gomiero, mestrino di 24 anni, il 19 giugno viene sottoposto a un ciclo di vaccini. Vaccini. Un bombardamento che comprende il Tine test (negativo); il Vivotif Berna (anti tifo), il Mencevax (anti meningococco), il trivalente anti morbillo, rosolia e parotite. Il 18 giugno David era in perfetta forma, tanto da vincere una corsa podistica sul monte Pasubio. Il 20 giugno, il giorno dopo la prima somministrazione di vaccini, è in infermeria. Denuncia problemi di vista, vertigini, cefalea. Gli viene diagnosticata una “sindrome da raffreddamento”.
 Il 22 giugno, nonostante sia in condizioni di salute precarie, gli viene inoculato anche il Revaxis (anti difterite, tetano e polio). È il colpo di grazia. Il 27 giugno si presenta al Pronto soccorso di Borgo Trento, Verona. I sanitari capiscono subito che in quelle condizioni non può certo indossare la divisa. Verrà inviato in licenza di convalescenza. Da allora David non si è più completamente ripreso. Il concentrato di metalli. «Il corpo di David è un concentrato di metalli pesanti» racconta Silvana Miotto, la madre. Lo testimoniano numerosi referti di diversi laboratori di analisi, italiani ed esteri, che evidenziano la presenza di alti livelli di mercurio, arsenico, alluminio e piombo, l’iperattività della tiroide, un deficit del sistema immunitario con tendenza a malattie virali. Il suo corpo, da quel maledetto 19 giugno, non è più lo stesso, la sua mente neppure. «David non ha più potuto mangiare quello che mangiava prima» racconta la madre. «Di fatto la sua alimentazione è quella di un celiaco. È soggetto a continue perdite di peso, spesso a emorragie». Quando si ammala non può curarsi con i normali farmaci. «I metalli che ha in corpo o gli fanno da scudo o provocano reazioni impazzite che aggravano il problema anzichè alleviarlo» spiega la madre. L’incubo. 
Per David, congedato d’autorità il 31 ottobre 2006, la vita negli ultimi sei anni non è stata affatto facile. Ha ricominciato a frequentare la scuola, nel tentativo di prendere quel diploma di geometra sacrificato sull’altare del servizio al Paese, nell’Esercito. Ma ha dovuto abbandonare. Fatica a concentrarsi, la vista gli si annebbia. La vita è diventata durissima anche per i genitori, che si turnano per non lasciarlo mai solo. «Io sono arrivata a fare anche quattro lavori part-time» racconta la madre. 
Visite senza tregua. I soldi per le visite specialistiche, gli alimenti e gli integratori di cui ha bisogno non bastano mai. «In questi anni David è stato ricoverato più volte a Mestre, all’Umberto I e a Villa Salus, ad Aviano, a Padova. Ha avuto bisogno di consulenza psicologica, l’abbiamo sottoposto a esami di ogni tipo per cercare di dare un nome alla sua patologia». E il dramma è proprio questo: un nome, per il momento, ancora non c’è. Invalido. David, che alle visite era costretto a presentarsi in carrozzina o con le stampelle, il 12 maggio 2009 è stato dichiarato invalido al 90 per cento. Per la sua riconosciuta “menomazione permanente dell’integrità psico-fisica” lo Stato gli riconosce 270 euro al mese. Poco, nulla. «Ma non è questo che vogliamo», sbotta la madre. «Noi vorremmo che il ministero della Difesa, che io non ho mai attaccato, si assumesse la responsabilità della correlazione tra quel bombardamento di vaccini e quello che è successo da allora a David».
 E questo non è mai stato fatto. Ed è anche per questo che David non riesce a darsi una spiegazione che giustifichi il suo stato di salute. «David non ha mai rinnegato la sua scelta», spiega la madre. «L’Esercito era il suo sogno e quello che lo fa star male è il fatto di non essere riuscito a concretizzarlo. Ma lui, spesso, dà la colpa a se stesso per questo. Ecco perchè io vorrei che qualcuno, ufficialmente, nero su bianco, gli certificasse che non è così. Che è tutto legata a quei maledetti vaccini. Questo gli darebbe una forza enorme, lo so, io ne sono sicura». Ma a parte un generale dell’Aeronautica, in tutti questi anni, nessuno è stato vicino alla famiglia Gomiero. L’audizione in Senato. «David non è il solo che si trova in questa situazione» ricorda Silvana «Anzi: lui è stato più fortunato di altri. Abbiamo conosciuto i genitori di ragazzi che hanno sviluppato forme tumorali e sono morti». Certo, non fanno notizia. Non sono stati in missione, esposti all’uranio impoverito. Più banalmente sono stati “soltanto” bombardati di vaccini. Statistiche ufficiali dai ministeri della Difesa o della Salute non ne escono. «Le interrogazioni parlamentari presentate non hanno avuto risposta» fa sapere la madre. Ma sarebbero oltre un migliaio i militari che hanno contratto malattie più o meno gravi, più o meno diagnosticate. Silvana, però, non ha smesso di sperare. Mercoledì prossimo sarà a Roma. Nel pomeriggio sarà sentita dai senatori della commissione Uranio, che si occupa anche di patologie contratte dai militari in servizio per altre cause, come per esempio i vaccini. «Andrò fino in fondo», conclude la madre, «Voglio giustizia, lo devo a David».
(Massimo Scattolin - LaNuova Venezia)

'Fiat Likes U', car sharing gratis per studenti 8 Atenei

Fiat scende in campo per gli studenti universitari promuovendo una iniziativa di car sharing gratuito che coinvolge otto atenei italiani. Il progetto 'Fiat Likes U', realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e con il Patrocinio del Ministero dell'Ambiente, riguardera' 280.000 studenti iscritti agli otto atenei coinvolti nell'iniziativa presenti nelle città di Torino, Roma, Milano, Salerno, Parma, Cosenza, Pisa e Catania. Presentato nel corso di una conferenza stampa a Roma presso il Ministero dell'Istruzione alla presenza del Ministro Francesco Profumo e di Gianluca Italia, responsabile del Brand Fiat EMEA, 'Fiat Likes U' intende rispondere ai bisogni concreti della mobilità quotidiana dei giovani, una mobilità sempre più attenta ai temi ambientali ed economici. 
 Con l'obiettivo di promuovere una mobilità sostenibile attraverso un utilizzo razionale dell'autoveicolo, Fiat mette a disposizione un servizio di car sharing completamente gratuito nato in collaborazione con i gestori di ICS (Iniziativa Car Sharing) delle città coinvolte nel progetto. Basterà per lo studente entrare nel sito www.fiat.it/likesu, prenotare la vettura - scegliendo tra i modelli Panda e 500L - e quindi ritirarla nell'area dedicata presso l'Università dove sarà poi riconsegnata entro gli orati pattuiti. Lo studente potrà utilizzarla a suo piacimento per 24 ore durante la settimana o per un week-end. Inoltre, nelle città dove è attivo il servizio di car sharing 'Io Guido', le vetture Fiat possono entrare nelle aree a traffico limitato e parcheggiare gratis.
 Il servizio sarà disponibile da sabato prossimo e fino al 15 dicembre presso il Politecnico di Torino e la LUISS Guido Carli University di Roma; dal 15 gennaio al 15 aprile 2013 presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l'Università di Salerno; dal 1° maggio al 31 luglio presso l'Università di Parma e l'Università di Cosenza; dal 15 settembre al 15 dicembre presso l'Università di Pisa e l'Università di Catania. Il compito di coordinare in ogni ateneo il servizio di car sharing spetterà a uno studente, il Fiat Ambassador. Nell'ambito dell'iniziativa, Fiat mette a disposizione 1 borsa di studio per ogni Università coinvolta - ciascuna del valore di 5.000 euro per tesi di laurea relative ad argomenti legati al mondo automotive - e 8 stage retribuiti in azienda. Inoltre, in ogni Ateneo verrà tenuta una lectio magistralis da parte di designer, ingegneri, manager di Fiat Group Automobiles. Tra tutti gli studenti coinvolti nel servizio di car sharing del progetto 'Fiat Likes U', il migliore eco:Driver si aggiudicherà sia una vettura Fiat in comodato d'uso gratuito per 1 mese sia la partecipazione esclusiva a un 'MTV live session' a Roma e Milano.

mercoledì 19 settembre 2012

Italia Loves Emilia


In occasione di ITALIA LOVES EMILIA, il concerto a sostegno della popolazione emiliana colpita dal terremoto, che si terrà il 22 settembre al CampovoloTrenitalia, la società di trasporto del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, offrirà il proprio contributo attraverso l’organizzazione di corse speciali di treni per e da Reggio Emilia, per facilitare arrivi e partenze dalla città emiliana. 

Queste le tratte dei treni speciali che effettueranno servizio di andata e ritorno, messi a disposizione da Trenitalia: 
  
• Napoli - Roma - Firenze - Reggio Emilia 
• Milano - Reggio Emilia 

Inoltre per agevolare il deflusso degli spettatori del grande evento benefico Trenitalia ha implementato con i seguenti treni notturni speciali la sua offerta:  

• Reggio Emilia – Piacenza – Milano 
• Reggio Emilia – Bologna 

Su entrambe le tratte partiranno 2 convogli a orari differenti. 

Con il ricavato dalla vendita dei biglietti dei treni interamente devoluto, Trenitalia sarà al fianco degli artisti e degli organizzatori, protagonisti nella raccolta di fondi, preziosissimi per regalare nuove speranze agli abitanti delle zone colpite dal terremoto. 

Vista l'urgenza di dare una scuola ai 140.000 studenti che a settembre devono tornare nelle aule, gli organizzatori e gli artisti hanno concordato che l’intera raccolta fondi sarà destinata alla ricostruzione di una o più scuole.  

L'utilizzo dei fondi, così come tutte le spese sostenute, saranno rigidamente controllati e revisionati da un apposito ente e documentati in tempo reale sul sito ufficiale www.italialovesemilia.it.

Taylor Swift, Ronan

Ronan, il nuovo singolo di Taylor Swift, è dedicata ad un bambino di quattro anni affetto da neuroblastoma che purtroppo ha perso la sua battaglia contro il cancro. Il brano è stato presentato per la prima volta dal vivo sul palco dello Stand Up To Cancer 2012, l’evento benefico americano che ogni anno raccoglie fondi per la ricerca contro il cancro. Il nuovo commovente e toccante brano inedito della cantautrice americana è stato scritto con Maya Thompson, la mamma di Ronan, ed è stato messo in vendita su iTunes per devolverne i ricavati a una serie di associazioni di volontariato a sostegno dei malati di cancro.


 


Traduzione testo Ronan di Taylor Swift
Ricordo i tuoi piedi nudi
Lungo il corridoio
Mi ricordo la tua piccola risata
Le corse delle macchinine sul pavimento della cucina
I dinosauri di plastica
Ti amo fino alla luna e oltre
Mi ricordo i tuoi occhi azzurri
Che guardavano i miei
Come se avessimo un nostro club segreto
Ricordo quando ballavi prima di andare a dormire
Poi saltavi sopra di me per svegliarmi
Sento ancora che mi stringi la mano
Piccolo uomo
Anche nel momento in cui ho saputo
Hai lottato come un esercito di guardia
Ricordi, mi chinai e ti sussurrai
Vieni con me piccolo
Noi voleremo via da qui
Tu sei stato i miei 4 anni migliori
Ricordo il viaggio per tornare a casa
Dove la speranza cieca
Si è trasformata nel piangere e urlare perchè
I fiori si accumulano nel peggiore dei modi
Nessuno sa cosa dire
Riguardo al ragazzo bellissimo che è morto
E’ quasi Halloween
Potresti essere qualsiasi cosa
Avresti voluto essere qui
Mi ricordo l’ultimo giorno
Quando baciai il tuo volto
E ti sussurrai nell’orecchio
Vieni con me piccolo
Noi voleremo via da qui
Fuori da questa stanza con le tende
E questo grigio ospedale semplicemente scomparirà
Vieni con me piccolo
Noi voleremo via da qui
Tu sei stato i miei 4 anni migliori
Cosa succede se rimango i piedi nel tuo armadio
Cercando di parlarti?
E cosa succede se ho tenuto la tua mano
E tu non cresci?
E se ho davvero pensato a qualche miracolo
Che ci attraversasse?
E se il miracolo è stato ottenere
un attimo con te?
Vieni con me piccolo
noi voleremo via da qui
Vieni con me piccolo
noi voleremo via da qui
Tu sei stato i miei 4 anni migliori
Ricordo i tuoi piedi nudi
Lungo il corridoio
Ti amo fino alla luna e oltre

martedì 18 settembre 2012

Centrali nucleari a rischio: scoperta crepa in un reattore belga

Sebbene le centrali nucleari siano potenti e altamente pericolose sono costituite comunque da macchine, i reattori, che come tutti i macchinari esistenti, tendono a invecchiare, con il passare del tempo. Le nuove tecnologie hanno permesso di realizzare macchinari che con il passare del tempo possano essere riparati in modo tale da non danneggiarsi e risultare un pericolo.



 Non vale lo stesso, però, per le vecchie macchine che una volta guaste non possono essere riparate tanto facilmente e il cercare di prolungarne la vita, non fa altro che peggiorare le conseguenze. È stato lanciato l’allarme in Belgio dopo la conferma che uno dei reattori della centrale di Tihange, a circa 250 chilometri da Liegi, presenterebbe diverse crepe e fessurazioni. Alcuni giorni fa era stato segnalato lo stesso identico problema per uno dei reattori della centrale di Doel. Era stato lanciato l’allarme dalle autorità, in quanto quello di Doel è l’impianto europeo realizzato in un’area che fra tutti rappresenterebbe quella maggiormente popolata. Basti pensare, infatti, che nel raggio di 75 chilometri dall’impianto nucleare, vivono circa dieci milioni di abitanti e le conseguenze di un disastro nucleare potrebbero essere davvero gravi. La segnalazione della presenza di crepe nella centrale di Tihange, dopo quella di Doel, i cui reattori sarebbero stati costruiti dalla stessa azienda olandese, porterà, sicuramente, alla revisione del programma energetico belga secondo cui entro il 2022 verrà spenta l’ultima centrale nucleare presente. La notizia è stata diffusa dall‘Electrabel, componente dell’azienda GDF Suez, francese, che gestisce le due centrali. Nel minor tempo possibile si verrà a sapere quali saranno i due dei sette reattori, tra i 4 di Doel e i 3 di Tihange, che verranno chiusi a breve, dopo l’annuncio dell’agenzia per la sicurezza nucleare. L’unica alternativa per impedirne la chiusura è che il gestore emetta un investimento sufficiente a coprire le spese per far si che i vecchi reattori possano “prolungare” la loro vita per altri dieci anni senza causare danni. La nota azienda olandese, però, avrebbe realizzato altri impianti, con reattori identici, presenti in America, Francia, Svizzera, Olanda, Germania, Spagna, Svezia e Inghilterra. Dopo l’allarme, fortunatamente, non sarebbero state segnalate delle anomalie dalla autorità dei Paesi.

Il primo palazzo in legno d'Italia

Sorgerà sul colle di San Vito a Trieste il primo palazzo a pianta libera realizzato tutto in legno. Panorama Giustinelli è un progetto unico in Italia: la dimostrazione di come oggi sia possibile costruire in modo sostenibile, sulla base di una nuova concezione di riuso del suolo urbano.
 Abitare in centro storico, poter godere di una vista mozzafiato sul mare, riqualificare una zona già antropizzata della città e recuperare la facciata di un vecchio palazzo dell’800, il tutto attraverso la realizzazione di un palazzo di sei piani interamente costruito in legno lamellare e totalmente autosufficiente da un punto di vista energetico: Panorama Giustinelli è a tutti gli effetti un nuovo capitolo della sostenibilità urbana. Il progetto, il primo in Europa ed in Italia, prevede una struttura portante formata da telai travi-pilastri in legno lamellare che sostengono solai di piano e coperture con travi di legno sdraiate. 
Si tratta di un edificio di 6 piani con 19 appartamenti, posti auto e una Spa interna, caratterizzata da misure innovative nel campo dell'efficienza energetica, tra cui un generatore a pompa di calore collegato a 24 geosonde verticali poste a 125 metri di profondità per un totale di 12 km di tubi per lo scambio termico col terreno, in grado di garantire circa 90 kw di picco. Il tetto dell'edificio ospiterà un "giardino" eolico composto da due generatori microeolici a rotori verticali, in grado di produrre circa 10  kw di picco.
 L'investimento del progetto, denominato Panorama Giustinelli, è pari a 19 milioni. E' finanziato per meta' dalle banche. Il cantiere è già operativo: i primi alloggi saranno consegnati la prossima estate. Il loro prezzo si aggira sugli 8-10mila euro al metro quadro. Un valore alto per la città di Trieste, che però non spaventa gli acquirenti: sono già stati venduti sei appartamenti. I nuovi proprietari saranno stati attratti dalla novità. Anche all'estero gli esempi di costruzioni in legno di grandi dimensioni sono ancora pochi: a Londra c'è un edificio di 9 piani, a Berlino uno di sette mentre presto dovrebbero arrivare le prime vere e proprie torri residenziali in legno targate Danimarca (17 piani) e Canada (20 piani).

lunedì 17 settembre 2012

Taxi elettrico in laguna

«Abbiamo dimostrato che si può fare. Adesso aspettiamo che qualcuno ci chiami. Questo è il futuro, il nostro motore funziona e non inquina». Ivan Tosi ha 42 anni, è un artigiano di Castello. Suo è il brevetto del primo taxi elettrico, da qualche mese in servizio come traghetto dall’isola della Certosa a Castello e come navetta per i dipendenti della Provincia, dalla stazione di Santa Lucia a Ca’ Corner. Il primo motoscafo a propulsione elettrica è una vecchia lancia della Provincia che rischiava la pensione. Ivan l’ha rimessa in sesto nel cantiere Cucchini, a Castello, sostituendo il pesante e inquinante motore diesel con le batterie e l’invertitore elettrico. Il risultato è stupefacente. A bordo del motoscafo che viaggia alla velocità di crociera di 7 nodi (circa 12 chilometri l’ora) non si sente alcun rumore, si può conversare tranquiilamente con il solo fruscìo dell’acqua smossa dallo scafo. Niente onde, perché la velocità è moderata e il peso minore dei taxi tradizionali. Niente fumi e niente consumo di gasolio. «In un anno le emissioni di CO2 sono praticamente azzerate», spiega Ivan, «dalle attuali tre tonnellate e meno di 7 chili. Questo motore è silenzioso e non inquina». A bordo ci sono tre batterie al litio, sul modello di quelle dei telefonini, che hanno un’autonomia di circa 5 ore, anche di più se caricate a 380 volt». L’uovo di Colombo. La soluzione ecologica – e in futuro anche economica – al problema del moto ondoso e dell’inquinamento. Ivan è il nipote di Piero Tosi, trasportatore e amante della laguna che ha lanciato qualche anno fa il prototipo di barca da trasporto elettrica. Complimenti, sponsor, un giro del mondo dimostrativo. Ma anche quel prototipo è rinmasto tale. «Forse ci sono resistenze», denuncia Tosi, «comunque noi siamo pronti: se ci chiamano possiamo anche produrre questi motori elettrici in serie». Chiaro che l’autonomia e la potenza limitate per ora circoscrivono l’uso del motoscafo a spostamenti interni: «Ma il limite in Canal Grande è di 7 chilometri orari, nei rii interni di 5, nella maggior parte dei canali lagunari di 11. Dunque i 30 cavalli del mio motore sono più che sufficienti». Da anni in alcuni specchi d’acqua protetti, come il lago di Locarno, sono ammessi soltanto mezzi a propulsione elettrica. Un futuro che prima o poi arriverà anche in laguna. Rispetto a qualche anno fa, il numero dei motoscafi è più che raddoppiato. Venti milioni di turisti l’anno e il boom della navigazione da diporto stanno rendendo la laguna sempre più trafficata, inquinata e invivibile. Ecco allora la proposta che Ivan Tosi, artigiano ed esperto nella costruzione di motori elettrici, ha lanciato agli enti Enti pubblici. La Provincia ci ha permesso questa sperimentazione», dice, «ma adesso l’esperimento è finito. Questi motoscafi vanno benissimo». Un settore che potrebbe offrire nuovi posti di lavoro e ottenere contributi europei. Ma soprattutto contribuire per davvero – e non solo con slogan e convegni sull’ambiente – a invertire la rotta sull’inquinamento della laguna.
(A.Vitucci - La Nuova venezia)

Colonna d'acqua e tsunami, i test nucleari ripresi da un cameraman

Pat Bradley è un cameraman che ha assistito, alla fine degli anni '50, ad alcuni test nucleari condotti dagli Stati Uniti nel Pacifico vicino alle isole Marshall. La sua testimonianza accompagna le impressionanti immagini delle detonazioni sottomarine nei test Wahoo e Umbrella, del 16 maggio e 8 giugno 1958. Il questo video, pubblicato dal sito AtomCentral http://www.atomcentral.com/, il racconto di Bradley accompagna le immagini terribili della colonna d'acqua, alta quasi 300 metri, e dell'onda generata, che investe la nave posta a poche miglia di distanza. Ci furono tre ondate successive, ricorda Bradley, della quale la terza fu la più alta, che sommersero l'atollo sul quale lui stesso si trovava, costringendolo ad arrampicarsi e rifugiarsi sulle palme per sfuggire allo tsunami creato dalla potenza dell'esplosione.


 

domenica 16 settembre 2012

Prendi in giro il guardialinee



Durante una partita di campionato svedese, visto il risultato ormai acquisito, un gruppo di una dozzina di tifosi si è posizionato dietro il guardalinee ed ha cominciato ed imitarne i movimenti in tutto e per tutto, comprese le corse per seguire le azioni.

Caldaia Time a risparmio energetico

Per rispondere alla necessità, sempre più diffusa, di abbattere i consumi di gas e l’inquinamento derivante dal consumo di fonti fossili per il riscaldamento è stata lanciata sul mercato una nuova caldaia a risparmio energetico che grazie a un particolare sistema tenderebbe a consumare poche quantità di gas. 
 Per rispondere alla necessità, sempre più diffusa, di abbattere i consumi di gas e l’inquinamento derivante dal consumo di fonti fossili per il riscaldamento è stata lanciata sul mercato una nuova caldaia a risparmio energetico che grazie a un particolare sistema tenderebbe a consumare poche quantità di gas. Il dispositivo Time, questo il nome della caldaia a risparmio energetico, è stato realizzato dall’azienda emiliana Italtherm, specializzata nella progettazione e costruzione di sistemi di riscaldamento sostenibili.
 Non sarebbe la prima volta che la nota azienda attira l’attenzione pubblica per i suoi prodotti ecofriendly. Infatti, già in passato aveva dato un contributo importante nel settore del solare termico con l’Easy Solar System, un sistema solare a emissioni zero che si alimenta grazie a un pannello fotovoltaico. Integrato con il precedente progetto, la caldaia a risparmio energetico permetterebbe di sfruttarne le potenzialità in tutti i periodi dell’anno. Stando a quanto si apprende dal comunicato rilasciato dalla nota società, la caldaia Time funziona attraverso il sistema Acqua Step, una sorta di circuito che pre-riscalda l’acqua in uno scambiatore attraverso l’energia solare e limitando, di conseguenza, il consumo di gas. Quando la caldaia non viene utilizzata, alcune accensioni del bruciatore verrebbero avviate automaticamente per mantenere a temperatura alta lo scambiatore sanitario, favorendo cosi una gestione ottimale delle risorse energetiche. 
Nei periodi invernali quando le giornate senza sole sarebbero più frequenti il particolare sistema della caldaia a risparmio energetico, che dovrebbe funzionare grazie all’Easy Solar System, a cui è integrato, dovrebbe aiutare il pannello solare a scaldare l’acqua in modo tale da raggiungere la temperatura ideale affinché si ricorra a un dispendio possibilmente minimo di gas e a una minore emissione di anidride carbonica. La nuova caldaia a zero emissioni rappresenterebbe, dunque, una delle prime alternative funzionali per lo sviluppo tecnologico di sistemi di riscaldamento domestico sostenibili, come sottolinea in una nota Pietro Giannotta, direttore commerciale dell’azienda. La caldaia Time sarebbe nata dalla necessità di realizzare un dispositivo che azzerasse i consumi di gas in quelle realtà domestiche dove sembrerebbe impossibile poter sfruttare i sistemi che si basano su fonti rinnovabili, come il solare termico o per chi preferirebbe mantenere un consumo minore di gas e risparmiare sulle spese. 
Un’idea interessante che fornirebbe, dunque, un contributo significativo per diminuire l’impatto ambientale sempre più intenso dei tradizionali sistemi di riscaldamento.(ecoo.it)

sabato 15 settembre 2012

Rinnovabili su caserme e tribunali

Le Forze armate italiane puntano all’autosufficienza energetica e al risparmio in bolletta. In tempi di crisi, si si sa, i soldi sono pochi per tutti. Inclusi i miliari. Ecco dunque nascere la convenzione tra la Difesa Servizi S.p.A e il Ministero della Difesa per l’installazione di pannelli fotovoltaici per alimentare 64 siti militari. Pubblicato un nuovo bando rivolto alle amministrazioni dal Ministero dello Sviluppo Economico per uno stanziamento di 10 milioni di euro per realizzare impianti per la produzione di energia rinnovabile e l'efficientamento energetico di caserme, commissariati, accademie militari, arsenali, porti, aeroporti militari e tribunali. L'invito alla proposta di bando in effetti segue le linee del POI 1.3 inerenti il sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili in ambito di efficientamento energetico degli edifici e utenze energetiche pubbliche. Le proposte progettuali che dovranno avere un costo minimo ammissibile di 200.000 euro e massimo di un milione di euro, potranno essere presentate solo dai principali enti e ministeri in ambito di difesa e giustizia. Per quanto riguarda gli impianti finanziabili si tratta principalmente di solare fotovoltaico e a concentrazione, cogenerazione e trigenerazione ad alto rendimento, solare termico e pompe di calore.
 Più precisamente saranno ammesse a finanziamento esclusivamente i seguenti impianti:
- solari fotovoltaici;
 - solari fotovoltaici a concentrazione;
- cogenerazione e trigenerazione ad alto rendimento alimentati da fonti rinnovabili;
 - solari termici, anche con sistema di “solar cooling”;
- pompe di calore geotermiche a bassa entalpia.

 Le proposte progettuali (massimo quattro), con costo minimo ammissibile di 200.000,00 euro e massimo di 1.000.000,00 di euro, potranno essere presentate da: Esercito Italiano, Aeronautica Militare, Marina Militare, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Ministero della Giustizia, Giustizia Amministrativa, in relazione a specifiche tipologie di edificio quali strutture operative, caserme, commissariati, accademie militari, scuole di formazione, basi militari, arsenali, aree portuali e aeroportuali, sedi di Tribunali civili, penali e amministrativi, Corti di Appello, Procure della Repubblica, Giudici di Pace, case circondariali e istituti di pena. Le istanze di partecipazione e le relative proposte progettuali, formulate sulla base delle indicazioni definite nell’invito, dovranno essere trasmesse esclusivamente tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: ene.eneree.div9@pec.sviluppoeconomico.gov.it entro 60 giorni lavorativi dalla data di pubblicazione dell’invito stesso sul sito del Ministero e su quello del POI www.poienergia.it (6 agosto 2012), con la dicitura “Justice” nell’oggetto della mail. La scadenza è dunque fissata al 5 ottobre 2012.

In Italia gli insegnanti più vecchi dell’Ue e dell’Ocse

Mentre in Italia si discute di concorsi, precariato a vita, scarse speranze di lavoro per i giovani laureati, la Commissione europea oggi plaude a quanto emerge da "Education at a Glance 2012, un rapporto annuale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (Ocse) sulla situazione dell'insegnamento ed i risultati educativi in 34 Paesi, tra cui 21 Stati membri dell'Ue, Italia compresa. 6 Stati membri dell'Ue non aderiscono all'Ocse e non sono compresi nel rapporto, si tratta di Bulgaria, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta e Romania. Education at a Glance attinge a dati compilati da Eurostat ed Unesco e fornisce informazioni sulla situazione nel mondo dell'istruzione, comprese le risorse finanziarie e umane investite nell'istruzione, le percentuali studenti-insegnanti, le ore di insegnamento, il numero di laureati e i risultati conseguiti, l'accesso, la partecipazione e la progressione nell'istruzione nonché dati sul contesto apprenditivo e sull'organizzazione delle scuole. Nuovi indicatori riguardano gli effetti della crisi economica globale sulla spesa dell'istruzione e l'impatto che l'istruzione ha sopra fattori macroeconomici come, ad esempio, il Pil. Il rapporto esamina anche soggetti quali i sistemi di istruzione per la prima infanzia, la mobilità intergenerazionale nell'istruzione superiore, i fattori che influenzano la spesa per l'istruzione, le aspettative professionali tra i quindicenni, la composizione del corpo docente e l'impatto degli esami sull'accesso all'istruzione secondaria e superiore.
 Il rapporto Ocse identifica «diversi ambiti nel contesto dell'educazione in Europa suscettibili di presentare criticità nel prossimo futuro», tra questi c'è l'invecchiamento del corpo insegnante e si scopre che del più di 40% degli insegnanti della scuola secondaria in 5 Paesi dell'Ue, Austria, Repubblica ceca, Estonia, Paesi Bassi, Svezia, ha 50 anni o più e che in Germania e in Italia la percentuale è anche più elevata: supera il 50% e l'Italia è in assoluto il Paese con la classe insegnante più vecchia: i docenti con più di 50 anni sfiorano il 60%. Anche la disparità tra i generi è un problema: la relazione segnala che nell'Ue quasi un terzo di donne in più rispetto agli uomini si iscrive all'istruzione superiore.
 Mentre la scuola italiana è in crisi e i cervelli sono in fuga, il rapporto ci dice che avremmo invece bisogno di formare subito buoni insegnanti se il nostro Paese vuole avere un futuro, anche solo pensando alla famosa "competitività" che senza istruzione diventerà la chimera della crescita. Education at a Glance indica inoltre che: la spesa per l'istruzione nei 21 Stati membri dell'Ue trattati nella relazione è mediamente di 9.122 dollari all'anno per studente dal livello primario fino a quello terziario. Un dato leggermente inferiore alla media Ocse di 9.252 dollari. L'84% dei giovani nei paesi Ocse dovrebbe completare l'istruzione secondaria superiore; nei Paesi Ue l'86%. Nel 1995-2010 il maggiore aumento nei tassi di completamento dell'istruzione secondaria superiore si è registrato in Portogallo (crescita annua di 4,7%).
 I benefici finanziari che derivano dall'istruzione terziaria continuano ad aumentare. Un laureato europeo può attendersi un guadagno netto di 176.000 dollari (media Ocse 162.000 dollari) nell'arco della sua vita lavorativa e i vantaggi che derivano allo Stato nel lungo periodo da un adeguato tasso di completamento dell'istruzione superiore a seguito di un gettito fiscale accresciuto e di possibili risparmi superano di quasi tre volte l'entità dei costi per le finanze pubbliche. L'Europa continua ad essere la destinazione preferita dagli studenti che studiano fuori dal loro Paese: i Paesi dell'Ue ospitano il 41% di tutti gli studenti internazionali, cittadini Ue e non Ue. Gli studenti internazionali sono il 10% o più degli iscritti nell'istruzione terziaria in Austria, Lussemburgo e Regno Unito. 
Sono ricercatori internazionali inoltre il 20% degli iscritti nella ricerca avanzata in Austria, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Svezia e Regno Unito. Nell'Ue il 76% degli studenti stranieri proviene da un altro Paese Ue. Secondo Androulla Vassiliou, commissario europeo per l'istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, «Questa relazione è uno strumento prezioso per i decisori nazionali ed europei. Gli Stati membri riconoscono che l'investimento nell'istruzione è essenziale per il futuro dell'Europa e per la sua prosperità nel lungo periodo. Dai dati emerge chiaramente che il costo dell'istruzione è di gran lunga controbilanciato dai vantaggi che se ne traggono. Non abbiamo però motivo di essere troppo soddisfatti di noi stessi: la relazione evoca anche la necessità di riforme per modernizzare l'istruzione e renderla più attraente sia agli occhi degli studenti che degli insegnanti». (greenreport.it)