domenica 9 settembre 2012

Un water può salvare il mondo

Ogni anno nei paesi più poveri milioni di persone muoiono per malattie causate dalla scarsissima pulizia delle toilette. Così la Fondazione Gates ha lanciato un concorso per inventare servizi che funzionano senza acqua corrente né elettricità. Ecco i vincitori.

 Se pensavate che almeno in bagno regnassero democrazia e uguaglianza vi sbagliavate. Nel terzo mondo, per mancanza di impianti igienici adeguati si muore ancora. E i numeri rendono l'idea dell'incidenza del problema. Stando ai dati delle Nazioni Unite sono infatti oltre 2,5 miliardi le persone che non possono contare sull'utilizzo di impianti sanitari adeguati. Ed è questa carenza la causa della metà dei ricoveri ospedalieri nei Paesi in via di sviluppo, e che ogni anno fa registrare 1,5 milioni di bambini morti per disturbi legati alla scarsa igiene dei sanitari e delle fogne. Qui entra in gioco l'iniziativa della Bill & Melissa Gates Foundation che lo scorso anno ha lanciato l'iniziativa Reinvent the Toilet. In sostanza soldi buttati nel wc, letteralmente, o quanto meno nella ricerca della sua versione del ventunesimo secolo, per fronteggiare un problema che per quanto si possa ironizzare lascia poco da sorridere. 
 Nella pratica l'iniziativa vanta una borsa di 200mila dollari (da ripartire per i primi tre posti) messa a disposizione della "ricerca della toilette del futuro". Una sfida per i migliori ingegneri e ricercatori di tutto il mondo che hanno dovuto sviluppare i loro prototipi partendo da direttive estremamente precise: i dispositivi devono funzionare senza acqua corrente, elettricità o fossa biologica, non devono inquinare, e funzionare al costo massimo di 5 centesimi al giorno. Valore di merito sarebbe anche l'eventuale capacità di creare energia o produrre altri vantaggi trasformando o catturando risorse partendo dalla "materia prima". Oggi, ad un anno di distanza, i prototipi migliori sono stati "messi in mostra" nella sede di Seattle della stessa Fondazione. E sono anche stati annunciati i nomi dei vincitori e consegnati gli assegni per trasformare la teoria in pratica nell'arco di tre anni. Il primo posto e soprattutto i 100mila dollari di finanziamento sono andati al California Institute of Technology (Caltech Trouillas) che ha messo a punto un gabinetto a energia solare che alimenta un reattore elettrochimico capace di produrre idrogeno e corrente elettrica. Medaglia d'argento per la britannica Loughborough University, cha ha proposto un wc in grado di trasformare gli escrementi umani in carbone biologico altamente energetico, sale e acqua pulita (grazie ad un sistema di filtraggio hi tech). A completare il terzetto è l'Università di Toronto che ha proposto un prototipo che, grazie all'utilizzo di raggi ultravioletti e un sistema di membrane, è in grado di disidratare le feci, recuperando l'acqua depurata. 
 Questo il futuro, ma Gates e i suoi soldi (per la precisione 6,5 milioni di dollari) sono già all'opera in Sudafrica con un altro progetto, meno tecnologico, ma che promette ottimi risultati. La sperimentazione in fase di test sul campo già da ora è un'idea della London School of Hygiene and Tropical Medicine: il principio è quello di utilizzare la naturale azione delle larve dell'Hermetia illucens (o mosca soldato nera) per trattare e trasformare gli scarti umani al costo di un centesimo al giorno. Per sensibilizzare ed ironizzare sul problema la fondazione Gates ha anche messo a punto un video nel quale illustra il progetto e che si apre in maniera scherzosa elencando tutti i nomi possibili per chiamare i rifiuti organici umani. Si può chiamarla come si vuole quel che è certo che resta una risorsa.
(Nicola Perilli - L'Espresso)

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