martedì 30 ottobre 2012

«Breaking the Mould», l’innovazione nel vetro

“Nuove tecnologie”: due termini, un microcosmo in espansione. Se ne sente parlare sempre, ovunque, quasi a definire una necessità più che mai urgente di cambiare rotta, guardare avanti e fare della tradizione la corsa di decollo per un volo senza limiti. Viene da pensare questo, guardando cosa ha realizzato il collettivo di giovani designer di “Breaking the Mould” in collaborazione con la vetreria Salviati: un progetto che affonda le radici nell'antica arte vetraria di Murano per riproporla in una veste nuova, originale, contemporanea. Si tratta di un'idea che ha preso corpo in un anno di lavoro, completamente autofinanziata e a buon titolo portatrice di ossigeno e spunti innovativi per il comparto del vetro. Dopo una prima esposizione a Berlino, tenutasi negli spazi della Direktorenhaus Gallery in occasione di DMY 2012, “Breaking the Mould” è tornata ieri a Venezia con una mostra al Laboratorio 2729, lo studio di architettura in Calle Lunga San Barnaba molto conosciuto per lo spazio che dedica a mostre d'arte e di design. Con una coinvolgente live performance, il collettivo, formato da otto designer e uno scienziato dei materiali, ha presentato al pubblico veneziano “BTM 01/ The Mould”, che ha come campo di analisi e sperimentazione il vetro soffiato in stampo prodotto a Murano. I quattordici pezzi unici esposti a Laboratorio 2729, eseguiti a mano dai maestri vetrai della fornace Salviati e soffiati in stampi realizzati con materiali tecnici ad alte prestazioni, sono il risultato di numerosi test effettuati in fornace tra novembre 2011 e aprile 2012. Le nuove forme ottenute tracciano un percorso che parte dall’identità produttiva muranese per cercare una sintesi con nuovi materiali e nuove tecnologie. «Abbiamo deciso di lavorare sul vetro soffiato a stampo», spiegano i membri del collettivo, «per il valore culturale che esso possiede, dovuto al suo legame con la storia e l’identità del contesto produttivo muranese. Per secoli, e fino a quarant’anni fa, era il metodo più utilizzato a Murano per la realizzazione di oggetti in vetro di uso comune. È certamente meno spettacolare, meno “artistico” delle lavorazioni a mano libera, ma è altrettanto interessante perché, per sua natura, sottintende un legame quotidiano con la vita di tutti i giorni di una fornace muranese». I membri del collettivo di “Breaking the Mould” sono: Riccardo Berrone, Federico Bovara, Luca Coppola, di “Aut”; Marco Zito; Tommaso Cavallin; Chiara Onda; Anna Perugini; Matteo Stocco e Dario Stellon.(LaNuova Venezia)

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