lunedì 1 ottobre 2012

Digitale terrestre, atto secondo: nel 2015 un nuovo switch-off

Il passaggio alla tv digitale s’è concluso da pochi mesi. Ma il decoder, che dal 4 luglio è presente in tutte le case degli italiani, fra tre anni potrebbe non andare più bene. Dal 2015, infatti, partirà il digitale di seconda generazione: la nuova tecnologia DVB-T2 consentirà di vedere un maggior numero di canali. Per seguirli tutti ci vorrà un nuovo decoder, ma i vecchi apparecchi permetteranno comunque di ricevere il segnale televisivo. C’è tempo per adeguarsi. «Non si dovranno per forza buttare via i vecchi decoder per comprarne altri - rassicura Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici - perché il DVB-T1 continuerà a garantire le trasmissioni attuali con la stessa qualità. L’unica differenza è che non si prenderanno i nuovi canali». Gli fa eco Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum: «Fra tre anni scatta l’obbligo, ma ci vorrà tempo affinché la nuova tecnologia vada a regime. Quindi non sarà un problema per chi non avrà da subito i nuovi ricevitori. Certo, se i governi precedenti avessero imposto il passaggio dall’analogico direttamente al DVB-T2 - così come l’Adiconsum aveva richiesto – i consumatori avrebbero evitato un’altra spesa. 
Tuttavia, non c’è da preoccuparsi: i nuovi decoder non costeranno più di quelli attuali, il prezzo lo deciderà il mercato». Nel 2015 un altro switch-off. Ma quali sono i vantaggi del digitale di seconda generazione? «Il DVB-T2 è una tecnologia che sfrutta al meglio lo spettro frequenziale – prosegue Giordano -. Ciò significa che permetterà di vedere sulla stessa frequenza circa il doppio dei canali in alta definizione, lasciando anche spazio libero per la banda larga. Mentre ora una frequenza ne può ‘ospitare’ tre in high definition, si arriverà a sei, fino a un massimo di otto canali. È lo stesso sistema che Sky già usa da anni sul satellite. Attualmente trasmettono in HD solo RaiUno e Italia Uno. Mentre con il DVB-T2 si potrebbero vedere in alta definizione tutti gli attuali canali nazionali. Un passaggio graduale. 
Nel 2015 ci sarà una sorta di secondo switch-off: per quel giorno tutti i canali dovrebbero in teoria essere visibili sia DVB-T1 in sia DVB-T2. Ma molti continueranno a usare solo il DVB-T1. Ci vorrà del tempo affinché tutte le emittenti passino le proprie frequenze in digitale di seconda generazione. A oggi l’unica che trasmette già nella nuova tecnologia è la pay-tv Europa 7. Il passaggio sarà lento e graduale. Innanzitutto, servirà stipulare un accordo tra le emittenti che fissi le linee guida per l’uso della nuova tecnologia, come quello realizzato per il passaggio al digitale da DGTVi, l'associazione che riunisce i principali canali. E poi l’Agcom, prima del 2015, dovrà dettare le specifiche per la costruzione dei nuovi decoder: caratteristiche tecniche uniformi per tutti i ricevitori italiani. La tv del futuro è smart. In realtà in commercio già si trovano decoder DVB-T2, ma sono modelli che vengono dall'estero. 
Diversi paesi europei, infatti, si sono convertiti al digitale di seconda generazione, nonostante l’Ue non ne imponga l’adozione, perché ne hanno compreso i vantaggi. La tv che vedremo nei prossimi anni sarà sempre più smart: riceveremo molti più canali tramite internet, che consente un’enorme estensione di banda. Sull’esempio di Sky, con il decoder collegato alla rete». Digitale nuovo, vecchi disservizi. Nonostante le prestazioni all’avanguardia, il nuovo standard DVB-T2 non risolverà i problemi di visualizzazione che la tv digitale sta creando in quasi tutta Italia, dalle metropoli alle zone montane. Immagini a quadratini, audio che va via e interferenze continue. Sono una valanga i disagi che ogni giorno vengono segnalati al numero verde (800.022.000) messo a disposizione dal ministero dello Sviluppo Economico. «Con l’avvento del DVB-T2 non cambierà nulla, perché si tratta di problemi di trasmissione o di zona, non c’entra il digitale, esistevano già con il sistema analogico – chiarisce il segretario generale Adiconsum -. Ci vorrebbero più ripetitori. Oppure, in alcuni casi, è necessario usare una piattaforma di ricezione più adatta al proprio sistema (per esempio una parabola per chi vive in collina)»..
(E.Tomasicchio - kataweb)

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