venerdì 30 novembre 2012

Spendiamo 90 milioni di euro per un cacciabombardiere e non abbiamo soldi per le ambulanze?

Maurizio Crozza apre la nuova puntata di Ballarò su Rai Tre tra il serio e il faceto e commenta con la sua ironia il rischio di copertura per il servizio sanitario nazionale. «Spendiamo 90 milioni di euro per un cacciabombardiere e non abbiamo soldi per le ambulanze? Mettiamo una lucina rossa sugli aerei». Il comico poi torna a parlare delle primarie del Pd, in vista del ballottaggio del 2 dicembre.

Bogobrush

Si chiama Bogobrush ed è il primo spazzolino da denti realizzato in bambù e nylon biodegradabile. Arriverà sul mercato a partire dal marzo 2013, ma è già possibile prenotarlo online al costo, per la verità un po’ elevato, di 10 dollari al pezzo. A idearlo sono stati Heather e John McDougall, due fratelli del Nord Dakota cresciuti con un padre dentista. Lo spazzolino ha un design molto essenziale, con una impugnatura liscia in bambù. Le setole sono realizzate in nylon biodegradabile, anche se i due designer non hanno specificato i tempi di degradazione del materiale. Normalmente, il nylon impiega dai 30 ai 40 anni per decomporsi in natura, ma le fibre utilizzate per Bogobrush dovrebbero richiedere meno di un anno per completare il processo di degradazione. 
 Vista la compatibilità ambientale dei materiali che lo compongono, lo spazzolino in bambù potrebbe anche essere sepolto in giardino al termine del suo ciclo di vita, lasciando alla natura il compito di degradarlo. Secondo la US Federal Trade Commission, infatti, i prodotti biodegradabili potrebbero essere poco adatti a decomporsi in discarica, a causa della scarsa disponibilità di luce, umidità e aria. Per il lancio di Bogobrush, oltre a puntare sulla biodegradabilità e sulla sostenibilità ambientale, i suoi ideatori hanno deciso di investire anche in solidarietà: per ogni spazzolino acquistato, infatti, la società ne regalerà un altro a una persona bisognosa (anche per questo il costo del prodotto non è molto economico).
(greenstyle.it)

Bogobrush: The first toothbrush you'll actually care about. from Bogobrush on Vimeo.

giovedì 29 novembre 2012

LA CRISI SPIEGATA IN MODO SEMPLICE...

Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte. 
Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti). 
La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la v

oce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città.

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.

Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.

Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.

La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio





Da Fb (
https://www.facebook.com/FrateEzioepillolediluce?fref=ts)

L'appello del sindaco di Lampedusa

L'appello del sindaco di Lampedusa all'Unione Europea



Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola? Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce. Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l’unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche. Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umane a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza.
 Giusi Nicolini

mercoledì 28 novembre 2012

Il ritorno dei "pifferi"

Una tradizione agricola centenaria, nuove risorse finanziarie, l’alleanza commerciale con un leader di mercato. Nasce così un nuovo marchio del made in Italy in un settore difficile come quello del fumo. Il caso del “Doge”, l’Antico Sigaro Nostrano del Brenta, racconta della possibilità di creare impresa valorizzando uno storico distretto del tabacco, fra Vicenza, Padova e Treviso.
 Li chiamavano “pifferi” i sigari prodotti da quelle parti negli anni fra le due guerre mondiali, ma in quell’area del Nordest il tabacco abitava già da secoli, certamente dal 1763, anno in cui la Serenissima concesse a Campese, e altri piccoli comuni della provincia di Vicenza, la prima coltivazione ufficiale del tabacco che lì coltivavano “clandestinamente” dal ‘500. È la storia che sta dentro il Consorzio Tabacchicoltori MonteGrappa, che per anni ha conferito le sue foglie alle multinazionali del fumo. Attività diventata economicamente poco conveniente con la fine delle sovvenzioni europee. Cinque anni fa l’intuizione di “mettersi in proprio”, di recuperare la capacità manifatturiera del passato, di aggiungere una dimensione industriale a quella agricola. Per farlo però servono gli “sghei”, i soldi. Ad accompagnare il progetto, benedetto dal governatore Luca Zaia, tre anni fa entrano in scena due consulenti che la zona la conoscono bene, Massimo Zerbo e Giuseppe Zuccolo, che a Thiene, provincia di Vicenza appunto, guidano una società specializzata nell’avviamento di nuove imprese. Si crea un pool di sei banche, guidato da Agrileasing, che investe 4,580 milioni di euro. Il Consorzio così diventa anche manifattura: una fabbrica a Campese, dove lavorano 10 sigaraie che “rollano” tra i 20 e i 21mila sigari al mese. A chiudere il cerchio l’alleanza commerciale con le Manifatture Sigaro Toscano del Gruppo Maccaferri, che sta lavorando alla valorizzazione dei territori del tabacco (ha recentemente lanciato una serie di “cru”, tra cui proprio uno veneto). Lo chiamano anche il Toscano del Brenta, il nuovo prodotto, ma non ha nulla a vedere con il sigaro italiano per eccellenza. Perché il tabacco è della famiglia Havanna, trapianto in Italia secoli fa, e non Kentucky americano. Perché è essiccato con l’aria e non con i forni. E perché la costruzione prevede ripieno, sottofascia e fascia (il Toscano non ha la sottofascia). Come un cubano. E non è escluso, anticipa Zerbo, che dopo il lancio, in dicembre, del primo Doge, a forma conica, possa arrivare un sigaro cilindrico proprio come gli Habanos. A Campese intanto stanno già formando nuove sigaraie. Pronti ad aumentare la produzione se il mercato accoglierà bene il ritorno del Doge. (Panorama.it)

Different

Robbie Williams torna col nuovo singolo “Different” , secondo brano estratto dal suo ultimo album “Take the Crown“, progetto che in Inghilterra, in termini di vendite, sta avendo dei buon riscontri.
When I look you in the eyes,
Something deep inside me dies,
’cause I know you won’t get better, better, better…
You’d rather be right done with love,
The only thing I understood
Nothing’s ever good enough.
I stumble through the words as they’re leaving me,
Tremble at the side of Your Majesty,
And I cut myself just to get them out.
This time I’ll be different, I promise you,
This time I’ll be special, you know I will,
Just don’t leave with me in your eyes.
This time I’ll be better, I want you to know,
This time I’ll be special, oh God, make it so,
Just don’t leave with me in your eyes, your eyes, your eyes…
You took my youth, you took my health,
And if you’re not here I find myself
You’re supposed to make this better, better, better
No self-control and no reason why,
If I don’t change, then we both die,
This is it for you and I.
Blisters at the end of my fingertips,
Praying to a god I don’t think exist
Will you listen now?
Can you forgive me somehow?
This time I’ll be different, I promise you,
This time I’ll be special, you know I will,
Just don’t leave with me in your eyes.
This time I’ll be better, I want you to know,
This time I’ll be special, oh God, make it so,
Just don’t leave with me in your eyes, your eyes, your eyes…
Closer now to the end,
If love was the answer,
Then what was the question?
Closer now, let’s pretend
We’ve never been out here before.
This time I’ll be different, I promise you,
This time I’ll be special, you know I will,
Just don’t leave with me in your eyes.
This time I’ll be better, I want you to know,
This time I’ll be special, oh God, make it so,
Just don’t leave with me in your eyes, your eyes, your eyes…

martedì 27 novembre 2012

Spot belga sui social

Stupendo spot belga sull'ingenuità della gente riguardo i propri dati in pasto ai social network.

Mine Kafon



Chiamato il Kafon, questa grossa palla di brillantezza è stata inventata da Massoud Hassani per aiutare nello sminamento dei deserti afgani con cui è cresciuto.

lunedì 26 novembre 2012

La barista «pentita»

Dal Corriere.it:
 Una signora di mezza età si piega per raccogliere da terra la spina e infilarla nella presa della corrente. La barista la ferma: «L'ho staccata io, le slot sono fuori uso». Quando la cliente esce, aggiunge: «Le ho spente perché non sopportavo più di vedere persone che si rovinavano in quel modo». Di macchinette, nel bar tabaccheria «Gio» di via Mantova, prima periferia di Cremona, Monica Pavesi ne ha due. «Non le volevo sin dall'inizio, a me - dice - interessava solo il Totocalcio, i cui proventi però sono crollati. E così, per non essere in perdita, sono stata costretta a tenerle». 
E ad assistere allo «spettacolo» che ogni giorno andava in scena dall'altra parte del banco, a destra dell'ingresso. «I giornali e la televisione - racconta - la crisi l'hanno scoperta da qualche mese. Io, invece, ce l'ho davanti agli occhi da tre anni. Italiani e stranieri, molti anziani ma anche giovani, forse più donne che uomini: gente che non se la passa bene e si aggrappa ai videopoker spendendo tutto quello che ha». La barista anti slot ha rilevato il locale nel 1987 e ha ancora un mutuo da pagare. «A me piace fare i caffè, parlare con i clienti. Non voglio più avere a che fare con chi è convinto che il denaro per vivere arriva da quegli apparecchi». Il «silenziatore» è stato messo un mese fa. Una decisione che sta già costando cara alla titolare perché le slot incassavano 40-50 mila euro al mese e il 6 per cento (1.500 euro ogni quindici giorni) andava a lei. Una decisione che in futuro potrebbe costarle ancora di più: il contratto scade nel 2015 ed è probabile che la concessionaria si farà sentire.
 «Che danni avrò? Non lo so. Mi dicevano che non potevo recedere». Ma intanto il Comune, impegnato in una crociata contro le slot, ha deciso che premierà la barista. «Ha fatto un gesto coraggioso - dice il vicesindaco Carlo Malvezzi - che può essere un esempio per tutti i suoi colleghi». Adesso, dunque, l'ultima frontiera della lotta alle macchinette mangiasoldi che scatenano il «gioco compulsivo», autentica malattia che rovina migliaia di famiglie, arriva dai locali che per la prima volta - vista l'assenza dello Stato, che dal gioco ricava 12,5 miliardi l'anno - lanciano la questione morale. 
In Lombardia, dove negli ultimi dieci mesi le 60 mila slot hanno bruciato 10 dei 60 miliardi (stime prudenti) inghiottiti in Italia dal gioco d'azzardo, la rivolta silenziosa di Monica Pavesi è già stata raccolta dal presidente dei baristi di Bergamo aderenti all'Ascom: «Non è danneggiando gente che magari ha già i suoi problemi - dice Giorgio Beltrami - che si giustificano certi guadagni». Ma chi rinuncia alle macchinette, da cui arrivano quasi sempre gli incassi che permettono di tenere aperto il bar, avrebbe bisogno di sostegno. Anche perché le concessionarie invogliano sempre più i baristi a installare le slot. Lo racconta Simone Feder, psicologo, impegnato da anni nella lotta alle slot e nell'assistenza ai malati da gioco a Pavia, che è in testa alla classifica delle città italiane per spesa pro capite alle macchinette (2.870 euro all'anno). «Alcune concessionarie - dice Feder - con le slot offrono un pacchetto che prevede anche l'installazione gratuita di telecamere di sorveglianza, mega televisore al plasma e impianto d'allarme». E, così, resistere diventa sempre più difficile.

Una storia di una settimana fa circa, ma che insegna a cambiare i valori della vita e che molte amministrazioni comunali dovrebbero seguire.
Leggo sul sito del gazzettino che qualcosa si sta muovendo:
http://www.gazzettino.it/nordest/primopiano/vuoi_aprire_un_bar_licenza_facile_per_chi_bandisce_dal_locale_le_slot_machines/notizie/232856.shtml

La felicità


«La felicità.. Esiste, le dico.
- Dove?
- Senta. Da ragazzo mi lamentavo sempre con mio padre perché non avevo giocattoli. Lui mi diceva: questo (si indica la testa) è il più grande giocattolo del creato, è qui il segreto della felicità….»
Charlie Chaplin, nel film Luci della ribalta

domenica 25 novembre 2012

Agcom,software gratis per test velocita'

Arriva il software gratuito per misurare la velocita' delle connessioni al web. Lo annuncia l'Agcom spiegando che e' disponibile su www.misurainternet.it.

Il software consente di effettuare, per le linee di accesso a internet da postazione fissa e per tutti i sistemi operativi di pc ed Open Source, un test rapido che, entro 4 minuti dalla richiesta dell'utente, verifica la banda in download, la banda in upload e il ritardo.



Bici: il caschetto che chiama l'ospedale in caso di incidente

Ogni giorno in Italia 38 ciclisti rimangono coinvolti in incidenti stradali che, negli ultimi dieci anni, sono aumentati del 24% (dati D.a.s. 2012). In Gran Bretagna il Times promuove da alcuni mesi la campagna Cities fit for cycling e sulla pagina web dedicata riporta il numero delle vittime di quest’anno: finora oltre cento. Numeri impressionanti che rivelano l’inadeguatezza delle città nei confronti della sicurezza dei ciclisti che, infatti, da qualche anno hanno iniziato a sostenere campagne di sensibilizzazione e battaglie per ottenere piste ciclabili e maggiore attenzione nei loro confronti. 
 Ora, in soccorso della categoria, è arrivata anche la tecnologia. ICEdot Crash Sensor è un piccolo sensore che si installa nella parte posteriore del caschetto. Attraverso bluetooth il dispositivo si connette all’omonima app da scaricare sul proprio smartphone. La sigla ICE sta per In Case of Emergency e infatti questo sensore è in grado di rilevare movimenti, cambiamenti di forze e impatti. Qualora venga registrato un cambiamento alto, ICEdot invia a numeri scelti e a quelli di emergenza della zona un sms di allarme con le coordinate del luogo dove è avvenuto l’incidente. Il sistema parte in automatico (si può scegliere di inviare l’avviso dopo 15 o 60 secondi), ma se il ciclista è in grado di rimettersi in piedi può bloccare manualmente il conto alla rovescia. Per ora il dispositivo non è ancora in vendita, ma una volta lanciato sul mercato, probabilmente nell’aprile del prossimo anno, costerà 200 dollari (circa 160 euro). 
Grazie all’applicazione, poi, si potranno salvare anche informazioni personali mediche, come allergie o malattie, utili per i soccorritori. L’invenzione è dello chef Biju Thomas, che per la realizzazione si è appoggiato a una società in Oklahoma che realizza software. Appassionato di ciclismo, Thomas ha pensato a questa applicazione dopo essere caduto e avere avuto paura di non riuscire a contattare nessuno. Il sensore si potrà installare su ogni tipo di caschetto, da quello per ciclisti fino a quelli per sciatori e motociclisti.
(C.Saporiti -  Corriere.it) 

sabato 24 novembre 2012

Roger Waters lancia tour europeo

Durante ogni tappa del suo tour incontra i reduci di guerra di quella nazione, parla con loro, ascolta le loro storie: per il bassista dei Pink Floyd Roger Waters, 'The Wall' non è soltanto uno dei tour più di successo della storia del rock, rappresentato già 192 volte per 3,3 milioni di spettatori, ma anche un'occasione di vedere gli occhi lucidi della gente in prima fila, mentre guarda le proiezioni che accompagnano le note di 'Vera', brano che allude ai caduti della seconda guerra mondiale. Musica sì, ma non solo. Anche una missione personale, che per lui, orfano di padre proprio a causa di quel conflitto, ha tanto di politico. E ora Waters tornerà in giro per l'Europa, con un nuovo tour che a partire dal 20 luglio fino al 21 settembre del 2013 porterà 'The Wall' in 24 città, tra cui Padova il 26 luglio e Roma il 28. Lo spettacolo è stato aggiornato e allargato per essere rappresentato nei grandi stadi all'aperto: 49 proiettori buttano immagini contro un muro lungo 160 metri, il più grande palco mai realizzato, sormontato da un tetto che 26 persone impiegano sei giorni ad ereggere. "E' uno spettacolo contro la guerra, contro gli estremismi", spiega Waters che dopo il concerto di Berlino in occasione della caduta del muro - nel 1990, con tutti gli altri componenti dei Pink Floyd - vorrebbe portare il suo show davanti al muro che divide Israele e Palestina, il giorno che anche quel muro cadrà. Ma sa che, almeno per ora, questo non succederà. E chiama un "atroce crimine contro l'umanità" gli attacchi di questi ultimi giorni. E' assurdo, dice, che gli Usa non facciano sforzi per spingere Israele a negoziare e non comprende come il presidente Barack Obama si comporti secondo ciò "che gli è più conveniente dal punto di vista politico".(Ansa.it)

Noi donne siriane in lotta per la libertà, nonostante stupri e torture



 Parla l'attivista Hanadi Zhalout

Link utile:   http://www.you-ng.it/blog/4102-violentate-sotto-gli-occhi-dei-mariti-e-dei-loro-parenti.html 

venerdì 23 novembre 2012

Bomboniere solidali COOPI

Non sapete che bomboniere scegliere per un matrimonio, una laurea, un battesimo o una comunione? Che ne dite delle bomboniere solidali COOPI? Di cosa si tratta? E’ semplicissimo: fra i tanti progetti di COOPI per sostenere e aiutare le popolazioni del Sud del Mondo c’è anche la proposta di acquistare le bomboniere per gli eventi speciali della nostra vita da COOPI : il ricavato diventerà acqua, cibo, istruzione e protezione per chi ne ha davvero bisogno. Perché dunque non dare una mano? Spesso quando ci troviamo di fronte ad eventi come battesimi, comunioni, lauree o matrimoni non sappiamo dove andare a scegliere le bomboniere da regalare ai nostri ospiti. La varietà di scelta offerta è così impressionante che rischiamo di perderci. Fortunatamente negli ultimi anni ha preso piede l’usanza di sostituire le bomboniere con donazioni a vari enti di beneficenza, per aiutare chi ha più bisogno. 
Ma COOPI è andata oltre e ci offre una ricca gamma di bomboniere per le occasioni più importanti, in modo da offrire comunque a parenti e amici un regalo in ricordo della ricorrenza festeggiata, ma nello stesso tempo rammentare anche che la ricorrenza stessa è stata l’occasione per aiutare le popolazioni del Sud del mondo. Questo perché i ricavati delle vendite di queste bomboniere solidali COOPI verranno integralmente devoluti alle popolazioni che ne hanno bisogno. Da tempo ormai COOPI ci regala queste iniziative solidali. Questa volta La Fondazione ha pensato di utilizzare i matrimoni, le lauree, i battesimi e le comunioni come veicolo per trasmettere il suo messaggio di solidarietà. Fornendovi tutto l’occorrente per queste occasioni.

Le caramelle deodoranti contro il sudore

Avreste mai pensato di… mangiare il deodorante? Grazie a una nuova invenzione, potrete fare anche questo: si tratta di caramelle deodoranti contro il sudore. Sembrerebbe strana come notizia, eppure è proprio così. Si tratta della linea Deo Perfume, che è stata sviluppata dall’azienda americana Beneo e che viene distribuita da Alpi. Da un certo punto di vista potremmo dire che si tratta di una vera e propria rivoluzione in tema di igiene personale. Non dobbiamo fare altro che ingerire queste caramelle e svilupperemo così del buon odore. L’effetto deodorante si fa sentire su tutto il corpo almeno per sei ore. 
Queste caramelle particolari non contengono zucchero, hanno il sapore di mandarino e costano circa 6 euro. Ma come funzionano le caramelle deodoranti? Il loro particolare effetto è dovuto al fatto che contengono dei composti, i quali vengono rilasciati attraverso la pelle. Nello specifico, fra questi composti, c’è anche il geraniolo, a cui si deve la profumazione che le caramelle danno. Si potrebbe dire di trovarci di fronte ad un deodorante commestibile. Il principio che sta alla base del funzionamento delle caramelle deodoranti commestibili è quello che interviene anche nel momento in cui mangiamo per esempio dell’aglio e siamo portati in questo modo a diffonderne un tipico odore sgradevole. Il geraniolo contenuto nelle caramelle è un antiossidante naturale e riesce a garantire una traspirazione profumata per mezzo dei pori della pelle. Tra l’altro queste caramelle sono utili per la salute, perché contengono pochissime calorie, non danneggiano i denti e, al posto dello zucchero tradizionale, contengono isomalto. Quest’ultimo è uno zucchero naturale che deriva dalla barbabietola. A metà fra cibo e cosmetico, le caramelle, in grado di eliminare la puzza di sudore, si stanno diffondendo in parecchi Paesi: Bulgaria, Spagna, Germania, Cina, Corea e Armenia, anche perché si possono acquistare anche su Amazon. Queste caramelle potrebbero sostituire i tradizionali metodi per sconfiggere il cattivo odore causato dal sudore. In effetti costituiscono una soluzione piuttosto originale, ma comunque tutta da sperimentare. Sarà la tecnica rivoluzionaria per risolvere l’iperidrosi? (tantasalute.it)

giovedì 22 novembre 2012

L'audio inedito di Marilyn nello spot Chanel

"Vado a letto solo con cinque gocce di Chanel n.5". La famosa frase pronunciata da Marilyn Monroe per la prima volta viene pubblicata nello spot di Chanel. Ecco l'estratto

Macchine che vanno a vento

General Electric ha presentato un nuovo progetto all'interno del programma Urban Green Energy, che potrebbe diminuire ulteriormente l'impatto ambientale delle auto elettriche. La novità riguarda l'impiego di un generatore eolico compatto, lo Skypump, una  turbina formata da un'asta alta quasi 13 metri e caratterizzata da una struttura compatta, adatta a essere installata anche all'interno di contesti urbani. La sua caratteristica principale risiede nella mancanza delle grandi pale montate sui sistemi classici. al momento Skypump offre


 una potenza nominale di 4 kW e può essere montato all'interno dei centri commerciali e quindi ricaricare parzialmente le auto lasciate in sosta essendo, come da progetto,collegato al caricabatterie per auto elettrica DuraStation della GE. Skypump non può certo essere la soluzione definitiva dei problemi per gli utenti dell’auto elettrica. Tuttavia, potrebbe essere un’alternativa, realmente verde, ai collegamenti a spine alimentate dalle centrali a carbone. E se il progetto si dimostra efficace, potrebbe anche trovare una discreta diffusione.

mercoledì 21 novembre 2012

Primarie Pd, il video parodia sull'identikit degli elettori

Il 25 novembre ci sono le primarie del centrosinistra e il collettivo 'Il terzo segreto di Satira' è appena arrivato su YouTube con un video ironico sugli elettori dei candidati. Chi vota Bersani converte sempre l'euro in lira, ha vodafone ma la chiama omnitel; l'elettore di Renzi legge Fabio Volo e ordina spaghetti con le cozze alla pizza con gli amici; l'elettore di Vendola chiede ancora Liberazione in edicola, beve coca cola ecosolidale e fa la raccolta differenziata

La spazzatura...vende

La quantità di cibo che ogni giorno finisce dai piatti nella spazzatura è uno degli aspetti più problematici dei nostri tempi. Secondo l'USDA il 25% del cibo acquistato negli Stati Uniti (circa 30 milioni di tonnellate) non viene consumato e la sua gestione è responsabile del 9% dell'inquinamento del paese. In attesa di una cultura dell'acquisto più consapevole, c'è chi, come Daniel Blake e i suoi soci, si occupa di riciclare i rifiuti e trasformarli in  un affare, per sè e per l'ambiente. Attraverso la sua società EcoScraps, Blake rileva dalle grandi catene di negozi e centri commerciali gli avanzi alimentari, circa 100 tonnellate al giorno, li trasforma in compost per la fertilizzazione del terreno e li rivende. Sono quasi 100 gli esercizi  che forniscono il cibo avanzato e alcuni fanno parte degli oltre 400 punti vendita che commercializzano il prodotto finale della EcoScraps.

martedì 20 novembre 2012

Mr Brown for Haiti

Si intitola "The Man With The Mac" e da oggi 20 novembre (Giornata Mondiale dei diritti dell'infanzia) sarà disponibile (a 5 euro) in tutti i negozi di dischi, su i-Tunes e in edicola con Tv Sorrisi e Canzoni. E' il singolo di Mr Brown a favore della Fondazione Francesca Rava-NPH Italia Onlus per i bambini di Haiti: un nuovo, grande regalo per chiunque voglia aiutare, per la prima volta o ancora una volta, i bambini di Haiti colpiti dal terribile terremoto del 2010. Il seguito di "Mister Brown is Back In Town" (un successo di quasi 60.000 copie), si intitola "The Man With The Mac", ed è stato cantato, come il precedente, dai bambini delle Case orfanotrofio della Fondazione Francesca Rava-NPH Italia Onlus in Haiti, con l'inedita partecipazione della Banda Musicale della Marina Militare Italiana. I proventi dell'intera operazione Mister Brown for Haiti vengono devoluti alla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus per la realizzazione della nuova Casa Accoglienza per i bambini orfani o in grande difficoltà a causa del terremoto che ha colpito Haiti nel 2010, che ha causato oltre 200mila vittime ed ha coinvolto 3 milioni di persone. Anche con il contributo delle vendite del primo disco è stata realizzata da Padre Rick, medico in prima linea, da 25 anni direttore dei progetti della Fondazione Francesca Rava in Haiti, una Baby House che accoglie 40 bambini fino a 5 anni. Il progetto continua con l'obiettivo di sostenere la costruzione dell'Asilo e del Foyer Saint Louis che ospita attualmente 160 bambini dai 6 anni in su, organizzato al momento in container attrezzati (www.nph-italia.org).

 

«50 sfumature di maron»

Una festa per il primo compleanno de "La Lettura", l'inserto culturale del Corriere della Sera che ha riportato sul palco della milanese sala Buzzati gremita di lettori la pluralità di argomenti e toni del supplemento culturale. Tra i tanti ospiti, finale scoppiettante con un duetto inedito tra de Bortoli e Littizzetto scatenata su gossip e attualità. Fino alle Cinquanta sfumature: «Storia di questo fighissimo mr. Gray che si innamora di sta'sfigata, la appende come un salame, gliene fa di tutti i colori. Ma le parla pulito, come Monti alla Fornero»

 

lunedì 19 novembre 2012

General Motors, offensiva delle auto elettriche

General Motors è pronta a lanciare un’imponente offensiva al mercato delle auto elettriche. A quanto annunciano dalla casa costruttrice, infatti, si punta a vendere 500.000 vetture dotate di motori elettrici entro il 2017. Si parla ovviamente sia di auto 100% elettriche che di auto ibride e plug-in, a partire dalla Chevrolet Volt con range extender introdotta nel 2010. L’annuncio è stato dato dai vertici del gruppo durante un incontro sull’elettrificazione che si è tenuto ieri a San Francisco. Da semplici esperimenti tecnologici le tecnologie destinate alla mobilità elettrica sono diventate sempre più avanzate e disponibili, tanto che dalla Chevrolet Volt si è già arrivati alla city car Chevrolet Spark EV che sarà in vendita dal prossimo anno. L’obiettivo della General Motors è di raggiungere le 50.000 unità vendute entro quest’anno tra Volt e sistema eAssist, presente su Buick LaCrosse, Regal e Chevrolet Malibu. Nel 2014 questo dispositivo sarà introdotto anche sulla Chevrolet Impala. Il mercato americano, ovviamente, farà da traino, ma l’offensiva di GM è lanciata in tutto il mondo.

La mini-lavatrice per single

Una lavatrice che pesa in tutto solo 6 kg, lava solo un kg per ogni carico, e ha misure dimezzate o quasi rispetto allo standard: 26x28x38 cm. Ma non è un giocattolo: è una vera e propria lavatrice, capace di lavare qualsiasi capo (basta che ci entri), ma particolarmente adatta - date le capacità di carico - a capi come vestiti dei bambini, biancheria intima, calze, guanti, sciarpe o altri piccoli indumenti. Stiamo parlando della Haier Mini Washer, pensata per esempio per i single che non hanno molti capi da lavare e che vogliono risparmiare sull'acquisto di una normale lavatrice, per chi vive in un mini-appartamento, o come seconda lavatrice per le mamme che devono lavare spesso gli indumenti dei bambini.  Al primo colpo d’occhio sembra quasi un giocattolo, in realtà questa minuscola lavatrice integra una tecnologia particolarmente innovativa, con il sistema di sterilizzazione che è basato sull'utilizzo dell'ozono per pulire in profondità anche gli indumenti più sporchi. I suo comandi poi sono all’insegna della massima comodità d'uso con funzioni semplici e intuitive per scegliere l'opzione da utilizzare tramite un avveniristico schermo a LED. Per il momento la lavatrice è commercializzata soltanto in Cina ma presumibilmente arriverà ben presto anche in Europa.

domenica 18 novembre 2012

Non pensare...


Non pensare a ciò
che può portarti l’avvenire,
ma sforzati di essere
interiormente calmo e sereno,
poiché non da come
si forma il tuo destino,
ma dal modo in cui
ti comporti dinanzi a esso
dipende la felicità della tua vita.

IL FORMULARIO EUROPEO DEL RECLAMO

RISOLVI I TUOI PROBLEMI CON AZIENDE E PROFESSIONISTI
PRIMA DI RIVOLGERTI AD UN AVVOCATO PUOI PROVVEDERE IN "AUTOTUTELA"
COME?
CON IL FORMULARIO EUROPEO DEL RECLAMO
LO SAPEVI CHE
lUnione Europea ha predisposto uno strumento fruibile da tutti i cittadini (/consumatori) dei Paesi membri per difendersi dallo strapotere d’imprese e professionisti?
Nonostante, a parte noi, nessuno (o quasi) abbia dato risalto al Formulario Europeo di Reclamo del Consumatore questo strumento innovativo, ed estremamente efficace, ci permette di risolvere tutti i piccoli problemi quotidiani in autotutela.

BASTA
sottostare al professionista che non ci riconosce la garanzia,

BASTA
sopportare il negoziante che non applica lo sconto pubblicizzato o esposto in vetrina,

BASTA
soprassedere convinti di non potercela cavare da soli contro i gestori di telefoni o chi ci fornisce energia elettrica, gas o acqua.

Il Formulario, che è reperibile direttamente dal portale dell’Ue (al link http://ec.europa.eu/consumers/redress/compl/cons_compl/acce_just03_it.pdf), messo a disposizione anche sul nostro sito www.892007.it (sezione “MODULISTICA”) con alcuni suggerimenti per la compilazione, sostituisce la vecchia istanza diffida (stragiudiziale) a mezzo raccomandata.
Attraverso un modello di semplice utilizzo (e comprensione) potremmo intimare a Chi ci manda una bolletta pazza o continua a pretendere pagamenti anche a seguito della scadenza di un contratto di smetterla di disturbarci ingiustamente.
L’invio del formulario a coloro con cui abbiamo in essere una controversia, inoltre, è valido (secondo tutti gli effetti di legge), oltre che a titolo di diffida, anche come atto propedeutico all’instaurazione dei tentativi di conciliazione previste dalle Authority per specifiche problematiche (come il tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di telefonia, per saperne di più http://www.892007.it/per-la-telefonia-ce-una-procedura-di-conciliazione-speciale-e-obbligatoria-presso-i-corecom-regionali/).

Chiamando 892007 un consulente potrà perfino compilarti il tuo formulario per il tuo caso specifico ed inviartelo a mezzo mail in tempo reale. Dovrai esclusivamente stamparlo, imbustarlo, spedirlo alla controparte e attendere un’eventuale risposta. Ovviamente dopo questo tentativo in autotutela potrai avvalerti (qualora dovesse essercene bisogno) della nostra rete di legali. Ma ci auguriamo non sia necessario.
Per saperne di più www.892007.it .
L’892-007 è un numero telefonico a valore aggiunto per conoscere tutte le possibili soluzioni stragiudiziali a disposizione dei consumatori nei “conflitti” con professionisti e imprese. Rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent - Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent - Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent - Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent - Tre scatto 16 cent al minuto 94 cent - N.B. i prezzi esposti sono comprensivi di IVA


Chiamandoci, oltre ad aiutare te stesso a risolvere la tua problematica, finanzi una iniziativa sociale infatti l’utile di ogni telefonata nella misura di 10 cent. verrà versato all’Associazione MARY POPPINS www.assomarypoppins.it*

Vuoi proporci una nuova iniziativa da finanziare con il nostro Pronto Soccorso consumatori? Cosa aspetti…
Se sei a conoscenza di qualche iniziativa importante da finanziare, per i cittadini, per i più deboli e per chi soffre chiama 892-007 per segnalarla, una speciale commissione vaglierà la tua proposta


*L’Associazione MARY POPPINS nasce per dare un servizio volontario e gratuito ai bambini ammalati di cancro e ricoverati nel reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma

Newsletter codacons

sabato 17 novembre 2012

''Rain shield'': ecco l'ombrello del futuro

Due studenti di Taiwan, Lin Min-Wei e Liu Li-Hsiang, hanno colmato una lacuna degli ombrelli tradizionali - la loro incapacità di proteggere dalla pioggia a vento - con un prototipo chiamato Rain Shield. Il loro ombrello futuristico, vincitore di un Red Dot Award (concorso che premia l'eccellenza del design), è una sorta di "cappottina" portatile che non si scompone anche nelle giornate di vento forte. E fornisce a chi lo usa un adeguato riparo. Una volta chiuso il Rain Shield, sprovvisto dei classici raggi metallici, diventa un disco di 18 centimetri di diametro facilmente trasportabile in borsa. Solo alcuni esemplare dell'ombrello, al momento, sono stati prodotti. In attesa di una distribuzione su vasta scala.

Targhe straniere in Europa

Il problema degli automobilisti immuni dalle multe perché alla guida di auto con targa straniera torna d'attualità: per ora la guerra l'ha dichiarata per primo il Governo della Catalogna che ha deciso di porre un freno a quanti ogni anno sottraggono alle disastrate casse locali importi che variano dai 13 a 72 milioni di euro a causa della loro intracciabilità. Seguiranno anche altri Paesi. Diciamo subito che il provvedimento che sta per mettere in campo la regione spagnola sarà attuato anche in altri Paesi per punire una volta per tutte i "furbetti" del volante. Vediamo, dunque, di che cosa si tratta: la trovata consiste in un doppio sistema formato da una serie di radar collegati a una centrale operativa alla quale, in tempo reale, gli autovelox trasmettono l'infrazione. Una volta ricevuta l'informazione, la centrale seleziona le auto, scarta quelle dello stesso Paese - dove la sanzione verrà in ogni caso pagata - e trasmette i dati alle pattuglie di polizia dislocate nell'area, e in particolare al confine, affinché blocchino l'automobilista indisciplinato al quale saranno mostrate le immagini dell'infrazione commessa. A quel punto sottrarsi sarà impossibile. I primi test cominceranno nelle prossime settimane quando saranno collegati i 216 autovelox già posizionati lungo le arterie regionali al nuovo sistema di trasmissione dati con un investimenti di 50 mila euro ad apparecchio: la prima strada sarà l'A7 nella provincia di Girona, ritenuta tra le più trafficate e pericolose della regione. Problema comune. Come dicevamo, il problema della Catalogna riguarda diverse nazioni con in prima fila l'Italia dove molti registrano le automobili presso le motorizzazioni di San Marino, Svizzera o altri Paesi; un modo - come ha constatato anche l'Agenzia delle Entrate - per sfuggire ai redditometri e per non pagare le multe. E così aumentano in maniera esponenziale le Bentley, Ferrari e Lamborghini con targa rumena o bulgara che di vedono in numerose nelle città, come Milano, Vicenza, Roma e Napoli.
 La normativa italiana. Il Codice della strada italiano concede moltissimo tempo per notificare i verbali all'estero: 360 giorni. Di fatto, però, siccome non è semplice accedere agli archivi degli autoveicoli dei Paesi stranieri, il più delle volte non si avvia neppure il procedimento. E, infatti, da qualche anno sono nate società specializzate che, su appalto delle amministrazioni comunali, svolgono il servizio di notifica all'estero. Ma le armi rimangono comunque spuntate. Anche nell'ipotesi di rintracciare il trasgressore e di notificargli la contravvenzione, di fatto se poi quest'ultimo non paga non succede nulla. Anche per questo motivo è stata introdotta la multa europea, una normativa che per le infrazioni più gravi e comuni semplifica l'accertamento. In ogni caso, la sperimentazione catalana potrebbe rappresentare anche per l'Italia una via più semplice e diretta per incassare le multe delle auto straniere. (Quattroruote.it) 

 Per avere un’auto con targa tedesca, scrive Staffelli su Oggi, non si deve avere la residenza in Germania o andare a comprare la macchina lì. Basta anche solo fare un noleggio a lungo termine. E trattandosi di noleggio non si deve pagare la tassa di proprietà. Anche la compagnia di assicurazione costerà meno, dal momento che l’auto è stata immatricolata all’estero. Nel caso di multe prese con autovelox, tutor o per sosta vietata, cioè quelle per così dire “indirette” la multa spesso arriva alla società straniera di noleggio che a quel punto può pagare la contravvenzione rateizzandola al noleggiatore, oppure non pagarla. In questo caso se gli agenti dovessero beccare un’altra volta l’autista multato potrebbero sequestrargli l’auto. Peccato che questa teoria vada incontro a lentezze pratiche non da poco. Innanzitutto manca un’integrazione comunitaria dei dati delle auto immatricolate nell’Unione Europea. Per di più non tutte le multe prese con gli autovelox italiani sono accettate in Europa, perché i nostri autovelox fotografano il retro dell’auto, mentre, per esempio, proprio in Germania è richiesta un’immagine frontale in cui si veda anche il viso del guidatore. Se poi si considera che a volte la vista di un’auto di grossa cilindrata fa scattare i controlli fiscali si capisce perché faccia comodo noleggiare l’auto a chi non vuole dichiarare troppo nel proprio 740.

venerdì 16 novembre 2012

Students for Free Tibet

Il Congresso di Pechino ha spinto alla mobilitazione anche i tibetani in esilio. Il video è firmato dall'associazione di giovani tibetani esuli in India, Students for Free Tibet. I giovani si immortalano mentre ballano in stile Gangnam (il rap con le mosse da cavallerizzo portato al successo mondiale dal cantante sudcoreano Park Jae-Sang) e chiedono al futuro segretario del Pcc Xi Jinping di risolvere la questione tibetana. Un ragazzo con una grande maschera di Xi gira per le vie accompagnato da due falsi poliziotti che bloccano tutti i ragazzi che portano bandiere tibetane. Dal sito dei giovani tibetani si può anche scaricare una maschera di Xi Jinping e molti si sono fatti fotografare con questa mentre lasciano messaggi sul Tibet. La parodia del Gangnam style era stata fatta nel mese scorso anche dall'artista dissidente Ai Weiwei. Il video era stato poi censurato dalle autorità cinesi.

Invisible Parents

Si riaccende la battaglia per i diritti delle coppie omosessuali dopo che Francia e alcuni stati Usa si sono aggiunti recentemente ai già molti paesi che da tempo equiparano nozze etero e gay: le speranze delle famiglie omogenitoriali in Europa sono affidate ora al video 'Invisible Parents', che si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere 50mila firma perchè la questione sia disciplinata in maniera identica in tutta l'Eu.

giovedì 15 novembre 2012

Catene da neve, istruzioni per l'uso


Penso di fare cosa utile postando qualcosina sull'argomento catene da neve, visto l'ormai prossimo avvento della stagione fredda col conseguente obbligo di catene a bordo.


Gli strumenti odierni permettono invece una facilità d’uso e d’installazione sconosciuti ai nostri padri e nonni, rendendo quest’operazione molto più semplice di quanto si pensi; una dimostrazione la si può avere anche dal video in cui è lo stesso Assessore alla Viabilità della Provincia di Arezzo a dimostrare la scarsa complessità dell’operazione. Ad ogni modo, seguendo l’esempio del video, ecco alcuni semplici consigli per effettuare questa operazione.
1 – Essere preparati Può sembrare banale, ma molti pensano di riuscire a montare le catene quando già sono sprofondati nella neve per più di qualche centimetro: l’operazione in questo caso diventa ovviamente più difficile, dovendo liberare la gomma dalla coltre bianca intorno! Per evitare di complicarsi la vita è meglio quindi anticipare l’operazione di qualche metro.
2 – Operare in sicurezza Installare le catene è anche un’operazione da effettuare in tutta sicurezza, il più lontano possibile dalla sede stradale; le piazzole di sosta sono quindi la scelta migliore, mentre una volta fermata l’auto bisognerà indossare il giubbetto catarifrangente prima di mettersi all’opera.
3 – Occhio alle mani! Nell’operazione che si andrà a svolgere si infileranno le mani intorno alla ruota: è quindi opportuno, per la vostra sicurezza, che l’auto sia a motore spento e non in grado di muoversi, innestando la marcia e tirando il freno a mano. Per evitare di avere le dita congelate (o quanto meno molto sporche) è anche bene indossare dei guanti!
4 – Operazioni preliminari Mentre si tirano fuori le catene dalla loro custodia, è opportuno ricordarsi che queste vadano montate sulle ruote motrici ovvero, nella maggior parte delle auto piccole e medie, quelle anteriori; in caso si abbia una vettura 4×4 queste vanno montate sull’asse di maggior trazione, oppure, ma in questo caso si spenderebbe il doppio, su tutte e quattro le gomme.
5 – Prima dietro…Dopo aver controllato che non ci siano maglie attorcigliate, la prima cosa da fare è aprire la catena, sistemarla per terra e quindi far passare una delle estremità colorate (ogni marca ne ha diverse, basarsi quindi sul libretto di istruzioni) dietro la ruota fino a farla comparire dall’altro lato.
6 – …poi su…Ora sarà necessario tirare su i due capi della catena fino a “riagganciarli”, quindi posateli temporaneamente sulla gomma per evitare che possano cadere dietro di essa.
7 – …e quindi davanti A questo punto potrete prendere l’altra estremità della catena (di solito colorata di giallo o rosso) e unirla al gancio dello stesso colore, quindi farete scorrere tutta la catena verso l’interno della gomma affinché possa avvolgerla. La catena è ancora molto lenta in questo momento ed è “aperta” nella parte inferiore.
8 – Tirate! Per completare la prima parte del montaggio ora non resta che infilare l’ultima parte di catena rimasta libera nei gancetti corrispondenti e tirare quindi con forza. Alcuni modelli consentono inoltre di fissare altre gancetti al resto della maglia per una maggiore tenuta. A questo punto la gomma sarà avvolta dagli anelli in maniera piuttosto regolare, ma forse vi potrà sembrare ancora piuttosto lenta, anche nei modelli provvisti di un meccanismo di “auto-tensione”.
9 – Ora fate il bis! Una volta completata l’operazione su una ruota non dimenticatevi di operare anche sull’altra gomma! Può sembrare superfluo specificarlo, ma è una dimenticanza più banale di quanto si pensi.
10 – Partite, ma ricontrollate!Dopo essere partiti, fermatevi dopo qualche centinaio di metri (sempre in condizioni di sicurezza) per controllare la tensione delle catene e, se necessario, tenderle ancora di più. Ricordatevi inoltre che la velocità massima che potrete sostenere sarà di soli 50 Km/h.

Il nuovo singolo di Francesco Guccini

Non è un fanatico della Rete come Vasco Rossi, ma anche Francesco Guccini sta colonizzando il mondo di Youtube: ha pubblicato quest'oggi "L'ultima volta", il primo singolo del suo nuovo album "L'ultima Thule", in uscita il 27 novembre. Su Youtube, nei giorni scorsi, Guccini ha raccontato in un videodiario la creazione del suo nuovo disco, trasformando il mulino che apparteneva ai suoi nonni in uno studio di registrazione. Il brano "L'ultima volta" è acquistabile su iTunes, qui in anteprima i primi 40 secondi

mercoledì 14 novembre 2012

Un corto contro le centrali a carbone

Alessandro Haber, Paolo Briguglia, Pino Quartullo e Sandra Ceccarelli formano il cast, Mimmo Calopresti firma la regia e i Subsonica mettono a disposizione la loro musica. È Greenpeace, invece, a ispirare e produrre il cortometraggio "Uno al giorno", che denuncia i danni causati al Paese dal carbone impiegato da Enel la produzione di energia elettrica.


 

Il porco al lavoro


Un senso di paura perenne. Un’angoscia che si mischia alla vergogna. E i dubbi che tormentano: “Forse non avrei dovuto sorridere”. Oppure: “Quello sguardo poteva essere male interpretato”. Si entra così “in una spirale di pensieri” che in pochi “riescono a capire”. E  in troppi giustificano: “È successo a tutti. Queste cose accadono”. Le “cose” sono molestie sul luogo di lavoro. Battute a sfondo sessuale dette da un capo. Avances spinte che si possono trasformare in ricatti anche molto espliciti. In altre parole: violenze. Ecco, il blog Il Porco al Lavoro parla anche di questo. Di uomini che usano il proprio potere per riuscire ad avere un rapporto con una donna. E di donne che, come nel caso di Olga (protagonista di questo diario), troppo spesso non riescono a reagire perché precarie. Perché hanno paura di perdere il proprio lavoro.  Fino a quando quelle parole dette in corridoio diventano minacce.
Il racconto de “Il Porco al Lavoro” comincia il 24 luglio. Scenario: una redazione di un piccolo giornale di provincia. Olga muove i primi passi tra le scrivanie. Il suo sogno è quello di scrivere, fare articoli, crescere professionalmente. Dopo poco appare il “porco”, ovvero il direttore. Una figura che non è sempre presente nella vita redazionale. Ma quando c’è comincia con i complimenti per arrivare agli inviti a cena. E a spingersi oltre.
In mezzo c’è, appunto, questa ragazza che non sa bene come fare, come respingere in maniera efficace il “porco”, senza però perdere il proprio lavoro. “I miei post si riferiscono a un passato recente”, spiega al telefono. Olga non è il suo vero nome. Vuole rimanere anonima per tutelarsi.
“E’ stato il periodo più brutto della mia vita. Non sapeva esattamente cosa stava succedendo fino a quando c’è stato un ricatto esplicito che nel blog devo ancora raccontare”. E da quel momento capisce che quello che sta subendo è una violenza. “La cosa incredibile è che parlandone con amiche e persino mia madre mi è stato detto che questa era la normalità”. E, anzi, alcune la vedevano come “opportunità”. Di una cosa è certa: “In troppi uffici esiste un porco”. Lei ci ha messo molto tempo a stare meglio, “quello di cominciare scrivere è stata una terapia che mi ha aiutato a superare quello che è successo”.
E il blog sta avendo successo. Tutti ne discutono, tutti ne parlano. Qualcuno pensa che sia un’operazione di marketing costruita a tavolino anche a causa di quell’eccesso di riservatezza. Tante le critiche. Soprattutto per non aver abbandonato il lavoro. “Scappare e andarsene non può essere l’unica soluzione. Chi mi dice che nel prossimo impiego non succeda la stessa cosa? Senza contare che in questo momento il mercato è fermo. Il lavoro è fondamentale per una donna, per mantenersi. L’alternativa è chiedere i soldi a casa o sposarsi? Per me dover rinunciare a un lavoro è una violenza tanto quanta la molestia”.
I numeri le danno ragione. Perché secondo i dati almeno la metà delle donne è stata oggetto di violenza. Quasi 250mila ha subito un ricatto a sfondo sessuale. E l’80 per cento non denuncia.
“Questa è una situazione che si verifica soprattutto negli studi professionali”, spiega Maria Costa del Centro Donna Cgil di Milano. Avvocati, notai, commercialisti. E persino bar. Cioè “in tutti quei luoghi dove il datore di lavoro ha un contatto diretto con la dipendente. E che quindi può esercitare il suo potere”. Troppe volte “le avances si trasformano in violenza”.
Migliaia le donne che le sono passate davanti. “Tutte provano un senso di colpa, vergogna. Quando raccontano guardano in basso, per terra. Come se la violenza subita dipendesse da loro”. Un team di avvocatesse riesce a capire se ci sono gli estremi per fare causa. “Sono casi molto complicati. Ma se accade qualcosa del genere è importante parlarne anche con un’amica, con il medico”. Insomma qualcuno, oltre alla vittima, deve sapere. Ricorda Silvana Greco, dell’Università Bicocca, “nelle grandi aziende ci sono i comitati Pari Opportunità. Ed esiste anche un fondo del ministero”. In ogni caso, continua Costa, “gli strumenti possono essere anche efficaci. Certo è che mantenere il proprio lavoro può essere complicato”. E sottolinea: “Non è colpa vostra”.
 (Benedetta Argentieri - 27esimaora.corriere.it)

martedì 13 novembre 2012

Nikon D 5200

Terza modello della serie "D5000", la Nikon D5200 rappresenta un deciso passo avanti a livello di qualità dell'immagine. Oltre al sensore CMOS in formato DX da 24,1 megapixel che assicura immagini particolarmente dettagliate, il nuovo processore di immagini EXPEED 3 offre funzionamento ad alta velocità, resa cromatica eccellente e registrazione di filmati di livello superiore. L'elevata sensibilità ISO (100-6.400 estendibile fino a 25.600 equivalenti) assicura scatti perfetti anche in ambienti bui o scarsamente illuminati e permette di fotografare con efficacia e qualità anche soggetti in rapido movimento. Sugli scudi il nuovo sensore da 24 megapixel e il sistema autofocus a 39 punti (di derivazione D7000), ma la vera novità è l’arrivo della connettività Wi-Fi. Davvero difficile, almeno sulla carta, il compito di questa Nikon D5200; una reflex che non solo si troverà a sgomitare in uno dei segmenti più caldi del mercato fotografico, quello delle Dslr di classe medio-bassa, ma che dovrà pure dimostrare di essere un gradino sopra la D5100, una fotocamera che ci ha davvero entusiasmato nel rapporto qualità prezzo (non a caso l’abbiamo eletta fotocamera del 2011 ). 
adattatore Wi-fi
Nikon ha affilato bene le sue armi, però, cercando di intervenire in maniera chirurgica laddove serviva. Nel sensore, ad esempio, spinto fino a 24 megapixel per accontentare i patiti del grande formato. Un innesto che in combinazione con il processore Expeed 3 consente alla middlerange giapponese di presentarsi con un bagaglio prestazionale di tutto rispetto: oltre ai già citati 24 milioni di pixel c’è una sensibilità ISO da 100 a 6.400 (estendibile fino a 25.600 equivalenti) e una raffica da 5 fotogrammi al secondo. Le notizie migliori però arrivano dal modulo autofocus, ora basato sul sensore di misurazione esposimetrica e sul sistema di riconoscimento scena della Nikon D7000. Di fatto, la nuova Nikon D5200 mette sul piatto un AF a 39 punti ( nove sensori a croce) e un sensore di misurazione esposimetrica RGB a 2.016 pixel, un corredo che poche altre fotocamere della sua categoria possono vantare. Interessanti anche le prestazioni sul versante video: la D5200 permette di girare filmati in Full HD (fino a 50i/60i) con audio stereo (grazie al microfono integrato), ma soprattutto può giovarsi di un sistema di messa fuoco che abbina un funzione AF permanente (AF-F) con il cosiddetto inseguimento dei soggetti in movimento.

 Confermato il monitor LCD da 3 pollici da 921.000 punti ad angolazione variabile (cioé basculabile e ruotabile) che si fa apprezzare quando si tratta di effettuare scatti angolati o riprese video, così come le funzioni HDR (high dynamic range) e D-Lighting, per migliorare la resa in scene ad elevato contrasto. Presente pure l'immancabile carnet di effetti speciali che tanto piacciono agli amanti dell’edting on-camera: ruotando la ghiera superiore su “Effects” si accede immediatamente a una gamma di sette filtri (Selezione colore, Miniatura, High Key, Low Key, Silhouette, Bozzetto a colori e Visione notturna) applicabili anche in “real time” su immagini e filmati girati in Live View. La differenza vera, però, potrebbe farla la possibilità di trasmettere wireless le immagini dalla fotocamera a un device Apple o Android utilizzando l’adattatore wireless opzionale Nikon WU-1a. Un plus che potrebbe pesare più di tante feature più sofisticate, considerato l’alto numero di utenti che voglio condividere in tempo reale gli scatti sui social network o su altri supporti Web. La Nikon D5200 è, inoltre, estremamente leggera ed è stata progettata in modo intelligente, con menu chiari e caratteristiche ergonomiche di alto livello: maneggiarla e usarla sarà un vero piacere! La nuova Nikon D5200 è già preordinabile sul mercato UK a un prezzo di 819,99 pound (poco più di 1000 euro) nel kit con con il classico obiettivo VR da 18-55 mm.
http://www.nikonreflex.it/d5200/index.php#inizio

NYC Dark



New York City senza luci è una capsula del tempo inquietante e una bella avventura." Vedere Manhattan senza alimentazione è stata un'esperienza surreale. Questo è tradizionalmente una città che non dorme mai. Uno in cui le luci sono sempre. Uno che è sempre piena di gente. Quando le luci si sono spente era del tutto diverso. Questo pezzo ha lo scopo di catturare e ritrasmettere la sensazione di ciò che è stato come andare in giro per le strade buie di Lower Manhattan."

lunedì 12 novembre 2012

I figli sono come gli aquiloni

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…

e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.


Erna Bombeck