sabato 3 novembre 2012

7 errori quotidiani dell’uomo moderno che fanno male alla salute

Sono numerosi gli “errori” che l’uomo moderno ripete e reitera ogni giorno che potrebbero, anche se l’interessato ne è completamente ignaro, ledere la sua salute e il suo benessere. Dall’utilizzo del wc comodamente seduti, fino all’igiene dentale troppo aggressiva, ecco 7 errori quotidiani dell’uomo moderno che fanno male alla salute. (da Tantasalute.it)

 1. La doccia ogni giorno? Forse, è meglio di no. L’igiene personale è importante sia per se stessi sia per la convivenza civile, ma quando assume i contorni della mania, del comportamento ossessivo compulsivo può diventare decisamente controproducente. Infatti, non è necessario “maltrattare” la pelle ogni giorno o più volte al giorno con detergenti sgrassanti e aggressivi, con spugne o altro: meglio centellinare le docce, o farle con più criterio. Da preferire, sempre i detergenti neutri, meno aggressivi sulla pelle. Da evitare spugne o simili, che, invece di contribuire alla pulizia e all’eliminazione di microrganismi e cattivi odori, complici la loro umidità (habitat ideale per batteri & co.), rischiano di garantire l’effetto opposto. Da tutelare, evitando strofinate troppo energiche o saponi troppo aggressivi, lo strato corneo della pelle, quello più esterno che funge da “cuscinetto” protettivo per la cute. In questo modo si protegge la pelle dall’aggressione di batteri & co., che, nonostante quanto si creda, con il getto della doccia non vengono debellati completamente, ma, in molti casi, solo spostati da una parte all’altra del corpo. 

2. L’igiene dentale, con moderazione e attenzione Anche la pulizia dei denti è fondamentale, sia per preservare la salute della bocca, dai denti alle gengive, sia per evitare che l’alito “pestilenziale” abbia un effetto anti-sociale. Lavarli ogni giorno, più volte al giorno non è un’abitudine sbagliata, anzi. Lo sbaglio, più che nel “se” e nel “quando”, si nasconde nel “come”. Spazzolare i denti con troppa energia, con movimenti poco fluidi e, magari, da destra a sinistra, invece che dall’alto verso il basso, rischia di sottoporre le gengive ad aggressioni e stress continui, che le espongono a lesioni pericolose. Inoltre, meglio non armarsi di spazzolino subito dopo aver finito l’ultimo boccone di un pasto: per evitare che le sostanze acide ingerite con alcuni alimenti (frutta, per esempio) danneggino smalto e dentina, spazzolata dopo spazzolata, il consiglio è di attendere 30-60 minuti prima di lavarsi i denti. Via libera allo spazzolino, quindi, con moderazione e attenzione. Ma via libera anche al filo interdentale, sempre troppo poco utilizzato, che è l’alleato migliore per evitare che residui di cibo interdentali diventino “zona di conquista” per microrganismi nemici della salute orale. 

3. Sedersi sul wc? Meglio accovacciarsi E’ l’abitudine più fisiologica e impellente: sedersi sul wc più volte nell’arco della giornata. Niente di male, anche perché, più che una scelta precisa è una vera e propria necessità. Non fosse che, secondo alcuni studi recenti come quello israeliano riportato sulla rivista Digestive Disease and Sciences, sarebbe invece meglio accovacciarsi, per evitare rischi. Infatti, stando a numerose evidenze scientifiche in materia e all’opinione di numerosi esperti, è meglio accovacciarsi durante la defecazione, per ridurre il rischio di comparsa di alcuni disturbi fastidiosi, come le emorroidi o la diverticolite. Se accovacciarsi fa meglio alla salute, ma, complici le forme dei wc moderni, questa opzione sembra impossibile, si può utilizzare un piccolo trucco, sollevando piedi e gambe con l’aiuto di uno sgabello.

 4. Stare seduti troppo, meglio di no E’ l’abitudine più diffusa al giorno d’oggi e, forse, una delle più deleterie per la salute: è la sedentarietà. Trascorrere gran parte della giornata, con il fondoschiena ben aderente alla sedia o, peggio, al divano, rischia di essere una pessima mossa per la salute. A farne le spese, soprattutto, la postura, la forma fisica, complice un elevato rischio di sovrappeso e obesità, ma anche il sistema cardiocircolatorio e quello gastrointestinale.

 5. Respirare Anche respirare può essere, senza il metodo giusto, un’azione deleteria per la salute dell’organismo. Infatti, è abitudine diffusa quella di respirare sfruttando solo una parte dei polmoni, quella superiore, limitando il ricambio di ossigeno. Bando alla pigrizia che spinge molti, più o meno consapevolmente, a preferire la respirazione toracica, quindi. Meglio optare per una respirazione davvero “a pieni polmoni”, quella addominale, che sfrutta al meglio tutte le capacità polmonari. 

6. Dormire con il cuscino E’ normale, no? Sì, è consuetudine abituale per la maggior parte delle persone dormire con testa e collo comodamente adagiati o, in molti casi, sprofondati, nel cuscino. E’ una delle conquiste dell’uomo moderno, che, però, può nascondere qualche insidia per la salute. Innanzitutto la questione igienica. Il cuscino diventa, mese dopo mese, un vero e proprio ricettacolo di germi e sporcizia: tra le sue fibre si annidano acari della polvere, pezzi di pelle morta, sudore, saliva e molto altro. Sarebbe bene, per evitare rischi di infezioni e contaminazioni, lavare il cuscino almeno ogni 3-6 mesi e, ogni settimana, la federa che lo riveste. Anche la postura, complice la curvatura forzata del tratto cervicale della colonna vertebrale imposto da molti cuscini, potrebbe risentirne. E’ importante, quindi, scegliere con attenzione il guanciale, evitando di puntare tutto sul risparmio, invece che sulla qualità. 

7. Pulizia eccessiva? E’ uno degli errori più comuni, per eccesso di zelo, che ha esposto l’uomo moderno a un numero sempre crescente di allergie e simili. E’ la pulizia eccessiva degli ambienti domestici. Negli ultimi decenni si è registrato un incremento continuo dell’incidenza delle allergie, soprattutto nei bambini. Tra i fattori determinanti c’è anche l’attenzione, al limite del maniacale, dell’uomo moderno per la pulizia di casa. Garantire a tutta la famiglia un ambiente domestico pulito e salubre è importante, ma esagerare può essere deleterio. Se nei primi mesi e anni di vita il piccolo viene “protetto” in un ambiente casalingo talmente pulito da essere quasi sterile, il suo sistema immunitario rischia di confondersi e di sviluppare più facilmente allergie, cioè risposte eccessive in presenza di alcune sostanze, gli allergeni. L’espressione della “nonna”, in presenza di condizioni igieniche non perfette “tanto meglio, almeno il bimbo si fa gli anticorpi” ha un fondo di verità da non sottovalutare.

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