mercoledì 7 novembre 2012

Zampironi, una storia mestrina

Se si accende la sommità, il fumo esce a sbuffi, anche a cinquant’anni di distanza. Tolte dalla loro scatoletta, uno dei primi esempi di packaging industriale, gli zampironi sembrano ormai un reperto storico. Ma la loro storia, oggi compirà 150 anni. Ed è tutta mestrina. A rendere conosciuti gli zampironi in Italia e all’estero, infatti, è stato un chimico e farmacista nato a Mestre nel 1836 (la leggenda dice che morì intossicato da sostanze chimiche nel 1906), Giovanni Battista Zampironi
Non è l’uomo che ha inventato l’antizanzare, piuttosto quello che ha lanciato il marchio in tutti i mercati. Tanto che il suo cognome è diventato la parola d’uso comune per indicare i prodotti che tengono lontani gli insetti. Questa storia di ingegno e fantasia mestrina, che pochi conoscono, è diventata un libro — scritto da un gruppo di storici, ricercatori, collezionisti tra cui Massimo Orlandini, Silvana Alessandrini, Giuseppe Scalicci — che sarà presentato venerdì alle 17.30 al centro culturale Candiani di Mestre. Dietro il bancone vicino a Campo San Moisè a Venezia, dove sono passati anche Italo Svevo e Friedrich Nietzsche, Zampironi ebbe l’idea che gli cambiò la vita. Trovò il modo (pubblicitario) per rendere gli «scaccia zanzare» (conosciuti come fidibus insettifughi), riconoscibili. Una scatola particolare, senza colla né chiusure, tutta di cartone, colorata. E davanti, vicino al nome del prodotto, quello di chi lo commercializzava: la famiglia Zampironi appunto. «Ha inventato un brand - continua Orlandini - ha fatto girare il prodotto nelle sedi italiane, ha partecipato ad expo nazionali, insomma si è fatto conoscere e ha gettato le basi per il marchio». Un marchio tutto veneziano, che avrà presto un riconoscimento anche cittadino: a Giovanni Battista Zampironi verrà intestata la rotonda di via Circonvallazione di Mestre (quella vicina all’Hotel Sirio) mentre da sabato 27 ottobre al 18 novembre alla torre civica di Mestre verranno esposti tutti i materiali che lo riguardano da vicino, recuperati tra le bancherelle e negli archivi di tutta Italia, dai collezionisti che hanno lavorato al progetto. «Zampironi ha aperto il laboratorio a Mestre in via Manin (che all’epoca si chiamava Borgo San Rocco) nel 1862 - racconta Silvana Alessandrini - erano anni in cui l’economia languiva, il suo è stato un atto di imprenditoria coraggiosa. Il laboratorio è rimasto aperto 30 anni, poi è stato venduto alla famiglia Bötner, successivamente alla famiglia Soranzo che l’ha trasferito in via San Donà». Lì, nella nuova sede il successo è letteralmente esploso. Gli zampironi hanno avuto un successo nazionale, al punto che la parola, originalmente un nome proprio, è diventata un nome comune, usato appunto per indicare tutti i prodotti antizanzare progettati nello stesso modo. Gli eredi diretti di quell’imprenditore fantasioso sono oggi i componenti della famiglia Zoppolato. Il marchio? Lo hanno comprato nel 1966 e ad oggi è ancora registrato.(Corriere.it)

3 commenti:

Massimo Caccia ha detto...

Curiosità che hanno fatto storia.
Buona giornata

Ambra ha detto...

Lo zampirone ancora oggi è tra i prodotti migliori per espellere le fastidiose zanzare da casa tua.

Lara Ferri ha detto...

Concordo con Ambra. Lo zampirone è ancora oggi l'unico prodotto scaccia-zanzare di casa.
Non ero a conoscenza della sua storia:)
Ciao e grazie,
Lara