lunedì 31 dicembre 2012

Wiman, rivoluzione dalla Puglia


Trovare un locale con wifi gratuito è sempre più facile, ma riuscire a utilizzare il servizio a volte non lo è altrettanto. Autenticazione via sms, mail all'amministratore, telefonata al numero verde o "richiesta" di password al barista, l'accesso alla rete richiede spesso procedure che possono togliere la voglia di navigare. Perché invece di tutte queste pratiche non si può semplicemente usare la propria identità su Facebook, garantendo al gestore la tranquillità sugli usi impropri del suo network e al cliente un accesso quasi immediato? E' proprio da questa semplice idea che nasce wiMAN, azienda made in Puglia, tra le sedici (su oltre cinquecento) di recente selezionate per competere come migliore startup all'edizione 2012 del Le Web di Parigi, una delle conferenze europee più importanti in materia di internet e nuovi media. Una piccola rivoluzione dell'accesso che parte da Mattinata (Foggia), paese di seimila anime sul Gargano, per provare a conquistare prima l'Italia e poi tutta l'Europa. "Qualche anno fa abbiamo iniziato a installare hotspot nella nostra regione", spiega Massimo Ciuffreda, 31 anni e fondatore con Michele Di Mauro di wiMAN, "ma si trattava di un sistema che richiedeva antenne troppo costose e installazioni complesse. Così siamo passati a dei semplici router che costano meno e che può montare lo stesso esercente a cui li spediamo, mentre noi ci siamo concentrati sullo snellire l'autenticazione attraverso i social network". I router di wiMAN creano una doppia rete: una ad uso aziendale per i gestori e l'altra per i clienti del locale o ufficio. Quando il cliente usa Facebook per loggarsi, può inoltre decidere di condividere la sua posizione con gli amici. "In questo modo, oltre a fornire un servizio alla clientela, sono gli stessi clienti che fanno pubblicità al locale", spiega Ciuffreda, "e siamo già al lavoro per fornire una serie di servizi di marketing che permetteranno al proprietario del locale di rimanere in contatto con chi ha usato la sua rete". E proprio la vendita di questi servizi aggiuntivi, nelle intenzioni dei ragazzi di wiMAN, sarà uno degli assi nella manica della startup. Poco prima dell'estate è partita la prima sperimentazione del servizio, che ha coinvolto 300 esercenti in tutta Italia. "I feedback che ci sono arrivati sono stati molto positivi e crescono i gestori che chiedono di poter avere anche loro uno dei nostri router, anche dall'estero", continua Ciuffreda, "Quello che ci ha fatto piacere è che tra i circa 15mila clienti che hanno usato le nostre reti ci sono moltissimi turisti stranieri". Un lavoro fino ad oggi realizzato senza finanziamenti di venture capital, ma solo contando sulle forze dei fondatori. "Si è trattata di una nostra scelta precisa. Trovare chi investe è facile, molto meno è trovare chi ti segua e ti dia supporto. Inoltre chi investe vuole dei risultati in tempi brevi e noi volevamo prima poter sviluppare il prodotto", spiega Ciuffredda, "Adesso il prodotto è pronto e la sperimentazione finita, quindi Le Web arriva al momento giusto e ci permetterà di cercare dei finanziatori per poter far crescere la nostra attività". L'obiettivo è l'Europa ma le radici, come ribadiscono orgogliosamente i ragazzi del team, resteranno ben conficcate nella piccola Mattinata. (Larepubblica.it)

Alanis Morisette - Receive



 Il secondo estratto dall'album di successo Havoc and Bright Lights

domenica 30 dicembre 2012

Everest

Avrete visto decine di foto del Monte Everest, ma probabilmente nessuna come questa. Quello realizzato dal filmaker americano David Breashears, che sulla vetta del mondo è salito 5 volte, è un collage di circa 400 scatti fatti con una lente di 300 millimetri, che ci regala una definizione finale di 2 miliardi di pixel.

















Clicca sul "+" e poi naviga la foto per ammirare i particolari A questo link l'immagine originale da 2 gigapixel da navigare

Cambia sfondo con Dream Desktop Agent


Stufo di vedere sempre il solito sfondo sul desktop, ma abbastanza pigro da star lì a cambiarlo più o meno regolarmente, dopo varie ricerche, mi sono affidato al programmino Dream Desktop Agent. Software completamente gratuito e dalle dimensioni piuttosto ridotte che attinge all’enorme raccolta di wallpapers gratuiti (oltre 5000) messa a disposizione dal sito web Dream Desktop, permette di cambiare automaticamente, giorno dopo giorno, lo sfondo utilizzato. Il programma, una volta installato, permette di filtrare gli sfondi per categoria: una funzione essenziale, perché i wallpaper a disposizione sono veramente tantissimi. Videogiochi, natura, auto, sport, paesaggi, film,...scegliete il vostro tema preferito e quindi lo sfondo che vi piace di più. In più, se nella categoria che preferite vengono inseriti nuovi sfondi, sarete addirittura avvisati con un messaggio. Io l'ho impostato con cambio sfondo ogni 24 ore, scegliendo 5/6 categorie. Veramente valido.

sabato 29 dicembre 2012

Time of Rio


Time of Rio from MOOV on Vimeo.

Obiettivo Siria

" ...Erroneamente considerata da molti come la voce finale in materia di diritti umani nel mondo, potrebbe destare sorpresa sapere che Amnesty International è nei fatti uno dei più grandi ostacoli alla causa dei diritti umani su tutta la terra. Nel suo più recente  rapporto annuale del 2012 , Amnesty reitera una delle più grandi falsità, sistematicamente ripetuta: "Amesty International è finanziata principalmente dai suoi membri e da donazioni pubbliche. Nessun fondo è domandato oppure accettato dai governi per la sua opera di investigazione e campagna contro gli abusi dei diritti umani. Amnesty International è indipendente da ogni governo, ideologia politica, interesse economico o religione"
Questo è nettamente falso. In verità AI è finanziata e condotta non  soltanto da governi, ma viepiù da enormi interessi di finanziatori d'impresa, e non solo è intrecciata con ideologie politiche ed interessi economici, Amnesty è uno strumento essenziale utilizzato per perpetuare esclusivamente tali interessi. Trovare informazioni relative ai finanziamenti di Amnesty International è reso deliberatamente difficile - questo chiaramente per proteggere il mito di indipendenza dell'organizzazione. Come ogni operazione criminale organizzata, Amnesty separa i legami finanziari compromettenti attraverso una serie di manovre legali e organizzazioni ombra..."

Questo è un estratto dal libro Obiettivo Siria, di Tony Cartalucci e Nile Bowie Arianna Editrice. Un libro per colpire i bombardamenti, svelare la Grande Bugia in tempo, per fermare l’ennesima guerra “umanitaria”. La situazione della Siria è drammatica. Il paese si dibatte in una cruenta guerra civile, oggetto di spietati attacchi da parte di nemici interni ed esterni. La cosiddetta “rivolta siriana” fa in realtà parte di una cinica strategia statunitense che si serve di provocatori, mercenari, fanatici fondamentalisti e ONG corrotte. Essi sono decisi a colpire uno stato arabo indipendente, dove la ricchezza generata dal petrolio viene impiegata per finanziare lo stato sociale, proprio come avveniva in Libia prima che questa fosse annientata con analoghe modalità. I paesi vicini partecipano al massacro, come sciacalli e iene che strisciano ai piedi del leone americano. “Obiettivo Siria” è un ammonimento sul modo di operare dell’onnipotente “Impero del Dollaro”. La trama americana, finanziata dai “petrodollari” delle monarchie del Golfo, attiva la tattica delle “counter-gang”: terroristi – mercenari e irregolari, la “legione straniera” della CIA – che fanno saltare in aria edifici e massacrano gli innocenti, per poi addossare le responsabilità della carneficina al governo preso di mira. ONG come NED – National Endowment for Democracy – incoraggiano gli “attivisti”, i cui leader sono ambiziosi sociopatici, intenti ad aggiudicarsi avidamente una parte delle spoglie dello Stato abbattuto. I mezzi d’informazione credono alla Grande Bugia e la celebrano propagandisticamente, creando una realtà falsificata attraverso cui non è possibile farsi una opinione critica, libera e indipendente. “Obiettivo Siria” mostra come queste guerre siano architettate attraverso la strumentalizzazione degli istinti più nobili dell’animo umano, tramite l’inganno di coloro che altrimenti tenderebbero a contrastare l’intervento armato, manipolandoli al servizio dell’assassinio di massa e della dittatura globale del potere economico.

Che dire, un  punto di vista che sconvolge tutto quello che normalmente crediamo di conoscere su verità storiche attuali. Un libro che spiega come la CIA, le bande criminali e le ONG realizzano stragi di massa e distorcono le informazioni per manipolare l'opinione pubblica

venerdì 28 dicembre 2012

Progetto Beic

Metti duemila volumi di alcune tra le più importanti opere della cultura europea in mostra, ma in edizione antica, risalenti al XV-XIX secolo. Reperti archeologici o cultura accessibile a tutti? Inevitabilmente la seconda, perché in soccorso ci viene oggi la digitalizzazione. Un tesoro di valore inestimabile a disposizione di tutti, presentato nella sala Montanelli della Fondazione Corriere della Sera di Milano. Digitalizzare per rendere liberamente accessibili in rete patrimoni indiscussi della cultura umanistica e scientifica: è questo l’obiettivo a cui sta lavorando la Beic, Biblioteca Europea di Informazione e Cultura in collaborazione con biblioteche pubbliche, Università e centri di ricerca. Un lavoro che prosegue da anni, ma che è stato reso disponibile solo ora con l’apertura ufficiale del sito Beic digitale, all’interno del quale sono già accessibili i primi duemila volumi in edizioni antiche di alcune tra le più importanti opere della cultura europea. E ce ne sono altri 8 mila in corso di digitalizzazione. L’obiettivo è mettere in rete a libero accesso le opere fondamentali della cultura europea, dall’antichità al presente, in tutti i principali rami del sapere, includendo a breve anche il comparto musicale e perfino immagini e video. Inutile nascondere l’alta ambizione del progetto, ma una volta completato il lavoro sarà disponibile una vera e propria biblioteca online digitale europea, liberamente accessibile da tutti i cittadini. L’integrazione, come dire, si raggiunge anche grazie alla cultura. E di cultura questo vecchio continente ne ha da vendere: basti pensare ai grandi saggi scientifici, collezioni di matematica, fisica, chimica, scienze naturali, ma anche diritto, economia, storia, viaggi. Ora non resta che immergersi in questo mare di sapere e navigare. La rotta tracciata è su www.beic.it, dove il grande scaffale culturale europeo ha le sembianze di una casella che funge da motore di ricerca. Lì dentro si può trovare di tutto, e ciò che non si trova arriverà presto, il tempo di digitalizzarlo. Provare per credere.
(libreriedelcentro.it)

Artisti Usa in un video contro la violenza

Un video per dire basta alla violenza. E per chiedere alle istituzioni americane di fare qualcosa di concreto. "Columbine, Virginia Tech, Denver... Newtown", numerosi artisti statunitensi, attori e personaggi tv, insieme per un appello: basta stragi come quella del 14 dicembre nella scuola elementare in Connecticut. "Quante volte ancora?" si chiedono tra gli altri Jamie Foxx, Gwyneth Paltrow, Reese Witherspoon, Beyoncé, Jessica Alba. "E' ora di fare qualcosa contro la violenza". "Servono provvedimenti che regolamentino più severamente la vendita delle armi e più attenzione verso le situazioni di disagio mentale", recita l'appello sottoscritto da molti artisti dall'organizzazione che anima il sito demandaplan.org e che, dopo la presa di posizione del presidente Barak Obama e del sul vice Joe Biden, ha in programma di presentare una proposta  di legge a gennaio.


giovedì 27 dicembre 2012

Colpa delle donne che "provocano".

Il femminicidio? Colpa delle donne che "provocano". Parola del parroco di San Terenzo, un piccolo paese che si affaccia sul golfo della Spezia cantato da poeti di tutto il mondo. In una lettera affissa nella bacheca della Chiesa, don Piero Corsi si scaglia contro le donne e le loro "responsabilità" nel caso di omicidi, stupri e violenze sessuali. La tesi è semplice: "Colpa della donna che provoca con abiti succinti". Il documento è un estratto dalla lettera apostolica 'Mulieris dignitatem' commentata dall'editorialista del sito Pontifex.it Nel documento si legge, testualmente: "Femminicidio: le donne facciano autocritica, quante volte provocano?" o, ancora: "Possibile che in un sol colpo siano impazziti tutti?" "cadono nell'arroganza e si sentono indipendenti" o, ancora: "Donne e ragazze in abiti succinti provocano gli istinti, facciano un sano esame di coscienza: forse ce lo siamo andato a cercare". Non è la prima volta che don Piero Corsi lascia sbigottiti con le sue iniziative. A inizio ottobre il sacerdote aveva esposto, sempre nella bacheca della sua chiesa, le vignette anti-islamiche all'origine delle reazioni musulmane in tutto il mondo. Qualche mese prima, don Corsi si era poi reso protagonista di un furibondo corpo a corpo con un clochard che chiedeva l'elemosina, con tanto di candeliere brandito in sacrestia contro l'intruso. (Larepubblica.it) Durissime, dunque che proprio non capiscono questa «guerra di Piero», come è stata ribattezzata la personale missione del sacerdote contro l’Islam e ora contro le donne. Dunque toccherà al nuovo vescovo, se lo riterrà opportuno, rispondere della “crociata” radicale del prelato, che sicuramente non desidera passare inosservato. Appena insediato, don Piero se l’era presa con il Natale Subacqueo, che «porta acqua in chiesa». Aveva sgridato i turisti che vanno in chiesa «con i sandali sporchi di sabbia». Se l’era presa con alcuni disabili, giunti a tavola in ritardo e aveva chiuso la cucina prima del pasto. Insomma: don Piero è una persona intransigente. Non a caso è stato scelto come sacerdote esorcista ufficiale della Diocesi. Compito che, precisano gli amici, svolge «con profonda sofferenza e serietà». Di certo, don Piero ha posizioni personali molto rigide su come si vive la cristianità: tanto che la scorsa volta, quando gli era stato chiesto dalla Diocesi un passo di rasserenamento, aveva sì tolto le vignette anti-Islam (solo per qualche giorno, in realtà), ma aveva messo sulla porta della chiesa il disegno di un asino che ride, probabilmente riferito a chi non condivide le sue crociate.

Istat: matrimonio, storico sorpasso.

Il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa (60,2%) ma nelle regioni del Nord quello civile nel 2011 ha operato il sorpasso e prevale con il 51,7% rispetto al 48,3% di quello celebrato in chiesa. Nelle regioni meridionali prevale il rito religioso (76,3%), in leggero vantaggio anche al Centro (50,1%). E' quanto certifica l'annuario statistico dell'Istat, secondo cui la tendenza è per una sempre maggiore diffusione del rito civile: le coppie che decidono di sposarsi davanti all'ufficiale di stato civile sono passate da 79 mila nel 2010 a circa 83 mila nel 2011. Ma in Italia ci si sposa sempre meno: nel 2011 sono stati celebrati 208.702 matrimoni, quasi novemila in meno dell'anno precedente, tasso di nuzialità che passa da 3,6 a 3,4 per mille.. E' quanto emerge dall'annuario statistico italiano. Una fotografia che vede inoltre in calo i divorzi e in aumento le separazioni, mamme sempre più tardi e giovani sempre più lontani dall'occupazione, soprattutto se laureati. Nel 2010 in Italia sono aumentate le separazioni (+2,6%), mentre sono leggermente diminuiti i divorzi (-0,5%). In crescita anche il numero di minori per i quali è stato stabilito l'affido congiunto, che si conferma la soluzione più diffusa sia in caso di separazione (89,9%) sia di divorzio (73,8%). Diminuisce di conseguenza il ricorso alla custodia esclusiva alla madre, che fino al 2006 è stata la più frequente. Nell'anno preso in esame, le separazioni sono state 88.191, rispetto alle 85.945 del precedente, mentre i divorzi sono stati 54.160, a fronte dei 54.456 del 2009. I figli minori coinvolti sono stati 65.427 nel caso delle separazioni e 23.545 per i divorzi. Altra importante fotografia è quella che l'Istat scatta alla fecondità della popolazione femminile italiana: in lieve aumento, ma si diventa mamme sempre più tardi.
 Nel 2011 il numero medio di figli per donna si attesta a 1,42 a livello nazionale, contro l'1,41 dell'anno precedente. Il valore raggiunge 1,48 al Nord, che si conferma l'area della Penisola con la fecondità più alta. All'interno dell'Unione europea a 27 i paesi con un minor numero medio di figli per donna sono la Lettonia (1,17), l'Ungheria (1,25) e la Romania (1,33 ); l'Italia si posiziona al decimo posto. In ogni caso le donne diventano madri sempre più tardi: 31,3 anni è l'età media al parto in Italia, il valore più alto fra i paesi europei, lo stesso di Liechtenstein e Svizzera, seguono Irlanda e Regno Unito (31,2).
 Diminuiscono le interruzioni volontarie di gravidanza tra le donne italiane, ma al contempo si registra una impennata degli aborti spontanei soprattutto tra le over-35, complici le maggiori difficoltà nell'affrontare una gravidanza in età avanzata. Il tasso di abortività (calcolato per mille donne di età 15-49 anni) per il 2010 (dato parziale) è risultato essere pari a 7,9, dopo un decennio di assestamento intorno al 9 per mille. Nel 2010, l'area con il più elevato ricorso all'aborto risulta essere l'Italia centrale con 9,1 casi ogni mille donne, mentre una situazione opposta si rileva nel Mezzogiorno con un valore pari a 7,9. Cresce il numero di interruzioni volontarie tra le donne immigrate, arrivando a quota 33,4% nel 2010 e facendo registrare un picco di aborti tra le donne straniere pari al 43% in regioni come Veneto, Emilia Romagna e Umbria. Aumentano invece gli aborti spontanei: il numero assoluto di casi registrati è passato da 56.157 (nel 1982) a 73.722 (nel 2010), con un aumento del 31%. L'età avanzata della donna, rileva l'Istat, "risulta essere un fattore cui si associa un rischio di abortività più elevato".

mercoledì 26 dicembre 2012

White Venice 2013, Capodanno in maschera

L'Inverno si mette in maschera e il Carnevale si veste di bianco: per la notte magica che segna l'arrivo del 2013, le tradizioni si invertono. L'euforia del Carnevale contagia anche il Capodanno e obbliga tutti a mettersi in maschera. L'inverno ha reso tutto magico e bianco, e invitiamo il pubblico ad adeguarsi: quest'anno nessun abito nero da sera, ma soltanto vestiti bianchi, glitter e luccicanti paillettes per dare uno stile tutto nuovo al Capodanno.

 A Venezia In Piazza San Marco, la prima parte della serata è dedicata alla musica live, con la Venice White Band che eseguirà un vasto repertorio di successi pop internazionali, supportata dalla cantante Chiara Luppi e da una coppia di ballerini e performer rigorosamente in bianco che coinvolgeranno il pubblico con sorprese e animazioni. Il conduttore è un Mister White affascinante e inquietante, che accompagnerà al countdown di mezzanotte e al grande show di fuochi d'artificio. Dopo mezzanotte il palco ospiterà l'affascinante coreografia di "Dancing sphere": una ballerina intrappolata in una sfera trasparente e che ruota fino al centro della scena per eseguire il suo spettacolare balletto. Per finire, il dj-set di Dj Maci fino alla conclusione della serata.

 A Mestre In Piazza Ferretto, la notte di San Silvestro sarà animata dalle 22.30 da un dj-set che, dalla torre-palco della pista di pattinaggio su ghiaccio, accompagnerà il pubblico prima e dopo il countdown di mezzanotte. Il giorno seguente la piazza sarà invece animata con intrattenimento per bambini, spettacoli e con il clou finale, alle 18.30, del concerto della band veneziana Ska-J. Sono previsti treni speciali e servizi aggiuntivi di trasporto pubblico in uscita da Venezia al termine della manifestazione.

http://www.veneziamarketingeventi.it/it/page/eventoDettaglio?idEvento=287

Lo spot del pupazzo di neve

Anche quest'anno il marchio John Lewis ha commosso l'Inghilterra con il suo tradizionale spot natalizio. Protagonista della pubblicità 2012, che ha totalizzato circa 3 milioni di visualizzazioni su YouTube, un pupazzo di neve che affronta un lungo cammino per... Lo spot, girato in Nuova Zelanda e accompagnato da una cover di Power of Love dei Frankie Goes to Hollywood.

martedì 25 dicembre 2012

«Il Natale

«Il Natale non è un periodo o una stagionalità, ma uno stato della mente. Deve portare tra la gente pace e buoni propositi, essere pieni di misericordia significa avere il vero spirito natalizio. Se pensiamo a queste cose dentro di noi rinascerà il salvatore e su di noi brillerà il raggio di una stella che porterà un barlume di speranza per il mondo.»
Calvin Coolidge
(Stralcio dal messaggio del 25 dicembre 1927 alla Nazione Americana da parte del presidente Calvin Coolidge)

Christmas lights


Quelle luci di Natale
illuminano la strada
là dove il mare incontra la città,
possano i nostri affanni svanire presto,
che le luci di Natale continuino a splendere
Illuminate le strade, luci di Natale,
e accendete fuochi di artificio in me,
possano i nostri affanni svanire presto
e quelle luci di Natale continuare a splendere-
[Coldplay - Christmas lights]

Those Christmas Lights
Light up the street
Maybe they bring her back to me
Then all my troubles will be gone
Oh Christmas Lights keep shining on
Oh Christmas Lights
Light up the streets
Light up the fireworks in me
May all your troubles soon be gone
Those Christmas Lights keep shining on




lunedì 24 dicembre 2012

Catalogo on-line prodotti da gomma riciclata

Che cos'hanno in comune le pavimentazioni antitrauma (per esempio quelle utilizzate nei parchi giochi dei bambini), cordoli e spartitraffico stradali, isolanti termici e acustici e oggetti di design? facile: si possono costruire  con la gomma riciclata dai pneumatici. dallo sport all'edilizia, all'industria al design, i campi per il riutilizzo sono moltissimi. E per dimostrarlo Ecopneus ha deciso di creare una vera e propria vetrina on-line con tutti i prodotti realizzati attraverso lo sfruttamento di granuli e polverino di gomma derivanti dalla lavorazione degli pneumatici fuori uso. Una grande opportunità per le aziende di settore (l'adesione al catalogo è gratuita) interessate a farsi conoscere attraverso le proprie attività. il progetto nasce su iniziativa di Ecopneus ed è stato realizzato in collaborazione con il Matrec, la prima banca dati italiana dedicata ai materiali ecosostenibili e al loro utilizzo nell'ambito della produzione industriale, dell'architettura e del design.
Ecopneus è una società senza scopo di lucro che gestisce la maggior parte delle 380mila tonnellate di pneumatici che ogni anno arrivano a fine vita. Lo fa per conto di 59 aziende produttrici (o importatrici) che hanno l'obbligo di rintracciare, raccogliere e recuperare, i pneumatici fuori uso.

Sandy Hook school victims tribute



Christina Aguilera, Cee-Lo Green, Adam Levine e Blake Shelton in un tributo col brano classico di Leonard Cohen 'Hallelujah' per le vittime della scuola Sandy Hook

domenica 23 dicembre 2012

Speciale Kazzenger, la fine del mondo

Nella serata di La7 del 21 dicembre 2012, ultimo giorno della Terra secondo vari pseudointerpreti del calendario Maya, va in onda uno 'Speciale Kazzenger, la fine del mondo'. Crozza-Giacobbo fa esplodere il teatro con la sua scienza approssimativa tutta da ridere.

 

A Firenze culla per neonati indesiderati

In principio era la ruota, quella di piazza Santissima Annunziata, dove gli “innocenti” venivano lasciati dalle mamme che non potevano tenerli con sé. Oggi è una tecnologica culla termica, a due passi dalla nuova maternità di Careggi, con tanto di particolari sensori e impianto di videosorveglianza che verifica in ogni momento la presenza o meno di un neonato, pur assicurando il totale anonimato alla madre che lascia il bambino. Installata grazie al contributo della Fondazione Francesca Rava e di KPMG, promotori del progetto Ninna Ho che si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’abbandono neonatale e dell’infanticidio, la culla è dotata di un citofono di comunicazione collegato con il reparto di Terapia Intensiva Neonatale ed un pulsante di comando che apre la tapparella e consente di deporre il neonato. Una volta lasciato il piccolo, un allarme acustico avvisa il personale medico che arriva a prendere il neonato per trasferirlo nel reparto di terapia intensiva o neonatologia, per gli accertamenti e le cure del caso. 
Il bimbo viene ricoverato seguendo la procedura adottata per il neonato non riconosciuto e viene avviato il procedimento di adozione. Un modo insomma per garantire un lieto fine anche ai bambini nati nelle situazioni più difficili. La culla termica di Firenze arriva dopo quelle degli ospedali Federico II di Napoli, del Ponte di Varese, dell’Ospedale Maggiore di Parma e dell’Azienda Ospedaliera di Padova. È la conclusione della prima fase del progetto Ninna Ho, che comprende anche una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo), volta ad informare le madri in difficoltà sull’attuale normativa, che sancisce il diritto di partorire in assoluta segretezza e non riconoscere il bambino garantendogli il diritto di crescere in un’altra famiglia. Per informazioni sul progetto sono attivi il numero verde 800 320 023 e il sito www.ninnaho.org.

sabato 22 dicembre 2012

Creare oggetti con "stampante 3D"

Auto, -10% emissioni CO2 da carburanti

Nei primi undici mesi del 2012 in Italia le emissioni di CO2 derivate da benzina e gasolio per autotrazione sono calate del 10%. In particolare sono state emesse 10.125.288 tonnellate di CO2 in meno rispetto allo stesso periodo del 2011. Di questi 10 milioni di tonnellate, poco piu' di 7 milioni sono dovute a mancate emissioni provenienti dall'uso di gasolio per autotrazione e circa 3 milioni sono dovute a minori emissioni provenienti dall'uso di benzina per autotrazione. E' quanto emerge da un'elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico da cui si evince che a novembre la diminuzione di CO2 ammonta a 1.102.972 tonnellate, che corrispondo al 12,4% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Di queste, 838.036 tonnellate derivano da mancate emissioni provenienti dall'uso di gasolio per autotrazione, mentre 264.936 tonnellate derivano da mancate emissioni provenienti dall'uso di benzina per autotrazione. ''Si avvicina la fine del 2012 - dichiara Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT - ed e' gia' possibile fare un primo bilancio sulle emissioni di CO2 provenienti dall'uso di benzina e gasolio per autotrazione.
 E' importante mettere in evidenza che il calo rilevato nei primi 11 mesi dell'anno e' strettamente legato alla diminuzione dei consumi di carburanti che ha avuto luogo in questi mesi. Nonostante il calo dei consumi, pero', la spesa per i carburanti, come emerge da alcune recenti rilevazioni, e' in aumento. E' opportuno quindi ricordare sia ai gestori di flotte di autocarri, sia agli automobilisti privati (che si trovano a dover fronteggiare ogni giorno il caro carburanti) che il funzionamento dei pneumatici puo' aiutare a far diminuire i consumi di carburante''.
 Secondo quanto riportato dall'EEA, ad aiutare la riduzione delle emissioni di CO2 è stato anche il crescente numero di vetture vendute alimentate a diesel che, ad oggi, in Europa, rappresentano il 55,2% delle nuove immatricolazioni, in crescita rispetto al 51,3% del 2010. Cala anche la differenza media di emissioni di CO2 dei diesel rispetto ai benzina. Se nel 2010 era di 4,8g CO2/km, nel 2011 è diventata di 3,2g CO2/km. Per renderci maggiormente conto della riduzione in atto, vi ricordiamo che nel 2000, le emissioni di CO2 delle nuove vetture erano in media pari a 177,4 per i veicoli a benzina e 160,3 per quelli a diesel, nel 2011 la cifra scende rispettivamente a 137,7 e 134,5. Facendo una media si è passati dai 172g CO2/km del 2000 ai 135,7g CO2/km del 2011. Per fortuna, a livello europeo si è deciso di intervenire e sono stati imposti due target precisi, quello del 2015, che prevede che tutte le vetture vendute emettano al massimo 130g CO2/km, e quello del 2020, che abbassa il limite a 95g CO2/km. Inoltre già dal 1° gennaio 2012 le vetture di nuova omologazione devono soddisfare i requisiti imposti per il 2015. Nel caso in cui tali limiti non dovessero essere rispettati, le case automobilistiche saranno sanzionate con multe decisamente salate, che andranno progressivamente ad aumentare con il passare degli anni.

venerdì 21 dicembre 2012

Il Sud del Nord

“Il Sud del Nord. Il Triveneto 1866-1922” (Biblioteca dell’Immagine, p. 303)di Francesco Jori, è il racconto tra storia e cronaca dei primi decenni di storia italiana del Triveneto. Erano gli anni in cui, come suggerisce il titolo, il Triveneto era considerato il meridione del Nord, perché povero, culturalmente chiuso, monopolizzato da una forte presenza clericale. Eppure, e le ricerche storiche sempre più lo stanno dimostrando, in questa area considerata marginale era già attivo uno spicchio di modernità, magari non pienamente colto, magari sfruttato in modo inadeguato, eppure assolutamente centrale per il nuovo stato. Esperienze industriali come quelle di Marzotto ma soprattutto Alessandro Rossi e Breda; intuizioni di modelli di finanziamento per lo sviluppo come quelli di Luigi Luzzatti con le banche popolari e Leone Wollemborg con le casse rurali; le invenzioni turistiche veneziane e le sperimentazioni dell’Università di Padova sono tutti pezzi portanti di una Italia futura, moderna che nascono in questo angolo di mondo martoriato dalla pellagra, dalla emigrazione per fame, da un tasso di analfabetismo drammatico. 
Non si tratta di contraddizioni, in realtà, come dimostra il libro di Jori, ma di una via alla modernità intuita, ma non sostenuta fino in fondo. Come se il Veneto fosse sì sempre stato un grande laboratorio di idee, portatore di una visione del lavoro nobile e moderna, ma in qualche modo incapace di tradurre pienamente in realtà ciò che germogliava, per una prudenza eccessiva, per la fragilità delle classi dominanti, per arretratezze mentali che diffidavano del nuovo e temevano che la modernità sfuggisse di mano.
Nel libro si prende in considerazione il periodo compreso tra il 1866, anno dell’annessione del Veneto all’Italia, e il 1922, avvento del fascismo. Non a caso da qui si è innescata nell’ultimo scorcio dell’Ottocento una colossale ondata migratoria che ha portato centinaia di migliaia di persone a cercare in tutto il mondo, dall’America all’Australia, una speranza di vita. Eppure, proprio in una terra così segnata dalla durezza del vivere c’erano già i germi di quella capacità di iniziativa e di quella vera e propria cultura del lavoro che, nel secondo dopoguerra, avrebbero determinato la nascita e l’affermazione di un modello di sviluppo destinato a diventare materia di studio anche all’estero. Questo libro cerca di mettere in luce il dna profondo dell’odierno “miracolo del Nordest” attraverso le cronache di vita quotidiana di una terra rimasta a lungo “Sud del Nord”, devastata dalla Grande Guerra proprio quando stava decollando, eppure di nuovo capace di ripartire. E lo fa attraverso figure di imprenditori, di finanzieri, di preti, di contadini, di “uomini della strada” nei cui confronti tutti noi oggi abbiamo un debito di riconoscenza.

Nuova Zelanda , salari

Visto da qui il 10% fa quasi sorridere. In Nuova Zelanda, invece, è considerato un divario così significativo da organizzare una campagna di comunicazione. Parliamo della differenza tra i salari maschili e femminili: un tema quasi rimosso in Italia (dove, secondo gli ultimi dati Isfol, si arriva al 18%) ma considerato fondamentale dall’altra parte del mondo. Tanto che la YWCA (Youth Women Christian Association Auckland) ha promosso una campagna dai toni molto diretti, basata su un’idea precisa: visto che gli uomini guadagnano il 10% di più per svolgere le medesime mansioni delle donne, allora devono pagare il 10% in più sul prezzo di qualunque prodotto o servizio. A partire, come si vede nello spot, dalla tariffa per il parcheggio dell’auto. La pubblicità, che è stata pianificata sia in televisione sia sulla stampa, rinvia al sito demandequalpay.org.nz. Qui è possibile, lasciando i propri dati, firmare per portare la proposta in Parlamento e sostenere l’attività attraverso la donazione di 3 dollari. Per gli uomini, ça va sans dir, la cifra sale a 3.30. Certo, si può discutere della creatività, che ad alcuni potrà apparire un po’ troppo diretta (vedere lo spot per capire). Ciò non toglie che l’idea di ricorrere a una campagna pubblicitaria per spingere a riflettere su una discriminazione tanto evidente quanto spesso sottovalutata (se non del tutto trascurata) sia apprezzabile. E il fatto di poter passare, semplicemente collegandosi al sito, dalla riflessione all’azione (firmando per portare la proposta in Parlamento e sostenendo la causa con una piccola donazione) lo è altrettanto. Perché il dipartimento per le pari opportunità oppure una delle tante associazioni di donne lavoratrici (come Valore D o la componente femminile di Manageritalia, per citarne un paio) non organizzano un’iniziativa simile in Italia? (Anna Zinola - nuvolacorriere.it)

 

giovedì 20 dicembre 2012

Blood coltan

Si avvicina il Natale e forse hai già sognato il nuovo cellulare da farti regalare. Ormai saprai tutto, descrizione tecnica, costi, qualità ma...sai anche quanto sangue, guerra, distruzione e sfruttamento c'è in quello che desideri? Tutti dovrebbero conoscere, tutti dovrebbero sapere che cos'è il Coltan.
 Lo scandalo del Coltan infatti è uno scandalo che riguarda tutti noi, è uno scandalo che poggia le basi sui nostri consumi, sui nostri desideri e sulla nostra voglia di avere sempre di più, non curanti del prezzo che qualcun' altro pagherà. La storia del Coltan è una storia che si nasconde nel nostro cellulare e nella nostra consolle, nel nostro computer, ma anche nei materiali chirurgici, nelle cellule fotovoltaiche, nelle telecamere, negli air bag e nelle fibre ottiche. Il Coltan infatti viene usato per tutte queste cose oltre che per la costruzione di turbine aeronautiche e per la fabbricazione di condensatori elettrici di piccole dimensioni. La storia, come ogni storia che si rispetti, inizia in luogo lontano, soprattutto dai nostri occhi disattenti di consumatori voraci e parla di manodopera offerta per nulla, lavoro minorile, autorità locali che dovrebbero combattere il contrabbando e lo sfruttamento e che invece ignorano i morti e i soprusi; è una storia che parla anche del disastro ambientale avvenuto in due parchi naturali meravigliosi e che ha ridotto - secondo una denuncia del WWF, nel Parco nazionale di Kahuzi-Biega e nella riserva naturale di Okapi- la popolazione di elefanti quasi a zero rispetto ai circa 3.600 censiti nel '96 ed a 220 gorilla dei 440 del '96. Ma cos'è il Coltan? Il coltan è un minerale così prezioso da aver visto il suo prezzo sul mercato aumentare di più del 600% in appena 4 anni: è un minerale sempre più presente e sempre più ricercato; è una sabbia nera, debolmente radioattiva, formata dai minerali colombite e tantalio. 
 E' il tantalio appunto, estratto dal Coltan, il metallo raro, usato per aumentare la potenza degli apparecchi riducendo il consumo di energia. Il Tantalio è diventato un elemento necessario quindi all'industria elettronica dell'ultimo decennio. I nuovi telefoni cellulari sono così piccoli anche grazie all'utilizzo di questo minerale, in particolare usato nella costruzione di condensatori e così la sua richiesta da parte dei colossi della telefonia mobile ha spinto il prezzo ad un'inarrestabile ascesa; i prezzi poi sono rimasti alti anche perché gli unici sostituti a questi condensatori - quelli fatti in ceramica - non possono adattarsi alle dimensioni ridotte desiderate. Il tantalio mondiale veniva fornito da miniere brasiliane, canadesi e australiane, ma in seguito all'improvviso aumento della sua richiesta, le miniere esistenti non erano sufficienti a coprire l'improvvisa domanda e così sono state cercate nuove fonti dal quale estrarlo. L'80% delle riserve mondiali di coltan si trovano in Africa e l'80% di queste sono in Congo: ecco perché la storia del coltan si lega in maniera indissolubile alla Repubblica Democratica del Congo, unico paese al mondo a possedere riserve di tantalio immediatamente utilizzabili. Il coltan congolese è estratto da estemporanei minatori che scavano, anche a mani nude, per estrarre questa preziosa sabbia e quindi portarla a spalla fino ai centri di raccolta. Nell'aprile 2001 l'Onu ha presentato un rapporto contro lo sfruttamento illegale dei giacimenti di coltan nel nord del Congo: secondo i dati, circa 1500 tonnellate del materiale sono state esportate illegalmente dall'Africa tra la fine del 1998 e l'estate 1999. Il percorso del coltan è parallelo a quello dell'oro e dei diamanti. Il traffico di coltan avrebbe fruttato circa un milione di dollari al mese, che sarebbero stati impiegati per finanziare la guerra da parte dei guerriglieri locali. Un commercio senza regole che si basa su rapporti anomali tra guerriglieri locali, multinazionali occidentali e asiatiche ed organizzazioni criminali internazionali. Un mercato, quello del coltan senza alcuna regola: se, infatti con il "protocollo di Kimberley" sono state poste "regole" al commercio dei diamanti, per il coltan non esiste alcuna regola; anche se l'amministrazione americana ha introdotto l'articolo 1502 che prevede, per i produttori di apparati elettronici, l'obbligo della certificazione sulla provenienza del coltan usato, sembra comunque una misura poco efficiente, vista la mancanza di un organo di controllo, riducendo così il tutto ad una semplice autocertificazione aziendale. Dopo la diffusione di queste notizie però, diverse associazioni non governative belghe hanno lanciato una campagna di protesta con lo slogan ''niente sangue sul mio Gsm''. 
 Le pressioni delle ong hanno convinto le compagnie aerea Sabena (citata nel rapporto ONU insieme ad altre 13 compagnie) e Swissair a sospendere il trasporto del coltan. Il consiglio di sicurezza ha istituito una commissione d'inchiesta, e altrettanto ha fatto il parlamento belga, preoccupato per il possibile coinvolgimento di imprese del Paese. "I principali motivi di conflitto nella Repubblica Democratica del Congo sono diventati l'accesso a cinque risorse di prima importanza- tra cui la colombotantalite, i diamanti e l'oro - nonché il controllo ed il commercio di queste materie": questo è il primo punto delle conclusioni degli esperti ONU. Alberto Vázquez-Figueroa, uno degli autori contemporanei più letti in Spagna, ha pubblicato nel 2008 nel suo libro "Coltan" un'indagine/denuncia molto approfondita.(grenme.it))

Tesero e i suoi Presepi

Inaugurato l’8 dicembre 2012 e aperto fino al 6 gennaio 2013, per più di un mese ‘Tesero e i suoi Presepi’ ci trasporta nel mondo della religione della devozione popolare. Nei cortili, nelle strade, nelle stalle, nelle cantine, nelle finestre di Tesero potremo trovare cento presepi, tutti rigorosamente artigianali e illuminati fino alle ore 23.00. E visto che il paese è formato da case una a ridosso dell’altra, in pratica è come se tutta Tesero si trasformasse in un gigantesco presepe a cielo aperto. Sono tantissimi i visitatori che ogni anno vengono richiamati da questa mostra, con una media di circa 25 mila. Anche perché camminando per le strade del paesino, spesso ricoperto dalla neve, gli stessi spettatori diventano dei figuranti, entrano proprio dentro questa tradizione. 

La realizzazione di ‘Tesero e i suoi Presepi’ è stata possibile grazie al patrocinio dell’assessorato alla cultura della Provincia di Trento: lo scopo è quello di far scoprire ai visitatori non solo le opere d’arte storiche e artistiche e i diversi volti di Gesù Bambino, ma anche di dare visibilità alle diverse e a volte stravaganti interpretazioni personali degli artisti del luogo. Potrete visitare ‘Tesero e i suoi Presepi’ o per conto vostro o sfruttando l’ausilio di una guida che vi condurrà nei luoghi storici e leggendari della cittadina. Da non perdere, per esempio, è Casa Jellici che ospiterà i presepi storici immersi in un’ambientazione decisamente poetica, ma con orario di apertura dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e dalle ore 20.30 alle ore 22.30, grazie alla mostra dal titolo ‘La Natività nella fantasia e nell’arte popolare’. Un altro evento imperdibile è senza dubbio ‘NataLegno: il legno, le mani, il presepio’, dove in pratica potrete osservare dal vivo alcuni maestri intagliatori mentre dal nulla creano dei nuovi presepi, sfruttando l’antica tradizione locale. Tuttavia potrete assistere a questa performance solo dal 26 al 30 dicembre 2012 e dal 2 al 4 gennaio 2013, con orario di ingresso dalle ore 15.00 alle ore 19.00. E ancora. Cuore nevralgico di ‘Tesero e i suoi Presepi’ sarà il presepe a grandezza naturale che troverete in Piazza Cesare Battisti, realizzato per la primissima volta nel 1965, adesso rinnovato sia per quanto riguarda i materiali che la forma, dopo dodici anni dall’esposizione del 1999/2000. Altro evento da non perdere sono i ‘Presepi della Corte’, cioè più di ottanta splendidi presepi locali e artistici che troverete illuminati lungo le strade di Tesero fino a mezzanotte, seguendo un percorso che attraverso proprio il centro storico della cittadina. Terminiamo infine con la ‘XIII^ Rassegna della Stella’, ovvero una kermesse di canti rituali di questua, assolutamente tipici. (apollodoro.it)

mercoledì 19 dicembre 2012

D'Urso-Berlusconi, l'ironia di Fiorello: ''Intervista incalzante''

Nella sua consueta edicola mattutina, lo showman prende di mira l'intervento di Berlusconi nel programma di Barbara D'Urso, durante il quale l'ex premier ha potuto andare praticamente a ruota libera per un'ora e un quarto.

Le vie del cybercrimine sono infinite

Molto interessante questo post a firma Roberto Catania da Panorama.it.

 "Vi racconto quello che mi è successo. Accendo il mio PC portatile e cerco un negozio di musica online per acquistare unGreatest Hits dei Foo Fighter. In pochi secondi arrivo su un music-store dalla grafica pulita e molto accattivante, mi registro con una password a prova di bomba (12 caratteri,di cui sei lettere minuscole, due maisucole, 2 cifre e 2 simboli) e sono pronto a effettuare il mio acquisto: due clic ed ecco che Dave Grohl e soci sono già sulle mie casse a tutto volume.
Musica per le mie orecchie. Peccato che dopo qualche minuto un suono stonato finisca per rovinare tutto: è il trillo del mio telefono. Un sms mi avvisa che oltre ai Foo Fighter il mio conto corrente è stato utilizzato per effettuare altri cinque acquisti consecutivi, per un importo totale di 500 euro. I dati della mia carta di credito, non ci vuole un genio per capirlo, sono stati appena frodati.
Ci sarebbe da sudare freddo e chiamare subito la polizia, se non fosse che quello che vi ho appena raccontato è solo un grande (e diabolico) esperimento condotto nei laboratori di Helsinki diStoneSoft. Chi vi scrive, in sostanza, è stato “vittima” (si fa per dire, visto che non mi è stato sottratto nemmeno un centesimo) di una demo sui rischi informatici. La mia carta di credito non è finita fra le mani di un malintenzionato ma è stata semplicemente “hackerata” dallo staff della più grande azienda europea di sicurezza informatica.
Un gioco di prestigio che solo un abilissimo fromboliere informatico può eseguire, direte voi. E invece no. Perché entrare nel cuore di un sito Internet e fare incetta di dati sensibili – carte di credito comprese – è più facile di quanto pensiate.

Dal login alla truffa il passo è breve

Funziona così. Il malintenzionato prende di mira un sito vulnerabile e comincia a girovagare fra le sezioni interne, nei forum, ad esempio, laddove gli username degli utenti appaiono spesso in chiaro.
Una volta raccolti un centinaio di nomi utente l’hacker prova a loggarsi. La password? Basta fare una query fra quelle più comuni e il gioco è fatto. “Nonostante i continui appelli del mondo della sicurezza", spiega Otto Airamo, Senior Network Security Specialist di StoneSoft, "gli utenti continuano a utilizzare password molto banali: 12345qwertyiloveyou, oltre ovviamente alle immancabili parolacce. Il gioco sta tutto nel raccogliere un buon numero di username e incrociarle con queste password. In cinque minuti, un hacker, può ritrovarsi fra le mani almeno tre-quattro combinazioni vincenti".
Ma non finisce qua. Una volta all’interno del sito il cybercriminale può avviare la cosiddetta Sql Injection, una tecnica d’attacco che sfrutta la modalità con cui le pagine Web comunicano con idatabase di backend. Chi vìola un servizio, in sostanza, studia un messaggio di errore per ricostruire lo schema Sql del database e accedere con ampi privilegi in aree protette. Pochi clic, insomma, ed ecco spalancarsi le porte dei dati sensibili di migliaia di account, con tanto di codici bancari. E tutto senza lasciare tracce (l’hacker, non dimentichiamocelo, ha avuto accesso al servizio utilizzando le credenziali di un altro utente regolarmente iscritto).

Le vie del cybercrimine sono infinite

Attacchi di questo tipo, ci fanno capire che sul Web nessuno è al sicuro. E che nemmeno lapassword più diligente può metterci al riparo dalle brutte sorprese. In fondo basta anche una solavulnerabilità affinché il cybercriminale possa farsi largo fra le maglie di un sito e violare tutti gli account in esso presenti.
Il problema, naturalmente, non riguarda solo i servizi di vendita online, ma tutti gli ambiti nei quali l'informazione - soprattutto quella di un certo valore - corre sul filo di una connessione Web. L’orizzonte è vastissimo e coinvolge organizzazioni finanziarie, attività militari, gruppi terroristici, hacktivisti e ovviamente le aziende, forse le più tartassate dalle minacce informatiche: "Molte fra quelle occidentali  – spiega Jarno Limnell, Cybersecurity Director di StoneSoft – sono oggetto di attività di spionaggio industriale dalla Cina, per via della loro proprietà intellettuale".
Cambia il livello di complessità ma lo schema generale è più o meno sempre lo stesso: c’è unmalintenzionato (che magari non sa usare i mezzi informatici), c’è qualcuno che sa usare i mezzi informatici (e che magari non ha cattive intenzioni) e poi c’è un bersaglio vulnerabile.

Se l'hacker non lascia tracce

Nel 2010, StoneSoft ha messo a nudo il problema delle cosiddette AET, Tecniche di Evasione Avanzata che permettono al cyber-crimine di superare tutti i principali sistemi di anti-intrusione per arrivare fino al cuore dei sistemi informativi di organizzazioni blindatissime (sulla carta): aziende, strutture ospedaliere, municipalizzate, governi. Chiarisce Otto Airamo: "Gli hacker mettono a fattore comune gli exploit per entrare nelle falle di sistema, ad esempio una porta http aperta. E da qui possono scavalcare tutti vari sistemi di sicurezza compresi gli Ips per arrivare fino al centro nevralgico degli impianti".
Con questi mezzi, anche una centrale nucleare potrebbe essere violata, spiegano i responsabili StoneSoft. Il tutto in maniera pressoché invisibile. "La differenza principale fra gli attacchi di oggi e quelli di qualche anno fa è che quelli attuali sono praticamente invisibili", spiega Emilio Turani, Country Manager di Stonesoft Italia, Svizzera Italiana Grecia. "Gli obiettivi non hanno la consapevolezza di essere stati colpiti".
Fondamentale, a questo punto, aprire gli occhi. In fondo basta poco per capire a cosa si va incontro, sottolinea StoneSoft che non a caso ha pubblicato sul suo sito un software scaricabile gratuitamente (Evader ) in grado di mostrare quanti e quali rischi può correre un’organizzazione senza gli opportuni correttivi. Dice il saggio: non si può gestire ciò che non si può controllare. Non sarà la panacea di tutti i mali ma è comunque un primo passo per recuperare un po' di quella fiducia in Internet che oggi, sempre più spesso, appare sempre più in discussione."

martedì 18 dicembre 2012

Ginnaste, la parodia di Guzzanti: Vite di merda

Goffa, stanca, scoordinata. Praticamente, negata. Caterina Guzzanti torna in tv con la parodia di "Ginnaste, vite parallele", uno dei programmi più visti di Mtv. In questo video, che sta avendo tantissime condivisioni su facebook (presentato agli Hip Hop awards di Mtv), l'attrice racconta - a modo suo - le "vite di merda" delle atlete in body e scarpette, esibendosi in faticosi allenamenti al "centro tennico di Busto Arsizio"

Fumare peggiora gli effetti della sbronza

Potrebbe sembrare la scoperta dell'acqua calda sottolineare che bere alcolici e fumare siano abitudini malsane e potenzialmente molto pericolose per la salute. Ma in questo caso l'attenzione degli studiosi si è rivolta alle conseguenze a breve termine piuttosto che a quelle a lungo. In breve, l'intendimento dei ricercatori dell'Università statunitense è stato quello di verificare gli effetti immediati dell'azione combinata di alcol e tabacco sul nostro organismo. Le conclusioni, pubblicate sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs, raccontano di sbornie e postumi del giorno dopo sensibilmente peggiorati per chi, dopo l'ennesimo drink, ha acceso anche l'ennesima sigaretta. 
 Per investigare le conseguenze del temibile connubio alcol e tabacco gli esperti della Brown University hanno chiesto a 113 studenti universitari di rispondere a un questionario giornaliero online per otto settimane. Le domande riguardavano quanto avessero bevuto e fumato il giorno precedente e un'accurata descrizione dei sintomi del giorno dopo. Ne è emerso che i giovani fumano in media sette sigarette al giorno, che diventano però più di dieci nelle giornate ad alto tasso alcolico.
 I ragazzi coinvolti nello studio bevono abitualmente due drink quotidiani, ma quando decidono di fare sul serio superano facilmente i dieci. A parità di bevande alcoliche consumate, l'inasprimento dei sintomi del dopo-sbronza è più acuto per i fumatori rispetto ai non fumatori. «Di solito le persone fumano di più quando bevono - sostiene Damaris J. Rohsenow, professoressa in Scienze Sociali e Comportamentali del Center for Alcohol and Addiction Studies della Brown University -, perché entrambe le sostanze fanno aumentare la produzione di dopamina». La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto in diverse aree del cervello che svolge un ruolo importante sull'umore e sul senso di soddisfazione. E proprio un'improvvisa diminuzione della produzione di dopamina (susseguente all'eccesso determinato da alcol e tabacco) potrebbe, secondo gli esperti americani, essere una delle chiavi per far luce sul peggioramento dei sintomi di una sbronza in chi fuma.(Corriere.it)

lunedì 17 dicembre 2012

''Undici'', Shel Shapiro canta la Costituzione

Il video ufficiale della canzone "Undici" di Shel Shapiro, orain vendita anche su iTunes. L'interprete inglese racconta in musica i primi undici articoli della Costituzione italiana. "Io, straniero diventato italiano, ho pensato a questo progetto per i ragazzi, anche loro devono capire - come dice l'articolo 1- che la sovranità appartiene al popolo".

Esercizio fisico per promuovere la longevità

Il messaggio più chiaro di così non potrebbe proprio essere: coloro che si impegnano in una qualche forma di regolare esercizio fisico, anche di moderata intensità, per almeno 150 minuti alla settimana, hanno un'aspettativa più elevata di 2,4-3 anni rispetto ai sedentari totali o a chi si muove poco. Lo ha concluso uno studio condotto da un team della Queen's University in Ontario, Canada, pubblicato sull'American Journal of Preventive Medicine. Abbiamo già scritto su queste pagine che la sedentarietà fa tanti morti quanto il fumo, che l'esercizio fisico andrebbe prescritto dal dottore, che ogni ora in meno passata in posizione seduta regala giorni o mesi di vita aggiuntivi. Ma qual è il messaggio più efficace per invogliare le persone al movimento: lo spauracchio di ciò che può andar male se non lo fanno o la promessa di un bel riconoscimento se invece lo fanno? Insomma funziona di più il bastone o la carota? Secondo gli scienziati canadesi autori della ricerca la carota è sicuramente un buon sistema per motivare i cambiamenti comportamentali, e spingere le persone a "fare la cosa giusta". E le conclusioni del loro studio presentano tutti i requisiti essenziali che un messaggio salutistico dovrebbe idealmente avere per essere efficace: sono semplici da capire, specifici per l'individuo e possono essere formulati in una cornice positiva, incoraggiante.
 Utilizzando i dati di diversi studi e database sulla popolazione americana (National Health and Nutrition Examination Survey, National Health Interview Study, U.S. Life Tables), Ian Janssen e colleghi hanno confrontato l'aspettativa di vita a ogni età degli adulti sedentari, poco attivi e attivi (che svolgevano almeno 150 minuti di attività fisica a settimana). Hanno scoperto che per gli uomini di 20 anni l'aspettativa di vita aumentava fino a 2,4 anni tra gli attivi rispetto ai sedentari, mentre tra le donne della stessa età l'aumento registrato era addirittura di 3 anni. Come si fa a totalizzare questi magici 150 minuti che possono regalarci due anni e mezzo di vita in più? Per esempio con 10 minuti di camminata a passo sostenuto 3 volte al giorno per 5 giorni a settimana: magari andando e tornando almeno in parte a piedi dall'ufficio e facendo una breve passeggiata nella pausa del pranzo. L'ideale sarebbe abbinare a questo esercizio aerobico anche un po' di tonificazione che coinvolga i principali gruppi muscolari (gambe, addome, braccia, spalle, petto, dorso). Un po' di sollevamento pesi o anche semplici esercizi nei quali si usa il proprio corpo come resistenza (flessioni, affondi) possono bastare. Il Centro americano per la prevenzione e il controllo delle malattie suggerisce che i benefici aumentano col crescere del tempo dedicato all'attività fisica: l'optimum sarebbe arrivare ad almeno 300 minuti di attività moderata, ovvero 5 ore a settimana. O in alternativa due ore e mezza di attività ad alta intensità, come corsa, nuoto, bici, tennis, basket o altri sport di squadra. 
(Panorama.it)

domenica 16 dicembre 2012

Vacuum


[Vacuum] from SINLOGO on Vimeo.


La macchina fotografica

La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell’intuito e della spontaneità. Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.


Henri Cartier-Bresson


http://www.lucidistorte.it/fotografia/i-grandi-fotografi-henri-cartier-bresson/

sabato 15 dicembre 2012

Energica, bolide elettrico a due ruote

Energica rappresenta il primo prototipo di moto elettrica italiano. Realizzata interamente a Modena, nel quartier generale del Gruppo CRP che da oltre 40 anni si occupa di motorsport. Questa moto supersportiva, "proudly made-in-Modena", è sofisticata, aggressiva e rispecchia il connubio tra tecnologia, innovazione e tradizione, rendendola unica nel suo genere. Energica è in grado di raggiungere i 220 km/h e vanta partner tecnici d'eccezione, oltre ad essere stata realizzata con tecnologie da F1. Inoltre è equipaggiata da un motore sincrono PMAC a magneti permanenti con sistema di gestione delle mappe con una potenza di 100Kw raffreddato ad olio e una coppia di 16 Kgm (160Nm). La superbike ha un'autonomia di 150 km ad una media di 70 km/h; le batterie possono essere ricaricare in 3 ore con corrente alternata oppure in meno di 30 minuti all'80% in corrente continua. 
La batteria ha una capacità di 11,7 Kwh nominali e di 13,2 Kwh quando è tutta carica. L'impianto frenante è di Brembo. Si tratta di una doppia pinza monoblocco anteriore con attacchi radiali e 4 pistoncini, mentre quella posteriore è a 2 pistoncini. Per gli pneumatici CRP ha montato su Energica i Pirelli Diablo Rosso; per i comandi è stata scelta l'azienda italiana Domino. Il mono posteriore regolabile, così come l'ammortizzatore di sterzo, è di Sachs, la forcella di 43 mm è di Marzocchi. Dal punto di vista dell'elettronica, Energica è dotata di un cruscotto digitale con LCD multifunzione, proprio come quello che viene montato nel campionato mondiale di Moto2, e la fanaleria è a led. Inoltre Energica è dotata di un sistema frenante che permette di recuperare energia utile al funzionamento della moto, conosciuto come frenata rigenerativa, proprio come accade in F1. Questa superbike sportiva 100% elettrica nasce dalla passione e dall'esperienza di CRP che ha saputo raccogliere nella sfida al cambiamento per l'affermazione della tecnologia del futuro amica dell'ambiente.
Qui il modulo per la prenotazione online,


http://www.ecrp.eu/it/multimedia.html

Leucemia, una bambina guarisce con cellule immunitarie riprogrammate

Insegnare al sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali per curare la leucemia, o per lo meno farla sparire per mesi: è quasi una favola natalizia la storia di Emma, una bimba di sette anni la cui guarigione miracolosa suggerisce una nuova via per la cura del tumore del sangue. La piccola gravemente malata, ad un soffio dalla morte per una leucemia linfoblastica acuta, è divenuta la prima bambina cui è stato rieducato il sistema immunitario per fargli eliminare il cancro. Grazie alla terapia sperimentata dai ricercatori del Children's Hospital di Philadelphia fino a questo momento, a sette mesi dal trattamento, nella bimba non c'è più traccia del tumore. E se la sperimentazione avrà successo, spiegano i ricercatori che hanno presentato il caso insieme agli altri su cui stanno lavorando al convegno della società americana di ematologia ad Atlanta, negli Stati Uniti, la terapia potrebbe sostituire il trapianto di midollo, spesso l'ultima spiaggia per i pazienti. Il trattamento, che fino allo scorso aprile era stato provato solo su pochi adulti, consiste nel prelevare qualche milione di cellule T, un gruppo di cellule del sistema immunitario, e attraverso il virus Hiv disattivato 'insegnare' loro a riconoscere le cellule B, anche loro facenti parte delle difese dell'organismo ma che nel tipo di leucemia della paziente impazziscono diventando maligne.
 Una volta corretti i linfociti T vengono reimmessi nel sangue, dove si moltiplicano e, almeno in teoria, eliminano il cancro: "Tre settimane dopo il trattamento Emily era in remissione - racconta Stephan Grupp, uno dei ricercatori, sul sito dell'ospedale - abbiamo controllato il suo midollo osseo dopo tre e sei mesi, e ancora non c'era nessun segno della malattia. Le cellule che combattono il cancro sono ancora nel suo organismo". "Emma" (Emily) Whitehead faceva parte di quel 15 per cento di malati che non risponde alla chemioterapia tradizionale, e quando ha varcato la soglia dell'ospedale in Pennsylvania aveva già avuto due ricadute della malattia. La sperimentazione in corso sugli adulti ha avuto risultati contrastanti, con alcuni successi e altri pazienti che non hanno risposto. Ma i passi in avanti compiuti fin qui hanno convinto la multinazionale Novartis a scommettere sul team di ricercatori destinando 20 milioni di dollari per la costruzione di un centro ricerche che dovrebbe portare il trattamento sul mercato, se possibile estendendolo oltre che a tutti i tipi di tumori del sangue anche a quelli solidi: "Il nostro obiettivo è avere una cura per la leucemia, ma ancora non usiamo questa parola - ha spiegato al New York Times Carl June, il principale ricercatore coinvolto - speriamo che un giorno questo sistema possa rimpiazzare il trapianto di midollo, una procedura ancora più rischiosa e costosa". (Repubblica.it)

venerdì 14 dicembre 2012

Kinect imitatore perfetto con FaceShift

Un grosso passo avanti nel campo dei software di riconoscimento delle espressioni è Faceshift, nato dal lavoro di un team di ricerca del Computer Graphics and Geometry Laboratory del Politecnico di Losanna (EPFL). Tutto ciò che serve è una videocamera con sensori di movimento e profondità, come Microsoft Kinect, che è infatti è il sistema su cui si appoggiano gli sviluppatori di Faceshift per le loro demo.
 Il software ha bisogno di soli 10 minuti di 'apprendimento' per leggere 50 espressioni di base richieste all'utente, dopodiché crea un avatar con espressioni facciali molto realistiche e verosimili. I campi di applicazione più promettenti sono le chat, ma soprattutto i videogame e i film animati, i cui tempi di realizzazione possono essere ridotti anche del 30% con Faceshift, secondo gli sviluppatori del sistema, che si sono costituiti in società per sfruttarlo commercialmente. La prima mossa è stata rendere disponibile una versione Studio di Faceshift per gli sviluppatori di videogame, e un SDK per permettere ulteriori sviluppi sulla tecnologia. I software di riconoscimento facciale sono un settore in forte sviluppo, dove stanno investendo anche colossi multinazionali: un esempio è Sony, che ha di recente lanciato in EverQuest 2 un sistema di riconoscimento facciale molto simile a Faceshift, basato sulla tecnologia SOEmote.

Registratori che usano i vecchi nastri magnetici = Stop

Nascono, vivono e muoiono. Anche gli apparecchi tecnologici hanno un ciclo vitale. Quello dei registratori a cassette della Sony sono giunti alla fine. Ed essendo la multinazionale giapponese l'ultima a produrli (e la notizia potrebbe essere che li produceva ancora!), possiamo dire che con il 2013 sarà ufficialmente finita l'epoca dei «mangianastri». O «mangiacassette», che dir si voglia. In verità, Sony aveva annunciato già due anni fa di cessare definitivamente la produzione del Walkman.
 A quanto pare, invece, il colosso giapponese fabbricava e commercializzava ancora tre modelli di registratori portatili, ultimi resti di un'era che fu. Ora, con uno scarno comunicato, Sony mette la parola fine - una volta per tutte - al riproduttore portatile a cassetta. Entro gennaio 2013 verrà infatti interrotta la produzione dei modelli ancora in commercio: TCM-410, TCM 400 e TCM-450. Gli altri colossi, quali Pioneer o Panasonic, hanno già rinunciato da tempo al mercato dei registratori a cassette, rimpiazzati nel corso degli anni dai (più funzionali) dispositivi digitali. I registratori a cassette sono entrati nella vita di molti di noi (soprattutto in quella di reporter e studenti universitari) e la notizia della loro imminente scomparsa - ovviamente - ha subito fatto il giro dei blog e dei siti tecnologici. Tuttavia, pare che Sony voglia proseguire ancora per qualche mese la produzione degli stereo portatili (Boombox) con lettore cd e registratore a cassetta. Ma con la morte definitiva dell'hardware, il «mangianastri» appunto, ben presto diverrà quasi impossibile ascoltare le vecchie cassettine finite da qualche parte dentro uno scatolone in soffitta, quell’oggetto rettangolare di plastica con due rotelle e un nastro che ha appena spento 50 candeline, ma diventato un oggetto quasi sconosciuto agli occhi della nuova generazione.
Era il 1979 quando la Sony lanciava Walkman, un lettore di musicassette che grazie al suo successo ha dato il nome a qualsiasi tipo di lettore audiocassette. Prima di partire in gita scolastica era necessario un rifornimento industriale di pile e un porta cassette dalle dimensioni notevoli per poter ascoltare un po´di musica.