mercoledì 31 luglio 2013

Unterstalleralm

Subito dopo il confine italo-austriaco di San Candido/Prato Drava, proseguendo per la val Pusteria, si arriva a Sillian, il primo grosso paese austriaco. Superato il centro cittadino alla vostra sinistra si apre la valle di Villgraten:
Questa valle, se vogliamo, parallela alle nostrane Val Casies e Valle di Anterselva, è profonda una ventina di chilometri e ci conduce a diversi centri turistici molto tipici della zona e cultura pusterese, italica e non.


Superato il centro di Ebene, verso destra, si raggiunge una valle un pò isolata, dove ci sono una quindicina di masi tipici e storici della zona. Questi masi, affittati durante il periodo estivo, sono privi di corrente elettrica e acqua corrente. Gli ultimi chilometri prima di arrivare a questa valle interna sono letteralmente in mezzo al bosco, una stradina stretta che ti può far dubitare sull'itinerario intrapreso. Ma una volta arrivati ti si apre agli occhi un paesaggio stupendo e quasi incontaminato dal turismo di massa. 







Addio al cardinal Tonini

Morto all'età di 99 anni il cardinale Ersilio Tonini. Conosciuto da tutti come grande comunicatore e prete controcorrente, Tonini aveva iniziato il seminario a 11 anni, a 23 era sacerdote. E' stato Giovanni Paolo II nel 1994 a nominarlo cardinale. Si è spento all'Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni, nella notte fra sabato e domenica per complicazioni alle sue precarie condizioni di salute. (RCD - Corriere Tv)




martedì 30 luglio 2013

Levissima lancia bottiglia 30% origine vegetale

Una bottiglia per acqua minerale interamente riciclabile realizzata per il 30% con un materiale di origine vegetale derivato dalla canna da zucchero. A lanciare la bottiglia 'bio based Pet', per la prima volta in Italia, è Levissima, grazie alle ultime frontiere della ricerca sull'utilizzo delle fonti rinnovabili per l'imballaggio degli alimenti. La molecola del Pet - insieme al vetro il contenitore più sicuro per conservare un alimento - si compone di due elementi principali: acido tereftalico e il mono etilene glicole. Le nuove tecnologie oggi consentono di ottenere quest'ultimo da fonti rinnovabili, come l'etanolo derivante dalla lavorazione della canna da zucchero e da un processo di fermentazione.

Così la bottiglia realizzata nell'ambito del progetto 'Levissima per l'ambiente' risulta costituita da una componente vegetale che trasforma il Pet in 'bio based Pet', con risparmio di risorse per l'ambiente. Il contenitore una volta utilizzato può essere riciclato, e rinascere diventando un nuovo oggetto.




Terra Motors electric scooter

Presentato dalla giapponese Terra Motors, il nuovo A4000i è uno scooter elettrico che può raggiungere 65 chilometri all'ora e percorrere 65 km con una carica completa di energia elettrica. Usato per 20 km al giorno il nuovo scooter ha un costo energetico stimato, riferisce il sito ufficiale, di soli 22 euro l'anno.
Ma ciò che rende diverso il nuovo scooter elettrico giapponese è il geniale utilizzo del proprio iPhone che, applicato ad un apposito supporto sulla plancia al posto della convenzionale strumentazione, si trasforma in un'avanzata strumentazione digitale di bordo. Basta innestarlo nell'apposito scomparto e l'iPhone si trasforma in un raffinato display touch screen di controllo. Collegato all'iPhone visualizza in automatico i dati relativi a consumo di energia, stato della batteria e dati cartografici per la navigazione GPS insieme a vari altri aggiornamenti utili durante gli spostamenti. La gamma A4000i è compatibile solo con l'iPhone nelle versioni 3G e successive.
Gli aggiornamenti saranno trasmessi attraverso l'iPhone e possono essere monitorati via web sullo schermo.
Lo scooter elettrico Terra A4000i è alimentato da una batteria al litio 48V che richiede solo 4,5 ore per la ricarica completa.
La società sostiene che la batteria ha un ciclo di vita di 50.000 km rispetto al range 10.000 km degli scooter elettrici in generale. Le caratteristiche dell'A4000i comprendono i freni a disco sia all'anteriore che al posteriore. L'altra cosa interessante deello scooter A4000i è la batteria amovibile, in modo che sia possibile disinstallarla e trasportarla a casa per la ricarica. Una soluzione utile se la spina non è nei pressi del parcheggio. La batteria pesa 16 kg, forse ancora un po' troppi, mentre il peso complessivo dello scooter è di 118 kg.
Terra Motors ha introdotto l'A4000i qualche giorno fa per il mercato giapponese, ma non ha ancora annunciato i prezzi. Il produttore prevede di aver avviato le vendite in diversi mercati asiatici entro la fine del 2015. L'azienda dello scooter giapponese si è anche detta disposta ad investire con altri operatori economici stabiliti in mercati offshore. Terra Motors farà il suo debutto il A4000i nel mercato indiano entro alla fine di questo anno, ad un prezzo di circa Rs. 90.000, pari a circa 1.150 euro.

lunedì 29 luglio 2013

Tomaso Filippi, fotoreporter di un secolo fa

La storia è quella di una Venezia lontana, una Venezia a cavallo tra Otto e Novecento, bella anche se logorata dal tempo, viva e palpitante di tanti personaggi e tanti mestieri. Ci sono lattaie e bigolanti, sarti e “impiraresse”, fruttivendoli e pescatori. Sono tutti immortalati in attimi di quotidianità, sospesi in questi strepitosi scatti che Tomaso Filippi (1852 - 1948), nato come fotografo di piazza e diventato poi uno dei maggiori rappresentanti di quest’arte, ha catturato e conservato nel suo archivio personale. Tra le foto ci sono anche episodi particolari come Piazza San Marco ricoperta di calcinacci e polvere quella mattina del 14 luglio 1902, quando crollò “el paron de casa”, il campanile.
Gli scatti di Tomaso Filippi hanno lo spirito del reportage, osservano e archiviano attimi di storia. Centocinquanta di queste foto-documento sono esposte fino al 3 novembre a Villa Pisani a Stra, nella mostra “Venezia tra ’800 e ’900 nelle fotografie di Tomaso Filippi”. A selezionarle sono stati i curatori Myriam Zerbi e Daniele Resini, estrapolandole da quell’immenso patrimonio di immagini che è il fondo Tomaso Filippi (circa ottomila lastre in vetro e più di diecimila stampe originali), donato dalla figlia all’Ire.
Il percorso è suddiviso in cinque sezioni, con una piccola parte introduttiva dedicata ai “notturni” di Venezia, stampati su carta colorata, oppure con interventi pittorici. Dal paesaggio ottocentesco, documentato all’inizio da Filippi con spirito ‘pittorico’ e quindi immobile, si passa allo stesso paesaggio ma animato di persone; una sezione documenta la compenetrazione tra i pittori e i fotografi dell’epoca mentre nella seguente sono raccolte le opere che segnano la svolta innovativa di Filippi, ai confini del reportage; infine l’ultima sezione offre una carrellata sui servizi realizzati su commissione nel primo Novecento, per la Biennale, la Soprintendenza e altri. Il lavoro di Filippi, già in parte scandagliato da Myriam Zerbi in una sezione collaterale della precedente mostra “Nobiltà del lavoro”, testimonia quanta parte della sua produzione sia servita ai pittori come modello per dipingere quadri di genere tratti dalla vita vera.
I ragazzi, le donne, i popolani vengono utilizzati come modelli fotografici, messi in posa lungo le calli di Venezia, di Chioggia, di Pellestrina. Le foto verranno poi utilizzate dagli artisti per le loro tele. Al tempo stesso però il fotografo è anche in grado di realizzare campagne fotografiche che documentano la nascita di realtà industriali importanti come quella di Marghera, i lavori per l’acquedotto del Lido, l’attività di enti e istituzioni pubbliche. La fotografia con Filippi assume quel valore di testimone della realtà storica che prima ancora non aveva: chissà se avrebbe apprezzato per sé la definizione di fotoreporter. Di fronte a questi scatti comunque è impossibile non provare un po’ di commozione: la Birreria Pilsen di Bacino Orseolo bella come un giardino d’inverno, le processioni per la festa del Redentore con un fiume di fedeli sul ponte di Barche, le donne con gli scialli al mercato di Rialto, il sorriso orgoglioso dei veneziani alla festa per l’inaugurazione del nuovo campanile il 25 aprile del 1912. Tomaso Filippi ci ha lasciato un patrimonio inestimabile e questa mostra gliene rende merito anche con la sezione finale, allestita nella Casa del Giardiniere, dove vengono proiettate su schermo trenta stereoscopie che ci proiettano proprio “dentro” quella sua Venezia tra Ottocento e Novecento.
“Venezia tra ’800 e ’900. Nelle fotografie di Tomaso Filippi”. Villa Pisani, Stra. Orario: fino al 30 settembre dalle 9 alle 20. Poi fino alle 17. Chiuso i lunedì non festivi. Biglietto intero 7,50, ridotto 5 (con visita alla Villa, 10 e 7,50). Fino al 3 novembre.

Michele Garlato, giovane designer che scolpisce il plexiglass

 Quando si parla di tradizioni, a Venezia, il pensiero va subito al vetro, alla gondola e agli antichi mestieri che hanno reso grandi queste arti nei secoli. Poi si passa alla riflessione sulla loro vita attuale, resa difficile dall'invasione del turismo di massa e dal commercio dei prodotti realizzati in serie. Imboccando il sentiero che attraversa, e spesso divide, storia e contemporaneità, un ragazzo della Giudecca ha scoperto l'arte che fa per lui. Si chiama Michele Garlato, ha 32 anni e scolpisce il plexiglass come fosse legno. Sembra impossibile che un materiale plastico e all'apparenza rigido possa prendere la forma di una forcola, di un fero da gondola o di una bricola.
Forcola "velada"
Eppure Michele riesce a domarlo e a riempirlo di vita e tradizione veneziana. «Ho iniziato per caso: dopo le scuole sono andato subito a lavorare e nel laboratorio di Andrea Giacomazzo di Ruga Giuffa ho imparato a lavorare il plexiglass - racconta Michele - Con il titolare, realizzavo lavori su commissione per l'arredo di interni». E la storia è cominciata grazie all'incontro con Carlo Bianchi, un signore veneziano in pensione che aveva la passione della scultura e del legno: «Veniva spesso a trovarmi in laboratorio, è uno di quegli artigiani dalle mani d'oro che sanno fare di tutto - spiega ancora Michele -. Un pomeriggio mi ha detto: perché non proviamo a fare una forcola in plexiglass? All'inizio non pensavo di riuscirci, ma grazie ai suoi insegnamenti abbiamo fatto un ottimo lavoro». Dalla prima forcola (in miniatura) ne sono nate due, tre, quattro. Da quelle più semplici in plexiglass trasparente, Michele ha iniziato a sovrapporre lastre di colori differenti e a realizzare sculture multicolore: bianche e nere, rosse, gialle e verdi. E dopo le forcole è passato ai “feri” da gondola, alle bricole e addirittura alle bifore.
«Per testare l'interesse del pubblico, ho iniziato a esporre questi oggetti in vetrina e a venderli - racconta Michele Garlato - Sono soprattutto i veneziani ad apprezzarli». Anche se la forcola è diventata, per il turismo colto, un oggetto di design che fa parte dell'arredamento di casa, non tutti capiscono immediatamente di quale oggetto si tratti: «In tanti si chiedono cosa siano questi oggetti, pur essendo attratti dalla loro forma. I veneziani, naturalmente, lo capiscono al volo e mi chiedono, per esempio, di reallizzare bricole o forcole per regalarle a matrimoni o compleanni». Per il momento Michele non ha un negozio, e riesce a vendere i suoi oggetti - che nascono principalmente da materiali di scarto - attraverso attività in conto-vendita. «Aprire un negozio a Venezia sarebbe un sogno, ma so già che è impossibile: costi troppo alti, poche garanzie - spiega Michele - Per questo sto pensando di avviare un'attività in e-commerce, e quindi di commercio via internet». Le sculture di Garlato sono già state ospitate da due gallerie d'arte: nel 2010 alla Galleria d'arte Venezia, vicino a San Marco, e alla fine del 2012 dalla Galleria Berga di Vicenza.
«Mi piacerebbe molto continuare con questo lavoro, sto cercando di partecipare a concorsi per giovani scultori e designer per continuare a formarmi e apprendere meglio le potenzialità di un materiale molto usato nella quotidianità», dice il ragazzo della Giudecca. Michele realizza le sue opere quasi interamente a mano. Non solo oggetti tipici della tradizione veneziana, ma anche complementi di arredo e accessori. «Naturalmente c'è chi si dimostra perplesso di fronte a una scultura in plexiglass, che assomiglia al vetro ma è di fatto un materiale plastico - conclude Garlato - La mia filosofia è però quella di riutilizzare il più possibile materiale di scarto proveniente dai laboratori, e dimostrare che l'artigianato e la tradizione veneziana passano anche da qui».
Fonte : LaNuova venezia - Silvia Zanardi (http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/07/07/news/giovane-designer-scolpisce-il-plexiglass-1.7386463)

domenica 28 luglio 2013

Head-up display

Fino a poco tempo head-up display, l’utile dispositivo derivato dalla tecnologia aeronautica, che proietta alcune informazioni della vettura sul parabrezza era appannaggio di pochi marchi cosiddetti “premium”. Poi via via ha cominciato a diffondersi su auto più a buon mercato, come alcune Peugeot e più recentemente sull'ultima Mazda 3. Oggi, secondo la Garmin, azienda specializzata in navigatori satellitari, tutte le auto potranno averne uno. Dalla seconda metà del mese di agosto sarà disponibile sul mercato il primo head-up display portatile (10,8 x 8,8 x 1,9 cm per 277 grammi di peso). Già stabilito il prezzo di 149 euro, al quale bisognerà aggiungere il costo delle applicazioni Garmin StreetPilot o Navigon, disponibili per i dispositivi iPhone, Android o Windows Phone. 

L’HUD si collega al telefono via bluetooth e proietta sul parabrezza le indicazioni in corrispondenza dello sguardo di chi guida. Gli utenti potranno scegliere se visualizzare le informazioni direttamente sul parabrezza, sul quale va applicata una pellicola trasparente fornita in dotazione, o direttamente sullo schermo rimovibile dell'HUD Garmin. Quest'ultimo non mostra informazioni relative alla vettura, come quelli montati di primo equipaggiamento, ma solo i dati provenienti dal navigatore: le frecce direzionali, la velocità corrente, i limiti e il tempo stimato di arrivo a destinazione. Previo abbonamento, visualizzerà anche la situazione del traffico in tempo reale e le postazioni autovelox. Le indicazioni vocali verranno invece fornite dall’impianto audio del veicolo o dagli altoparlanti dello smartphone. Il display, personalizzabile in due colori, verde o rosso, regola automaticamente la luminosità in modo da essere perfettamente visibile in ogni condizione di luce.

Viaggi in auto, i consigli dell'esperto

Siamo in periodo di vacanze e gli italiani cominciato, e hanno già cominciato, a spostarsi in auto per raggiungere mete turistiche che distano anche centinaia di chilometri dall'abitazione. Ecco quindi qualche consiglio degli esperti per non incorrere nei vari disturbi causati dal viaggio in auto.


Torcicollo, dolori alle spalle e alle gambe, ma anche caviglie gonfie e schiena sofferente. Un lungo viaggio in auto, soprattutto nei giorni più caldi dell'estate, rappresenta per il fisico uno stress da non poco conto. E ad avere la peggio sono certamente i conducenti delle auto con assetto ribassato che non consentono una seduta ottimale. Per capire qual e' la postura migliore da adottare in viaggio ecco i consigli di Valter Santilli, titolare della cattedra di Medicina fisica e riabilitativa all'Università la Sapienza di Roma.

''Nel corso dei lunghi spostamenti - precisa - è bene scendere dall'auto ogni venti minuti, mezz'ora e passeggiare in modo da riattivare la circolazione. Un consiglio che diventa un obbligo per le persone obese che rischiano un rallentamento del circolo venoso e linfatico o addirittura, in alcuni casi, anche la trombosi''. Tra gli esercizi da fare quello di mettersi sulle punte e ricadere sui talloni, se ripetuto otto-dieci volte, migliora sensibilmente la circolazione. Per quanto riguarda il collo, invece, precisa Santilli ''occorre ricordarsi di usare il poggiatesta, fondamentale per rilassare i muscoli. Una guida tesa e nervosa con il capo proiettato troppo in avanti non aiuta la postura''. Fondamentale è poi la regolazione dello schienale di guida: ''Molti pensano che per evitare il mal di schiena occorre posizionarlo a novanta gradi invece l'inclinazione corretta è a 130 gradi''. Una corretta postura è legata anche alla distanza dalla pedaliera: ''Se il sedile è troppo vicino o eccessivamente lontano dai pedali si possono generare disturbi all'anca, al ginocchio e al piede. Stesso discorso vale anche per la seduta, che non deve essere esageratamente affossata: in questo caso - spiega il docente - occorre utilizzare un cuscino''.

Infine una serie di consigli utili per affrontare nel migliore dei modi i lunghi spostamenti evitando affaticamenti, sonnolenza ed eventuale disidratazione: ''Nelle ore di maggior caldo, se si è pranzato o cenato da poco, potrebbe verificarsi uno stato di sonnolenza inaspettato: in questo caso è bene fermarsi. Per chi assume farmaci ipotensivi, nei giorni di caldo, bisogna regolare bene l'uso dei medicinali per evitare di incorrere in malesseri. Bisogna sempre rifornirsi di acqua fresca, anche equipaggiandosi con contenitori termici, provvidenziali quando si è bloccati in coda. Occhio, infine, all'aria condizionata: evitare di indirizzarla su una specifica parte del corpo, in caso contrario al termine del viaggio sarà questa ad accusare i maggiori risentimenti''.

 Fonte Ansa.it

sabato 20 luglio 2013

Chiuso x ferie

Per una settimana me ne vo in montagna, completo relax e disintossicazione dal web...Ci ritroveremo, magari più riposati, tra pochi giorni.
Buone vacanze




venerdì 19 luglio 2013

«Monumentale» il nuovo singolo dei Baustelle

«Monumentale» il nuovo singolo dei Baustelle, è tratto dal loro ultimo lavoro discografico, «Fantasma», dopo «La morte (non esiste più)» e «Nessuno» e come i suoi predecessori, riafferma la centralità dei temi cari al disco, il trascorrere del tempo e il rapporto tra temporalità ed eternità. In particolare, «Monumentale» è un invito a ricercare la vera vita laddove per consuetudine la vita finisce, in un gioco del rovescio che trasforma molti degli elementi comunemente considerati «sociali» in simboli di morte del pensiero e dei sentimenti.




 

Canada, il decollo dell'elicottero a pedali

Un elicottero a pedali, in grado di volare per più di un minuto raggiungendo un'altezza di tre metri. Lo hanno realizzato alcuni studenti dell'Università di Toronto che si sono così aggiudicati il premio Sikorsky dopo 33 anni di tentativi sempre falliti da tutti i partecipanti. Si potranno quindi godere i 250mila dollari messi in palio nel 1980 dalla American Helicopter Society, un discreto gruzzolo capitalizzato solo grazie alla loro idea, dato che i soldi per realizzare il prototipo (34mila dollari) sono stati raccolti sul sito di crowdfounding Kickstarter. Il motore dell'elicottero, battezzato AeroVelo Atlas, è un ciclista che pedalando muove quattro enormi eliche di circa 20 metri l'una. Il velivolo è ultraleggero, pesa appena 55 chilogrammi- pilota escluso– e occupa una superficie di 1300 metri quadrati. Una delle condizioni per vincere il premio era relativa alla stabilità: riuscire a mantenere il velivolo in quota quasi in surplace, e cioè senza muoversi per più di 10 metri per almeno un minuto. Risultato ottenuto grazie a un volo di 64 secondi, che ha raggiunto un'altezza massima di 3 metri e 30 centimetri e muovendosi per 9 metri e 80 centimetri. Nell'epoca dei droni vedere un gigantesco marchingegno che faticosamente si libra in volo non fa un grande effetto. Sembra di trovarsi dinnanzi a un marchingegno steampunk di un cartone animato di Miyazaky, o alla macchina volante disegnata da Leonardo nel Codice Atlantico, più che a un prototipo che avrà sviluppi futuri. Nel tempo passato tra il bando del premio e il vincitore troppa evoluzione tecnologica è avvenuta ma la sfida (una macchina umana per il volo verticale) era rimasta aperta fin troppo a lungo. Per giungere a una conclusione felice l'American Helicopter Society aveva infatti recentemente decuplicato il montepremi e, sebbene senza grosse prospettive per il futuro, i vincitori hanno la soddisfazione di aver risolto un rompicapo che ha frustrato i progetti di moltissimi ingegneri che prima di loro ci hanno provato. E di aver dato corpo a quell'elica su vite continua che Leonardo aveva concepito 500 anni fa. Insomma, l'ultraleggero (ultra-ingombrante) non cambierà il futuro dell'aviazione ma almeno ha chiuso i conti col passato.

giovedì 18 luglio 2013

'Regaliamo futuro'

Regaliamo Futuro è il progetto di salute globale per la famiglia promosso in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), la Società Italiana di Pediatria (SIP) e la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) per la salvaguardia della salute psicofisica dei bambini e degli adolescenti.
Il progetto è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Roma presso l'Auditorium di Lungotevere Ripa,1.
Di seguito il messaggio di saluto del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin:
"Avrei sinceramente gradito intervenire, come programmato, alla Conferenza stampa di presentazione del Progetto “Regaliamo Futuro” per portare il mio personale saluto alle Società scientifiche, agli ospiti, a tutti i presenti. Purtroppo il protrarsi della seduta del Consiglio dei Ministri non mi consente di essere presente per testimoniare quanto consideri strategiche le attività e le azioni del Vostro Progetto per la promozione e la tutela della salute in età pediatrica e adolescenziale, in un contesto organizzativo in cui la persona, con le sue richieste di salute, sia posta al centro dell’attenzione.
La tutela della salute materno-infantile è uno degli obblighi prioritari della programmazione sanitaria; investire nella prevenzione, nella sinergia tra tutela e cura dell’insieme bambino-famiglia, dalle fasi prenatali fino ai servizi destinati ai giovani durante l’età adolescenziale,  rappresenta, come da Voi ribadito, un obiettivo prioritario di politica sanitaria.
La promozione attiva della salute, dello sviluppo e dell’assistenza al bambino nelle varie fasi dell’età evolutiva (infanzia e adolescenza) hanno trovato sempre particolare attenzione nei Piani Sanitari Nazionali e più specificatamente nel Progetto Obiettivo materno-infantile.
Pertanto, per garantire unità, efficienza e coerenza negli interventi dell’area materno-infantile  e vista l’afferenza in essa di molteplici discipline tra loro omogenee, affini e complementari, si  prevede l’organizzazione di tutti gli interventi utili alla realizzazione di un sistema integrato di servizi alla persona.
Gli obiettivi strategici da condividere per garantire la salute del neonato, del bambino devono prevedere:
  • la realizzazione di una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, tramite la presa in carico e la continuità assistenziale, con lo scopo di costruire una Rete Integrata  di Servizi, organizzata su base aziendale, intesa come modalità di risposta ai fabbisogni della popolazione
  • la riorganizzazione  di Servizi di emergenza-urgenza pediatrica
  • la riduzione di ricoveri inappropriati in età pediatrica
  • il miglioramento dell’assistenza ai bambini e agli adolescenti affetti da gravi patologie mediante lo sviluppo di modelli integrati tra Centri specialistici, ospedali, attività assistenziali territoriali, quali l’assistenza psicologica e sociale, la scuola, le associazioni dei malati e il privato no profit.
In merito alla promozione della salute, all’adozione di stili di vita salutari e all’assistenza dell’adolescente sul territorio, devono essere previsti modelli operativi che garantiscano una forte integrazione tra specialisti in pediatria e medici di medicina generale, non solo dell’area medica, ma anche psicosociale e del mondo della scuola.
Il modello per l’assistenza all’adolescente nell’area delle cure primarie dovrebbe prevedere che il PLS o il MMG, a cui sono affidati gli adolescenti, deve essere formato sui problemi di questa particolare fascia di età e conoscere i percorsi e le iniziative che possono essere messe in atto sia a livello individuale che collettivo ed identificare il modo migliore per affrontare i disagi psico-socio-comportamentali più importanti, i problemi mentali e le patologie neuropsichiatriche degli adolescenti.
Va implementata, quindi, una stretta integrazione con i Servizi ed i reparti dell’ospedale di riferimento di area.
Il Consultorio Familiare deve rivestire un ruolo primario nella promozione e tutela della salute dell’età evolutiva  che, grazie al fondamentale raccordo con la scuola, collabora  per attuare gli interventi a tutela della salute dell’età evolutiva e delle problematiche familiari con particolare riferimento alle condizioni sociali più deboli.
E’ a livello distrettuale che deve essere poi garantita la continuità assistenziale e quindi la presa in carico, attraverso l’integrazione ospedale-territorio, che potrà vedere come risultato anche il contenimento dei ricoveri impropri.
In linea con le indicazioni programmatorie nazionali e con le convenzioni per la PLS e per la MMG, la continuità assistenziale sul territorio, deve consentire di migliorare la qualità dell’as­sistenza, mediante la collaborazione degli altri specialisti e degli operatori socio-sanitari dei servizi impegnati nell’area pediatrica distrettuale.
Nell’augurare, pertanto, i migliori successi per il Vostro lavoro, auspico una fattiva collaborazione per affrontare insieme le problematiche che  attendono ancora una concreta risposta."
Ha introdotto i lavori della conferenza il dott. Romano Marabelli - Capo dipartimento della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la tutela della salute.
A seguire il progetto è stato illustrato dal dott. Giuseppe Di Mauro (Presidente Sipps), dal dott. Giovanni Corsello (Presidente Sip) e dal dott. Alessandro Ballestrazzi (Presidente Fimp).
Regaliamo Futuro si svilupperà sull'intero territorio nazionale in stretta collaborazione con il Ministero della Salute attraverso Campagne educative, attività di sensibilizzazione e informazione nonché strategie di interventi congiunti con tutti gli operatori di salute a favore della prevenzione e della promozione di un corretto stile di vita.
Questi gli obiettivi dell'iniziativa:
  • potenziamento dei percorsi di conoscenza imprescindibili per una crescita sana della nostra società
  • difesa della salute materno-infantile
  • educazione alla genitorialità positiva e promozione della bi-genitorialità
  • orientamento delle famiglie verso corretti stili alimentari e di vita
  • educazione sentimentale degli adolescenti e tutela del loro sviluppo corporeo, psichico, affettivo e sessuale 
  • sensibizzazione dei giovani alla tutela ambientale a favore della prevenzione dei tumori infantili, con particolare riguardo all’area oncoematologica
  • formazione di una nuova generazione di consumatori attenti agli sprechi e consapevoli che le proprie scelte non soltanto potranno preservare lo stato di salute ma influenzeranno anche i mercati, le logiche e le tecnologie produttive del futuro.

...non sono razzisti ma ignoranti



Per Giulia la ricetta contro il razzismo si sintetizza in tre consigli: vivere in pace, viaggiare molto, leggere molto. E forse un giorno i razzisti si accorgeranno che il loro atteggiamento è inutile. Giulia, 17 anni, è la figlia più piccola del ministro Cecile Kyenge: mentre la mamma è ancora sulle prime pagine dei giornali, come vittima delle frasi razziste del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, la ragazza lavorava come cuoca volontaria, 12 ore al giorno, ai Mondiali anti-razzismo, dove è stata intervistata da Yalla-Italia, il blog delle seconde generazioni (dette 2G), ovvero i ragazzi italiani figli di immigrati. Nel video, Giulia parla di se stessa e della propria vita (www.yallaitalia.it). Nata a Modena da mamma congolese e papà calabrese, non le è mai capitato di essere bersaglio di episodi di razzismo. "Mi sono sempre sentita molto italiana e mi hanno sempre trattata da italiana", afferma. Dopo il liceo, vuole andare a fare la ragazza alla pari all'estero per imparare qualche lingua e poi iscriversi a Medicina. A suo avviso, il razzismo "è pura ignoranza, è una persona che non conosce ma ama giudicare senza interessarsi di quello che gli accade intorno". Cosa hai da dire ai razzisti, le chiede l'intervistatrice di Yalla, una ragazza 2G come lei. "Potrei essere offensiva", scherza agli inizi Giulia. Poi si fa seria: "Vivete in pace, viaggiate molto, leggete molto e forse un giorno scoprirete che essere razzisti è inutile".

mercoledì 17 luglio 2013

Aborto: storico sì in Irlanda. Ma solo se madre è in pericolo vita

Il Parlamento irlandese dice sì per la prima volta alla possibilità di abortire, ma solo nel caso in cui la vita della madre sia in pericolo. Dopo una maratona che ha provato il fisico e i nervi dei legislatori, la Camera bassa ha approvato il testo proposto dal premier Enda Kenny con 127 voti a favore e 31 contrari. La "Protection of Life During Pregnancy Bill" è un compromesso tra le diverse posizioni e ha suscitato critiche sia da parte di chi in un Paese a forte connotazione cattolica non vuole neppure sentir parlare di interruzione della gravidanza sia dallo schieramento che preme per la legalizzazione dell'aborto. La legge, che consente di abortire anche in caso di rischio di suicidio della donna, dovrà ora essere approvato dalla Camera alta del Parlamento, una formalità considerando che questa assemblea ha scarsi poteri ed è dominata dal partito di centrodestra Fine Gael di Kenny. Il voto ha chiuso un duro confronto, accompagnato da manifestazioni degli opposti schieramenti, durato da mercoledì mattina alle 5 di giovedì e poi, dopo una pausa per un po' di riposo, fino alla mezzanotte. Malgrado il testo fosse stato proposto dal primo ministro, ha creato non pochi problemi alla coalizione al governo da due anni. Kenny ha anche espulso dal gruppo del Fine Gael cinque parlamentari che si erano espressi contro la legge. Il via libera al testo arriva nove mesi dopo la morte di una giovane donna indiana alla quale era stata negata un'interruzione di gravidanza in un ospedale irlandese nonostante un aborto spontaneo in corso. La sua richiesta era stata negata perché la sua vita non era in pericolo in quel momento. Ma la giovane era comunque deceduta in seguito a sepsi. Nel dicembre 2010 la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva condannato l'Irlanda per aver vietato la possibilità di abortire a una donna malata di tumore, che temeva che la sua gravidanza potesse portare la sua malattia a riacutizzarsi. Nel 1992, la Corte Suprema irlandese aveva inoltre stabilito che una donna ha il diritto di abortire se la sua vita è in pericolo, ma questa decisione non era mai stata trasformata in legge. Ora il primo sì. E a questo punto Malta è l'unico Paese dell'Unione europea in cui l'aborto non è ammesso in nessun caso.
Repubblica.it


 

Immersion, la posta elettronica ci svela

METADATI. Ovvero, informazioni che parlano di altre informazioni. Roba per smanettoni, fino a qualche anno fa. Con l'aumentare delle preoccupazioni sulla privacy, e in particolare con l'esplosione del Datagate, l'opinione pubblica di mezzo mondo ha iniziato a guadagnare familiarità con questo genere di dati personali. E su come, spesso, siano gestiti senza le dovute garanzie. Sono quelli di servizio, che raccontano per esempio a che ora ci siamo connessi, a chi abbiamo spedito quella determinata e-mail, quanto è durata una conversazione telefonica e via elencando. Il paratesto, direbbero i linguisti. Tutto ciò che non riguarda il contenuto. Perché in fondo il contenuto non sempre serve a dipingere i nostri gusti e le nostre preferenze. Bastano infatti i metadati a rivelare indirettamente una montagna di altre informazioni riservate sulla nostra vita. Tanto che César Hidalgo al Massachusetts Institute of Technology ha deciso di avventurarsi in un'operazione a metà strada fra tecnologia e sensibilizzazione. Immersion, così ha battezzato la nuova creatura sfornata dal Media Lab dell'istituto statunitense, è un'applicazione web che consente di mappare i metadati delle tue email. Per dare l'idea di quanto possano raccontare anche solo quei pochi campi che compiliamo decine di volte al giorno: destinatario, Cc, Ccn. E poi ovviamente luogo e data dell'invio, oltre alla frequenza con cui ci messaggiamo con i vari destinatari. Un viaggio visivo nella storia personale, passata e presente, sulle ali della posta elettronica. Dati e persone. L'approccio di Hidalgo, che studia i metadati da decenni, è viscerale ed emotivo: "Tutti questi dati raccontano questioni delle persone - ha detto il docente a Boston.com - le informazioni d'altronde non hanno alcun senso senza gli umani. In passato abbiamo sistematizzato un sacco di informazioni che non riguardavano gli esseri umani, da quelle astronomiche a quelle sugli animali. Poi, passo dopo passo, abbiamo cominciato a raccoglierne di questo tipo: dovunque ce ne siano relative alle e-mail o alle transazioni finanziarie, questi dati coinvolgono le persone. E inoltre riguardano le interazioni fra la gente. Ecco perché penso che i metadati abbiano una componente emozionale". Il funzionamento del software è piuttosto semplice.
 Basta concedergli gli estremi per accedere all'account Gmail (per ora solo l servizio postale di BigG) e Immersion produrrà automaticamente uno specchio della storia epistolare informatica, per dirla cercando di non sbrodolarsi d'inglese. Insomma, una visione dei rapporti via email in base appunto alle interazioni con i contatti della rubrica. Attenzione: di contenuti non ce n'è traccia. Immersion, che sembra quasi il titolo di un film, lavora appunto su quello che c'è intorno. Che è, come il gruppo del Mit vuole dimostrare alla luce del sole - al contrario di quanto potrebbero fare sistemi nascosti in mano alle più diverse organizzazioni - davvero tanto. E davvero importante. Quel che ne esce è appunto una mappa nella quale le persone con cui abbiamo intrattenuto il maggior numero di relazioni, cioè con cui ci siamo scambiati più email, sono rappresentate da pallini più grandi. Fino a raccogliere la nostra top 100, cioè i cento contatti più frequentati (sempre via email, s'intende) da quando utilizziamo quell'account, tirando anche fra loro un rapporto preciso. Insomma, la nostra rete personale ricostruita a partire solo ed esclusivamente da un database fatto di metadati. A testarli, 500 studenti del MediaLab: "Quando hai accesso alla tua mappa - continua Hidalgo - inizi a realizzare che non stai interagendo con le persone, ma con reti di persone. Questo perché tutti i contatti con cui hai avuto a che fare sono a loro volta connessi da decine o centinaia di intrecci fra loro, magari indirettamente. Insomma, esistono anche in tua assenza. Quasi un'esperienza extracorporea, davvero molto potente". Potente anche sotto l'essenziale profilo della sensibilizzazione rispetto a cosa si rischia quando si naviga in Rete. Pur rimanendo nell'intimità della propria mailbox. 
 A pensarci bene, l'esperimento di Hidalgo e colleghi è in definitiva un modo per aiutarci a capire cosa Nsa e compagnia possono sapere di noi partendo da informazioni trascurabili e periferiche. Anche su base aggregata. Un'innocua operazione di auto spionaggio a fin di bene. Per dirla in altre parole, ci aiuta a realizzare esattamente ciò che Google sa del tuo account, quando non scende nella profondità dei contenuti: "Con lo scandalo dell'Nsa è come se il mondo avesse finalmente afferrato quel che una piccola parte di accademici sapeva fin dal 2004 o 2005 - continua il docente del Mit Media Lab - nessuno si curava dei metadati e di noi, si pensava che lavorare sulle e-mail o sulle registrazioni delle telefonate fosse una cosa da stupidi o al massimo una curiosità. Alla fine siamo arrivati a un mondo che è esattamente l'opposto, visto che ormai tutti si interessano di questi temi. Ecco perché per quanto mi riguarda penso che sia importante che si parli di queste cose". E che, grazie a Immersion, si faccia un giro nel proprio tesoretto informativo.
Repubblica.it

martedì 16 luglio 2013

Nialtri semo altri teèri

Nialtri semo altri teèri: il teèr è, ad esempio, il telaio della finestra. Detto di capacità di sopportare le magagne della vita perché, appunto, temprati dall'esperienza.

Peloton Bike

Peloton Bike è la prima cyclette per fare esercizi come in palestra dotata di sistema operativo Android 4.2, un successo che neanche i suoi stessi ideatori si sarebbero aspettati, tanto che su Kickstarter la cifra richiesta per avviare la realizzazione è già stata ampiamente superata. Quello che i ragazzi di Peloton hanno da subito pensato per questo genere di attrezzo, comunemente usato in palestra, è proporre un’interfaccia utente semplice e intuitiva ma, allo stesso tempo, sfruttare il sistema Android ed estendere le funzionalità multimediali all’esercizio fisico.
 A bordo di questa Cyclette è montato un display da 21,5 pollici in grado non soltanto di fornire indicazioni sul tipo di allentamento, ma capaca grazie al modulo Wi-Fi di andare ben oltre ad un semplice ascolto di musica. Attraverso i social network potremo creare delle vere e proprio videochat con i nostri contatti preferiti, comunicare con loro semplicemente con la voce attraverso un microfono e tracciare tutte le statistiche dei nostri allenamenti con la possibilità di salvarli anche in cloud. Come ogni Cyclette che si rispetti non mancheranno varie tappe da raggiungere, si tratta pur sempre di un attrezzo per fare esercizio fisico, e per dare il meglio di noi avremo a disposizione anche una leaderboards dove confrontare i risultati attraverso un pratico elenco. La data di rilascio ufficiale non è ancora stata comunicata, ma il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 1500$.  (fonte: android.hdblog.it/)

lunedì 15 luglio 2013

Sfreccia in Crociera

Tanti i vantaggi per chi decide di partire per una crociera MSC raggiungendo la localita' d'imbarco con Trenitalia (Gruppo FS Italiane). ''Sfreccia in Crociera'', questo il nome della campagna promossa congiuntamente da MSC e Trenitalia per l'estate 2013 - si legge in una nota -, offre particolari agevolazioni ai clienti delle due Societa'. Sara' possibile, infatti, viaggiare in treno a prezzi ridotti e, una volta a bordo della nave MSC, presentando il biglietto Trenitalia, ricevere omaggi e sorprese. La promozione durera' fino al 30 ottobre ed e' acquistabile in tutte le agenzie di viaggio italiane partner di Trenitalia e di MSC, dove i clienti potranno rivolgersi per le informazioni di dettaglio.
Con l'offerta Treno+Crociera viaggi con Trenitalia da/per la città di partenza/arrivo della tua crociera, e ricevi uno sconto° sul biglietto del treno: 
del 30% in Prima Classe / Business del 20% in Seconda Classe / Standard
La promozione è valida a bordo delle Frecce e degli Intercity per viaggi in treno effettuati nello stesso giorno di partenza/arrivo della crociera. A bordo dovrai esibire oltre al biglietto del treno anche il voucher crociera.
 
Inoltre, presentando il biglietto Trenitalia sulla nave, per te subito una bellissima sorpresa! 

Puoi acquistare la promozione in tutte le agenzie di viaggio italiane partner Trenitalia e MSC. Non sono consentiti cambi e rimborsi del biglietto.

L'offerta è soggetta  a restrizioni ed è valida fino al 31/10/2013.

°Lo sconto è calcolato sul prezzo del biglietto base adulti.

Platinum Palladium Printing with Leica M Monochrom


Platinum Palladium Printing with Leica M Monochrom from Luís Oliveira Santos on Vimeo.

domenica 14 luglio 2013

Il silenzio

Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore..L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.
Charlie Chaplin

Come sarebbe la nostra vita senza smartphone?

Perdere il proprio telefono cellulare infatti è un po’ come perdere un braccio. Come potresti aggiornare il tuo status sui social network, controllare la posta e tenerti occupato mentre vai al lavoro al mattino? Qualcomm, tra le aziende leader nel campo dei processori per dispositivi mobili, ha provato a immaginare cosa potrebbe succedere tra un postino che ti consegna una busta dietro l'altra e la pagina Facebook come un muro che ti crolla addosso mentre l'aggiorniamo

sabato 13 luglio 2013

Alzheimer, arriva il test

Il prelievo di un piccolo frammento di pelle dal polso, la coltura del tessuto in laboratorio e poi la lettura del test. Per scoprire se l’Alzheimer ha cominciato o no a danneggiare il cervello. Un esame capace di permettere la diagnosi quando, della malattia, ci sono dei segnali. Dall’assenza della memoria recente, al disorientamento spaziale, alla perdita della capacità di giudizio fino al repentino cambiamento di umore. Il test è pronto (tutte sperimentazioni sono state superate), entro l’anno verrà utilizzato negli Stati Uniti. Dove è stato messo a punto.

Daniel Alkon, direttore scientifico del Blanchette Rockefeller Neurosciences Institute, università West Virginia, ha dedicato il suo lavoro di ricercatore agli imperscrutabili meccanismi della memoria. Al suo andare e venire, al suo sparire. Anche in età in cui la memoria dovrebbe essere intatta. Due i filoni della sua ricerca: uno, appunto, va verso il test per riconoscere preventivamente la malattia di Alzheimer e l’altro verso l’utilizzo di un farmaco che dovrebbe essere in grado di riattivare le comunicazioni (le sinapsi) tra i neuroni. «I risultati degli studi che seguiamo da anni mi permettono di dire che abbiamo buone notizie per tutte e due le branche».

Cominciamo dal test, potrebbe essere fatto a tutti arrivati ad una certa età?
«No, no. Chiariamo subito che il test, il primo messo a punto, sarà utilizzato per le persone che mostrano i primi sintomi dell’Alzheimer. Per ora è così, poi vedremo».

Sintomi in un’età preoccupante?
«L’Alzheimer mostra tutta la sua crudeltà in età avanzata ma i primi segni, quando si ricostruisce la storia del paziente, si ritrovano anche in qualche anno prima»

A che cosa si riferisce?
«Ai buchi della memoria recente, al senso di spaesamento continuo, a repentini cambi di umore, ad atteggiamenti aggressivi, sintomi paranoici, disorientamento».

Perché, per valutare se si è malati o no di Alzheimer, prendete una frammento di pelle?
«L’obiettivo è quello di verificare la quantità di una proteina, la PKC epsilon, presente sia nell’epidermide che nel cervello. Questa impedisce alla proteina tossica dell’Alzheimer di distruggere le connessioni tra le cellule nervose. Le sinapsi. E proprio la perdita di sinapsi nel cervello dei pazienti con Alzheimer è strettamente correlata con il grado di demenza».

E in laboratorio che ne fate del materiale prelevato dal polso?
«Il frammento di pelle viene messo in coltura. Dopo due settimane viene testato e letto con una tecnica che impiega quasi due ore. Se il dosaggio della proteina PKC epsilon risulta basso o i risultati della sua attivazione sono bassi vuol dire che il paziente ha il morbo di Alzheimer».

Quindi, quei sintomi che ha elencato, sono da attribuire ad altre malattie?
«Infatti. Il test può servire anche per escludere la malattia. A quel punto si va a cercare altrove la causa del danno alla memoria. Pensiamo ad un problema vascolare come ad un profondo stato depressivo. Ma è importante escludere la patologia più grave».

Quale decisione prende, a questo punto, un medico visto che non esiste una cura per il morbo di Alzheimer?
«Ora utilizza i farmaci che si hanno a disposizione per rallentare la patologia basati sulla presenza delle placche nel cervello. Ma può fare anche molto di più monitorando con ancora maggiore attenzione l’evolversi della degenerazioni. Noi, al Blanchette Rockefeller, abbiamo appena iniziato a sperimentare una nuova terapia. Che deriva proprio dalle ricerche sul ruolo critico della perdita delle sinapsi nell’insorgenza della demenza».

Ha avviato una sperimentazione con quale farmaco?
«Un nostro lavoro ha dimostrato che un proteina, la briostatina, è in grado di stimolare la produzione di proteine essenziali per la memoria a lungo termine. La briostatina è stata sviluppata inizialmente come farmaco contro i tumori, ma viene usata raramente».

Quindi, un medicinale nato per i tumori ora lo adottate contro l’Alzheimer?
«Due mesi fa ci è stato dato il via libera, lo stiamo sperimentando e i risultati sono soddisfacenti».
Può rivelare su quali pazienti state lavorando?
«Sì, su una donna di 38 anni...»

(da un articolo di  Carla Massi - Gazzettino.it)

WaterCar Panther, the amphibious off-road vehicle

Creato per colmare il 'mare' che passa tra un veicolo navigante e uno stradale, l'americano WaterCar Panther vanta le caratteristiche del vero veicolo anfibio, passando in appena 15 secondi dalla navigazione sull'acqua alla modalita' fuoristradistica. La ricetta e' semplice, almeno a parole. L'azienda americana WaterCar ha progettato la Panther costruendo una carrozzeria in composito simile a quella di una Jeep CJ-8 degli anni ottanta. Per ottenere la giusta rigidita' l'ha assemblata a un telaio in tubolare in acciaio al cromo-molibdeno, costruito per resistere a qualsiasi sforzo o contraccolpo preso su strada o in navigazione. La vettura e' stata poi assemblata a uno scafo in vetroresina, con ruote pieghevoli a scomparsa, riempito con circa 1 metro cubo di espanso a cellula chiusa inaffondabile approvato dalla di US Coast Guard. Infine nel veicolo e' stato installato, nella parte posteriore, un motore Honda Acura V6 in alluminio da 3,7 litri con 305 Cv di potenza. Il risultato e' un 'vero anfibio' in grado di raggiungere i 130 km/h su strada e di planare a 70 Km/h sull'acqua.
 Con la Panther, riferisce il costruttore, si puo' entrare in acqua fino alla velocita' di 24 km/h. Una volta entrati in acqua, il pilota mette in folle il cambio a quattro velocita', utilizza una manopola per commutare la propulsione in jet drive e per sollevare fuori dall'acqua ruote e pneumatici con un sistema idraulico e avvia la navigazione. L'intera procedura per passare da mobilita' terrestre a navigazione richiede circa 15 secondi. La stabilita' della Panther sull'acqua e' notevole, per un'imbarcazione di soli 4,60 metri. Il progetto Panther consente l'utilizzo anche come un auto fuoristrada. Cio' e' dovuto all'esperienza off-road, presa in prestito dalla Jeep, e dalle grandi gomme tassellate. Ma e' soprattutto il risultato del progetto WaterCars e del sistema di sospensioni a corsa lunga Panther. Lo scopo principale dell'inedita sospensione e' di permettere alla Panther di passare direttamente dentro e fuori dell'acqua senza dover ricorrere a uno scalo di alaggio. Il nuovo sistema di sospensioni messo a punto dalla WaterCar, inoltre, ha dato alla vettura la possibilita' di ben figurare anche su terreni difficili come le dune di sabbia dell'Arizona. Come per ogni prodotto fatto per andare in mare, pero', la corrosione diventa una sfida da vincere. Il team WaterCar ha conosciuto e affrontato tutte le esperienze possibili contro la corrosione. Alla fine Panther puo' essere utilizzata nell'acqua salata purche' sia eseguita una rigorosa azione di lavaggio e una procedura di manutenzione contro il salmastro ogni volta che l'auto viene lasciata ferma per il periodo di rimessaggio.
 

I prezzi partono dai 76.000 dollari richiesti per il kit Rolling chassis (da montare, richiede componenti aggiuntivi), passano per i 106.000 dollari della versione Turn-key minus (priva del motore per la strada) e arrivano ai 135.000 dollari del veicolo già completo.

venerdì 12 luglio 2013

Massimo Bubola: ''Ho scordato te, scordando me''

Si intitola ''Ho scordato te, scordando me'', ispirata dalla vicenda del piccolo Luca Albanese, due anni appena compiuti, morto il 3 giugno scorso a Piacenza, per essere rimasto troppo al lungo al caldo nell’auto del padre Andrea, che lo aveva dimenticato andando al lavoro. Ogni verso della canzone, comunque, ha attinenza a fatti realmente accaduti. L'illustrazione è di Federico Vicentini

il camion diventa una barca

giovedì 11 luglio 2013

Vespa LX , motore a tre valvole




Su Vespa LX e Vespa S debutta un nuovo motore, a buon diritto considerato lo stato dell’arte in questo segmento e destinato a precorrere i tempi per le ottime prestazioni nonché per consumi e emissioni inquinanti ridotte. Con il propulsore 125-150 3V Piaggio apre, ancora una volta, una finestra sul futuro della tecnologia destinata a durare nel tempo. Si tratta di un monocilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a camme in testa a 3 valvole (2 di aspirazione e 1 di scarico) e alimentazione a iniezione elettronica, studiato e costruito negli stabilimenti di Pontedera, tra i centri di ricerca e sviluppo più evoluti a livello mondiale, con l’obiettivo di aumentare le prestazioni e diminuire i consumi di carburante e le emissioni inquinanti. Per ottenere maggiori performance ed essere già pronto per le future e restrittive normative antinquinamento, è stato eseguito uno scrupoloso lavoro di studio per la diminuzione degli attriti e il miglioramento della fluodinamica.


http://www.vespa3v.com/it/3v.html

Elham, la campionessa di nuoto che imbarazza gli ayatollah

UN PESCE di nome Elham. Elham Asghari: campionessa in quell'Iran dove ogni donna è tabù, che per veder riconosciuto il suo talento in mare ha elaborato una mise castigatissima. Composta da una muta da sub, un camicione nero lungo fino ai piedi e una cuffia, coperta a sua volta da un foulard. Abiti che una volta bagnati pesano più di sei chili. "Nessuno vorrebbe nuotare così. Ma non avevo scelta". Con quell'armamentario addosso lo scorso 11 giugno ha nuotato per 20 chilometri in mare aperto a largo di Noshar, Mar Caspio. E già sarebbe un'impresa da campioni. Ma Elham, che ha 32 anni e nuota da quando ne aveva 5, lo ha fatto in meno di sei ore: conquistando quello che nel suo Paese è il nuovo record nazionale. 

Record che ora nessuno vuol riconoscerle: pur sotto quella sorta di hijab acquatico qualcuno avrebbe intravisto le sue forme femminili. "C'erano sei ufficiali di gara a certificare la mia impresa. Nessuno aveva avuto da eccepire. Solo dopo, la Federazione ha ritoccato il record a 18 chilometri e poi deciso di non registrarlo. Il motivo? Hanno detto che non importa quanto islamico fosse il mio costume: era comunque inaccettabile".

Elham Asghari non ci sta: e affida la sua denuncia a un video postato in rete che è già diventato virale. Dove nuotando coperta, ovviamente, da capo a piedi, racconta la sua storia. Sportiva di professione - insegna nuoto alle ragazze da quando aveva 17 anni perfezionando le sue tecniche soprattutto grazie a internet - ha creato il suo costume speciale proprio per non rinunciare al suo sogno. Anzi, alla sua battaglia: "Nuotare non può essere un privilegio maschile". 

Parole rivoluzionarie in un Paese dove le donne possono utilizzare le piscine pubbliche solo in giorni e orari particolari e sono obbligate a frequentare spiagge "femminili" dove comunque devono stare completamente coperte: e soprattutto non possono avventurarsi in mare aperto. Le atlete hanno poche possibilità di competere: le nuotatrici iraniane non possono partecipare a gare fuori del paese e l'unica competizione internazionale dove sono ammesse sono i Women Islamic Games, giochi femminili islamici che si tengono ogni quattro anni proprio a Teheran.

Elham ha sempre combattuto questi divieti: e nel 2008 - con lo stesso burkini addosso - era riuscita perfino a ottenere il suo primo record ufficiale, regolarmente certificato dal ministero dello Sport per i 12 chilometri a dorso. Poi, nel 2010, aveva tentato di circumnavigare l'isola di Kish, nel Golfo Persico. Ma dopo appena 5 chilometri - e nonostante la presenza anche in quell'occasione dei giudici di gara - venne letteralmente investita dalla barca della polizia che tentava di fermarla. I suoi abiti finirono strappati e lei fu lievemente ferita a una gamba. Un'esperienza scioccante: "Non dormii per notti e notti". 

Questa volta la campionessa non ci sta: e ha deciso di chiedere aiuto alla rete, anche perché, ha spiegato al quotidiano inglese Guardian, spera che col nuovo presidente Hassan Rouhani le cose possano cambiare e nel nuovo governo "non ci sia spazio per quelle persone che hanno finora ostacolato i miei tentativi". Anche altri intellettuali iraniani si stanno mobilitando. Come il videoblogger Farvartish Rezvaniyeh: che ha realizzato a sua volta un altro video virale dove, a ritmo del tormentone Harlem Shake, nuota anche lui completamente vestito in piscina, cappuccio da terrorista in testa.

"I miei 20 chilometri sono ostaggio di persone che non potrebbero nuotare nemmeno per 20 metri" dice Elham. "Mi hanno detto di lasciar perdere, di pensare ad altro. Ma no. Questa volta io non riununcio". Riuscirà almeno la rete (di Internet) a salvare il pesce di nome Elham?

(Repubblica.it)

mercoledì 10 luglio 2013

Monte Everest: si può videochiamare

Da pochi giorni, chi sta pensando di effettuare una scalata del Monte Everest, una volta arrivato in cima, è in grado di effettuare una videochiamata in HD per condividere la proprie emozioni con altre persone. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all'operatore cinese China Mobile che, collaborando con Huawei (che ha fornito tutto il materiale), ha creato l'infrastruttura necessaria per coprire totalmente l'Everest, dal campo base fino alla cima che si trova a 8.848 metri sopra il livello del mare. Con l'arrivo di LTE sarà più facile la vita degli scalatori professionisti e dei ricercatori, che fino ad ora potevano utilizzare esclusivamente un segnale 2G, attivato sempre da China Mobile nel 2007, in previsione del passaggio della fiaccola olimpica nei pressi dell'Everest.


Monte Everest di viaggiatoreitaliano

Orquesta de Instrumentos Reciclados de Cateura - Paraguay

martedì 9 luglio 2013

Lo sbocciare delle piantine, il timelapse è ipnotico

La tecnica video del timelapse permette di raccontare in un breve spazio di tempo, fenomeni che avvengono in un periodo relativamente lungo, al rallentatore. Unito alla fotografia macro, come in questo lavoro del regista montenegrino Daniel Csobot, è possibile mostrare con una eccezionale definizione ciò che l'occhio nudo non vede. Così, lo sbocciare dei fiori, che distendono i petali alla luce del sole, lo stelo che spunta dal seme ed emerge dalla terra, lo sbocciare simultaneo di centinaia di piantine come un esercito che si leva dal sonno diventano uno spettacolo ipnotico, offerto dalla Natura e dalla tecnologia, grazie al tempo accelerato e alla minuzia dei particolari

Divisione Cargo: prima in Europa a trasportare gelato con i treni merci

Green Express è un progetto innovativo che pone l’Italia all’avanguardia: per la prima volta in Europa, il treno trasporterà uno dei simboli dell’Italian style, il gelato. Trenitalia e Unilever, sotto l’egida del Ministero dell’Ambiente, hanno infatti deciso di “cambiare le regole del gioco” creando un’alleanza che dà nuovo impulso al trasporto merci su rotaia. Un modello di collaborazione che pone il treno e il trasporto su rotaia al centro di un modello sostenibile di logistica integrata finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2 nel nostro Paese. Grazie al nuovo collegamento intermodale i treni merci della Divisione Cargo di Trenitalia diventano il vettore principale per trasportare i gelati Algida dallo stabilimento di Caivano (NA) all’hub logistico di Parma. Il servizio di Trenitalia Cargo ha attualmente una frequenza di 3 coppie di treni a settimana, a regime arriverà a cinque coppie di treni. 
Trenitalia effettua i collegamenti ferroviari fra lo scalo merci di Marcianise e quello di Castelguelfo, mentre l’ultimo miglio stradale è a cura della società Catone. Il nuovo collegamento intermodale, circa 700 chilometri, consente infatti di togliere dalla strada ogni anno circa 3.500 camion e di ridurre le emissioni annue di CO2 di oltre 2.600 tonnellate, il 76,4% in meno rispetto al trasporto solo su gomma. Inoltre, il trasporto ferroviario consente, oltre a ridurre sensibilmente l’incidentalità stradale, anche un risparmio energetico annuale di oltre 40milioni di megajoule (-75,1% rispetto al trasporto su gomma), pari al fabbisogno annuo di circa 4.200 famiglie medie italiane. “Si tratta di un’iniziativa importante per il nostro Paese, di un punto di snodo significativo per il nostro sistema dei trasporti”, ha dichiarato Mario Castaldo, Direttore della Divisione Cargo di Trenitalia. “Per ogni tonnellata trasportata, le emissioni generate da un camion euro5 (il più “ecologico”) sono oltre tre volte quelle del treno. La scelta del treno è quindi quella più sostenibile”. “Questa nuova iniziativa – ha continuato Mario Castaldo – costituisce un esempio molto positivo per tutte le aziende che producono nel nostro Paese. Se le aziende infatti puntassero ad un sistema di trasporto intermodale basato sulla rotaia, i benefici sarebbero notevoli per tutti e si ridurrebbe notevolmente l’inquinamento atmosferico in Italia. Ci auguriamo perciò che questo esempio positivo sia seguito da altre aziende”. Con il progetto Green Express, iniziativa d’eccellenza per il sistema logistico italiano ed europeo, Trenitalia Cargo, attraverso lo sviluppo anche di servizi ferroviari per la GDO (grande distribuzione organizzata), è impegnata ad incrementare la quota di merci trasportate su ferro sottraendo quote modali al trasporto stradale, mentre i competitors si limitano al semplice cherry-picking sui traffici ferroviari già esistenti.