giovedì 4 luglio 2013

il sassofono

Mettetevi comodi. Abbassate le luci e accendete le casse. E poi cliccate qui, qui e qui. Se state apprezzando, sappiate d'essere in debito – oltre che con Bird, naturalmente – anche con Alphonse Sax, l'inventore belga che il 28 giugno 1846, esattamente 167 anni fa, brevettò lo strumento a fiato che porta il suo nome. Il sassofono. Che, ancora oggi, anche se i tempi di Charlie Parker e John Coltrane sono lontani, riscuote un successo niente male (anche se, dobbiamo ammettere, in contesti parecchio diversi). Nato a Dinant, in Belgio, nel 1814, Sax era figlio d'arte: suo padre era un costruttore e creatore di strumenti musicali (brevettò una versione modificata del corno).
 Ma, ben presto, l'allievò superò il maestro: già giovanissimo, Adolphe cercò di fondere due flauti e un clarinetto per creare un nuovo strumento. Successivamente, si iscrisse al Royal Conservatory of Brussels per studiare i due strumenti. E si diede alla sperimentazione, mentre suo padre continuava a produrre strumenti convenzionali per sbarcare il lunario. La prima invenzione riguardò il miglioramento del clarinetto basso, per cui Adolphe ricevette un brevetto all'età di ventiquattro anni. Dopodiché, studiando la teoria acustica elaborata dal padre per l'esatto posizionamento dei fori sui legni degli strumenti a fiato, intuì che “il timbro di un suono è determinato dalle proporzioni della colonna d'aria e non dal materiale del corpo che la contiene”. Forte di queste conoscenze, si trasferì a Parigi, dove si dedicò in particolare agli ottoni, sviluppando i cosiddetti “saxhorn”, in sette taglie diverse con identiche proporzioni. Fu durante questo periodo che Adolphe maturò l'idea di uno strumento ibrido, che avrebbe dovuto combinare la flessibilità tecnica dei legni al grande volume di suono proprio degli ottoni. 
Costruì così un'intera famiglia di sassofoni (sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso), ricevendo immediatamente gli elogi dei principali compositori coevi, tra cui Hector Berlioz (che più tardi dedicherà al sassofono un intero capitolo del suo “Trattato di strumentazione”). Ma tanta fortuna non era destinata a durare. Sax, oggetto dell'invidia dei colleghi, fu boicottato in tutti i modi. Furono appiccati vari incendi alla sua azienda, i suoi dipendenti vennero minacciati, subì svariate aggressioni fisiche e fu persino trascinato in tribunale. Tutte cose che poco hanno a che fare con la nobiltà della bella musica. E che minarono il suo stato di salute, portandolo ad ammalarsi di cancro e a morire, nella più completa indigenza, nel 1894. Riposa a Montmartre. 

 Fonte: wired.it

1 commento:

Sandra M. ha detto...

Adoro il suono del sax. Un bellissimo dono per il mio ritorno a "bloggare".