sabato 17 agosto 2013

Blackshape

Se poi la questione dei giovani che ce la fanno è che facciano cose vere, concrete, materiali, "e non il solito sito internet", allora guidate verso sud, e fermatevi un po' prima del Salento della taranta, del mare azzurro e delle discoteche. Fermatevi a Monopoli. Lo vedete dalla strada il capannone che cercate. Fuori c'è un cartello con la scritta Blackshape e sopra c'è la foto di un aereo in volo. Ebbene sì, Luciano Belviso, 30 anni fra una settimana, e Angelo Petrosillo, 30 anni ancora per qualche mese, nella vita disegnano, progettano, costruiscono e vendono aerei. Aerei. Piccoli, favolosi, aerei ultraleggeri in fibra di carbonio. Lo fanno da più di quattro anni. Ne hanno già venduti 53 esemplari in 24 paesi. In testa Sud Africa e Russia. L'Italia è esclusa, per ora: sarà la crisi. Ma Blackshape non è soltanto un esempio del nuovo made in Italy: è la storia forse più luminosa della innovazione possibile, nonostante tutto, in questo paese. Adesso. Perché è una storia che, come le favole migliori, ha tutti gli ingredienti al posto giusto. 

Intanto il capitale umano. Cioè loro due, Luciano da Bari e Angelo da Monopoli. Si conoscono alle superiori, sono stati eletti nella consulta studentesca e si incontrano lì. Diventano amici anche se sono diversi. Luciano è appassionato di aerei e vuole fare l'ingegnere, Angelo è un umanista con un talento per il business. Finiscono tutti e due a Parigi, per completare gli studi e potrebbero restare lì o andare in giro per il mondo: i classici cervelli in fuga. E invece tornano a casa. In Puglia.

E veniamo al secondo ingrediente: il ruolo delle istituzioni pubbliche. In Puglia la prima giunta guidata da Nichi Vendola ha deciso di cambiare le politiche verso i giovani: non più soldi agli enti per la formazione professionale per darli invece ai ragazzi per realizzare un'idea. Si tratta di dare uno sbocco ai Bollenti Spiriti dei ventenni, il progetto si chiama proprio così. Angelo e Luciano partecipano, vincono, e con 25 mila euro a fondo perduto tornano a casa.

Il terzo ingrediente è l'idea innovativa. La voglia di fare qualcosa di nuovo. "Faremo mobili di design in fibra di carbonio" avevano detto i due per vincere il bando della regione Puglia. Ma poi hanno cambiato tutto. O quasi. La fibra di carbonio è rimasta, ma hanno deciso di usarla per fare aerei invece di tavolini e sedie. L'ispirazione dicono di averla avuta da un certo Bepi Vidor, "un mito dell'aeronautica italiana", che abita vicino Treviso dove si diverte a progettare aerei. Ancora oggi Angelo e Luciano ogni tanto dicono di andare fin lassù a chiedere consiglio. Il quarto ingrediente sono i capitali privati. Perché senza quelli non si va da nessuna parte "e la nostra idea sarebbe rimasta una buona idea e basta". Infatti è bello dirsi che Blackshape è nata con appena 25 mila euro. Ma se un giorno in cui stavano per mollare tutto, Luciano ed Angelo a Monopoli non avessero incontrato l'imprenditore Vito Pertosa, che ha una azienda leader mondiale della diagnostica per treni, e non lo avessero convinto a investire in Blackshape la storia sarebbe finita lì. E invece con un milione di euro è diventata quello che è oggi. 

Il prodotto. È la Ferrari dei cieli, dicono nel resto del mondo. Non a caso uno dei primi a far visita alla fabbrica è stato il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Ma quello che colpisce dei tre modelli che escono dallo stabilimento di Monopoli, sono i numeri: "Un Blackshape pesa circa la metà dei concorrenti, è più veloce e consuma molto meno" giura Luciano che ne cura la progettazione.

L'azienda è l'ultimo ingrediente. Mixare talento personale, idea, soldi, sostegni pubblici, prodotto e far diventare il tutto una azienda. Valore. Posti di lavoro. Racconta Angelo: "Oggi abbiamo quasi 70 dipendenti e lo stabilimento ha appena raddoppiato i metri quadri. Siamo a quattromila. L'obiettivo è passare da quasi due a quattro aerei al mese. Se ci riusciremo diventeremo il settimo produttore mondiale". 

Pazzesco no? Ma quel che colpisce è l'attenzione a certi dettagli. Le politiche di genere per esempio: "Fra i dirigenti c'è una perfetta alternanza fra uomini e donne. Due volte alla settimana la spesa viene consegnata in fabbrica. E l'orario d'ingresso è flessibile per chi porta i figli al nido". E poi l'apertura ai nuovi talenti: "Ogni sei mesi dieci studenti di ingegneria fra i migliori di Europa vengono invitati a far parte del nostro laboratorio, dove gli viene dato un progetto specifico. Il migliore progetto viene realizzato, porterà per sempre il nome dello studente che viene assunto a tempo indeterminato". 

Tutto ciò non è casuale o voglia di essere a tutti i costi politicamente corretti: tutto ciò è figlio del fatto che Luciano e Angelo sono dove sono grazie all'innovazione e sanno benissimo che senza ricerca non c'è sviluppo. Per questo Angelo lavora ad una proposta affinché si crei in Italia "un acceleratore di investimenti per le piccole aziende ad alto contenuto tecnologico". Un suo appunto è già finito sul tavolo di palazzo Chigi nei giorni scorsi. 

La storia potrebbe finire qui e invece probabilmente è appena iniziata. Perché l'obiettivo adesso è di costruire l'aereo più ecologico del mondo. Luciano ha un modo bellissimo di dirlo: "Per fare le cose, bisogna farle. Senza aspettare niente e nessuno". Si chiama innovazione senza permesso.

(Fonte: Repubblica.it)

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