sabato 14 settembre 2013

Velocità Adsl, che delusione

ADSL in Italia, la delusione continua: la velocità reale di connessione, misurata sul campo, è di ben il 60 per cento inferiore a quella promessa (7 o 20 Megabit). E c’è pure una notevole differenza tra le diverse regioni: tutti gli italiani pagano lo stesso per navigare, ma quanto ricevono poi può essere più o meno buono. C’è un po’ lo specchio dell’Italia digitale - tra promesse mancate e grosse differenze territoriali - nel nuovo studio di SosTariffe.it. Repubblica.it può anticiparne le conclusioni, frutto di 500 mila test di velocità fatti dal 2010 a oggi sul sito. Si rivela un’Italia paralizzata nella velocità di internet: in media si viaggia a 5,1 Megabit al secondo, più 8 per cento rispetto a tre anni fa; ma solo grazie alla crescita delle Adsl 20 Megabit, più costose e meno frequenti. Le Adsl comuni, a 7 Megabit, hanno ancora una velocità media reale di 4 Megabit.
Quelle 20 Mega sono più veloci ma non di molto: 7,1 Mbps. Possono essere una delusione più grave rispetto a quanto pubblicizzato dagli operatori. Già, le 20 Megabit hanno una velocità reale che è meno della metà di quella venduta. E che sia una velocità deludente lo dimostra anche questo fatto: gli operatori sono tenuti a dichiarare e rispettare una velocità minima di connessione, per le diverse Adsl, e nel caso delle 20 Megabit questo minimo garantito va da 7,2 a 10 Megabit circa. Lo si può leggere negli indicatori pubblicati sul sito Misurainternet dell’Authority tlc. Significa che i 7,1 Megabit di media sono una violazione delle norme. Se accertata con il test di velocità ufficiale dell’Authority, obbligherebbe l’operatore a rimediare o a concedere la disdetta gratuita agli utenti, in base alla normativa di settore. SosTariffe.it spiega il fenomeno con il boom di traffico e di utenti. "Se da un lato è evidente che la crescita non può definirsi molto soddisfacente in un periodo di rapida evoluzione tecnologica del settore come quello di questi anni, è evidente che nello stesso periodo di tempo è aumentato notevolmente il volume di traffico Internet da gestire a causa del boom di nuovi dispositivi come smartphone e tablet e della sempre maggiore fruizione di servizi di streaming musicale e video da parte degli utenti", si legge nello studio. I dati rivelano anche che la regione più veloce è la Toscana, con una media di 5,6 Megabit al secondo.
 Molto meglio rispetto a quella più lenta, l’Abruzzo. Tra le più veloci ci sono anche la Puglia e la Campania e tra le più lente il Veneto. Sembra insomma che la velocità non dipenda solo dal mercato ma anche dalle caratteristiche orografiche del territorio. Lo studio non lo dice, ma sta pesando sempre più un altro fattore: gli operatori alternativi a Telecom Italia spingono sempre meno le offerte nelle zone dove non hanno proprie infrastrutture estese (di unbundling). Hanno tagliato le promozioni e l’attività di conquista clienti, quindi, nelle zone in cui devono appoggiarsi di più sulla rete Telecom. Il motivo è che in queste i costi a monte per gli operatori sono maggiori e quindi la vendita di Adsl diventa poco (o per nulla) conveniente. La situazione potrebbe cambiare nei prossimi mesi con i tagli decisi dall’Authority sui costi che gli operatori devono pagare a Telecom per l’uso della rete. La vera svolta però si avrà con la diffusione delle reti a banda ultra larga, con fibra ottica a 30 e a 100 Megabit. In questo caso, grazie alla diversa tecnologia usata (meno basata sul doppino di rame), la velocità reale è quasi uguale a quella reclamizzata.



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