venerdì 25 ottobre 2013

naturismo in Veneto

Via libera della commissione Turismo alla proposta di legge relativa al «Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista». Un provvedimento atteso da molte associazioni di naturisti e in particolare in Veneto dall'Associazione ANAA-SFKK, che, nel giugno 2011, ha ottenuto dal comune di Jesolo l'utilizzo di una parte della spiaggia del Mort, varando così ufficialmente la prima spiaggia naturista nel Veneto. Questa associazione ha più volte fatto presente che sono numerose le richieste di spazi e strutture ricettive provenienti da associazioni naturiste e agenzie turistiche di tutto il mondo e ha chiesto alla Regione di riconoscere e regolamentare lo svolgimento di tale pratica, promuovendo al contempo una nuova forma di turismo. Da un punto di vista economico, infatti, il turismo naturista è una voce importante, con un fatturato in Europa stimato in circa 700 milioni di euro con circa 600 strutture. Il presente progetto di legge è, pertanto, finalizzato a riconoscere e valorizzare turisticamente la pratica del naturismo anche in Veneto. A tal fine si prevede: il riconoscimento da parte della Regione delle finalità turistico-ricreative del naturismo; che il naturismo sia consentito liberamente, purché in aree appositamente destinate e accessibili soltanto a coloro che condividono tale pratica; tutte le aree, pubbliche o private destinate al naturismo dovranno essere opportunamente delimitate per evitare ogni promiscuità di spazi con chi non condivide tale pratica e, per lo stesso motivo, dovranno essere riconoscibili dall'esterno e adeguatamente segnalate; i comuni possono destinare al naturismo spiagge, boschi, parchi e altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici. La gestione di tali aree potrà essere concessa a privati, ad associazioni o a organizzazioni riconosciute che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione. Forte soddisfazione per l’approvazione del provvedimento è stata espressa al termine della seduta da Bassi, che ha voluto sottolineare che «pur non essendo naturista, ritengo coniugabile questa causa per due ordini di motivi. Il primo per una tutela della libertà delle persone che intendono praticare questo tipo di turismo. Impedirlo è sbagliato, ovviamente nel rispetto della legalità e della libertà altrui. Ecco perché è giusto prevedere delle strutture riservate. Il secondo motivo – ha proseguito l’esponente leghista - è di ordine squisitamente economico, considerato che questo settore turistico è in continua crescita e vede una forte percentuale di praticanti nei Paesi del nord Europa, che solitamente prediligono il nostro Paese e in particolare la nostra regione. Sarebbe quindi non solo sbagliato, ma anche scellerato ed antieconomico non cogliere questa opportunità, costringendo questi flussi turistici a scegliere la Francia o la Croazia».

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