sabato 26 ottobre 2013

Wat Pa Maha Chedi Kaew

Il Wat Pa Maha Chedi Kaew, meglio conosciuto come il Tempio del milione di bottiglie, si trova in Thailandia a circa 600 chilometri a nord-est di Bangkok ed è un esempio lampante di come il riciclo possa produrre una straordinaria opera d’arte. La raccolta di bottiglie per realizzare la costruzione fu iniziata nel 1984 quando alcuni monaci, stanchi di vedere la campagna circostante invasa dall’immondizia, pensarono di raccogliere le bottigliette abbandonate per utilizzarle come materiale da costruzione. Dopo un lavoro di pulizia dell'area, la creazione della struttura volle essere, oltre che sede e santuario, un simbolo della possibilità di ripulire anche la mente umana, ma certamente viene proposta anche come tappa di ecoturismo del Sud-Est asiatico. Il tetto, le colonne interne ed i decori dei venti edifici del complesso sono interamente realizzati con bottiglie di Singha, l’ottima birra locale, e di Heineken che permettono una perfetta illuminazione interna oltre ad essere facili da pulire. Sono state realizzate zone dedicate alla preghiera ed alla meditazione, dormitori per i monaci, impianti per la cremazione dei defunti, pozzi per la raccolta dell’acqua e servizi per i visitatori. La struttura, oltre ad essere un luogo di culto, vuole essere simbolo di come sia possibile ripulire l’ambiente ma soprattutto la mente umana e viene proposta come tappa fondamentale dei tour di eco-turismo in Thailandia.
 Ora che il Tempio è costruito la raccolta delle bottiglie non termina di certo. L’abate San Kataboonyo ha infatti dichiarato che maggiore è il numero di bottiglie offerte dalla comunità più palazzi nuovi si possono edificare. Nel 2010 la signora Jenna Mack, che vive nella Virginia Occidentale ha iniziato un’impresa simile: costruire una casa di bottiglie di vetro con una zona giorno di circa 5 m per 6 ed una camera da letto calcolando che avrebbe avuto bisogno di circa 15.000 bottiglie di birra vuote. Chissà se l’ingegnosa signora avrà terminato la sua opera, fatto sta che in Italia, da un’indagine condotta recentemente, la raccolta differenziata risulta essere ancora un faticoso e non necessario.


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