giovedì 28 novembre 2013

La malaria

Il parassita della malaria è cambiato spontaneamente a causa di una mutazione genetica, mettendo a rischio decine di milioni di Africani finora considerati resistenti alla malattia. 
La scoperta, pubblicata sulla rivista PLoS Neglected Tropical Disease, si deve ai centri di ricerca statunitensi Case Western Reserve University e Cleveland Clinic Lerner Research Institute.

I ricercatori hanno scoperto recenti mutazioni genetiche nel Plasmodium vivax, chiamato parassita della malaria benigna perchè è meno letale del Plasmodium falciparum. Ma a differenza del cugino questo parassita puo' sfuggire di piu' ai trattamenti ed emergere ripetutamente provocando ricadute di mal di testa debilitanti, nausea e febbre.

Il Plasmodium vivax è responsabile di oltre 100 milioni di casi di malaria ogni anno, ma le mutazioni individuate possono rendere suscettibili alle infezioni decine di milioni di africani finora considerati resistenti. Il progetto 'Malaria Atlas Project' stima che nel mondo vi siano 2,5 miliardi persone a rischio malaria a causa delle mutazioni del parassita. ''Abbiamo trovato la duplicazione di un gene che permette al parassita di infettare i globuli rossi e due possibili componenti aggiuntivi responsabili di un meccanismo di invasione dei globuli rossi piu' complesso'', ha osservato Peter Zimmerman, uno dei coordinatori del lavoro.

Il Plasmodium vivax infetta le persone attraverso la proteina chiamata Duffy, che si aggancia a un recettore che si trova sulla superficie dei globuli rossi. Le persone che non hanno il recettore sono chiamate Duffy-negative e sono resistenti alle infezioni. Tuttavia negli ultimi 10 anni sono stati segnalati molti casi di persone Duffy-negative che hanno contratto la malaria. I nuovi elementi presenti nel genoma del parassita sono due proteine che assomigliano molto alla proteina Duffy e potrebbero essere proprio queste proteine la causa delle infezioni in crescita tra le persone finora resistenti. (Ansa,it)

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