lunedì 11 novembre 2013

San Martino

Nella provincia di Venezia è tradizione festeggiare il giorno di san Martino, che cade 11 novembre. Ecco alcuni cenni storici su questo santo:
Martino di Tours è il santo più popolare che la Francia abbia avuto nell'antichità e nel Medio Evo; fu il primo padre del monachesimo e grande apostolo delle Gallie. Nacque nel 316 d.c. a Sabaria in Pannonia. Figlio di un tribuno militare pagano, a quindici anni si arruolò nella guardia imperiale a cavallo. A diciott'anni ad Amiens in Francia, avendo scorto un poverello intirizzito dal freddo che si appellava al buon cuore dei passanti, divise in due con un colpo di spada il suo mantello militare e ne diede metà al povero. Provocando così a seguito di quest'atto di carità, un breve miracoloso miglioramento del clima:"Estate di S. Martino". Fu battezzato ad Amiens lo stesso anno. Lasciò il servizio militare essendosi rifiutato di combattere contro i barbari ed iniziò studi teologici. 
A Poitiers fu consacrato diacono e poi prete. Dopo dieci anni fu eletto a voce di popolo Vescovo di Tours il 4 luglio 371. Diede notevole impulso alla vita monastica e nel 372 fondò la prestigiosa Abbazia di Marmotier, vicino a Tours, dove accorsero monaci, chierici e vescovi santi. Martino provvide alla conversione delle campagne pagane ; accompagnato dai suoi monaci, intraprese regolari spedizioni missionarie nelle quali predicava, convertiva, distruggeva i templi sostituendoli con chiese e introdusse le festività cristiane. A parte la fama delle gesta miracolose, l'azione svolta da Martino nei 26 anni del suo episcopato fa di lui una delle figure più significative del cristianesimo. Morì a Candes l'8 novembre 397. Il suo corpo fu accompagnato a Tours da 2000 monaci, molte vergini e da un'immensa moltitudine di popolo e ivi fu sepolto l'11 di novembre data alla quale è commemorato. Con ciò praticamente incominciava il culto di questo grande santo, che divenne popolarissimo in tutto l'Occidente ed anche in Oriente. In Francia, Italia, Spagna, Inghilterra furono intitolate a lui chiese e parrocchie.
A Venezia è una Festa popolare : una volta per l’occasione si mangiavano castagne e vino nuovo. Nella tradizione cristiana questa data rappresentava il penultimo giorno prima dell’inizio del periodo di penitenze e digiuni che precedevano il Santo Natale, mentre per il mondo contadino era la fine dell’anno agricolo. Nelle vetrine dei pasticceri e Fornai di Venezia vedete comparire, a partire dai primi di Novembre, i San Martino, un dolce di pasta frolla a forma di cavaliere con la spada, ricoperto di caramelle e cioccolatini. Un tempo erano i popolani più poveri a girare per le calli e i campi di Venezia porgendo il grembiule vuoto e chiedendo cantando salame e prosciutto, in ricordo della generosità del Santo Martino. Ora sono i bambini a chiedere caramelle e soldini. I “putei” vanno in giro, l’11 novembre e a volte anche qualche giorno prima, sbattendo coperchi e pentole e cantando la famosa filastrocca di San Martino. Entrano in tutti i negozi e continuano a cantare e a far baccano con i loro “strumenti” fino a quando non ricevono qualcosa in cambio. Si tratta di una specie di Halloween nostrano.
 La filastrocca veneziana di San Martino
S. Martin xe ‘ndà in sofita (San Martino è andato in soffitta)
a trovar ea nonna Rita (a trovare la Nonna Rita)
nona Rita no ghe gera (Nonna Rita non c’era)
S.Martin col cùeo par tera (San Martino col sedere per terra)
E col nostro sachetìn ( e col nostro sacchetto)
cari signori xe S.Martin (cari signori è San Martino)

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