lunedì 23 dicembre 2013

Buon Natale e felice anno nuovo a tutti.

Mi prendo una settimana di pausa per il periodo natalizio.
Buon Natale e felice anno nuovo a tutti.

domenica 22 dicembre 2013

Georgia on my mind

In chiusura della nona puntata di Webnotte Stefano Di Battista e Simona Molinari dedicano una jam session a Luciana Sica, la giornalista di Repubblica recentemente scomparsa, sulle note di "Georgia on my mind"

 

sabato 21 dicembre 2013

Venezia: allarme polveri sottili

Una concentrazione di duecentomila particelle di polveri ultrasottili per centimetro cubo di aria. È questo il dato allarmante che emerge da una ricerca di due associazioni ambientaliste: l’americana Friends of the Earth e la tedesca Nature. Secondo lo studio, messo in evidenza dal Comitato “No grandi navi” di Venezia, l’inquinamento della città da molti considerata la più bella del mondo è paragonabile a quello di Amburgo, Rostock e Manhattan.  

I rilievi sono stati fatti a settembre, quando nel capoluogo veneto era già entrato in vigore il Blue Flag 2, l’accordo che si prefigge di controllare i combustibili nella laguna. Questo rende il dato ancora più preoccupante anche se i rilievi sono stati fatti mentre nella città erano presenti grandi navi con i motori accesi. 

I risultati della ricerca hanno ridato voce a tutti coloro che da anni si battono contro la presenza in città di certe navi particolarmente inquinanti, come ad esempio quelle di crociera. Gli esponenti del Comitato “No grandi navi” sottolineano come a Venezia si sia superato per quasi 90 giorni il limite di tolleranza dell’Unione Europea. (zeroemissioni.eu)

venerdì 20 dicembre 2013

Parte Enjoy, il car sharing a Milano

Una flotta di Fiat 500 e 500L rosse, una modalità di fruizione semplice e completamente on line, tariffe competitive, nessun costo di iscrizione. Queste le caratteristiche distintive di Enjoy, il nuovo servizio car sharing di Eni che prenderà il via a Milano nei prossimi giorni. Trenitalia, presente con il logo Frecciarossa sulle auto, è main partner di Enjoy e offre il treno come complemento naturale per spostarsi ad Alta Velocità tra un centro urbano e l’altro. La combinazione perfetta per chi desidera un viaggio veloce, comodo, conveniente e nel massimo rispetto dell’ambiente. Per Trenitalia tutta la “catena del viaggio” è green, non solo il tempo trascorso sulle Frecce che a fine anno raggiungeranno 42 milioni di clienti (+5,2% rispetto al 2012). Ferrovie dello Stato Italiane sta lavorando a un nuovo modello di mobilità razionale e integrata per trasformare sempre più il trasporto individuale in una mobilità collettiva e, nel caso del car sharing, condivisa. A Milano sono in arrivo più di 300 Fiat 500 Enjoy, che da gennaio diventeranno circa 650 (tra cui circa 50 Fiat 500L), pronte a rivoluzionare l’idea del car sharing cittadino. La flotta, di colore rosso fiammante e col logo Enjoy su entrambe le portiere, è equipaggiata per trasportare in tutta comodità fino a quattro persone sulla Fiat 500 e cinque sulla Fiat 500 L. 
Trovare l’auto più vicina e prenotarla sarà semplice con l’app per smartphone (Android ed iOS) o il sito internet enjoy.eni.com. Ma sarà possibile anche sceglierne una libera lungo la strada per partire subito con il noleggio. Le auto avranno libero accesso all’Area C di Milano e potranno essere rilasciate al termine dell’utilizzo (ma anche in sosta) in qualsiasi parcheggio consentito all’interno dell’area coperta dal servizio (modello free floating): sulle strisce gialle per i residenti, sulle strisce blu gratuitamente ed anche nelle aree parking riservate e segnalate presso le Eni Station cittadine. E ancora: pneumatici all season per muoversi nella stagione più fredda. Un service team dedicato ai controlli di sicurezza e qualità della flotta che opera in tutta l’area di copertura nonché un call center dedicato e competente. Sono tante le soluzioni pensate da Eni per dare una nuova energia alla mobilità delle persone, poiché utilizzare bene l’energia si traduce in tanti gesti e comportamenti quotidiani, come mettersi al volante di un’auto in condivisione con altri cittadini. Tutto questo è Enjoy, un’iniziativa promossa da Eni con l’obiettivo di sviluppare prodotti e servizi per la mobilità sostenibile, un servizio di car sharing evoluto e tutto italiano, grazie a partnership commerciali con importanti player nazionali: Fiat, che fornisce la più amplia flotta di vetture destinata al car sharing in Italia, e Trenitalia, main partner di Enjoy. Un progetto che vuole essere rivoluzionario anche nelle tariffe concorrenziali: con Enjoy non ci sono quote di iscrizione, né costi di abbonamento. Ci si iscrive esclusivamente on line sul sito enjoy.eni.com o tramite l’app per Android ed iOS, accedendo subito al servizio. E si paga solo l’utilizzo effettivo, secondo la tariffa in movimento di 25 centesimi al minuto (per i primi 50 km, dopo i quali si applica anche il costo al km sempre di 25 centesimi) che diventa di 10 centesimi al minuto se il cliente desidera

La dichiarazione dei redditi

Da articolo su un giornale inglese.
Ecco un esempio di quanto sia importante compilare bene la dichiarazione dei redditi:
Alla domanda: "Avete persone a Vostro carico?" un cittadino ha risposto:
a.. 2,1 milioni di immigrati illegali
b.. 4,4 milioni di disoccupati
c.. 90.000 criminali in 85 prigioni
d.. 650 cretini in Parlamento
e.. più quelli della Comunità Europea.
Gli è stata restituita la dichiarazione dicendo che era inaccettabile.
Il cittadino ha chiesto: "Perchè, ho dimenticato qualcuno?"

giovedì 19 dicembre 2013

Gli italiani e l'informazione

NOTA INFORMATIVA
 L'Osservatorio sul Capitale Sociale è realizzato da Demos & Pi in collaborazione con Coop (Ass. Naz.le cooperative di consumatori) e la partecipazione del LaPolis - Univ. di Urbino per la parte metodologica e di Medialab - Vicenza per quella organizzativa. Il sondaggio è stato condotto da Demetra (sistema CATI) nel periodo 25 - 29 novembre 2013. Il campione nazionale intervistato è tratto dall'elenco di abbonati alla telefonia fissa (N=1313, rifiuti/sostituzioni: 5.796) ed è rappresentativo della popolazione italiana con 15 anni e oltre per genere, età, titolo di studio e zona geopolitica di residenza. I dati sono stati ponderati in base al titolo di studio (margine di errore 2.7%). L'indagine è stata diretta, in tutte le sue fasi, da Ilvo Diamanti. Fabio Bordignon, Luigi Ceccarini, Martina Di Pierdomenico e Ludovico Gardani hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Documento completo su www.agcom.it






La stazione di Venezia Santa Lucia si presenta

15.000 mq riqualificati, 20 nuovi esercizi commerciali già aperti 365 giorni l’anno, oltre 32 milioni di euro di investimento complessivo: questi i numeri della Stazione di Santa Lucia

Con circa 30 milioni di frequentatori l’anno, Venezia Santa Lucia è una delle principali porte d’accesso alla Città lagunare. Tutta la stazione è stato oggetto di un importante riqualifica strutturale e oggi vanta moderni ed efficienti dotazioni: nuovi impianti antincendio, di climatizzazione, di illuminazione, di informazione al pubblico, di sicurezza e controllo a servizio dell’intero complesso. I flussi interni sono stati potenziati e migliorati grazie alla creazione dei nuovi varchi che facilitano il transito dei viaggiatori e il rapido accesso all’area dei binari. 

Circa 9.000 mq, rispetto ai 2.500 mq originari, dedicati ai servizi, allo shopping e alla ristorazione, distribuiti tra la stazione e il piano terra dell’ex Palazzo Compartimentale.  

L’offerta commerciale e di servizi è già ricca e poliedrica: oltre 20 punti vendita aperti sette giorni su sette dalle 8 alle 22, dall’abbigliamento femminile all’intimo, dalla profumeria all’abbigliamento per bambini alla cartoleria; nei prossimi mesi si aggiungeranno altri punti vendita, fino al completamento delle 37 aperture previste. Anche i servizi per il viaggio - dalla biglietteria ai punti di accoglienza delle compagnie ferroviarie, dal deposito bagagli alla toilette - hanno subito radicali trasformazioni e hanno reso Santa Lucia una stazione accogliente e funzionale.  

“La Stazione Santa Lucia di Venezia ha cambiato pelle, ora è veramente la porta della Città”, ha dichiarato Fabio Battaggia, AD di Grandi Stazioni. “I servizi offerti, l’orario di apertura dei negozi, la qualità dei marchi, rendono la stazione un luogo importante per i cittadini e lo spazio ideale per accogliere gli oltre 30 milioni di viaggiatori che ogni anno la frequentano con un’offerta completa, a 360 gradi. E ci piace pensare che in un momento storico come questo la stazione Santa Lucia rappresenti anche nuovi posti di lavoro e nuovo sviluppo per la città”.  

Le opere eseguite a Venezia Santa Lucia hanno reso possibile la creazione di un grande polo di servizi sul Canal Grande che include gli spazi del piano terra dell’ex Palazzo Compartimentale. Anche questo edificio è stato oggetto di una importante riqualificazione: consolidamenti strutturali, nuova impiantistica, nuova illuminazione e l’apertura di esercizi commerciali e di ristorazione hanno innescato un positivo rinnovamento di tutta l’area. 

mercoledì 18 dicembre 2013

Gay for a day

Tutti gay per un giorno e per protesta. Su Facebook e Twitter, si è diffuso così il dissenso degli indiani nei confronti della sentenza che riporta il Paese clamorosamente indietro di 148 anni sui diritti civili. Mercoledì infatti la Corte Suprema indiana ha dichiarato incostituzionale la storica sentenza del 2009 che cancellava il reato di omosessualità, rendendo nuovamente illegale l’amore tra persone dello stesso sesso. Più che un passo di gambero nella lotta per i diritti della comunità LGBT, la sentenza è un vero e proprio salto nel passato coloniale del Paese.

 La legge abrogata quattro anni fa infatti rientrava nell’eredità legislativa lasciata dai coloni britannici e apparteneva dunque all’epoca vittoriana. Ma adesso che la Suprema Corte ha stabilito che tale legge non è incostituzionale e ha di fatto reintrodotto la vecchia regola vittoria, per molti indiani – e soprattutto per i più giovani – c’è ben poco da gioire, anzi. E la reazione è arrivata imponente sui social network. Su Facebook, il successo dell’evento Gay for a day – inizialmente pensato per durare l’arco di una giornata – si è rivelato così virale da convincere l’organizzatore Tanmay Sahay a portare avanti l’iniziativa e poi a creare una pagina ad hoc, chiamata “Gay for a day India”.

Venezia, l’acqua del sindaco avrà anche le bollicine

L’acqua del sindaco avrà anche le bollicine. Partirà da metà gennaio a Mestre l’installazione delle prime quattro, su un totale di quattordici, casette dell’acqua. Cosa saranno? Delle casette vere e proprie alle quali, pagando pochi centesimi - il costo al litro non è ancora stato stabilito, ma sarà ovviamente concorrenziale rispetto alle bottiglie che si acquistano nei supermercati - si potrà acquistare l’acqua naturale e micro-filtrata, o l’acqua gassata con l’aggiunta delle bollicine. Il meccanismo è lo stesso di quello delle casette per la distribuzione del latte, iniziativa avviata in diversi comuni della provincia con la collaborazione delle associazioni di categoria e di aziende agricole e di allevamento del territorio. L’installazione di ogni casetta costerà poco meno di 2.500 euro, e questa prima parte del progetto, promosso dall’assessorato all’Ambiente, prevede quindi una spesa di 10 mila euro, soldi che arrivano dall’Europa tramite la Regione. «Un’iniziativa già diffusa in molte altre città dell’Europa» spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin «e che abbiamo deciso di portare anche a Mestre, considerando la qualità dell’acqua del nostro acquedotto». L’installazione delle casette dell’acqua è il passo successivo delle campagne per bere l’acqua del sindaco, che in passato avevano visto il sindaco Giorgio Orsoni, così come altri primi cittadini della provincia, posare davanti all’obiettivo con una brocca d’acqua fresca in mano, per la realizzazione di manifesti e volantini che servivano a sensibilizzare i cittadini sull’uso dell’acqua, sana, dell’acquedotto veneziano. Le prime quattro casette dell’acqua verranno installate al parco Bissuola, al parco del Piraghetto, in via Paolucci a Marghera (a ridosso della torre dell’acquedotto) e infine nell’area del centro commerciale “la Piazza” a Favaro Veneto. A seguire, nei mesi successivi, verranno installate anche le altre dieci casette dell’acqua che andranno quindi a coprire il centro di Mestre e le frazioni. Oggi c’è già un distributore d’acqua, quello inaugurato dal supermercato della Coop aperto di recente nell’area dei centri commerciali lungo il Terraglio. In questo caso la casa dell’acqua è stata realizzata con Adriatica Acque e Veritas. Per prelevarla bisogna portarsi le bottiglie da casa e munirsi di tessera (costo 2 euro): l'acqua naturale è gratis, quella gasata costa 5 centesimi il litro, a fronte di un prezzo che, nei supermercati, al litro, è almeno il doppio.

La Nuova venezia

martedì 17 dicembre 2013

La vita è fatta di delusioni, botte e lividi

La vita è fatta di delusioni, botte e lividi che nemmeno il tempo è capace di cancellare. La Vita è fatta di partenze e di ritorni, però una cosa ho imparato, in tutta questa spirale di esperienze negative… che si potrà anche soffrire, stare male, piangere fino a sentir doloranti gli occhi… ma ci si rialza sempre, perchè nulla è più importante di noi stessi e della ns. vita, che è il dono più prezioso che abbiamo… QUINDI BISOGNA REAGIRE E RIALZARSI!
Luciano Ligabue

Same Love

Il Municipio XIV di Roma ha approvato il Registro delle unioni civili. L'iscrizione è consentita a tutte le coppie, anche dello stesso sesso. Per promuoverlo, la maggioranza di centrosinistra del municipio ha realizzato un video dal titolo "Same Love", con alcune famiglie dei consiglieri e assessori di Pd e Sel.

lunedì 16 dicembre 2013

5 cose da sapere sul nuovo regolamento Agcom

http://www.wired.it/attualita/politica/2013/12/12/regolamento-agcom-copyright/

Regione Friuli dà i contributi Prima Casa alle coppie gay

Contributi regionale nell’ambito dell’edilizia agevolata anche «a persone dello stesso sesso che già convivono o intendono unirsi in una stabile relazione di coppia di fatto».
È quanto ha previsto ieri la Giunta del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore di riferimento Mariagrazia Santoro, modificando in tal senso il Regolamento in materia di edilizia agevolata. La fascia dei possibili richiedenti è stata allargata a comprendere anche «un adulto in contitolarità con soggetti minorenni».
Due modifiche «urgenti e importanti per garantire pari diritti a tutti e per sanare situazioni che vedevano la Regione in deficit normativo», ha commentato l’assessore, che già nei mesi scorsi aveva modificato le regole per consentire l'accesso agli alloggi Ater anche alle coppie omosessuali.


Con le modifiche intervenute, il comma 3 dell’articolo 8 del decreto del presidente della Regione 13 aprile 2004, n.124 (regolamento di esecuzione dell’articolo 5 della legge regionale 7 marzo 2003, n.6, concernente le agevolazioni per l’edilizia agevolata) ora recita: «Possono presentare domanda solo persone maggiorenni in forma singola oppure associata qualora si tratti di coppia intenzionata a contrarre matrimonio o coniugi, o qualora si tratti di coppia, anche formata da persone dello stesso sesso, convivente more uxorio o intenzionata a convivere more uxorio. Può essere altresì presentata domanda in forma associata in contitolarità con un soggetto minorenne qualora l’intervento debba essere attuato in tale forma per espressa disposizione del giudice a tutela del diritto del minore».

domenica 15 dicembre 2013

mai più colpi di sonno

 La diffusione del sistema di 'Fatigue Monitoring' (cioè di controllo dell'affaticamento) ideato dalla statunitense Seeing Machine potrebbe ridurre sostanzialmente i rischi che derivano dai colpi di sonno e dalla eccessiva permanenza al volante per il guidatori di veicoli pesanti e di autobus. Basato su un complesso software che 'riconosce' dai movimenti degli occhi, della bocca e, nel suo insieme, del volto, il sistema messo a punto dalla Seeing Machine - azienda specializzata in apparecchiature per l'analisi della vista con sede negli Usa e in Australia - sfrutta una o due telecamere ad infrarosso che tengono costantemente sotto controllo il viso dell'autista, anche nel buio della cabina e perfino se la persona indossa occhiali da sole o da vista. Le immagini vengono analizzate da un computer e, nel caso che vengano rilevate le condizioni che precedono il colpo di sonno, all'autista viene inviato un segnale di pericolo attraverso un avviso sonoro e una vibrazione del sedile. Tra le particolarità del sistema di 'Fatigue Monitoring' vi è l'autoadattamento del software in tempo reale ogni volta che sul sedile di guida siede una persona diversa (molto utile se l'autobus ha molti autisti, come nei servizi urbani) e la possibilità di inviare le informazioni sul livello di 'attenzione' del guidatore ad una centrale di controllo aziendale. Sperimentato anche in condizioni molto severe - come nei 110 mezzi per il trasporto d'inerti in una cava australiana - è già stato adottato in Gran Bretagna e in Olanda da diverse aziende che gestiscono flotte di tir per il trasporto di materiali infiammabili e da compagnie di autobus. I prezzi del sistema più complesso, utilizzabile anche per i mezzi da cava che hanno prezzi superiori al milione di dollari, costa attorno ai 20mila dollari, mentre quello per bus e tir è proposto a 5.000 dollari. Nel settore delle auto già diversi costruttori hanno adottato sistemi più semplici, basati sul riconoscimento del volto, sia sulla valutazione dei movimenti del volante. (Ansa.it)

Caorle

Piccola escursione in giornata a Caorle, zona Casoni, in una giornata invernale di sole che mi ha fatto apprezzare il mare ancor più che in estate. Foto scattate esclusivamente col cellulare.





sabato 14 dicembre 2013

Grandi Stazioni su Street View

Le 13 stazioni gestite dal network Grandi Stazioni da pochi giorni sono su Street View, il servizio di Google Maps che permette di visualizzare a 360° numerosi luoghi del mondo. 

Attraverso Google Maps le stazioni sono infatti visitabili direttamente da pc o laptop. Viaggiatori, cittadini e curiosi possono così mappare il percorso nei grandi Terminal ferroviari dove, grazie alla collaborazione tra Grandi Stazioni (Gruppo FS Italiane) e la società di Mountain View, è possibile passeggiare virtualmente. 

Il nuovo Street View, oltre a numerose fotografie, propone anche diversi tour virtuali per accompagnare i naviganti all’interno e nelle vicinanze delle stazioni, aiutandoli così in uno studio preliminare degli ambienti. 

Sarà così possibile scoprire l’ampia offerta commerciale delle stazioni ancor prima di entrarvi: dal posizionamento della farmacia o della libreria, ai ristoranti, fino all’ampia gamma dei negozi presenti. 

Il progetto è in una fase di roll out e Grandi Stazioni è impegnata a lavorare a fianco di Google per correggere eventuali errori, arricchire il servizio e migliorarlo con ulteriori dettagli e location. 

Paolo fresu - Manu Katchè

venerdì 13 dicembre 2013

Il museo ferroviario di Pietrarsa aprirà anche nei week end

Dal 14 dicembre il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa (Napoli) sarà visitabile anche il sabato e la domenica. La novità fa parte del piano della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, il cui fiore all’occhiello è proprio la prestigiosa area museale, per la valorizzazione dell’inestimabile patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del Gruppo FS.
Per facilitare l’arrivo al Museo, da domenica 15 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario ferroviario invernale, saranno potenziati i collegamenti con i treni regionali che, in coincidenza con l'arrivo delle Frecce a Napoli Centrale, garantiranno circa ad ogni ora la prosecuzione alla volta della stazione di Pietrarsa - San Giorgio a Cremano, ubicata di fronte all’area museale.
Il nuovo orario di apertura sarà il seguente: venerdì, sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 16 (con pausa del servizio di biglietteria dalle ore 13 alle 13.30). Il giovedì l'apertura avrà luogo solo su prenotazione per grandi gruppi.
Domenica 15, giornata inaugurale del nuovo ciclo, l’ingresso sarà interamente gratuito. Negli altri giorni, il prezzo di ingresso è di € 5,00 (intero) e di € 3,50 (ridotto per gli adulti oltre i 65 anni, per i ragazzi tra 6 e 18 anni, e per tutti i visitatori in caso di parziale chiusura o inagibilità di alcuni padiglioni in caso di convegni o lavori di restauro). L'ingresso è gratuito per minori sotto i 6 anni, oltre che per tutti i visitatori diversamente abili ed il loro accompagnatore. Saranno a disposizione dei visitatori delle guide che illustreranno percorsi e contenuti del Museo.
Il Museo rimarrà chiuso da lunedì 9 fino a giovedì 12 dicembre al fine di consentire le operazioni tecniche relative al nuovo start-up.
Con i suoi 36mila metri quadrati complessivi di cui 14mila coperti, il Museo di Pietrarsa  è una delle maggiori aree espositive del Paese e uno dei principali musei ferroviari del mondo. Al suo interno la riproduzione fedele della Bayard, la locomotiva che trainò il treno inaugurale della prima tratta ferroviaria Napoli Portici del 1939; 25 locomotive a vapore; 6 locomotive elettriche; 12 rotabili tra automotrici elettriche/nafta (le cosiddette “ Littorine”), diverse tipologie di carrozze (postale, detenuti, centoporte) tra cui la sontuosa carrozza n° 10 dell’ex Treno Reale (oggi treno Presidenziale); 5 locomotive diesel; 25 modelli in scala di treni/carrozze/ plastici di stazioni ferroviarie; lo spettacolare plastico “Brunetti” meglio noto come plastico del “Trecentotreni”.

Crozza-Renzi

Un Matteo Renzi che si rifà alla cultura pop, ama la pubblicità e soprattutto se stesso. E' il ritratto del neosegretario del Pd, tracciato dal comico Maurizio Crozza nelle sue imitazioni a "Crozza nel Paese delle Meraviglie" su LA7






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giovedì 12 dicembre 2013

Mondiali 2014, nello spot argentino l'allenatore è il Papa

Un canale sportivo argentino ha preparato uno spot speciale per i Mondiali 2014, mescolando frasi del discorso di Papa Francesco a Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù con immagini della squadra blanca y celeste. "Voi siete il futuro, voglio che usciate fuori, attenti alle punte, giocate in avanti, siate protagonisti": frasi che montate così sembrano dei suggerimenti alla squadra del suo paese. "Se un argentino è riuscito a fare questo in Brasile, immagina cosa possono fare 23", recita lo spot

Gps per ritrovare gli ammalati di Alzheimer

 Ridurre i rischi domestici e le fughe delle persone affette da demenze. È questo l’obiettivo di «Innova Alzheimer», il progetto sperimentale – primo nel sud Italia – che sarà realizzato nel 2014 dalla cooperativa Anthropos di Giovinazzo (Bari) grazie alla collaborazione della Best srl, società spin off del Politecnico di Bari.
IL SISTEMA - Il progetto, finanziato dal Programma operativo regionale con fondi europei, prevede la realizzazione in totale di 44 kit di assistenza. Di questi la metà servirà a rilevare in modo automatico una eventuale caduta del malato di Alzheimer all’interno dell’ambiente domestico, a cui seguirà una richiesta di soccorso. Gli altri 22 kit permetteranno, con un sistema GPS, il monitoraggio dei pazienti affetti da demenze quando sono fuori casa in caso di fuga o smarrimento. Questa innovazione permetterà alle famiglie di pazienti affetti da demenze di alleviare il carico di cura ed essere informati automaticamente ed istantaneamente della geolocalizzazione del malato di Alzheimer sia in casa sia fuori casa. I due kit saranno collegati tramite un sistema in rete realizzato attraverso internet agli operatori del centro diurno Gocce di memoria di Bitonto che immediatamente interverranno in caso di incidente per allertare la famiglia e soccorrere il paziente.
I NUMERI - In Puglia le persone affetta da sindrome di Alzheimer sono quasi 74mila, di cui oltre 6mila vivono in provincia di Bari. «Si tratta di stime per difetto – spiega l’assessore regionale alle Politiche della Salute e Welfare Elena Gentile – perché esiste poi un gran numero di invisibili, coloro che non accedono ai servizi. Un dato destinato a crescere se si considera che in Puglia ogni anno le persone anziane aumentano di 10mila unità. Questo significa che, assieme all’invecchiamento della popolazione, vi è anche una diversificazione delle differenti situazioni di bisogno a cui va data una risposta in termini di servizi e interventi gli anziani». Sul territorio regionale le persone anziane sono 770mila, di cui quasi la metà ha superato i 75 anni di età per un’incidenza totale della popolazione del 195 per gli ultra sessantacinquenni e del 9,2% per coloro che hanno superato i 75. «Il progetto va proprio nella direzione degli indirizzi regionali, spiega ancora l’assessore regionale. Tra gli obiettivi di servizio dell’ultimo Piano regionale delle politiche sociali approvato quest’estate – conclude Gentile - c’è infatti l’incremento della presa in carico a ciclo diurno delle persone con Alzheimer con l’obiettivo di raggiungere entro il triennio 10 posti utente ogni 50mila abitanti. Nella programmazione è previsto, inoltre, un incremento dei servizi territoriali».
FORMAZIONE - La Cooperativa Anthropos dopo l’acquisto dei kit dovrà formare cinque psicologi e psicoterapeuti, per applicare questa innovazione all’interno del centro diurno. L’impiego di questa tecnologia, consentirà l’evoluzione della cartella clinica che, grazie alla nuova strumentazione, diverrà digitalizzata, contribuendo a ridurre i tempi di presa in carico, aggiornamento e consultazione da parte del personale medico e dei familiari. (FonteRedattore Sociale)

mercoledì 11 dicembre 2013

Forte Marghera

Nella zona di Mestre ci sono diversi forti risalenti all'ottocento che sono stati in parte restaurati e recuperati e che oltre ad avere  un interesse storico culturale sono un polmone verde per la città. Queste sono immagini scattate al Forte Marghera:








....ecco la mia vita

Mi chiamo Giuseppe Cutrò, ho 23 anni; apparentemente uno studente come gli altri, per chi non mi conosce. Si, apparentemente, poiché a differenza dei miei coetanei sia per andare in università che per uscire vengo seguito dai Carabinieri che mi scortano. Un ragazzo di 23 anni con la scorta e non è un politico? Sarà raccomandato! No, purtroppo non è poi una cosa facile. Ho una scorta perché sottoposto ad un programma di protezione per Testimoni di Giustizia. 

Testimone, non collaboratore, già perché nel nostro Paese si tende a riconoscere le due categorie come un'unica cosa. I Testimoni infatti, sono persone che normalmente non provengono da ambienti malavitosi per come avviene invece per i "pentiti", ma occupanti normali posizioni nel tessuto economico e sociale, spesso impegnati in attività imprenditoriali. Costoro sono spesso vittime delle organizzazioni criminali e assumono il ruolo di testimoni dopo aver subito estorsioni o aver assistito a eventi criminosi, fornendo le loro testimonianze nei processi scaturiti da tali reati. Mio padre ha permesso, grazie al suo aiuto e le sue testimonianze, di portare in carcere e fare condannare alcuni esponenti della criminalità organizzata locale. Ma cosa accade una volta che sulla tua persona ricade un'esposizione a rischio elevata? Nel nostro ordinamento esistono due alternative, o cambi nome e abbandoni per sempre le tue origini o rimani a casa tua e continui a combattere. 

Noi abbiamo scelto la seconda possibilità. Anche se a differenza degli altri ragazzi, figli di Testimoni, non ho subìto un cambio di identità, credo di poter parlare anche a nome loro. Innanzitutto, purtroppo non solo per questo, subisci per i crimini a danno dei tuoi cari e ti trovi lì, impotente a non poter fare null'altro per assisterli maggiormente. Già, perché quando la mafia, anche con mano invisibile, viene a bussare alla tua porta, non è che siamo quasi a Natale e ti porta doni. Ti porta mezzi incendiati, danneggiamenti ai cantieri, lettere anonime, cartucce dietro la porta, bottiglie incendiarie, lumini funebri e tanti altri strumenti di danneggiamento o intimidazione. E quindi un ragazzo, o una ragazza cosa può fare se non subire con i suoi genitori e dare un minimo di coraggio? Ti trovi di fronte a due situazioni: tuo padre vuole proteggerti, tu vuoi che non succeda nulla a tuo padre. In questi casi, quando sei immerso fino al collo dalla paura, prevale l'istinto; l'istinto ti fa fare la cosa giusta: denunciare. Al mio paese ci hanno addossato tanti nomignoli, dallo sbirro all'attore, poi c'è chi esplicitamente afferma che abbiamo rovinato l'immagine del paese, chi poi sostiene che non è niente vero e che la popolazione ci è stata vicina; questa non è colpa loro, ma responsabilità di un sentimento chiamato paura. 

Se tuo padre denuncia, e ti trovi in Sicilia, i tuoi amici scappano; le persone che tu ritenevi care, spariscono dalla sera alla mattina. Già, perché è più rispettoso portare solidarietà e vicinanza al boss e la sua famiglia, ma per terrore. Non sostengo che i miei compaesani siano tutti mafiosi, non sia mai, ma hanno solo paura e queste scelte le abbiamo fatte noi, loro stanno vivendo un film; solo alcuni ho visto dietro la mia porta. L'unica famiglia che ti rimane acanto è lo Stato. La Magistratura, le Forze dell'Ordine, ed altri organi con cui dovresti avere a che fare. Ma cosa significava essere un ragazzo prima della scorta? Sicuramente, io ho iniziato a vivere queste situazioni a 16 anni e, vivevo i miei rapporti, le mie amicizie ancora, ancora ma quando uscivo e rientravo a casa, soprattutto se si era fatto buio non erano bei momenti. Sei sempre con il fiato sul collo, anche perché in un primo momento combatti contro un nemico invisibile, capace a tutto per tutelare i propri interessi. Ricordo che la Magistratura, in una lettera, scrisse alla Prefettura di Agrigento di adottare delle misure di protezione per mio padre e la sua famiglia già nel settembre del 2008, ma all'epoca fu attribuita la protezione solo a mio padre. Di sicuro in quel momento materializzi che, anche a seguito delle ordinanze di custodia cautelare in carcere dei soggetti imputati, su di te si è acceso un bersaglio. 

Non potendo arrivare a tuo padre, possono avvicinare te. Poi nel 2011 è arrivata anche per noi la protezione, qualcosa è cambiata; sostanzialmente ti sposti con dei carabinieri armati che ti devono proteggere durante i tuoi spostamenti. Ma se hai una scorta, chi la dispone, si comporta come quando la deve organizzare ad un pezzo dello Stato o politico? Beh, diciamo che cambia qualcosa se sei figlio di Testimone di Giustizia. In tutte le scorte andrebbero impiegati mezzi idonei e personale qualificato, a seguito di un lungo corso di addestramento - che non tutti superano-, ma spesso non accade. Non dobbiamo dilungarci troppo nel discorso, basta fare riferimento a pochi giorni fa: "Studio in una città, dove c'è proprio un reparto specializzato a fare le scorte, arrivano altre personalità, e che personalità, quindi sul tuo servizio verranno impiegati carabinieri che mai hanno fatto un servizio di protezione, per impiegare "gli specializzati" su dei servizi più importanti. Non tanto per me, per chi proteggono, ma in caso di pericolo questi militari anche più piccoli di me, non saprebbero dove mettere le mani e rischiando la loro di incolumità. E perché farli rischiare? Comunicatemi direttamente che devo uscire da solo in quel giorno perché arrivano persone "importanti", almeno rimango a casa tranquillo e protetto "fai da te". Ho incontrato tante brave persone nell'arma, ci mettono la loro vita, ma come in ogni famiglia numerosa ognuno ha le sue aspettative e magari vista la tua giovane età sono convinti che puoi sottostare ad alcuni regimi inventati sul momento: "Ho gli stessi diritti di qualsiasi altro scortato- mi verrebbe da dire". 

Alcune delle motivazioni, che in confidenza mi sono state riferite nel tempo, sui servizi dei Testimoni di Giustizia è che possono gestirli come voglio perché un Testimone oltre a sfogarsi su facebook, mica può arrivare alle alte cariche come politici. Quindi chi ti teme? Non sei nessuno, un cittadino che ha fatto il proprio dovere ma "un politico per me è più importante" mi fu riferito da un comandante dell'arma. Da tre anni che ci hanno sottoposti al sistema di protezione ma, mai e ribadisco mai, nessuno che rappresenta le istituzioni mi ha chiamato per chiedere cosa accade ad un ragazzo con la scorta o quali possono essere gli interventi per migliorare questo tipo di approccio. Ad esempio, mia sorella visto che è una ragazza potrebbe avere delle ragazze a proteggerla ma una volta nel confrontarmi con un capitano, scherzosamente indicandomi un militare, mi riferiva: "possiamo mettere una parrucca a lui per avere una donna". Quanto meno, non potendo impiegare una donna mantenete lo stesso personale, le stesse facce; no, sui nostri servizi non possono essere predisposte squadre fisse come gli altri, a volte per il numero di gente che vedo in una settimana mi sembra d'avere a che fare con un ufficio di relazioni con il pubblico. Sono piccole cose, che se non sei figlio di chi comanda non avrai mai. 

Intaccano la tua privacy, semplicemente ti spezzano; tante volte sembrano piccolezze ma quello che facevo in un giorno, durante le mie esigenze e magari i miei incontri con a seguito i carabinieri A e B, l'indomani mi veniva raccontato da C e D, tendi a chiuderti in te stesso, i tuoi spazi vengono invasi. Spesso anche nelle Prefetture, trovandomi a fare delle richieste come tutti gli altri potrebbero fare, ti trovi a sentire ma lei ha una situazione particolare, quasi a dire che sono figlio di pentito, e se ne lavano le mani, giusto, si, anche i pezzi dello Stato non comprendono la differenza a volte tra pentito e testimone, fregandosene dei tuoi problemi e portandoti a riflettere. Bisognerebbe fare una campagna informativa del ruolo che assume il Testimone di Giustizia nella società, giusto per eliminare l'ignoranza. La gente ha voglia di cambiamento, ma se tutti ci troveremo uniti in questa lotta, di certo non avrei io la scorta, ma quella persona collusa che durante gli spostamenti carcere-tribunale verrebbe invaso dai cittadini con striscioni che ridicolizzano la mafia ed i loro comportamenti da codardi: il nostro Paese ancora, deduco che non sia pronto. 

Tante volte ho incontrato nuovi ragazzi, ho fatto nuove conoscenze ma non appena notavano che non ero solo accanto a loro, magari non me lo dicevano capendo cosa facevano, ma vedevo nei loro occhi che si trovavano a disagio; queste scene sono abituati a vederle solo nei film per come mi ha confessato una ragazza. Qualcuno provi a mettersi nei nostri panni, qualcuno inizi a vedere le cose con i nostri occhi o ci tenga semplicemente in considerazione chiedendo cosa accade ai figli dei Testimoni di Giustizia, cambierà anche il suo modo di vedere le cose e forse comprenderà lo stato di abbandono e disagio in cui viviamo. Nessuno vuole riconoscimenti, o esigere la pietà, vogliamo solo essere gente normale per le scelte normali che abbiamo fatto senza essere ritenuti merce di scambio.
*figlio di Ignazio, testimone di giustizia di Bivona (Agrigento)

Globalist.it

martedì 10 dicembre 2013

Quando...

Quando la strada alle tue spalle è più lunga di quella che hai davanti, vedi una cosa che non avevi mai visto prima: la via che hai percorso non era dritta ma piena di bivi, ad ogni passo c'era una freccia che indicava una direzione diversa; da lì si dipartiva un viottolo, da là una stradina erbosa che si perdeva nei boschi. Qualcuna di queste deviazioni l'hai imboccata senza accorgertene, qualcun'altra non l'avevi neanche vista; quelle che hai trascurato non sai dove ti avrebbero condotto, se in un posto migliore o peggiore; non lo sai ma ugualmente provi rimpianto. Potevi fare una cosa e non l'hai fatta, sei tornato indietro invece di andare avanti. Il gioco dell'oca, te lo ricordi? La vita procede pressappoco allo stesso modo. Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle o non viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino. (Susanna Tamaro - Va' dove ti porta il cuore)

Tumori in Italia

Una "relativamente" buona notizia pubblicata da repubblica.it/salute/medicina con questo post :


 In Italia i pazienti oncologici sopravvivono più a lungo rispetto alla media europea. Lo dimostra lo studio Eurocare-5, condotto dai ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dell'Istituto Superiore di Sanità, e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Oncology. L'Italia, dunque, è tra i Paesi dove a 5 anni dalla diagnosi di un tumore si sopravvive di più. Le differenze maggiori si osservano per i tumori dello stomaco (sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi il 32% dei pazienti rispetto al 25% della media europea), del rene (67% contro il 61%), della prostata (89% contro il 83%), del colon (61% contro il 57%) e della mammella (86% contro il 82%).
 Lo studio. 'Eurocare-5' è la più vasta indagine sulla sopravvivenza per tumore, che copre oltre il 30% della popolazione europea adulta (461 milioni) e il 77% di quella infantile (59 milioni). In Europa, nonostante i miglioramenti nella diagnosi precoce e nel trattamento dei tumori dell'ultimo decennio, la sopravvivenza varia notevolmente a seconda del Paese in cui si vive. In particolare, in Europa occidentale la sopravvivenza risulta più elevata rispetto ai paesi dell'Est Europa. 
 Gli adulti. "La buona notizia è che il numero di adulti che sopravvivono almeno 5 anni dopo una diagnosi di tumore è aumentato costantemente nel tempo in tutta Europa - spiega Roberta De Angelis, ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità, tra gli autori dello studio - . Questo "è in gran parte da attribuirsi all'incrementata diffusione dei programmi di screening e ai progressi dei protocolli di cura". Tuttavia "continuano a sussistere grandi differenze di sopravvivenza tra le regioni europee, differenze che si vanno riducendo per alcuni tumori, in particolare per mammella, colon retto, prostata e melanoma della pelle, ma anche ampliando per altri, come ad esempio per i linfomi".
 I bambini. Invece aumenta, in generale, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori nei bambini: a 5 anni dalla diagnosi la sopravvivenza europea è del 79% nel periodo di studio (2005-2007) con un lieve aumento rispetto al passato (76% nel periodo 1999-2001). Gemma Gatta, ricercatrice dell'Istituto nazionale dei Tumori di Milano e tra gli autori dello studio, ha sottolineato: "Gli aumenti più significativi della sopravvivenza ai tumori nell'infanzia riguardano l'Europa orientale, dove si è passati dal 65% nel periodo 1999-2001 al 70% nel periodo 2005-2007". Però "abbiamo osservato ancora grandi differenze in Europa, che vanno da un minimo del 70% in Europa orientale fino all'80% nei paesi del nord, del centro e del sud Europa".

lunedì 9 dicembre 2013

Preghiera Tibetana

Ogni giorno al tuo risveglio pensa:
Oggi sono fortunato perché
mi sono svegliato
Sono vivo
ho il dono prezioso della vita
Non lo sprecherò.
Userò tutte le mie energie
per migliorare me stesso,
per aprire il mio cuore agli altri,
lavorerò per il loro beneficio.
Avrò solo pensieri gentili verso gli altri
non mi arrabbierò
e non penserò male di nessuno.
Aiuterò gli altri il più possibile
mettendo la mia vita al loro servizio.

Bmw ConnectedDrive

Connettività a 360 gradi sempre e comunque. Perché ora più che mai è indispensabile rimanere collegati e comunicare, anche in movimento: per necessità, per abitudine, per stile. Bmw a bordo delle proprie vetture perfeziona, dunque, il ConnectedDrive, il sistema di infoteiment in grado ad oggi di offrire servizi efficaci e facilmente accessibili grazie ad un’integrazione completa, un’interfaccia semplice e un aggiornamento continuo. Altro non è che la grande evoluzione di una storia che già conosciamo… e che inizia il secolo scorso: fu Guglielmo Marconi decenni fa, infatti, a mettere le basi della trasmissione a distanza per mezzo di un impianto telegrafico senza fili. Lui aveva ufficializzato il sistema provandolo dalle navi, la Casa tedesca, invece, quel concetto lo trasferisce sulle auto, perché, alla luce dei nuovi mezzi e delle diverse modalità di fruizione, anche a un secolo di distanza, rimane innovativo: oggi come allora, è ancora importante “trasmettere”, viaggiando. Bmw, dunque, si avvicina alla clientela in cerca di tecnologia, di personalizzazione, di maggiori servizi di localizzazione, offrendo un diverso modo di vivere la mobilità, più semplice e immediato grazie all’uso di internet e di App. Se è vero che i giovani sono sempre più vicini al mondo degli smartphone piuttosto che a quello delle auto, adesso possono salire a bordo delle tedesche e lasciare direttamente il telefono in tasca: il ConnectedDrive per connettere la vettura verso l’esterno ora possiede una scheda integrata con la quale creare ad hoc il proprio mondo telematico nell’offerta e nei diversi tipi di abbonamento proposti. Una novità che rende il sistema un aiuto istantaneo nella guida quotidiana senza l’utilizzo di altri supporti. Un sistema che è in grado di fornire informazioni in tempo reale sul traffico, di intrattenere il pubblico con 12 milioni di brani, di procurare all’utente con un servizio di assistenza telefonica numeri e indirizzi di alberghi e ristoranti, dati che in automatico arrivano al sistema di navigazione, di azionare chiamate d’emergenza in caso d’incidente. Sfruttando la connessione a internet, si può registrare vocalmente un messaggio che viene trascritto (sms, mail), oppure scaricare App. La connessione permanente, il cui costo iniziale comprende anche il roaming estero, permette, inoltre, di tenersi in contatto costantemente anche con l’autofficina, informandola dello stato di manutenzione della vettura: basta che sullo schermo compaia un piccolo guasto che si può spedire nell’immediato una notifica al meccanico per avvisare dell’arrivo della vettura. Ma non finisce qui. Anche quando si scende si può comunque rimanere connessi: è la stessa auto ad avvisare il proprietario in caso di malfunzionamenti, che sia una gomma sgonfia o le luci rimaste accese. Comunicazioni che dalle auto elettriche arrivano in maniera costante, avendo la possibilità di gestire la ricarica e i tempi di attesa con più flessibilità. ConnectedDrive, a bordo di queste ultime vetture, è anche in grado di fornire la panoramica delle stazioni di rifornimento disponibili e il calcolo specifico dell’itinerario in relazione all’efficienza.

 ILARIA SALZANO - repubblica.it

domenica 8 dicembre 2013

Mai che...

A Milano per un incontro di 'Ted x Milano Women', Luciana Littizzetto ironizza su alcune colleghe del mondo dello spettacolo che molto spesso arrivano al successo attraverso relazioni personali, mai rese note. "Mai che ce ne sia una, una sola, che ammetta che ha fatto successo perché l'ha data via", ha detto la comica torinese

David Gilmour w/ Seal - Hey Joe

sabato 7 dicembre 2013

"Love is Right - Diritti senza compromessi"

Giovane amico

"Giovane amico, se ami, questo è il miracolo della vita. Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. [...] Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori. Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure. Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura. Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio. Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio. E sii sincero, giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere. Amala come il sole che invochi al mattino. Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore."
~ S. Agostino

venerdì 6 dicembre 2013

La fine dei "bulli"

Il 31 dicembre del 2013 cesserà in tutto il mondo la produzione del Volkswagen T2, probabilmente il modello di pulmino più famoso di sempre, diffuso in decine di paesi e nel tempo diventato un pezzo della cultura pop occidentale e soprattutto di quella hippie statunitense. I T2 sono in produzione dal 1950 e secondo Volkswagen sono il modello prodotto più a lungo nella storia delle automobili. Al momento i T2 – che sono noti con molti nomi diversi, da Kombi a Bulli a Transporter – sono prodotti soltanto da Volkswagen Brasile, che ha annunciato in estate la fine della produzione per l’entrata in vigore nel paese di leggi più restrittive sulla sicurezza e l’ambiente. Le nuove norme richiedono, per esempio, l’installazione di ABS e airbag su tutte le auto nuove, cosa difficilmente realizzabile sui T2. Per l’occasione Volkswagen Brasile realizzerà un’edizione speciale di 600 vetture: avranno una carrozzeria bicolore bianca e azzurra, e alcuni dettagli vintage che richiamano i primi modelli degli anni Sessanta e Settanta. Costeranno 26 mila euro l’uno, parecchio se paragonati ai circa 15 mila euro con cui è possibile acquistare il modello precedente. I T2 sono assemblati in Brasile dal 1957: da allora ne sono stati prodotti più di 1,5 milioni di esemplari.


L’idea del pulmino venne nel 1946 a Ben Pon, un importatore olandese della Volkswagen: mentre visitava gli stabilimenti tedeschi a Wolfsburg notò un Maggiolino, prodotto sempre dall’azienda tedesca, modificato per trasportare i materiali pesanti. Pon abbozzò così lo schizzo di un pulmino partendo da un Maggiolino: il posto del guidatore era molto spostato in avanti e il pulmino poteva trasportare fino a 690 chili. Dopo tre anni il progetto andò in produzione e nel novembre del 1949 ne fu assemblato il primo modello, soprannominato Splittie perché il parabrezza era suddiviso in due parti. Nel 1951 ne fu realizzato un nuovo modello con il serbatoio posizionato davanti al cambio, la ruota di scorta dietro al sedile anteriore e un portellone posteriore, tutti elementi che furono mantenuti fino al 1967. Dal 1967 al 1979 Volkswagen realizzò più di due milioni della nuova versione di T2, che avevano invece il parabrezza unito. In quegli anni i T2 si diffusero moltissimo, soprattutto negli Stati Uniti dov’erano diventati una delle vetture preferite dei giovani e degli hippie: era molto facile ribaltare i sedili, usandolo così per fare viaggi lunghi, e trasportare oggetti grandi e larghi come surf, strumenti musicali o semplicemente stipare molta gente, motivo per cui diventarono presto uno dei simboli della cultura “on the road”. Grazie alla sua fama e diffusione, il T2 ha anche numerosi nomignoli che cambiano da paese a paese. “Kombi” deriva dalla parola tedesca Kombinationskraftwagen, che vuol dire veicolo composto; in Germania è chiamato anche “Bulli”, in Danimarca “Rugbrød”, negli Stati Uniti e in Regno Unito “Transporter”, in Olanda “Clipper”. I T2 sono stati utilizzati anche come furgoni della polizia tedesca, ambulanze, pilotina per gli aeroporti; compaiono in migliaia di foto, copertine di dischi e film e serie tv, da Little Miss Sunshine a Lost, dove un T2 fu protagonista di una scena memorabile.
Fonte : ilpost.it

 

Musical

I critici cinematografici del Guardian hanno messo insieme una lista di quelli che secondo loro sono i dieci migliori film musicali della storia del cinema. Il film più vecchio presente nella classifica è del 1944, mentre quello più recente è uscito nel 1978

mercoledì 4 dicembre 2013

Campagna Lila 2014

A trent'anni dall'inizio dell'epidemia globale di Hiv sappiamo come l'infezione può essere prevenuta e, quando avviene, controllata, grazie ai progressi di ricerca e medicina. Essere persone positive all’HIV o malate di Aids ha però voluto anche dire, troppo spesso, essere costrette a nascondersi, subire discriminazioni in ogni campo della vita e vedersi negati i diritti di cittadinanza. La discriminazione, in particolare sul lavoro, è il tema della Campagna Lila 2014. Tutte le iniziative per il World Aids Day.


http://www.lila.it/it/

"Un mondo dove ogni balena e delfino sia sicuro e libero"

È affascinante e suggestivo lo spot realizzato dalla Gentleman Scholar per la Whale and dolphin conservation, l'organizzazione americana che si batte per la difesa dei cetacei. Una balena nuota tra le fronde di una fitta foresta, come se fosse un oceano di vegetazione. Una scena surreale ma carica di significato con uno slogan altrettanto eloquente: "Un mondo dove ogni balena e delfino sia sicuro e libero"

martedì 3 dicembre 2013

Crozza racconta Silvio decaduto

Via libera a cerchioni e pneumatici di misure diverse

Entra in vigore il decreto che consente di installare sistemi ruota omologati di misure diverse da quanto previsto dalla Casa, senza richiedere il costoso nulla osta

Un ulteriore passo verso la "liberalizzazione del tuning". Dopo i freni è ora la volta dei "sistemi ruota", ovvero i cerchioni e pneumatici, che potranno essere montati in misure più grandi da quelle previste dalla Casa auto senza dover chiedere il costoso nulla osta. Tutti i cerchioni dovranno però superare i test di qualità, che fino ad ora non erano obbligatori.

Il decreto10 gennaio 2010 n.20, firmato dal ministro dei Trasporti ed entrato in vigore il 7 marzo, va a regolamentare una certa "anarchia" in ambito ruote/cerchioni, rendendo necessaria la conformità a determinati standard qualitativi. Il nuovo regolamento nasce quindi dall' “esigenza di regolamentare le procedure di approvazione nazionale di ruote diverse da quelle originali e da quelle sostitutive del costruttore, singolarmente o in abbinamento agli pneumatici, nonché le procedure idonee per la loro istallazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti di veicoli, sulle autovetture nuove o in circolazione”.

La cosiddetta liberalizzazione del tuning, approvata a fine 2008 (Dl 207/08, che ha introdotto il comma 3-bis nell'articolo 75 del Codice della strada), prevede per l'appunto che determinati pezzi originali possano essere sostituiti con altri non previsti come alternativa dal costruttore del veicolo, senza che l'operazione sia più soggetta all'ottenimento di un nulla osta da chiedere al costruttore stesso (al costo di centinaia di euro). Ma finora ad essere coinvolti in tale liberalizzazione sono stati solo i freni. Da adesso si aggiungono dunque anche i "sistemi ruota" che, oltre ai cerchioni, comprendono anche pneumatici, viti, dadi di fissaggio, adattatori e distanziali ruota.

Omologazione
Come già avviene per i freni, i cerchioni installabili al posto degli originali devono avere un'omologazione. Tale omologazione può essere ottenuta rivolgendosi alla direzione generale delle Motorizzazione o a uno dei suoi Cpa (Centri prova autoveicoli) e presentando i risultati di una serie di prove che, come previsto dall'art.4, dimostrano che quel sistema ruota non altera il comportamento su strada per i modelli per cui è omologato; il componente deve quindi superare varie prove di resistenza strutturale e di sicurezza di montaggio.
Se l'omologazione è già stata ottenuta in un Paese UE (compreso anche Norvegia, Islanda e Liechtenstein) sarà sufficiente presentare la relativa documentazione agli uffici delle Motorizzazioni. Ogni cerchio potrà quindi essere montato solo sui modelli per i quali è omologato e dovrà essere possibile ripristinare l'originale con un semplice smontaggio, altrimenti sarà necessario il nulla osta della casa automobilistica. L'obbligatorietà dell'omologazione mette quindi fuori mercato i pezzi non omologati e certificati, a vantaggio della sicurezza stradale.

Installazione
Regole precise anche sul versante installazione-montaggio, che tutti gli autoriparatori dovranno rispettare. Le istruzioni sull'installazione e le varie prescrizioni dovranno accompagnare tutti i prodotti, e l'installatore è tenuto a rilasciare una dichiarazione in cui attesta di aver seguito queste prescrizioni. L'installazione, nello specifico, non deve richiedere modifiche a parafanghi, passaruote, fiancate o altri elementi; sono ammessi solo i codolini (profili che bordano i passaruota), se previsti come accessorio già dalla casa automobilistica. Occorre successivamente recarsi in un ufficio provinciale per sottoporre l'auto alla classica prova e far aggiornare la carta di circolazione (articolo 78 del Codice della strada), riportandovi le misure dei nuovi cerchi. L'aggiornamento non è necessario se le misure delle gomme riportate nella carta di circolazione restano invariate rispetto a quelle previste in origine dal costruttore del veicolo.
Il nulla osta della casa automobilistica dovrà invece essere richiesto in caso di sostituzione/modifica di parti dell'auto che non rientrano nel sistema ruota oppure la la centralina dell'Abs o dell'Esp. 


Fonte: PartsWeb

lunedì 2 dicembre 2013

Io, maestro elementare che vuole diventare donna

Fino al 2011 era un pattinatore di successo e vestiva da uomo. Poi ha trovato il coraggio di cambiare sesso e superare il suo disagio raccontando il perchè della sua scelta anche ai suoi piccoli allievi

20 anni di storia italiana

«Non ho mai fatto affari con la politica. Anzi, ci ho sempre perso».
«Quando li sento parlare di regole mi viene l'orticaria». (16 marzo 1995)
«Ho detto che farò un annuncio. Non questa sera, ma domani». (11 giugno 1995)
«Vedo che i giornali e i telegiornali continuano ad annunciare una mia dichiarazione bomba. Niente che io abbia detto autorizza a pensare questo». (12 giugno 1995)
«Bisogna essere chiari e coerenti. Perché alla fine la coerenza paga sempre». (6 marzo 1994)
«Il nostro obiettivo è dimezzare i reati ne corso di una legislatura». (4 dicembre 2000)
«Non ho mai detto che dimezzerò i reati». (6 dicembre 2000)
«Se fanno cadere il mio governo mi appello al popolo». (23 novembre 1994)

«Io non ho mai fatto appelli al popolo». (23 dicembre 1994)
«A questa umiliazione reagirò gridando nelle piazze e sulle televisioni». (12 gennaio 1995)
«Mi dovete riconoscere un'assoluta linearità di comportamento e di linguaggio». (10 gennaio 1996)
«Il mio cervello va a una velocità superiore alle parole». (19 novembre 2003)
«Non capisco perché a San Siro debbano entrare i tifosi delle altre squadre, togliendo posto ai nostri». (10 ottobre 1988)

«Ho ricevuto 39 minacce di morte. Di cui alcune serissime». (27 novembre 2005)
«Ora vado a fare i soliti esercizi spirituali alle Bermude». (19 agosto 1995)
«Io, uomo delle virtù, sono per essenza l'uomo della democrazia». (25 novembre 1993)
«Non ritengo tangenti quelle che un imprenditore è disposto a pagare a membri della pubblica amministrazione per ottenere qualcosa che gli spetterebbe di diritto e non gli viene dato. Non è una cosa per la quale gli imprenditori possano essere oggetto di una condanna morale». (15 marzo 1994)
«Io corruttore? Sarebbe come incolpare suor Teresa di Calcutta». (27 dicembre 1995)
«Se c'è qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi». (23 dicembre 1994)
«Mandela è arrivato al potere dopo vent'anni di attesa forzata. Io sono più giovane». (16 febbraio 1995)
«Cosa volete. Sono un po' montato». (18 aprile 1994)
«Io so cosa vuol dire la passione per lo sport. Da giovane cucivo palloni». (22 marzo 2001)
«Chi vorrei essere se non fossi Berlusconi? Il figlio di Berlusconi». (12 ottobre 1994)
«Anche io ho scritto le tavole della legge come Napoleone e Giustiniano». (7 aprile 2001)
«Il Papa è un uomo straordinario. Ogni suo viaggio è come un goal. Ha la stessa idea vincente del mio Milan. Che poi è l'idea di Dio: la vittoria del Bene sul Male». (30 marzo 1994)
«Noi di Forza Italia abbiamo una moralità di livello così elevato che gli altri non possono nemmeno percepirlo». (10 maggio 2003)
«Io sono l'Unto del Signore. C'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente». (25 novembre 1994)
«Se muoio domani ho già avuto tante soddisfazioni. Ma sono preoccupato per il Paese». (30 maggio 2001)
«Io sono l'equilibrio, la moderazione, la misura in persona». (6 aprile 1994)
«Sono stato al santuario a pregare la Madonna perché ci aiuti a battere i comunisti». (alla vigilia della finale di Coppa dei Campioni Milan-Steaua Bucarest - 23 maggio 1989)
«Passerò alla storia. Preparate il monumento». (30 maggio 2001)
«Io sono sempre dalla parte degli Stati Uniti, prima ancora di sapere come la pensano». (26 settembre 2002)
«Un cambio al vertice di Forza Italia? Non so, mi interrogherò e vi risponderò». (10 febbraio 2003)
«Mi accusano di raccontare barzellette. Ma io uso parabole». (17 aprile 1997)
«Non ho scelto io la politica. Mi è stata imposta dalla Storia». (15 ottobre 1994)


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