lunedì 2 dicembre 2013

20 anni di storia italiana

«Non ho mai fatto affari con la politica. Anzi, ci ho sempre perso».
«Quando li sento parlare di regole mi viene l'orticaria». (16 marzo 1995)
«Ho detto che farò un annuncio. Non questa sera, ma domani». (11 giugno 1995)
«Vedo che i giornali e i telegiornali continuano ad annunciare una mia dichiarazione bomba. Niente che io abbia detto autorizza a pensare questo». (12 giugno 1995)
«Bisogna essere chiari e coerenti. Perché alla fine la coerenza paga sempre». (6 marzo 1994)
«Il nostro obiettivo è dimezzare i reati ne corso di una legislatura». (4 dicembre 2000)
«Non ho mai detto che dimezzerò i reati». (6 dicembre 2000)
«Se fanno cadere il mio governo mi appello al popolo». (23 novembre 1994)

«Io non ho mai fatto appelli al popolo». (23 dicembre 1994)
«A questa umiliazione reagirò gridando nelle piazze e sulle televisioni». (12 gennaio 1995)
«Mi dovete riconoscere un'assoluta linearità di comportamento e di linguaggio». (10 gennaio 1996)
«Il mio cervello va a una velocità superiore alle parole». (19 novembre 2003)
«Non capisco perché a San Siro debbano entrare i tifosi delle altre squadre, togliendo posto ai nostri». (10 ottobre 1988)

«Ho ricevuto 39 minacce di morte. Di cui alcune serissime». (27 novembre 2005)
«Ora vado a fare i soliti esercizi spirituali alle Bermude». (19 agosto 1995)
«Io, uomo delle virtù, sono per essenza l'uomo della democrazia». (25 novembre 1993)
«Non ritengo tangenti quelle che un imprenditore è disposto a pagare a membri della pubblica amministrazione per ottenere qualcosa che gli spetterebbe di diritto e non gli viene dato. Non è una cosa per la quale gli imprenditori possano essere oggetto di una condanna morale». (15 marzo 1994)
«Io corruttore? Sarebbe come incolpare suor Teresa di Calcutta». (27 dicembre 1995)
«Se c'è qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi». (23 dicembre 1994)
«Mandela è arrivato al potere dopo vent'anni di attesa forzata. Io sono più giovane». (16 febbraio 1995)
«Cosa volete. Sono un po' montato». (18 aprile 1994)
«Io so cosa vuol dire la passione per lo sport. Da giovane cucivo palloni». (22 marzo 2001)
«Chi vorrei essere se non fossi Berlusconi? Il figlio di Berlusconi». (12 ottobre 1994)
«Anche io ho scritto le tavole della legge come Napoleone e Giustiniano». (7 aprile 2001)
«Il Papa è un uomo straordinario. Ogni suo viaggio è come un goal. Ha la stessa idea vincente del mio Milan. Che poi è l'idea di Dio: la vittoria del Bene sul Male». (30 marzo 1994)
«Noi di Forza Italia abbiamo una moralità di livello così elevato che gli altri non possono nemmeno percepirlo». (10 maggio 2003)
«Io sono l'Unto del Signore. C'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente». (25 novembre 1994)
«Se muoio domani ho già avuto tante soddisfazioni. Ma sono preoccupato per il Paese». (30 maggio 2001)
«Io sono l'equilibrio, la moderazione, la misura in persona». (6 aprile 1994)
«Sono stato al santuario a pregare la Madonna perché ci aiuti a battere i comunisti». (alla vigilia della finale di Coppa dei Campioni Milan-Steaua Bucarest - 23 maggio 1989)
«Passerò alla storia. Preparate il monumento». (30 maggio 2001)
«Io sono sempre dalla parte degli Stati Uniti, prima ancora di sapere come la pensano». (26 settembre 2002)
«Un cambio al vertice di Forza Italia? Non so, mi interrogherò e vi risponderò». (10 febbraio 2003)
«Mi accusano di raccontare barzellette. Ma io uso parabole». (17 aprile 1997)
«Non ho scelto io la politica. Mi è stata imposta dalla Storia». (15 ottobre 1994)


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