mercoledì 18 dicembre 2013

Gay for a day

Tutti gay per un giorno e per protesta. Su Facebook e Twitter, si è diffuso così il dissenso degli indiani nei confronti della sentenza che riporta il Paese clamorosamente indietro di 148 anni sui diritti civili. Mercoledì infatti la Corte Suprema indiana ha dichiarato incostituzionale la storica sentenza del 2009 che cancellava il reato di omosessualità, rendendo nuovamente illegale l’amore tra persone dello stesso sesso. Più che un passo di gambero nella lotta per i diritti della comunità LGBT, la sentenza è un vero e proprio salto nel passato coloniale del Paese.

 La legge abrogata quattro anni fa infatti rientrava nell’eredità legislativa lasciata dai coloni britannici e apparteneva dunque all’epoca vittoriana. Ma adesso che la Suprema Corte ha stabilito che tale legge non è incostituzionale e ha di fatto reintrodotto la vecchia regola vittoria, per molti indiani – e soprattutto per i più giovani – c’è ben poco da gioire, anzi. E la reazione è arrivata imponente sui social network. Su Facebook, il successo dell’evento Gay for a day – inizialmente pensato per durare l’arco di una giornata – si è rivelato così virale da convincere l’organizzatore Tanmay Sahay a portare avanti l’iniziativa e poi a creare una pagina ad hoc, chiamata “Gay for a day India”.

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