lunedì 10 febbraio 2014

Chimica verde a Marghera

La petrolchimica, nata all’inizio del secolo scorso ai bordi della laguna di Venezia e data ormai per spacciata, è pronta a rinascere a Porto Marghera. Stavolta, però, in versione green, ovvero una chimica verde che comincia a utilizzare prodotti agricoli non di uso alimentare al posto del petrolio e si affiancherà alla produzione di biodiesel nella ristrutturata raffineria di via dei Petroli, alle porte di Venezia, che da aprile prossimo riprenderà a funzionare. Dopo quasi vent’anni di continui annunci di chiusure di interi cicli e impianti produttivi al Petrolchimico di Porto Marghera (pesticidi e fitofarmaci, caprolattame, acido solforio, cloro, ecc.), si ricomincia finalmente a costruire nuovi stabilimenti e ad assumere personale. Eni, infatti, attraverso la sua controllata Versalis spa (ex Polimeri Europa) ha annunciato ufficialmente di aver firmato un “protocollo d’intesa strategico” con la multinazionale Elevance Renewable Sciences - che ha la sua sede centrale a Woodridge (Illinois) negli Stati Uniti d’America - nel quale si prevedono di progettare e costruire insieme, accanto al cracking di Versalis a Porto Marghera, nuovi impianti industrialiworld-scale che sfrutteranno, primi nel loro genere un «nuovo processo di metatesi applicata agli olii vegetali per la sintesi di prodotti chimici biobased».
Dopo l’annuncio ripreso dalla stampa di mezzo mondo, i vertici di Versalis spa spiegheranno i dettagli dell’operazione domani, nel previsto incontro che si terrà a Marghera, con i delegati sindacali (Rsu) dei lavoratori dello stabilimento veneziano e ai segretari nazionali dei chimici di Cgil, Cisl, Uil. Per il momento si parla, in via informale, di un investimento ci circa 250 milioni di euro, aggiuntivo a quelli già previsti per la manutenzione degli impianti del cracking di Porto Marghera (dove sono attualmente occupati 400 dipendenti) che, seppure con una produzione ridotta di circa un quarto di etilene, continueranno ad essere piena mente operativi, per rifornire, via pipe-line, gli stabilimenti chimici che si trovano a Ravenna, Ferrara e Mantova. La partnership tra Eni ed Elevance, come ha spiegato Eni, è finalizzata allo sviluppo e alla industrializzazione di una nuova tecnologia per produzioni da oli vegetali che consentirà la realizzazione di nuovi prodotti chimici bio. Le future produzioni saranno destinate a settori applicativi ad alto valore aggiunto quali cura della persona, detergenti, bio-lubrificanti e prodotti chimici per l’industria petrolifera.
«La chimica da fonti rinnovabili ha un ruolo centrale in quello che è il nostro nuovo approccio industriale e commerciale» ha spiegato Daniele Ferrari, amministratore delegato di Versalis spa. «L’accordo con Elevance rafforzerà ulteriormente la nostra capacità di crescere nell’innovazione verde, favorendo allo stesso tempo la trasformazione di un stabilimento petrolchimico in un sito sempre più competitivo e sostenibile, e creando così sinergie tra l’industria chimica da fonti rinnovabili e quella tradizionale». «Versalis», ha aggiunto, «metterà a disposizione della partnership le proprie competenze in materia di sviluppo di processi di catalisi e ingegneria su scala industriale, mentre Elevance fornirà il proprio know-how relativo all’impiego di oli vegetali nella produzione di prodotti chimici specialty destinati ad applicazioni ad alto valore aggiunto, sfruttando l’esperienza di simili progetti già realizzati negli Usa e in Asia».

Gianni Favarato - La Nuova Venezia

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