martedì 25 febbraio 2014

Protesi da stampante 3D

In pochi anni le stampanti 3D da semplice ausilio semisconosciuto per architetti e designer sono diventate tra i dispositivi più usati per una varietà di applicazioni, che comprendono persino la stampa dia rma da fuoco. L'ultima in ordine di tempo, di tenore ben diverso, è staat sviluppata dalla statunitense 3d Systems, che grazie alla stampante ha realizzato un esoscheletro, una struttura rigida esterna indossabile che ha permesso ad una donna che aveva perso l'uso delle gambe nel 1992, cadendo mentre sciava, di tornare a camminare. 
Il primo dei dieci piloti collaudatori scelti per mettere a punto il prototipo è Amanda Boxtel, una donna paralizzata dalla vita in giù a causa di un incidente con gli sci. Per ottenere un supporto perfettamente su misura la donna è stata passata ad uno speciale scanner tridimensionale che ha ottenuto un'immagine estremamente dettagliata del corpo.


«Questo - hanno spiegato gli ideatori all'evento di Budapest organizzato dalla Singularity University durante il quale è stato presentato l'esoscheletro - ha permesso di digitalizzare il controno della spina dorsale, delle cosce e dellel creste tibiali per modellare la tuta robotica esattamente sul suo corpo evitando sfregamenti che potrebbero portare a infezioni».

Ai vari pezzi stampati sono stati aggiunti attuatori e altri dispositivi per il controllo sviluppati da un'altra azienda, la Ekso Bionics, specializzata in esoscheletri non su misura da utilizzare per la riabilitazione motoria. Il risultato è stato uno scheletro esterno in grado di far camminare Amanda per Budapest, anche se sempre con l'ausilio di stampelle che si può adattare a qualsiasi grado di funzionalità diminuita delle gambe e che dal primo scan alla prova su strada ha richiesto meno di tre mesi.

«Questo progetto rappresenta il trionfo della creatività umana e della tecnologia - afferma Boxtel - che si sono unite per restituirmi le funzioni in modo sorprendente».

Oltre che a realizzare dispositivi hi-tech come quelle di 3D Systems, che comunque ha un costo minore rispetto a quelli realizzati con tecniche tradizionali, le stampanti 3D sono già state usate per ottenere protesi low cost. L'ultimo esempio è quello di un ragazzo di 16 anni del Kansas, che con un progetto open source sul web, 60 dolalri di materiale e la stampante della biblioteca della sua città è riuscito a realizzare una mano robotica per un suo amichetto che ne era privo dalla nascita. (Gazzettino.it)

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