domenica 2 febbraio 2014

Stampante ad acqua

Un tempo c'era l'inchiostro simpatico, con cui grandi e bambini si divertivano a fare scherzi e a prendersi gioco degli amici. Si scriveva e, poco dopo, la pagina tornava bianca. Nessuno ha mai pensato, però, che lo stesso processo chimico potesse essere utilizzato per difendere l'ambiente e fare del bene al pianeta; almeno fino a oggi. Perché dalla Cina - così sostengono gli inventori - arriva la stampante ad acqua.

Messa a punto dai chimici dell'Università cinese di Jilin, questa stampante rivoluzionaria utilizza proprio l'acqua al posto del classico inchiostro, con il vantaggio che nel giro di 24 ore la carta ritorna di nuovo bianca e può quindi essere riutilizzata. Contribuendo a combattere, allo stesso tempo, una delle principali cause d'inquinamento (le sostante contenute negli inchiostri) e a uno dei grandi problemi ambientali (il disboscamento). Le statistiche, infatti, dicono che il 40% delle carta utilizzata negli uffici raggiunge il cestino dopo un singolo utilizzo, quando invece potrebbe essere usata per molte volte ancora.

Non è un prodigio della tecnica e dell'evoluzione informatica però. Il trucco, infatti, in questo caso non sta nella stampante ma proprio in una carta speciale che, trattata con una speciale sostanza chimica (l'oxazolidina), a contatto con l'acqua si colora per un periodo di circa 22 ore fornendo, secondo i ricercatori, una scrittura chiara a un costo pari a un centesimo rispetto a quelle della stampanti a getto di inchiostro. Senza perdite di qualità e resistenza della carta. E, perché no, con notevoli risparmi per le aziende.

Secondo lo studio, pubblicato dalla rivista scientifica Nature Communications, la carta è assolutamente sicura, ma sono in corso dei test di laboratorio per accertare eventuali tossicità
. (Repubblica.it)

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