domenica 9 marzo 2014

"14 milioni di grida" ('14 millions de cris')

 “Il filmato si chiama 14 milioni di grida poiché ogni anno nel mondo ci sono 14 milioni di ragazze minorenni vittime di matrimoni forzati. Questo film è il mio grido affinché si possa sentire il loro e affinché la si smetta di pensare che queste situazioni possano rientrare nella normalità”, ha detto la regista e scrittrice francese Liza Azuelos che lo ha realizzato.
Per  il cortometraggio, titolo originale “14 Millions de Cris”, girato per celebrare l’8 marzo, giornata della donna, Liza Azuelos  ha scelto due attori conosciutissimi in Francia  per la parte dei genitori della piccola vittima destinata al matrimonio forzato: Julie Gayet, al centro del gossip mondiale per la sua storia sentimentale col presidente francese François Hollande, e Alexandre Astier. Tra gli altri attori Philippe Nahon et Adèle Gasparov.
Ambientazione occidentale e comportamenti apparentemente “normali” fanno capire che il  matrimonio forzato forse non è un fenomeno sporadico o un costume da terzo mondo, ma una realtà a noi non troppo lontana.
Secondo il giornale francese “Marie Claire” infatti,  in Francia ogni anno vengono trattati dai 12 ai 14 casi di matrimoni forzati e sarebbero 70.000 le giovani francesi potenzialmente a rischio.
Il mini-film di 4 minuti, in bianco e nero, racconta la storia di Emma (Adele Gasparov), una ragazzina francese che frequenta la prima media e il cui destino è ormai segnato: a sua insaputa i suoi genitori (interpretati dalla Gayet e da Alexandre Astier) hanno combinato il suo matrimonio con un anziano signore. Appena rientrata da scuola la madre manipolatrice prepara la bambina per le nozze con un bel vestitino bianco e una coroncina di fiori mentre il padre, entrando nella sua cameretta e vedendola tutta imbellettata, le fa i complimenti: "una vera piccola donna". Emma non capisce cosa sta succedendo fino a quando arriva in municipio: i suoi genitori la lasciano in fianco a uno sconosciuto di settant'anni (Philippe Nahon) e gli invitati sorridono, noncuranti dell'orrore che sta succedendo, come se assistessero a una normale cerimonia di matrimonio (la colonna sonora di sottofondo è la canzone 'Everything's gonna be alright' dei Sweerbox).
Il corto termina con una sequenza choc in cui la bambina-sposa impaurita è distesa sul letto e viene stuprata dal vecchio marito.
 E una frase: "14 milioni di grida l'anno e nessuno le sente. Le ragazzine non sono donne". In Francia, spiega la regista, i matrimoni forzati sono vietati. Filmare questo tipo di usanza in un municipio della Republique è una forzatura per sensibilizzare i francesi al dramma che colpisce 14 milioni di ragazzine ogni anno nel mondo, in particolare in Africa e Asia. "Questo film è il mio grido affinché si possa sentire il loro - conclude Azuelos - Per denunciare l'idea che questa situazione possa essere considerata normale".



 

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