lunedì 24 marzo 2014

Alcolismo, “terapia soft”

Alcolismo, arriva una “terapia soft”, psicologica e farmacologica, per combatterlo.
 L'hanno messa a punto gli psichiatri del Policlinico gemelli di Roma e prevede che la bottiglia venga tolta gradualmente per invogliare anche gli alcolisti più spaventati all'astensione completa immediata.

Denominato «trattamento riabilitativo integrato di supporto psicosociale», si tratta di un approccio in cui la etrapia farmacologica anti-alcol (con Nalmefane, un nuovo farmaco che aiuta l'alcolista a ridurre il consumo) si affianca alla psicoterapia, che contribuisce alla riduzione del consumo di alcolici, in vista del raggiungimento di un'astensione completa dalla bottiglia.
''Si tratta di un approccio del tutto nuovo e senza eguali - spiega Luigi Janiri, Responsabile della Sub-Unita' Alcologica del Day Hospital di Psichiatria e Farmacodipendenze del Gemelli - messo a punto da noi sulla base delle ultime ricerche nel campo dell'alcolismo''. Il paziente, in tal modo, verra' accompagnato verso una maggiore consapevolezza sia del disturbo sia di uno stato di salute psico-fisico migliore, grazie alla riduzione del consumo alcolico, accrescendo la motivazione al cambiamento. E' una novita' assoluta nel campo del trattamento dell'alcolismo: ''nello specifico - aggiunge Janiri - non ci risulta che altri ospedali italiani abbiano dei gruppi di trattamento psicosociale volti alla riduzione del consumo alcolico come step terapeutico intermedio in vista della completa astensione. Il farmaco Nalmefene e' stato immesso in commercio solo nel settembre 2013 e quindi ancora non sono stati organizzati interventi integrati cosi' complessi che comprendano l'assunzione del farmaco congiuntamente a una terapia psicosociale di gruppo''. L'idea e' di somministrare il farmaco e allo stesso tempo di inserire il paziente in gruppi di trattamento psicosociale mirati all'aderenza al trattamento e alla riduzione progressiva del consumo di alcol in vista del raggiungimento di un'astensione completa. Si rivolge in particolare a quegli alcolisti la cui dipendenza e' moderata e che non sono in grado di raggiungere un'astensione completa sin dall'inizio del trattamento. 
 Nel Lazio il 15,6% delle persone risulta consumatore di alcol a rischio, cioè che consuma un quantitativo maggiore di 4 unità alcoliche/die (48 gr di alcol al giorno, equivalente a ca. 500 ml di vino/die e un litro e 320 ml di birra/die). L’obiettivo finale del trattamento integrato con l’intervento psicologico e con il Nalmefene è far aderire al trattamento riabilitativo quelle persone che, sottovalutando i rischi dell’abuso alcolico sfuggono alla considerazione di se stesse come portatrici di un grave problema clinico soggettivo, ma anche sociale.

Al servizio si può accedere con prenotazione telefonica (06 3015.4122) dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14 o mandando un'e-mail a segreteriadh@lapromessa.it

2 commenti:

silvia de angelis ha detto...

Una nuova terapia meno riduttiva, per portare a completamento una guarigione importante, per tutti coloro che sono dipendenti dall'alcool.
Buona settimana e un saluto,silvia

stefitiz ha detto...

ciao silvia, benvenuta a bordo