martedì 15 aprile 2014

Il funerale

Mio padre è morto nel 1984 a soli 64 anni, appena andato in pensione. Lavorava come saldatore ai cantieri navali Breda di Porto Marghera, ora conosciuti come Fincantieri. Si "prese" un tumore ai polmoni che in pochi mesi, da settembre 83 a giugno 84 lo finirono senza pietà. Probabilmente era il tumore di tipo mesotelioma, il famoso tumore legato all'esposizione all'amianto, diventato famosi in questi ultimi anni, ma allora sconosciuto ai comuni mortali. Ricordo ancora adesso i suoi racconti di saldature in cunicoli e anfratti nella pancia di una nave a respirare porcherie.
 Mi ritrovai così a 24 anni a dover pensare al suo funerale. Quindi pratiche burocratiche, organizzazione col prete e affidamento ad un impresario di pompe funebri. Ecco, qui volevo arrivare.
Quello che ancora ora ricordo nitidamente  è la visita a quest'ultimo, l'esposizione di bare di diverso tipo. Il suo illustrarmi le differenze tra le une  e le altre, come costi, materiali interni ed esterni. Ma anche il dover scegliere il formato di epigrafe, sfogliando un catalogo con vari stili e formati.
Mi sembrava di esser entrato in una concessionaria di auto col venditore che mi illustra i vari modelli, le motorizzazioni, gli optional ed i costi eventuali.  Stessa cosa.
Questo ricordo ce l'ho sempre davanti agli occhi a trent'anni di distanza.

2 commenti:

silvia de angelis ha detto...

Momenti assai dolorosi della vita, in cui sciocchi particolari, non fanno altro che aumentare il forte disagio del profondo....
Buona giornata e un saluto, silvia

stefitiz ha detto...

verissimo. ciao e grazie della visita