domenica 27 aprile 2014

Squeri e squerarioli di Venezia saranno vincolati dai Beni Culturali

Squeri e squerarioli veneziani diventano un patrimonio da tutelare con il vincolo del Ministero dei Beni Culturali. La decisione è una novità assoluta, presa dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali del Veneto, rifacendosi all’articolo 52 del Codice dei Beni Culturali che consente di individuare «i locali, a chiunque appartenenti, nei quali si svolgono attività di artigianato tradizionale e altre attività commerciali tradizionali, riconosciute quali espressione dell’identità culturale collettiva ai sensi delle convenzioni Unesco di cui all’articolo 7-bis, al fine di assicurarne apposite forme di promozione e salvaguardia».
Saranno in particolare la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna e quella per il polo museale veneziano a stabilire quali luoghi e attività da tutelare per ciò che riguarda la costruzione di gondole e barche tradizionali, come spiega anche il direttore regionale Ugo Soragni. «Con questo vincolo noi tuteleremo le testimonianze materiali dell’attività degli squerarioli- dichiara l’architetto Soragni - e dunque i luoghi fisici dove esse si svolgono, che dovranno restare inalterati, ma in questo modo tuteleremo anche le stesse attività. Potrà dunque essere sottoposto al vincolo anche un capannone costruito pochi anni fa, purché esso ospiti al suo interno un’attività tradizionale di questo tipo. Certamente non possiamo vincolare la destinazione d’uso dei luoghi ma il loro aspetto e ciò che contengono certamente sì, nello spirito delle convenzioni Unesco che riconoscono appunto attività tradizionali come questa, come espressione di identità culturale collettiva».
Plaude all’iniziativa Saverio Pastor, “decano” dei remeri e presidente dell’Associazione El Felze: «Quella della Direzione regionali dei Beni Culturali del Veneto è un’iniziativa importante che va nella direzione giusta per tutelare luoghi e lavorazioni tradizionali che altrimenti rischiano di sparire. Bisognerà che la tutela sia estesa anche ai merodio di lavorazione tradizionali, perché una gondola oggi può essere realizzata anche in vetroresina». Attualmente nell'ambito cittadino, insieme ad alcuni cantieri minori, sopravvivono solo sei squeri: tre a Dorsoduro, due alla Giudecca e uno a Castello.
I tre squeri di Dorsoduro sono lo squero Tramontin, agli Ognissanti; il confinante squero Bonaldo, sempre agli Ognissanti ma che ha perso completamente la sua funzione, divenendo rimessaggio barche. C’è quindi lo squero di proprietà del Comune di Venezia, noto come Squero di San Trovaso, destinato a ospitare prossimamente il Museo della Gondola. Questi squeri producono quasi esclusivamente gondole. I due squeri della Giudecca sono lo squero Crea, proprietà del regatante Gianfranco Vianello detto Crea, che è anche l'unico a consegnare le gondole complete di tutti gli accessori compresi remi e forcole, e lo squero Costantini-Dei Rossi, molto fedele alla tipologia classica dello squero.
Lo squero di Castello è lo squero San Giuseppe, proprietà della Società di Mutuo Soccorso fra Carpentieri e Calfati. Questi tre squeri riescono ancora a produrre annualmente una quantità significativa non solo di gondole ma anche di altre imbarcazioni tipiche della laguna di Venezia (LaNuova Venezia)

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