venerdì 20 giugno 2014

Tesla diventa Open source

UN'AZIENDA automobilistica la cui tecnologia è a disposizione di tutti per essere analizzata, studiata, migliorata. Come un software “open source” per computer che tutti possono perfezionare. Ecco il sogno di Elon Musk, fondatore della Tesla, azienda che produce auto elettriche nata nel 2003. In un post sul blog ufficiale della società, l'ex fondatore di PayPal ha annunciato che da oggi tutti i brevetti protetti della compagnia saranno resi pubblici. 

Una mossa che non ha precedenti nella storia dell'industria automobilistica. "Fino a oggi abbiamo registrato i nostri brevetti perché avevamo paura che le altre case automobilistiche potessero copiarci. E' stato un errore. Oggi le auto elettriche contano meno dell'1% del mercato globale, e la maggior parte dei costruttori non ha nemmeno una macchina a emissioni zero in listino", scrive Musk. "In realtà non c'è concorrenza perché ancora non c'è un mercato. Per questo vogliamo rendere pubblica la nostra tecnologia, nella speranza che possa aiutare altri a migliorare l'auto elettrica", prosegue Elon Musk.

La Tesla ha chiuso il 2013 con un fatturato di 2 miliardi di dollari e una perdita netta di circa 70 milioni. A oggi in listino c'è solo un modello, la berlina Model S. Una tre volumi lussuosa, dal design ricercato ed elegante, la cui plancia è dominata da un'enorme schermo sensibile al tocco da cui è possibile controllare tutti i sistemi di bordo, navigare sul web o consultare Google Maps con un dito. Costa circa 70.000 euro. In California è l'auto preferita delle star di Hollywood, mentre in Europa, dove le vendite sono cominciate da poco, ha già riscosso un certo interesse. In Italia è stata aperta la prima concessionaria a Milano. In Norvegia è il veicolo più venduto con oltre 1500 vetture immatricolate nel 2013, quasi il doppio della Volkswagen Golf. Le vendite insomma cominciano a decollare e il costruttore nato nella Silicon Valley gode della fiducia di Wall Street: oggi è valutato circa 25 miliardi di dollari, un segnale che dimostra quanto il mercato finanziario creda nel futuro della Tesla.  

 Per il 2014 è previsto il primo profitto operativo e l'obiettivo è di arrivare molto presto a 500.000 vetture all'anno. "Da soli non riusciamo a produrre abbastanza veicoli a impatto zero per risolvere il problema dell'inquinamento atmosferico. Ma le potenzialità dell'auto elettrica sono enormi e siamo convinti che Tesla, i nostri concorrenti e tutto il settore beneficerebbe dell'esistenza di una piattaforma comune per l'auto elettrica", conclude Elon Musk. 

Non è del tutto chiaro cosa si potrà fare con questi brevetti. Difficile immaginare, ad esempio, che Tesla possa accettare che un 
diretto concorrente come Mercedes o BMW produca una copia della berlina Model S o della prossima Model X. Staremo a vedere. Intanto, però, la risposta di Wall Street è stata relativamente positiva, con le azioni che sono salite di circa l'1%. Una cosa è certa: Elon Musk è un visionario che guarda al futuro. Non solo del trasporto su terra, ma anche di quello nello spazio. La sua prossima 
avventura imprenditoriale, Space X, è nata per rivoluzionare i viaggi nel cosmo e promette di portare l'uomo su Marte. Se speravate di potervi costruire un razzo in giardino, però, rimarrete delusi. I brevetti di Space X, infatti, sono ancora protetti da copyright. (Repubblica.it)

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