sabato 28 febbraio 2015

giovedì 26 febbraio 2015

Una canzone quasi dimenticata

Ho appena finito di leggere un romanzo di una scrittrice, Katherine Webb, che si intitola:

Una canzone quasi dimenticata.  

E' una storia ambientata in Inghilterra, che si divide in due piani temporali, con una coprotagonista che fa da trade uno tra i due periodi. Ad un periodo attuale in cui il protagonista, un appassionato d'arte e curatore di una galleria, fa delle ricerche su un famoso pittore, si affianca il periodo storico appena precedente la seconda guerra mondiale, in cui appunto il pittore vive. A unire il tutto una ragazzina, all'epoca, diventata vecchia nell'era attuale. Una vicenda intricata in cui l'autrice svela pian piano il finale, affiancando alla vicenda principale, la storia sentimentale tra la ragazzina ed il pittore, altre storie attuali e non meno importanti. 

lunedì 23 febbraio 2015

‘sto impiccio

Gli americani non hanno ‘sto impiccio. Loro si dicono subito: ti amo. I love you. Se lo dicono per salutarsi, per farsi le coccole, per dichiararsi amore eterno. Altrimenti usano il mi piaci. Che almeno è leale. I like you. E visto che sono entusiasti lo dicono parecchio. Lo sussurrano all’orecchio della fidanzata e lo esclamano davanti a una fetta di cotechino. Noi invece sempre lì col misurino. Mi vuoi bene ma come? Come alla tua cocorita? Ma quanto? Dammi un’idea di dosaggio. S.q.? Secondo quantità come nelle ricette dei manuali? Adesso i codardi azzardano anche il: “Mi fai stare bene”. Alla Biagio Antonacci. Sai che sforzo. Mi fai stare bene lo puoi dire a chiunque. Persino al tuo medico shiatsu quando ti schiaccia i piedi e ti mette a posto la cervicale. E poi il mi fai stare bene la dice lunga su quanto sia sempre tu il punto di partenza, l’alfa e l’omega del tuo moto sentimentale, il baricentro e la convergenza dei tuoi sensi.


Luciana Littizzetto, Col Cavolo

domenica 22 febbraio 2015

GIF

Amate come me le gif? Eccovi una pagina che ne pubblica di magnifiche, questi sono due esempi:






La pagina la troverete qui.

sabato 21 febbraio 2015

Queen VS Morandi

Gli Oblivion tornano a Milano con il meglio delle loro parodie in chiave di cabaret. Il quintetto comico-canoro presenta giovedì 12 febbraio al Teatro Manzoni Oblivion.zip. "Lo spettacolo è nato come progetto per le piazze estive, senza struttura, luci o proiezioni, ed è diventato quasi una riorganizzazione del nostro archivio: da qui deriva il titolo", racconta Lorenzo Scuda, compositore e musicista del gruppo. E nei giorni di Sanremo gli Oblivion lanciano in Rete un'altra delle loro irresistibili parodie: Queen VS Morandi è la rivisitazione delle più note canzoni di Gianni Morandi sulle note della celebre band inglese


 

venerdì 20 febbraio 2015

Counter iPhone

Basandosi sui dati statistici rilasciati dalla stessa Apple durante le conferenze trimestrali, gli sviluppatori di questo sito hanno stimato una quantità di vendite al secondo che ciascun modello di iPhone ha ottenuto durante il primo weekend del lancio.
Qui in tempo reale i dati vendita.

giovedì 19 febbraio 2015

Gentil sesso: maleducate come un uomo, lo spot provocazione

Buttate via le buone maniere ed archiviati i gentleman di un tempo non restano altro che uomini rozzi e maleducati al punto che anche le donne non possono far altro che prendere esempio e comportarsi alla stessa maniera. Questo l'immaginario della spot televisivo per il magazine francese Parisian Gentleman, nel quale i luoghi comuni (non poi così distanti dalla verità) sui comportamenti eccessivi e smodati degli uomini, vengono riproposti declinati al femminile. Un contrasto che rende ancora più evidente l'assenza di eleganza e suggerisce il ritorno all'educazione dei modi

mercoledì 18 febbraio 2015

S. Valentino: rose alle prostitute

"C'è chi si ricorda dell'amore solo a San Valentino. E chi l'amore è costretto a farlo tutto l'anno, contro la sua volontà". Per questo Io Ti Maledico, specializzato in video virali, ha deciso di portare una rosa alle prostitute nel giorno della festa degli innamorati. Tra le ragazze in strada, stupite, spunta però un "protettore" che si scaglia contro il giovane protagonista del filmato (Maurizio Valente). L'uomo lo minaccia: "O fai sesso o te ne vai". E alla fine trascina via la prostituta.

martedì 17 febbraio 2015

Siamo tutti impostori

«Vivo una vita che non merito. Ma tutti camminiamo su questa terra sentendoci degli impostori. Il trucco è essere grati, e sperare che l’imbroglio non finisca presto»


David Carr

domenica 15 febbraio 2015

...quando l'amore piove addosso

Un romantico corto di animazione realizzato dall'illustratrice Anna Godeassi per San Valentino

mercoledì 11 febbraio 2015

La potenza di una dieta sana

Ci sono voluti 50 anni per arrivare a capire che gli stili di vita, in primo luogo ciò che mettiamo nel piatto, sono all’origine di oltre la metà dei tumori. E che possiamo fare parecchio per limitare le probabilità di ammalarci: molto dipende dalle nostre abitudini alimentari, da fumo, sovrappeso, obesità e scarsa attività fisica. 
I risultati degli studi vanno in una direzione inequivocabile
«L’idea che il cibo possa influenzare la comparsa delle malattie non è certo nuova: è presente in molte medicine tradizionali, come quella cinese o indiana, e in quella medievale occidentale - sottolineano gli esperti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), che dal 1965 sostiene i ricercatori italiani nei loro studi anche in questo settore -. Le prime ricerche scientifiche sono state accolte inizialmente con scetticismo, ma già sul finire degli anni 60 sono partiti studi epidemiologici che coinvolgevano ampi numeri di persone. Ci sono voluti anni per avere risultati definitivi, arrivati solo in tempi recenti. Oggi però sappiamo che cosa è meglio mangiare e che cosa è invece da evitare». 
In mezzo secolo gli scienziati di tutto il mondo hanno utilizzato essenzialmente due strumenti: da un lato, le ricerche epidemiologiche, che valutano gli stili di vita e le eventuali malattie delle persone, per stabilire se esistono relazioni significative tra alcune abitudini (come dieta e ginnastica) e lo sviluppo di un tumore; dall’altro, le ricerche molecolari, che indagano sui meccanismi d’interazione tra il cibo e i geni, le proteine e le altre componenti delle cellule, per capire se alcune sostanze presenti negli alimenti possano favorire o proteggere dall’insorgenza di neoplasie. 
Gli studi sul cancro al seno e al colon e il cibo
«Abbiamo appurato che esiste un legame tra alimentazione e cancro al colon e al seno - spiega Vittorio Krogh, direttore della struttura di Epidemiologia e Prevenzione all’Istituto Tumori di Milano -. In una dieta equilibrata i grassi saturi non devono superare il 10% delle calorie giornaliere e non c’è alcun dubbio che una dieta ricca di grassi saturi e alimenti di origine animale (come carne, specie rossa, latticini, burro) faccia salire il rischio di tumori mammari, specie di quelli ormono-dipendenti». Lo ha dimostrato uno studio europeo, a cui ha partecipato anche Krogh (in parte finanziato da Airc e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute ), che ha coinvolto più di 300 mila donne in 10 Paesi europei, seguite per oltre 11 anni, durante i quali 10 mila partecipanti hanno sviluppato un cancro al seno. 
Gli esiti di un altro filone dello stesso progetto europeo, condotto su oltre 1300 pazienti con carcinoma del colon retto e 1300 persone sane, provano poi che una dieta ricca di fibre (ovvero verdura, cereali integrali, legumi, frutta) dimezza il rischio di sviluppare questo tumore. «Il motivo è ancora da chiarire - dice Cristina Bosetti, a capo dell’Epidemiologia dei tumori all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano -. Forse in parte dipende da meccanismi ormonali come per il cancro al seno, ma molto probabilmente i benefici delle fibre sono dovuti al fatto che accelerano il transito intestinale, diminuendo così il contatto fra le “scorie cancerogene” e i tessuti dell’organismo. Inoltre, i cibi ricchi di fibre contengono spesso anche nutrienti antiossidanti, utile scudo anticancro». 
Altri alimenti da limitare 
Gli studi ci dicono inoltre che bisogna limitare il consumo di carboidrati ad alto indice glicemico (pane bianco, prodotti da forno, riso bianco, bibite zuccherate, marmellate) che determinano un rapido aumento della glicemia e dell’insulina, stimolando quei fattori di crescita che, attraverso complessi meccanismi, finiscono per favorire l’insorgenza di diversi tumori, tra cui seno e colon. Infine, si deve prestare attenzione al colesterolo: quando è alto, aumenta di oltre il 60 per cento il rischio di ammalarsi di carcinoma colon rettale. «In particolare, alti livelli di “colesterolo cattivo” (quello LDL) fanno salire le probabilità di quasi il 90 per cento» precisa Krogh, sulla base di un’altra ricerca, sostenuta da Airc e pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology , che ha coinvolto quasi 35 mila persone. «Quindi, - prosegue l’epidemiologo - ancora una volta si dimostra che è importante limitare sulla tavola gli alimenti di origine animale (carni, burro, formaggi, latte e derivati), che fanno salire i livelli di colesterolo, peraltro pericoloso nemico anche per le malattie cardiovascolari». 
E se le evidenze finora raccolte riguardano soprattutto le neoplasie di colon e seno, moltissimi studi sono in corso per appurare le «relazioni pericolose» sospettate da tempo fra dieta e tumori del polmone, dell’utero, dell’ovaio e di altre parti dell’apparato digerente. «Senza dimenticare che è stato ampiamente provato come anche il consumo eccessivo di alcolici e superalcolici faccia aumentare i rischi di tumori di bocca, esofago, stomaco, colon, fegato e seno» conclude Cristina Bosetti. 

Vera Martinella - corriere.it

lunedì 9 febbraio 2015

domenica 8 febbraio 2015

Emotions of Weight

Ogni adolescente si confronta con il proprio corpo e con lo specchio, facendo un elenco delle proprie imperfezioni: da qualche chilo di troppo a un seno non troppo prorompente. Anche Kat, come tante sue coetanee ha fatto questa prova. Vincendola. Con questo video la ragazza ha deciso di dare un messaggio chiaro e provocatorio: ha scelto di correre nuda - indossando solo un paio di occhiali da sole - per le strade del suo quartiere (negli Stati Uniti) per dimostrare di non vergognarsi del suo corpo e convincere anche le altre ragazze a sentirsi belle per quello che sono e a superare pregiudizi e stereotipi Nicola Perilli - repubbiblica.it

 

sabato 7 febbraio 2015

Pellicola

Secondo un recente sondaggio condotto da Ilford, popolare marca di pellicole, fra i fotografi che usano pellicola, l’interesse dei fotografi nei confronti della vecchia pellicola sembra mantenersi saldo, nonostante l’avvento del digitale, anche se è il bianco e nero, la forma più antica e ancora oggi la più artistica di scatto fotografico, a sostenere il mercat. Secondo i risultati, il 98 per cento degli intervistati ha infatti dichiarato di scattare immagini con pellicola bianco e nero; di questo il 31 per cento scatta solamente in bianco e nero, mentre solo il 2 per cento scatta solo a colori. Interessante anche il dato sull’età: il 35 per cento degli intervistati era sotto i 35 anni di età, e il 60 per cento di questi usa le pellicole da meno di cinque anni. 
I brand preferiti per scattare a pellicola sono Canon, Nikon, Mamiya e Pentax, con eBay a rappresentare il bacino principale cui attingere per ottenere equipaggiamento analogico, oramai desueto e non più presente nei negozi tradizionali, se si escludono le fotocamere di Lomography, anche queste in crescita. Molti si sono avvicinati alla fotografia analogica dopo un regalo da parte di amici o famigliari, imparando anche da soli come sviluppare le immagini da negativo. Fra le motivazioni avanzate per l’interesse nei confronti dell’analogico emerge la volontà di “rallentare” e di “pensare all’immagine” piuttosto che scattare decine di immagini una dopo l’altra. Probabilmente la pellicola analogica ha definitivamente fatto i suoi tempi, ma non è detto che con il passare del tempo possa vivere un nuovo incremento di interesse nei suoi confronti, così come è stato per il vinile nel settore della musica.

venerdì 6 febbraio 2015

La Croazia ha cancellato i debiti dei più poveri

Il governo della Croazia ha cominciato a mettere in pratica una misura definita da diversi quotidiani internazionali “interessante” e “inusuale“: la cancellazione dei debiti delle persone più povere del paese. La decisione era stata votata lo scorso 15 gennaio ed è entrata in vigore ieri, lunedì 2 febbraio. Si basa sostanzialmente su un accordo con le grandi banche locali, i distributori di energia elettrica e gas, diversi comuni e enti locali, che rinunceranno ai rimborsi che erano loro dovuti assorbendo autonomamente le perdite. La loro adesione è stata volontaria, su “incoraggiamento” del governo che spera che a lungo termine l’operazione serva per rilanciare l’economia. Il vice primo ministro Milanka Opacic ha parlato di un «nuovo inizio» e Zoran Milanović ha detto: «Si tratta della prima volta che un governo prova a risolvere questo difficile problema e ne siamo orgogliosi». La cancellazione dei debiti riguarderà circa l’1,4 per cento della popolazione, 60 mila persone su 4,2 milioni di cittadini. 
Potranno beneficiare del piano coloro che rientrano in certi parametri: i cittadini i cui debiti non superano i 4.500 euro (35 mila kune), i cui conti in banca sono stati congelati per più di un anno e che non possiedono particolari beni. Il reddito mensile dell’intero nucleo familiare dovrà essere inferiore ai 330 euro e quello di ogni singolo componente non dovrà superare i 162 euro mensili. Il costo totale è stato calcolato in circa 40 milioni di euro. In Croazia (che fa parte dell’UE dal luglio del 2013 ma non della zona euro), il salario mensile medio è di 737 euro, la disoccupazione riguarda il 19,2 per cento della popolazione e l’economia è in recessione da sei anni. I più critici sostengono che il provvedimento sulla cancellazione dei debiti non risolverà la complicata situazione finanziaria e sociale del paese, poiché riguarda una parte minima della popolazione: sono ad esempio 317 mila i cittadini croati i cui conti bancari sono stati bloccati dallo scorso luglio, cioè circa il 7,2 per cento della popolazione. 
Le banche potrebbero anche decidere, per reazione, di aumentare i loro tassi di interesse e questo a danno della maggior parte della popolazione. C’è poi chi, come il Financial Times, interpreta la misura sul debito come una strategia in vista delle elezioni politiche che si svolgeranno entro la fine del 2015. «Questo è un classico caso di populismo in vista delle elezioni parlamentari» ha detto Timothy Ash, economista della banca londinese Standard Bank, citato dal Financial Times. Zoran Milanović, il primo ministro a capo di una coalizione di centrosinistra, ha approvato il provvedimento subito dopo che il candidato scelto del suo partito, Ivo Josipović, ha perso alle elezioni presidenziali. Secondo un sondaggio condotto dall’Ipsos e pubblicato lo scorso dicembre, gli indici di gradimento del partito di Milanović sono calati dell’8 per cento a vantaggio del partito di centrodestra Hrvatska demokratska zajednica (“Unione Democratica Croata”) che è riuscito ad eleggere la nuova presidente, Kolinda Grabar-Kitarović, prima donna a ricoprire questo incarico. Oltre alla cancellazione dei debiti, il governo sta prendendo in considerazione anche altre misure per aiutare i cittadini colpiti dalla crisi. La scorsa settimana il primo ministro ha annunciato di voler fissare un tasso di cambio tra franco svizzero (molto utilizzato dai finanziatori) e la kuna per evitare che, dopo la decisione della Banca nazionale svizzera di abbandonare la soglia minima nel tasso di cambio con l’euro, le rate dei mutui in franchi diventassero troppo onerose per i cittadini croati. 
(ilpost.it)

giovedì 5 febbraio 2015

Addio Artico

Lo scorso marzo 2014, in cui la copertura di ghiaccio era vicina alla media del periodo 1981 – 2010, non è stato sufficiente a contrastare il trend negativo che ha avuto nel 2012 il record di scioglimento. Il NOAA ha realizzato un breve video in cui si mette in evidenza l’erosione del ghiaccio perenne nel corso degli ultimi decenni. Nell’animazione, il ghiaccio è evidenziato nello spettro di colori che vanno dal blu scuro (ghiaccio nuovo) al bianco (quello più vecchio). Come si può vedere, il ghiaccio perenne ha progressivamente ristretto la sua superficie concentrandosi attorno all’arcipelago artico canadese e liberando le coste russe.  



mercoledì 4 febbraio 2015

Canoni canonici

La bellezza è negli occhi di chi guarda, ma l'occhio può vedere le cose in modo molto diverso a seconda di dove (e quando) è. In questo video caricato da BuzzFeedVideo diverse modelle personificano diversi canoni di bellezza, partendo dall'antico Egitto arrivando al '900 e fino ai giorni nostri


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martedì 3 febbraio 2015

Sundance Film Festival 2015

Annunciati i vincitori del “Sundance Film Festival 2015″ con premi al drammatico “Me and Earl and the Dying Girl” e al documentario “The Wolfpack”.
Consegnati i premi del Sundance Film Festival 2015 con il drammatico Me and Earl and the Dying Girl che si è aggiudicato sia il premio del pubblico per la categoria “film drammatici statunitensi” ma anche il Gran Premio della Giuria nella stessa categoria. Il film segue Greg, un ragazzo che vorrebbe trascorrere l’ultimo anno di liceo nel modo più anonimo possibile, evitando ogni tipo di interazione sociale mentre segretamente gira bizzarri e surreali film con il suo unico amico di nome Earl. Ma sia il suo anonimato che l’amicizia vengono minacciati quando sua madre lo costringe a fare amicizia con un compagno di classe affetto da leucemia.
A seguire trovate il resto dei vincitori che includono The Wolfpack e The Witch, che hanno portato a casa rispettivamente il Premio della Giuria per il miglior doc statunitense e per la miglior regia di un dramma statunitense.
Premio della giuria U.S. Documentary
The Wolfpack / U.S.A. (Director: Crystal Moselle)
Premio della giuria U.S. Dramatic
Me and Earl and the Dying Girl / U.S.A. (Director: Alfonso Gomez-Rejon, Screenwriter: Jesse Andrews)
Premio della giuria World Cinema Documentary:
The Russian Woodpecker / United Kingdom (Director: Chad Gracia)
Premio della giuria World Cinema Dramatic:
Slow West / United Kingdom, New Zealand (Director and screenwriter: John Maclean)
Premio del pubblico U.S. Documentary:
Meru / U.S.A. (Directors: Jimmy Chin, E. Chai Vasarhelyi)
Premio del pubblico U.S. Dramatic:
Me and Earl and the Dying Girl / U.S.A. (Director: Alfonso Gomez-Rejon, Screenwriter: Jesse Andrews)
Premio del pubblico World Cinema Documentary:
Dark Horse / United Kingdom (Director: Louise Osmond)
Premio del pubblico World Cinema Dramatic:
Umrika / India (Director and screenwriter: Prashant Nair)
Premio del pubblico - NEXT:
James White / U.S.A. (Director and screenwriter: Josh Mond)
Premio per la miglior regia U.S. Documentary:
Matthew Heineman for Cartel Land / U.S.A., Mexico (Director: Matthew Heineman)
Premio per la miglior regia U.S. Dramatic
Robert Eggers for The Witch / U.S.A., Canada (Director and screenwriter: Robert Eggers)
Premio per la miglior regia - World Cinema Documentary:
Kim Longinotto for Dreamcatcher / United Kingdom (Director: Kim Longinotto)
Premio per la miglior regia World Cinema Dramatic:
Alanté Kavaïté for The Summer of Sangaile / Lithuania, France, The Netherlands (Director and screenwriter: Alanté Kavaïté)
Premio per la sceneggiatura The Waldo Salt - U.S. Dramatic:
Tim Talbott for The Stanford Prison Experiment / U.S.A. (Director: Kyle Patrick Alvarez, Screenwriter: Tim Talbott)
Premio speciale della giuria per l’impatto sociale (U.S.):
Marc Silver for 3½ MINUTES / U.S.A. (Director: Marc Silver)
Premio speciale della giuria Vérité Filmmaking - U.S. Documentary:
Bill Ross and Turner Ross for Western / U.S.A., Mexico (Directors: Bill Ross, Turner Ross)
Premio speciale della giuria per il miglior talento esordiente (U.S. Documentary):
Lyric R. Cabral and David Felix Sutcliffe for (T)ERROR / U.S.A. (Directors: Lyric R. Cabral, David Felix Sutcliffe)
Premio alla miglior fotografia - U.S. Documentary:
Matthew Heineman for Cartel Land / U.S.A., Mexico (Director: Matthew Heineman)
Premio alla miglior fotografia - U.S. Dramatic:
Brandon Trost for The Diary of a Teenage Girl / U.S.A. (Director and screenwriter: Marielle Heller)
Premio al miglior montaggio - U.S. Dramatic:
Lee Haugen for Dope / U.S.A. (Director and screenwriter: Rick Famuyiwa)
Premio speciale della giuria “Collaborative Vision” - U.S. Dramatic:
Advantageous / U.S.A. (Director: Jennifer Phang, Screenwriters: Jacqueline Kim, Jennifer Phang)
Premio speciale della giuria “Unparalleled Access” - World Cinema Documentary:
The Chinese Mayor / China (Director: Hao Zhou)
Premio speciale della giuria “for impact” - World Cinema Documentary:
Pervert Park / Sweden, Denmark (Directors: Frida Barkfors, Lasse Barkfors)
Premio speciale della giuria per il montaggio - World Cinema Documentary:
Jim Scott for How to Change the World / United Kingdom, Canada (Director: Jerry Rothwell)
Premio speciale della giuria per la fotografia - World Cinema Dramatic:
Germain McMicking for Partisan / Australia (Director: Ariel Kleiman, Screenwriters: Ariel Kleiman, Sarah Cyngler)
Premio speciale della giuria per la recitazione - World Cinema Dramatic:
Jack Reynor for Glassland / Ireland (Director and screenwriter: Gerard Barrett)
Premio speciale della giuria per la recitazione - World Cinema Dramatic:
Regina Casé and Camila Márdila for The Second Mother / Brazil (Director and screenwriter: Anna Muylaert)

domenica 1 febbraio 2015

Smog Journeys

Greenpeace diffonde "Smog Journeys", breve film realizzato da Jia Zhangke, uno dei registi cinesi più famosi al mondo, già vincitore in carriera del Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2006. Il corto affronta il tema degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute e sulla vita quotidiana delle famiglie cinesi; e rappresenta una sfida alla Cina a risolvere questa crisi, certificata dai nuovi dati diffusi da Greenpeace che dimostrano come oltre il 90 per cento delle città prese in esame (190) superi i limiti consentiti relativamente alla concentrazione media annuale dei livelli di particolato ultrafine (PM2.5) nell’aria.